lunedì 13 settembre 2021

Fiore di roccia

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Fiori di roccia" di Ilaria Tuti, edito da Longanesi.

Protagonista della storia è Agata Primus, che nel 1976 ritorna nella sua terra, il Friuli, a seguito del terribile terremoto che ha funestato la sua patria. Per lei questa sarà l'occasione per rievocare i ricordi legati agli anni della prima guerra mondiale. Perchè Agata altri non era che una delle "portatrici carniche", ovvero quelle donne che, durante il conflitto, scalavano le montagne, che conoscevano molto bene, e raggiungevano i militari al fronte portando loro rifornimenti alimentari, sanitari e militari, i quali venivano trasportati sulle loro gerle. Molto spesso, al ritorno, erano loro affidati i caduti in battaglia, che si ritrovavano anche a seppellire. 

Attraverso i ricordi di Agata il lettore potrà conoscere la sua vita difficile, ma anche la sua notevole forza d'animo: orfana di madre, con due fratelli che non danno più notizie da anni e che molto probabilmente sono diventati dei disertori, la giovane accudisce il padre malato, si occupa del bestiame e dei campi, cerca di evitare gli insistenti corteggiamenti di Francesco, un giovane arrogante e prepotente, convinto di poter ottenere quello che vuole in nome della sua agiatezza economica.

Ma, nonostante le difficoltà, la giovane non si tirerà indietro nel diventare una portatrice, e con lei lo saranno molte altre donne, come Viola, che s'invaghirà di un alpino; Lucia, madre di famiglia; l'anziana Caterina e la devota Maria. 

Agata, nonostante la durezza della sua vita, è una ragazza molto intelligente, soprattutto per la sua enorme passione per la lettura: non parla spesso, ma sa pronunciare le parole giuste nel momento più opportuno e questo le farà guadagnare la stima del comandante del battaglione del Pal Piccolo, Andrea Colman, oltre che quella del dottor Janes, che si occupa dei feriti. Con loro Agata intreccerà un rapporto molto speciale, fatto di rispetto reciproco per i loro specifici ruoli. Queste donne, infatti, saranno progressivamente da loro considerate un vero e proprio corpo militare. 

Inframmezzati ai ricordi di Agata, l'autrice inserisce anche un altro tipo di narrazione, quella di un giovane cecchino austriaco che si aggira tra le foreste della zone, il cui destino, a un certo punto, s'intreccerà inersorabilmente con quello di Agata...

Generalmente, pur essendo appassionata di Storia, non amo molto romanzi storici, ma avendo letto in passato un paio di romanzi di quest'autrice, che ho molto apprezzato, ho deciso di dedicarmi anche a questa lettura, e mai scelta è stata più azzeccata. Il romanzo, infatti, mi è piaciuto tantissimo, tanto da considerarlo la miglior lettura dell'anno. Ho apprezzato tanto il fatto che l'autrice abbia portato alla luce il sacrificio di queste donne che, purtroppo, una Storia a tratti maschilista, ha del tutto tralasciato di ricordare. 

Il personaggio di Agata è di fantasia, ma le "Portatrici carniche" sono esistite veramente e il loro contributo è stato davvero significativo. Nel romanzo, Agata e le sue amiche vivono a Timau, un paese italiano al confine con l'Austria, di lingua tedesca, e per questo non è complicato pensare come il sacrificio di queste donne fosse anche visto ingiustamente con sospetto, data la loro affinità culturale con il nemico. Ma, nonostante questo, le portatrici sono un chiaro esempio di coraggio e determinazione, ed è doveroso che siano ricordate. La loro figura viene associata dall'autrice ai fiori di roccia, delicati e forti allo stesso tempo, che altro non sono che le stelle alpine.

Un altro elemento che ho gradito moltissimo è il modo attraverso il quale la scrittrice ha tratteggiato l'atmosfera bellica, che arriva fino al lettore coinvolgendo a pieno nella storia. Un atmosfera di morte, violenza, distruzione... che nulla ha a che fare con l'essenza stessa dell'umanità che si fronteggia da entrambe le parti. Una contraddizione che si manifesta chiaramente nella vicenda che coinvolgerà Agata e il misterioso cecchino austriaco, della quale però preferisco non aggiungere altro, rimandandovi alla lettura della storia.

Lo stile della Tuti, che ho imparato a conoscere nei primi due libri della serie incentrata su Teresa Battaglia, è molto dettagliato e preciso, ma nello stesso tempo evocativo e poetico. Le frasi brevi e la semplicità della sintassi fanno sì che il suo modo di scrivere non appesantisca la lettura, anzi, contribuiscono a far apprezzare ancora di più le sue parole, che in più punti coinvolgono emotivamente il lettore.

Una lettura, quindi, che promuovo a pieni voti e che invito tutti a leggere, appassionati di Storia e non, perchè la figura e il sacrificio di queste donne non deve essere dimenticato.

 

Foto delle portatrici presa da Wikipedia.

 

DELLA STESSA AUTRICE:

Fiori sopra l'inferno 

Ninfa dormiente

mercoledì 8 settembre 2021

Le sorelle

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Le sorelle", scritto da Claire Douglas ed edito da Nord.

Protagonista della storia è Abi, una ragazza trentenne che non riesce a superare la tragica perdita della sorella gemella Lucy, per la cui misteriosa morte si sente responsabile. Ogni giorno, nei luoghi e nei momenti più impensati, Abi crede di vedere sua sorella ma, ovviamente, il tutto è sempre e solo il frutto della sua fantasia.

Per questo motivo, un giorno in strada Abi si avvicinerà e inizierà a parlare con una ragazza che assomiglia fisicamente a Lucy (e quindi anche a sè stessa) e, nel giro di pochi giorni, ne diventerà così amica che la giovane, di nome Beatrice, la inviterà a trasferirsi a casa sua, dove vive con il fratello gemello Ben e altre sue amiche. 

Incuriosita non solo dall'incredibile somiglianza con Lucy, ma anche dal fatto che Beatrice ha un gemello, Abi andrà subito a vivere con loro e, in brevissimo tempo, s'innamorerà, ricambiata, di Ben.

Da quel momento in poi, però, nulla sarà più come prima: Beatrice, infatti, inizierà a manifestare una forte gelosia nei suoi confronti e Abi verrà coinvolta in alcuni episodi poco piacevoli, come il ritrovamento di un piccione morto sul letto, di una sua foto segnata da tratti di penna, di un mazzo di fiori corredato da un biglietto firmato con il nome di Lucy. Senza contare che qualcuno parrà rubare non solo le sue medicine, ma anche il profilo Facebook della sua gemella; per non contare di quando Beatrice accuserà Abi di furto e, probabilmente per vendicarsi, ruberà le lettere della gemella che la giovane conservava come unico ricordo di Lucy...

In un crescendo di tensione e ripicche, Abi cercherà di ritagliarsi il suo spazio con Ben il quale, però, verrà informato da Beatrice che la persona paranoica è la stessa Abi e non lei che, a suo giudizio, risulterà essere estranea a tutte le accuse rivoltele da Abi... chi ha ragione e chi mente? Abi o Beatrice? 

I dubbi, inoltre, si faranno più complessi quando Abi, ascoltando alcuni frammenti di conversazione tra i due gemelli, parrà intuire che i due abbiano diversi segreti da nascondere...

Ho scoperto quest'autrice diversi anni fa, con la lettura del romanzo "La migliore amica", che mi aveva piacevolemente sorpresa. Per questo, non appena sono stati pubblicati, ho proseguito con la lettura degli altri suoi romanzi, tralasciando però questa sua prima opera. Ora, però, che ho deciso di recuperarla, devo ammettere che mi ha suscitato alcune perplessità, soprattutto a livello di trama. Com'è possibile che una ragazza di trent'anni, nel giro di breve tempo, si trasferisca a vivere in una casa con dei perfetti estranei? E perchè non lasciare l'abitazione, alle prime avvisaglie di tensione e dopo gli strani comportamenti dei vari componenti? Questi due aspetti mi hanno lasciata molto perplessa, uniti anche all'atteggiamento un po' troppo infantile dei due gemelli che, viene spiegato dall'autrice, hanno ben trentadue anni! 

Chiudendo un occhio, però, e proseguendo con la lettura, devo ammettere che i misteri legati a Beatrice e a Ben mi hanno coinvolta e incuriosita parecchio e alla fine ho apprezzato anche il modo con cui l'autrice ha costruito un thriller senza nemmeno la presenza di un cadavere. Lo stile è semplice e scorrevole e, a parte il brutto scivolone in cui viene descritta la scena di un temporale enunciando che prima si sente il tuono e poi si vede il fulmine, non ho ravvisato particolari problematiche. Per questi motivi, mi sento di consigliarvi quest'autrice se siete amanti  dei thriller psicologici ma con la consapevolezza che quest'opera è, secondo me, quella più debole a livello di trama anche se, comunque, in grado di suscitare interesse e curiosità.

 

DELLA STESSA AUTRICE:

La migliore amica 

La vacanza ideale

Non disturbare

lunedì 30 agosto 2021

Allontanarsi (Saga dei Cazalet #4)

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione del quarto volume della saga dei Cazalet, "Allontanarsi", scritto da Elizabeth Jane Howard ed edito da Fazi Editore.

In questo volume della serie, centrale sarà proprio l'allontanamento tra i diversi personaggi di questa grande famiglia: quello del Generale dalla sua Duchessa, a causa della morte del primo; quello tra Edward e Villy, dato che il marito deciderà di andare a vivere con la sua storica amante, dalla quale ha avuto una figlia; quello tra Hugh (il quale, alla fine sorprenderà il lettore) e lo stesso Edward, a causa della decisione amorosa di quest'ultimo; quello tra Louise e il marito Michael, in crisi da anni; quello tra le cugine Polly e Clary, ognuna di loro impegnate a trovare il loro posto del mondo, la prima attraverso un lavoro e un incontro destinato a cambiare in meglio la sua vita e la seconda con una serie di disavventure che la porteranno a crescere e a maturare. Ma anche Teddy, fratello di Louise e figlio di Edward e Villy, inizierà a fare esperienza della complessa vita coniugale con la giovane e capricciosa moglie, e ciò li porterà al distacco.

Fulcro centrale della storia è però anche il ricongiungimento, dopo anni di allontanamento a causa della seconda guerra mondiale, tra Rupert (fratello di Hugh, Edward e Rachel) e la moglie Zoe, per i quali però non sarà semplice riprendere la propria routine quotidiana e amorosa, a causa dello spettro delle loro relazioni, intrecciate durante la loro forzata separazione, che tormenterà non poco le loro anime. Ce la faranno i due a confessarsi la verità e a ricostruire il loro rapporto?

Nelle numerose pagine, prenderà vita anche la storia dell'unica figlia femmina, Rachel, di natura omosessuale, che dovrà fare i conti con il tradimento della sua "amica" storica Sid, ma anche con le colpe relative al loro rapporto.

Come nel precedente volume, molto spesso comparirà Archie, che non appartiene direttamente alla famiglia Cazalet ma che vi è legato tramite la profonda amicizia con Rupert. Anche in questo volume diventerà il confidente di tutti i membri della famiglia, ma per lui giungerà anche il momento di porre le basi per il proprio futuro, lavorativo e amoroso...

Ancora una volta, la Howard ci racconta alcuni spaccati della vita di questa famiglia, intercorsi tra il 1945 e il 1947, attraverso il suo stile dettagliato ma scorrevole, capace di soffermarsi su ogni particolare descrittivo, fisico e psicologico. Più procedo con la lettura di questa serie, e più mi sento coinvolta dalle vicende di questa famiglia, grazie al modo con cui l'autrice ci narra le loro vicende e all'uso degli svariati punti di vista, che donano al lettore una visione corale di questa grande famiglia, inducendolo a proseguire con curiosità la lettura per scoprire come si evolveranno le loro vicende. Ovviamente sono già curiosa di leggere il quinto e ultimo volume di questa serie molto corposa per numero di pagine ma davvero affascinante!

 

DELLA STESSA AUTRICE:

Gli anni della leggerezza (Saga dei Cazalet #1) 

Il tempo dell'attesa (Saga dei Cazalet #2) 

Confusione (Saga dei Cazalet #3) 

mercoledì 25 agosto 2021

Come uccidono le brave ragazze

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo di Holly Jackson, "Come uccidono le brave ragazze", edito da Rizzoli.

Trattasi di un thriller young adult, che ha come protagonista la diciottenne Pip, una ragazza studiosa e determinata che, per una ricerca scolastica, deciderà di focalizzarsi sulla scomparsa di Andie Bell, avvenuta cinque anni prima, e dell'impatto dell'evento sui mass media.

La ricerca della giovane, però, diventerà una vera e propria indagine, anche perchè il caso di Andie è davvero complesso: nessuno ha mai trovato il corpo della ragazza ma, pochi giorni dopo, il suo ragazzo Sal era stato trovato morto, e tutto aveva lasciato pensare che si fosse ucciso per il senso di colpa nell'averla uccisa, ipotesi sostenuta anche dalla sua mancanza di alibi e dal fatto che avesse chiesto agli amici di creargliene uno.

Aiutata dal fratello di Sal, Pip darà il via a delle personalissime indagini, che le faranno comprendere che Sal potrebbe essere innocente. Ma qual è il vero assassino? I sospettati diventeranno davvero tanti, soprattutto dopo che Pip scoprirà diverse storie che s'intrecceranno con Andie, storie legate al bullismo, alla droga, a relazioni segrete... perchè Andie, la ragazza più popolare della scuola, aveva parecchi lati oscuri...

Pip però non si fermerà davanti a nulla, anzi, mostrerà un coraggio davvero inaspettato per una ragazza della sua età e più di una volta ignorerà le minacce anonime che inizierà a ricevere, fino a quando uno dei suoi affetti più grandi pagherà per la sua ostinazione.

E' stato molto piacevole leggere questa storia, dalla struttura molto particolare: infatti, ai classici capitoli che narrano in terza persona le indagini di Pip, si alternano i suoi appunti, veri e propri "diari di lavoro", che presentano trascrizioni di interviste, resoconti di indagini, riflessioni personali, che coinvolgono il lettore in prima persona.

La storia è davvero intricata, ma alla fine ogni dubbio trova la sua risposta e il finale è meno scontato di quello che si potrebbe credere. Lo stile fluido velocizza la lettura e incuriosisce il lettore, soprattutto per la presenza di numerose piste investigative, che s'incrociano tra loro dando vita a una trama davvero ricca di spunti e che affronta numerose tematiche sociali di rilevante importanza, come il razzismo, il bullismo, le dipendenze dalle droghe. Una lettura, quindi, che mi sento di consigliare agli amanti del genere sia thriller sia young adult, ma anche a chi abbia voglia di cimentarsi con una storia di mistero che vi incuriosirà per la sua originalità.

lunedì 9 agosto 2021

Una madre non sbaglia

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Una madre non sbaglia", scritto da Samantha M. Bailey ed edito da Garzanti.

La storia è ambientata a Chicago ed strutturata su due punti di vista: quello di Morgan, che si svolge nel presente, e quello di Nicole, che viene narrata nel passato.

Morgan è una donna che sta passando un brutto periodo: suo marito si è appena suicidato dopo aver compiuto delle frodi sul lavoro e per questo amici e famiglia l'hanno abbandonata, in quanto ritenuta anch'ella responsabile, anche se erroneamente. Sempre per questo motivo suo padre è morto e la donna è stata degradata a una mansione inferiore sul lavoro. 

Una sera, mentre sta aspettando la metropolitana sulla banchina, una sconosciuta, dall'aspetto scarmigliato, le affida la sua bambina e le dice di prendersene cura. Dopo pochissimi secondi si lancia sotto il treno e muore. Dato che nessuno è stato testimone del fatto, Morgan viene incolpata della morte della donna, e la sua posizione si aggrava quando viene alla luce il suo forte desiderio di maternità. Inoltre la polizia è convinta che ci sia un collegamento tra le due donne, ma Morgan non conosce quella sconosciuta e per questo inizierà a indagare per conto proprio al fine di conoscere la personalità di quella donna e cosa si cela dietro al suo gesto. 

Le sue indagini la porteranno a conoscere il fratello della vittima, ma anche altre persone che ruotavano attorno alla vittima, come il marito, la sua presunta amante, la migliore amica... ma anche un terribile segreto che affonda le radici nel suo passato e un misterioso individuo che pare voglia attentare alla sua incolumità.

Nello stesso momento, il lettore potrà conoscere anche il punto di vista di Nicole, la vittima, Ceo di un'importante azienda di benessere femminile, e quello che le successe pochi giorni prima del suo suicidio. Attraverso la narrazione, si potrà comprendere come la donna soffrisse di una terribile depressione post partum, ma anche delle conseguenze di un gesto compiuto da ragazzina, che si è trascinata per tutta la vita e che nei giorni precedenti alla sua morte sembrerà impossibile non far riaffiorare, soprattutto dato che qualcuno parrà intenzionato a far del male a lei e alla sua bambina.

E' stato molto piacevole leggere questo romanzo: ho trovato la trama davvero originale e ben strutturata, dal ritmo incalzante e piena di colpi di scena. E' difficile riuscire a staccarsi dalle sue pagine, perchè si è curiosi di scoprire come prosegue la storia, tanto più che l'alternarsi dei punti di vista tra le due donne e le chiusure dei capitoli nei punti più cruciali della trama aumentano di molto la suspance e la curiosità di comprendere non solo quale legame sussiste tra le due donne, ma anche chi sia la persona che vuol far loro del male. Anche se qualcosa riguardo al finale lo avevo intuito, ho gradito molto questa storia, dall'inizio alla fine, e per questo mi sento di consigliarvela vivamente, soprattutto agli amanti del genere giallo/thriller.

lunedì 2 agosto 2021

Nelle profondità del lago

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione del romanzo "Nelle profondità del lago", scritto da S. K. Tremayne ed edito da Garzanti.

Protagonista della storia è Kath, sposata con Adam e madre di Layla, una bambina di dieci anni con la sindrome di Asperger. Un giorno la donna rimane vittima di un incidente: mentre stava guidando precipita dentro a un lago, salvandosi per miracolo.

Una volta ristabilitasi, Kath vorrebbe proseguire con la sua vita, che si svolge nella brughiera del Dartmoor, ma ben presto si accorgerà che i familiari la trattano in modo strano: la donna verrà così a conoscenza del fatto che il suo incidente si tratta in realtà di un tentato suicidio. 

Dato che la nostra protagonista non ricorda i fatti antecedenti all'incidente e neppure le cause che l'avrebbero indotta a un gesto così disperato, darà il via a una personalissima indagine per cercare di scoprire cosa le è realmente successo. E per questo si scontrerà con numerosi interrogativi: perchè si ricorda che quel giorno stava fuggendo da suo fratello Dan? Per quale motivo sua figlia Layla, che pare aver visto qualcosa il giorno del suo incidente, è così tesa con il padre? E se per caso il tutto fosse da ricondurre alla misteriosa morte della madre di Kath? Senza contare la presenza di uno sconosciuto, che sembra non perdere mai di vista lei e la figlia, un individuo misterioso che sembrerebbe proprio suo marito...

Di questo autore avevo già letto un paio di romanzi e già avevo notato la sua abilità nelle descrizioni paesaggistiche (tutte le sue storie sono infatti ambientate in zone molto isolate dai contesti cittadini, oltre che in quelle di bambini "speciali". In questo caso, però, ho notato come queste due caratteristiche, soprattutto la prima, tendano ad appensantire la trama, rendendo spesso lenta la narrazione che, comunque, ho trovato originale e appassionante. Personalmente, però, avrei preferito meno descrizioni e più fatti, oppure meno pagine, perchè scritta così, nonostante l'abilità descrittiva dello scrittore che è molto elevata, la storia rischia a tratti di annoiare. Per questo motivo mi sento di promuovere la storia, ma con riserva, oltre che con l'invito a non lasciarsi scoraggiare dalle eccessive descrizioni, perchè la trama vale la pena di essere conosciuta, dall'inizio alla fine. 

 

DELLO STESSO AUTORE:

La gemella silenziosa 

Il bambino bugiardo 

martedì 27 luglio 2021

La figlia del peccato

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "La figlia del peccato", scritto da Emily Gunnis ed edito da Garzanti.

La storia, narrata alternando passato e presente, è ambientata nel Sussex, e ruota attorno a ciò che accadde al convento Saint Margaret nel XX secolo. Quel posto, infatti, conosciuto come un centro per ragazze madri gestito da suore, nascondeva in realtà atroci segreti: le ragazze che vi entravano, infatti, spinte dai familiari a nascondersi in quel ricovero per la vergogna di essere rimaste incinte senza avere un marito, erano trattate in maniera disumana. Sfruttate, picchiate, costrette a partorire in pessime condizioni e subito dopo obbligate a dare in adozione il loro bambino, per quelle giovani varcare i cancelli di quel convento voleva dire da inizio a un incubo senza fine.

Ed è proprio tra queste mure che si ritroverà Ivy la quale, abbandonata dal suo fidanzato che a lei preferisce la carriera di calciatore, capirà che non potrà mai vivere assieme alla sua bambina, che le suore in breve tempo hanno dato in adozione contro la sua volontà. Tra le dure e tristi giornate trascorse in convento conoscerà Elvira, una bambina che è stata riportata indietro dalla sua famiglia adottiva. Ivy si legherà molto a quella piccola e, scoperto che ha una sorella gemella, proverà a fare tutto il possibile per aiutarla a fuggire, per far sì che possa ricongiungersi a lei, oltre che aiutarla a costruirsi una nuova vita, anche a costo di sacrificare la propria.

Ivy, inoltre, durante la sua permanenza, scriverà moltissime lettere indirizzate al padre del bambino, sperando in un suo aiuto. Lettere che, moltissimi anni dopo, saranno ritrovate casualmente da Samantha, che vive nel 2017, anno in cui quel che resta del convento sarà abbattuto. La donna, di professione giornalista, capirà di trovarsi di fronte a una storia scottante, che potrebbe aiutarla anche con la propria carriera. Ma dovrà sbrigarsi, perchè tutto ciò che resta rischierà di rimanere sepolto con la distruzione dell'edificio.

Nel corso delle sue ricerche, Samantha non si troverà solo coinvolta dai tristi eventi accaduti in quel posto, ma proverà a risolvere un mistero che affonda le sue radici tra passato e presente: perchè tutte le persone che ruotavano attorno al convento, quando questo era attivo, sono morte misteriosamente, e ogni indizio lascia pensare che ci sia qualcuno che si sta vendicando, lasciando dietro di sè una lunga scia di morti... chi si cela dietro questa identità misteriosa? E perchè la giornalista ha il sospetto che il tutto sia anche collegato alla sua vita privata?

Questo romanzo è uscito in Italia all'incirca un anno fa e, appena letta la trama, è finito subito nella mia wish list. Infatti sono sempre molto attratta da quelle storie che mescolano fantasia a fatti realmente accaduti. In particolare, questo è soprattutto un romanzo di denuncia, la testimonianza di un tragico fatto storico che, purtroppo, era molto diffuso nel secolo scorso soprattutto in Irlanda, ma anche in Inghilterra. 

Le descrizioni della vita in convento sono molto crude, ed è davvero difficile immaginare come delle religiose abbiano potuto dar vita a questi luoghi di tortura, solo in nome dei soldi che ne ricavavano e, soprattutto, dell'odio che provavavano verso queste giovani innocenti. E' giusto che si conosca tutto questo ed è lodevole che una scrittrice abbia voluto compiere un lungo lavoro di ricerca per poter ricostruire il più fedelmente possibile quanto avveniva in quei conventi, per rendere i lettori consapevoli, preservando nello stesso tempo la memoria di quelle povere ragazze. Nel corso della narrazione, la storia vira sul thriller e anche questa, a mio parere, è stata una scelta azzeccata, dato che conferisce più suspance alla vicenda raccontata. 

Uniche pecche, secondo me, sono i repentini sbalzi temporali, a mio avviso a volte un po' troppo bruschi, così come gli eccessivi cambi di punti di vista. Lo stile particolareggiato conferisce maggior veridicità alla storia, anche se a tratti ne appesantisce la narrazione. Nel complesso, però, è un romanzo che ho apprezzato particolarmente, nonostante la sua crudezza, e lo consiglio a chiunque abbia voglia di conoscere un capitolo, seppur amaro, della storia recente, che ancora oggi è velato da poca conoscenza.

lunedì 19 luglio 2021

Quando l'amore chiama io non rispondo

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione del romanzo "Quando l'amore chiama io non rispondo", scritto da Anna Zarlenga ed edito da Newton Compton.

La storia, ambientata a Napoli, è raccontata attraverso i punti di vista alternati di Aida e Dennis: la prima è una giovane operatrice di call center, rappresentante sindacale, dal carattere davvero pungente; il secondo è il nuovo responsabile delle risorse umane nell'azienda in cui lavora Aida, un ragazzo dal carattere dolce ma determinato, soprattutto nel suo modo di approcciarsi al lavoro. Entrambi sono convinti nel non voler mai stringere una relazione sul posto di lavoro.

I due si conosceranno casualmente quando Aida, per la fretta, si renderà protagonista di una scivolata proprio di fronte a Dennis, che non perderà tempo a soccorrerla. Entrambi i ragazzi rimaranno colpiti l'uno dall'altra, ma quando Aida conoscerà il ruolo di Dennis, cercherà in tutti i modi di fargli la guerra, memore le sue esperienze passate. D'altro canto, Dennis si rivelerà essere molto diverso dai suoi predecessori, e ciò destabilizzerà non poco la ragazza, che inizierà a negare con tutta la sua forza quelle nuove sensazioni... ma cosa sarebbe meglio per lei? Rispondere o meno alla chiamata più importante, ovvero quella dell'amore?

E' stato piacevole leggere questa storia ma, mentre Dennis si è conquistato sin da subito la mia simpatia, con Aida ho dovuto faticare un po'. La ragazza infatti, per buona parte della storia, mostrerà un carattere davvero spinoso, soprattutto a causa dei suoi pregiudizi, che finiranno per complicare la sua stessa vita. Nel corso della narrazione, però, subirà una crescita, il suo personaggio maturerà non poco e ciò mi ha portato a rivalutare positivamente il personaggio.  Tra i due, quello di Aida è certamente il personaggio dalla psicologia più complessa e questo, al di là del suo carattere che si può apprezzare o meno, la rende comunque meno piatta e stereotipata. Sullo sfondo si intrecceranno anche le vicende di Valeria, migliore amica di Aida, e Salvatore, cugino di Dennis, oltre che della simpatica nonna dei due ragazzi.

Lo stile dell'autrice è curato, con dialoghi vivaci e scoppientati; la semplicità e  la scorrevolezza coinvolgono il lettore permettendogli di terminare la lettura in tempi brevi. Nota di merito per l'originalità del titolo e per la copertina. Una lettura che mi sento, quindi, di consigliare agli amanti del genere, e a tutti coloro che abbiano voglia di leggere un romance il cui filo conduttore principale è "l'hate to love".

lunedì 12 luglio 2021

Il prigioniero del cielo

Cari lettori, il libro di cui vi parlerò oggi è "Il prigioniero del cielo", scritto da Carlos Ruiz Zafon ed edito da Mondadori.

Trattasi del terzo libro della saga de "Il cimitero dei libri dimenticati": in questo nuovo episodio, in particolare, verrà approfondito il personaggio di Fermin, amico del protagonista de "L'ombra del vento" Daniel Sempere.

Un giorno, infatti, nella libreria in cui lavorano (il padre di Daniel ne è il titolare) giunge un misterioso personaggio, zoppo e senza una mano, che decide di acquistare il libro più prezioso che possiedono (un'edizione de "Il conte di Montecristo") a un prezzo spropositato, per poi regalarlo proprio a Fermin, con una dedica inquietante. 

E sarà proprio da questo episodio e da alcuni turbamenti di Fermin legati al suo imminente matrimonio con l'amata Bernarda, che Daniel verrà a conoscenza del passato del suo amico, il quale gli racconterà di aver trascorso un periodo nel carcere di Montjuic, durante i torbidi anni della guerra civile spagnola. Lì la sua esistenza s'incrocerà con quella di David Martin, che lo aiuterà a evadere. 

Ma Fermin, attraverso il suo racconto, farà conoscere a Daniel anche un terribile personaggio: Mauricio Valls, direttore del carcere e fervido esponente franchista, il quale vedrà in David Martin il tramite per raggiungere quel successo letterario che, con le proprie capacità, non riusce a ottenere e il cui destino s'incrocerà con quello di Isabella, amica di Martin e madre di Daniel. 

E' sempre piacevole leggere un romanzo di Zafon, che ho imparato ad apprezzare proprio grazie a "L'ombra del vento". Pur essendo questo un romanzo di livello inferiore rispetto al primo, del quale funge un po' da "costola", ho comunque apprezzato molto la storia che, grazie allo stile magnetico dello scrittore, coinvolge il lettore in una spirale di misteri e delitti, in una Barcellona che mostra più ombre che luci. 

In particolare, questo terzo libro fa da ponte ai primi due romanzi, dato che in esso prendono parte entrambi i personaggi dei due volumi precedenti, fornendo risposte ad alcune questioni rimaste in sospeso. Ma il romanzo apre anche nuovi interrogativi, che molto probabilmente verranno affrontati nel quarto e ultimo volume della serie. Dal racconto di Fermin, infatti, Daniel apprenderà una terribile verità legata alla morte della madre, e questo lo sconvolgerà non poco. 

Un romanzo, quindi, che sulla scia dei volumi precedenti mescola vari generi (storico, giallo, thriller, realismo magico, rosa), regalando al lettore il prosiego di una serie davvero appassionante. L'unico consiglio che mi sento di darvi è di leggere la saga in perfetto ordine, perciò se non avete letto i primi due volumi non iniziate da questo libro, in quanto potrebbe risultare davvero difficile comprenderne i vari passaggi narrativi e apprezzarne le potenzialità. 

 

DELLO STESSO AUTORE:

L'ombra del vento 

Il gioco dell'angelo 

martedì 6 luglio 2021

I misteri di Chalk Hill

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "I misteri di Chalk Hill", scritto da Susanne Goga ed edito da Giunti.

La storia è ambientata alla fine del 1800 e protagonista è Charlotte, un'institutrice tedesca che, dopo uno spiacevole episodio amoroso che la ha causato un gran numero di fastidiosi pettegolezzi, decide di lasciare la sua patria alla volta dell'Inghilterra, per lavorare a Chalk Hill, nel Surrey.

Lì la donna diventerà l'istitutrice di Emily, una bambina di otto anni, figlia di un parlamentare inglese. La piccola ha da poco perso la madre, morta in circostanze tragiche e misteriose. 

Dopo pochi giorni, Charlotte si renderà conto che aleggia una strana atmosfera su quell'immensa villa nelle campagne del Surrey. Emily, infatti, sarà più spesso preda di incubi e manifesterà episodi di sonnambulismo. Inoltre, più di una volta, dirà di vedere e di parlare con la madre. Che la bimba sia capace di comunicare con gli spiriti o il tutto è da ricondurre a un lutto non ancora accettato ed elaborato? Tanto più che in passato Emily è stata molto malata...

Charlotte prenderà a cuore i comportamenti della bambina e, animata anche da una forte curiosità, cercherà di far luce sui misteri che aleggiano in quella casa e in quella famiglia. Ad aiutarla ci penserà il critico Tom Ashdown il quale, a nome della "Società per la ricerca psichica" (un'associazione creata con lo scopo di verificare se i cosiddetti "fenomeni paranormali" possono essere spiegati su base scientifica) verrà chiamato dallo stesso padre di Emily per aiutare la figlia e comprendere l'origine dei suoi strani comportamenti.

Ogni volta che mi appresto a leggere un libro ambientato nel passato, temo sempre di ritrovarmi a leggere una storia scritta in modo lento e un po' pesante. Questo però non è stato il caso, perchè l'autrice ha saputo utilizzare uno stile semplice e scorrevole, ma nello stesso tempo bilanciando descrizioni e dialoghi. Penso che uno dei punti di forza della storia sia la sua ambientazione, che viene tratteggiata in modo molto realistico, tanto che al lettore non risulta difficile immaginarsela e sentirsi coinvolto. A livello di trama, però, ho trovato qualche difetto: la storia è interessante e incuriosisce però risulta scontata e abbastanza prevedibile, inoltre mi sarebbe piaciuto un finale un po' più esteso, dato che in questo modo risulta, a mio parere, un po' tranciato. Lo stesso dicasi per lo svelamento del mistero su cui ruota l'intera storia.

D'altra parte però ho gradito l'inserimento nella trama della cosiddetta "Società per la ricerca psichica", che ho scoperto essere esistita veramente. Come già più volte mi sono ritrovata a scrivere, soprattutto nelle recensioni dei romanzi di Lucinda Riley, tendo ad apprezzare molto gli inserimenti di elementi storici nelle storie di fantasia anche perchè, nella maggior parte delle volte, mi permettono di imparare qualcosa di nuovo. 

Nel complesso, quindi, anche se con qualche riserva, mi sento di consigliare la storia agli amanti dei romanzi ambientati nel passato e nelle campagne inglesi, incentrati sui misteri, oltre che agli appassionati di "Jane Eyre", romanzo dal quale la stessa autrice dichiara di aver preso spunto.

lunedì 28 giugno 2021

Il tuo ultimo gioco

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione del romanzo di Rachel Abbott, "Il tuo ultimo gioco", edito da Piemme.

La storia è ambientata nella villa di Lucas, Polskirrin, che si affaccia sulle scogliere della Cornovaglia. Lì il giovane ha invitato i suoi amici a trascorrere insieme qualche giorno prima di festeggiare il suo matrimonio con Nina. Tra gli invitati sono presenti l'amico di infanzia Matt, sposato con Jemma; i gemelli Nick e Isabel; l'amico Andrew con la fidanzata Chandra. Vicino alla loro villa, inoltre, vive Alex, sorella di Lucas, una ragazza che porta ancora i segni, soprattutto psicologici, di un trauma misterioso vissuto durante l'adolescenza. 

Quelle che si preannunciano come giornate allegre e rilassanti diventeranno un vero e proprio incubo, perchè proprio la notte precedente alle nozze, Alex verrà trovata morta sulla spiaggia e tutto lascerà supporre che si tratta di un suicidio. Per questo, anche la polizia chiuderà il caso in breve tempo.

Lucas, però, non è convinto che la sorella si sia suicidata, anzi, è sicuro che sia stata uccisa, e che il gesto sia legato a quanto successo nel passato di Alex. Per questo, esattamente un anno dopo la morte della sorella, Lucas richiamerà a sè gli stessi invitati e li obbligherà a vestirsi e a comportarsi come i giorni antecedenti alla morte di Alex, oltre a obbligarli a giocare a un assurdo gioco di ruolo, una sorta di "cena con delitto", il cui scopo sarebbe quello di scoprire la verità.

Gli invitati, sconvolti per la sua proposta ma incapaci di rifiutarsi per l'amicizia che li lega a Lucas, inizieranno così a essere coinvolti in quella recita, che li metterà a nudo sollevando più di un interrogativo: perchè Matt è così inquieto? Quali rapporti lo legavano ad Alex? Che tipo di corrispondenza intrattenevano Nick e Lucas e perchè questa era gestita anche da Alex? Quale tipo di rapporto sta nascendo tra Andrew e Jemma? E' vero che Isabel è sempre stata innamorata di Lucas?

Gli eventi, poi, si faranno ancora più complicati quando Chandra verrà ricoverata in ospedale per un malore e Jemma scomparirà all'improvviso...

A riaprire il caso e a lottare per scoprire la verità ci penserà la detective Stephanie King e il suo compagno Gus Brodie (già presenti in un precedente libro dell'autrice che, però, non ho letto), i quali saranno contattati in segreto da uno degli ospiti della villa e che, parallelamente al caso, seguiranno anche un altro mistero, che parebbe avere un punto in comune con Polskirrin, ovvero la scomparsa di una giovane donna rumena.

E' il primo libro che leggo di quest'autrice: già la trama mi aveva incuriosita molto e anche la sua lettura non mi ha per nulla delusa, anzi, è stata davvero molto avvincente. Per qualche punto mi ha ricordato un romanzo del mio scrittore preferito di gialli di quando ero ragazzina ("Weekend" di Christopher Pike) ma questo, essendo un libro per adulti, presenta una trama più complessa e maggiormente densa di misteri. 

Ho gradito molto l'intreccio della trama, presentata secondo più punti di vista, così come il finale, che in verità avevo intuito ma, invece di disincentivarmi, ciò mi ha fornito maggior interesse nel proseguire la lettura, per verificare se i miei pensieri corrispondevano all'effettivo svolgimento dei fatti. Anche l'ambigua psicologia dei personaggi conferisce maggior curiosità e suspance alla storia. Un romanzo che per questo consiglio vivamente agli amanti del genere, con la curiosità di voler leggere altri romanzi di questa autrice.

mercoledì 23 giugno 2021

Appuntamento in riva al mare

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Appuntamento in riva al mare", scritto da Ali McNamara ed edito da Newton Compton.

Protagonista della storia è Amelia, giovane donna single che abita in una casa popolare con il figlio Charlie, faticando ad arrivare alla fine del mese. La sua vita subirà un drastico cambiamento quando scoprirà di aver ereditato un castello nel Northumberland. 

Dopo l'entusiasmo iniziale, però, Amelia si renderà conto che il castello avrà bisogno di rimodernamenti, e lo stesso varrà per le organizzazioni delle visite al pubblico e gli allestimenti. Ma la donna non sarà sola: ad aiutarla ci penseranno Arthur e la moglie Dorothy (custodi e tuttofare del castello); Tiffany (la ragazza che si occupa dell'amministrazione) e Joey (bigliettaio e giardiniere del castello). A essi si aggiungeranno Benji (esperto di alberi genealogici che ha individuato Amelia come erede del castello e studioso delle parentele delle antiche famiglie) e Tom (amico di Benji e restauratore di mobili antichi), oltre a tante altre persone del villaggio che Amelia deciderà di assumere per riportare il castello agli antichi splendori.

Grazie alla vicinanza con queste persone, Amelia comincerà a sentirsi parte di una nuova, grande, famiglia e a un certo punto si renderà conto che è venuto il momento di riaprire il suo cuore all'amore. Ma gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo, e la scoperta di un vecchio diario potrebbe aprire nuovi scenari sul futuro di Amelia e del figlio Charlie nel castello...

Le storie di Ali McNamara sono sempre molto rilassanti e possono essere paragonate a delle favole moderne. Pur essendo poco realistiche sono adatte per chi abbia voglia di leggere un romanzo che faccia evadere dalla realtà. Trovo comunque che questa storia presenti sia dei punti di forza sia di debolezza. Nel primo caso, ho apprezzato molto il suo stile semplice e scorrevole della scrittrice, l'originalità della narrazione e, soprattutto, il mistero legato a Clara, antenata di Amelia, i cui diari nascondono più di un segreto. Anche la personalità matura di Charlie, il figlio di Amelia, è stata da me molto apprezzata. Di contro, ho trovato molte parti lente nella narrazione (soprattutto a metà), poco romanticismo nella descrizione della storia d'amore di Amelia, e un uso un po' banale del soprannaturale, elemento che caratterizza la maggior parte delle storie di questa scrittrice e che, al contrario, avevo apprezzato molto in "Colazione in riva al mare".  Trovo comunque che questo romanzo sia una perfetta lettura d'evasione, e va la consiglio per l'estate!

 

DELLA STESSA AUTRICE: 

Colazione a Notting Hill

Il piccolo negozio di fiori in riva al mare 

Colazione in riva al mare

L'estate delle coincidenze 

Un'estate indimenticabile

martedì 15 giugno 2021

Amo la mia vita

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Amo la mia vita", scritto da Sophie Kinsella ed edito da Mondadori.

Protagonista della storia è Ava, giovane donna londinese alla ricerca del vero amore. All'inizio della storia decide di frequentare un corso di scrittura in Puglia e lì, in quell'ambiente così diverso dal suo, conosce un ragazzo del quale si innamora pazzamente. I due giovani non sanno niente l'uno dell'altra, anche perchè il corso prevede che i partecipanti non rivelino nemmeno il loro vero nome, ma tra di loro si sviluppa un sentimento così forte da andare al di là delle loro reali identità.

Una volta terminato il corso, con grande sorpresa, i due scopriranno di vivere nella stessa città: per questo, ciò che poteva sembrare una storia estiva, assumerà le fattezze di una vera e propria relazione. E i due non potrebbero essere più felici.

Tornati alla loro quotidianità, però, i due innamorati si renderanno conto di essere molto diversi, e di non avere pressocchè nulla in comune: Ava infatti è una ragazza solare, ingenua e un po' includente, vegetariana, amante dell'usato, con una casa colorata e un cane (Harold) che è davvero dolce, ma anche un vero combinaguai. Il suo ragazzo invece è totalmente diverso: è taciturno, ama mangiare la carne, adora strane opere d'arte e i colori della casa, che condivide con due amici, sono davvero molto cupi. Per non parlare del suo rapporto di amore/odio con i genitori e il suo lavoro. E della sua ex.

Per i due ragazzi non sarà facile trovare un punto di intesa, ma Ava è determinata a farlo, anche per confutare la teoria della sua amica Sarika, la quale sostiene da sempre la necessità di fissare dei "paletti" prima di intraprendere una relazione: chi avrà ragione? Riuscirà Ava a portare avanti la sua relazione, basata su molta "chimica" ma poche "affinità"?

Nel mio percorso di lettrice ho letto molti romanzi rosa, e spesso mi sono chiesta cosa potrebbe succedere tra i due protagonisti dopo aver raggiunto il loro lieto fine. Quando alla gioia della conquista subentra la quotidianità e i problemi che essa comporta. In questo romanzo, Sophie Kinsella prova a raccontarci questo, e lo fa con il solito tono leggero ma riflessivo. 

Forse, tra tutti i suoi romanzi, questo è quello un po' meno ironico e più ricco di spunti (anche se ho trovato spassosa la scena della sauna a casa dei genitori del suo ragazzo), ma a mio parere trovo che sia una delle sue storie più originali. Ed è proprio questo, l'elemento che amo di più in questa scrittrice, ovvero la sua capacità di mantenersi su un genere ricco di stereotipi e clichè, rielaborandolo ogni volta in modo del tutto personale, presentando così ai lettori storie che non si ripetono mai. 

In particolare, in questo libro vengono affrontati molti argomenti, il primo fra tutti la natura delle relazioni di coppia e come le diversità tra i due partners possano diventare motivo di allontanamento o, al contrario, un'occasione per migliorsi senza snaturare sè stessi e la propria natura; ma nella storia trova spazio anche il tema dell'amicizia, della malattia, dell'amore per gli animali, dei propri interessi e passioni. Azzeccatissimo il personaggio di Harold, il cane di Ava, una delle migliori caratterizzazioni di un animale di cui abbia letto, così come il percorso di crescita che compiono i due protagonisti, soprattutto negli ultimi capitoli. Un romanzo, quindi, che vi invito a leggere, anche solo per passare dei momenti lieti in compagnia di una storia leggera, che vi farà riflettere su temi attuali e concreti.

 

DELLA STESSA AUTRICE:

I love shopping a Las Vegas 

La mia vita non proprio perfetta 

Sorprendimi! 

Ho il tuo numero (Rilettura) 

La famiglia prima di tutto  

Sai tenere un segreto? (Rilettura) 

La regina della casa (Rilettura) 

I love shopping a Natale

La ragazza fantasma (Rilettura)  

venerdì 11 giugno 2021

Ombre sul Naviglio

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Ombre sul Naviglio" di Rosa Teruzzi, edito da Sonzogno.

Trattasi del sesto episodio della serie con protagoniste le "Miss Marple del Giambellino", ovvero Libera e Iole (rispettivamente figlia e madre), la prima fioraia e la seconda spregiudicata settantenne, figlia dell'era hippy e dell'amore libero.

In questo nuovo libro, le due donne vengono incaricate da Cagnaccio (redattore del magazine "La città" e loro collaboratore  nelle loro indagini "non autorizzate") di indagare assieme alla giornalista Irene, detta "La Smilza", su una serie di rapine davvero curiose: esse infatti sono condotte da un gruppo di ladri davvero particolari, dato che sono soliti effettuare i loro colpi travestiti da "Gatto con gli stivali", "Fata turchina" e "Zorro". Essi, inoltre, prendono di mira luoghi davvero poco appetibili per dei rapinatori (studi di commercialisti, agenzie immobiliari, un circolo ricreativo per pensionati...), e di conseguenza il frutto delle loro rapine è davvero molto esiguo. Allora perchè darsi tutti questo gran da fare? Cosa si cela dietro le loro azioni e cosa vogliono comunicare all'opinione pubblica?

Saranno questi gli interrogativi che le Libera, Iole e Irene cercheranno di sciogliere, anche se non sarà per nulla facile, dato che nessuna delle vittime della banda parrà disposto a fornire qualche informazione, anzi, il loro atteggiamento sembrerà davvero scostante, come se avessero paura... oppure nascondono qualcosa?

Per le nostre investigatrici sarà un compito davvero complesso, tanto più che Libera non solo sarà impegnata nel nascondere la sua "attività" alla figlia Vittoria (poliziotta alla quale non sarà facile carpire qualche informazione sul caso) ma dovrà fare i conti anche con una notizia davvero sconvolgente: Gabriele, collega del suo defunto marito, per il quale ha sempre provato un forte sentimento, sta per sposarsi: che sia davvero giunto il momento di prendere una decisione? E, come se non bastasse, accanto al suo amico Furio compare una donna misteriosa...

Insomma, per Libera si prospetteranno tempi davvero complessi in cui, dopo tanto temporeggiare, dovrà finalmente prendere in mano la propria vita, ma le sorprese non saranno finite, perchè il romanzo si concluderà con un colpo di scena davvero sconvolgente che, presumo, getta le basi per un ipotetico settimo episodio...

E' sempre un piacere leggere le avventure di queste donne, che sono sempre appassionanti e non banali, scritte in modo semplice ma accattivanti, ambientate inoltre in luoghi a me familiari, vicini alla mia zona di residenza e, anche per questo, probabilmente ancora più apprezzati. Ho gradito anche il tema principale di questo nuovo episodio, che non posso citare per non fare spoiler, dato che attorno a questo ruotano le azioni dei tre ladri, ma mi è piaciuta la delicatezza e nello stesso tempo l'incisività con cui l'autrice lo ha affrontato. Una lettura che non può non essere letta dagli appassionati della serie mentre, per chi non la conosce, consiglio di iniziarla ovviamente partendo dal primo volume.

 

DELLA STESSA AUTRICE:

La sposa scomparsa

La fioraia del Giambellino 

Non si uccide per amore 

Ultimo tango all'Ortica 

La memoria del lago  

lunedì 7 giugno 2021

Il grido della rosa

Cari lettori, oggi vi parlerò dell'ultimo romanzo di Alice Basso, "Il grido della rosa", edito da Garzanti.

Trattasi del secondo libro della nuova serie dell'autrice, ambientata nella Torino degli anni Trenta e con protagonista la brillante ventenne Anita Bo, dattilografa presso la rivista "Saturnalia".

In questo libro della serie ritroviamo la nostra protagonista alle prese con un nuovo mistero: una giovane ragazza madre sordomuta, Gioia, viene trovata morta accanto al cancello della villa dei Conti Pazzaglia, coloro che hanno adottato il suo bambino, proprio durante la festa che i Conti hanno organizzato per festeggiare l'ingresso del piccolo nella loro famiglia. Il caso viene liquidato come un tentativo della giovane, finito male, di scavalcare il cancello per riprendersi il figlio, ma sono molti gli elementi che non tornano: Gioia infatti presenta diversi lividi sul corpo, come se avesse lottato con qualcuno, e chi la conosceva sapeva che la giovane era consenziente all'adozione del figlio, vedendo per lui un'alternativa di vita di certo migliore rispetto a quella che avrebbe potuto offrirgli lei.

A prendere a cuore l'indagine e ad aiutare Anita ci sarà la sua migliore amica Clara, oltre che la sua ex insegnante Candida, che è diventata una delle patronesse dell'OMNI (Opera Nazione Maternità e Infanzia), nella quale era presente Gioia ma anche Diana (migliore amica della vittima), la quale potrebbe aiutar loro a conoscere meglio la personalità di quella sfortunata ragazza, magari attraverso quel quaderno che Gioia era solita riempire di disegni, alcuni dei quali davvero misteriosi...

E, ovviamente, non potrà mancare lui, Sebastiano Satta Ascona, uno dei due titolari di Anita, con i quali i rapporti si sono fatti ancora più stretti. Nel corso del libro precedente, Sebastiano e Anita si sono progressivamente conosciuti, abbandonando i loro pregiudizi e dando vita a un misterioso scrittore, J. D. Smith, capace di dar voce ai soprusi e alle ingiustizie commesse dal regime fascista. E, nell'intento dei giovani, ci sarebbe quello di utilizzare la personalità fittizia dello scrittore per denunciare anche la torbida vicenda di Gioia, sperando di riuscire a risolvere il caso prima dell'uscita del nuovo numero della rivista.

E' stato molto appassionante leggere questo secondo libro della serie che, a mio parere, si è rivelato anche migliore del precedente, che comunque avevo assai apprezzato: ho gradito l'evoluzione del personaggio di Anita che, attravero una sorta di "educazione letteraria", diventa progressivamente più intelligente e acuta; così come la sua progressiva vicinanza a Sebastiano (in questo romanzo preoccupato anche per le sorti del padre antifascista dopo un'alluvione), la cui evoluzione mi incuriosisce molto. 

Inoltre l'autrice ha permesso al lettore di immergersi completamente in quei tempi e di apprenderne, purtroppo, le mille complessità e contraddizioni: dalla stessa istituzione dell'OMNI fino alle diverse condizioni sociali delle donne italiane, così diverse da quelle descritte nei gialli americani che iniziano ad apparire su "Saturnalia". Nel corso dell'indagine, anche la stessa Anita, la quale verrà in contatto con ambienti che mal si addicono a una ragazza come lei, comprenderà la difficile condizione delle donne sole, costrette a un certo punto a scegliere tra due opzioni: la servitù o la prostituzione. Emblematico e davvero intenso, il monologo di uno dei personaggi chiave dell'indagine, "La Spina", che con estremo realismo darà voce a tutte le donne costrette ad andare incontro a un destino davvero crudele. 

Infine, filo conduttore dell'intera storia, è l'amicizia, declinata in tutte le sue forme e probabilmente uno dei pochi sentimenti che proverà a sopravvivere alle ingiustizie durante uno dei periodi più oscuri della nostra Storia.

Ancora una volta, quindi, la scrittrice, con il suo inconfondibile stile e la sua abilità linguistica, ci regala un romanzo davvero interessante e coinvolgente, lasciandoci con la curiosità di conoscere il prosieguo delle vicende di questi personaggi che, come per la serie precedente, sono riusciti facilmente a conquistare i suoi lettori. 

 

DELLA STESSA AUTRICE: 

L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome

Scrivere è un mestiere pericoloso 

Non ditelo allo scrittore

La scrittrice del mistero 

La ghostwriter di Babbo Natale (novella)

Un caso speciale per la ghost writer

Il morso della vipera 

lunedì 31 maggio 2021

La sorella perduta

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "La sorella perduta" di Lucinda Riley, edito da Giunti. Trattasi del settimo libro della serie de "Le sette sorelle", dedicato a Merope, l'unica figlia che il defunto Pa' Salt non è mai riuscito a trovare.

La storia inizia da dove l'avevamo lasciata nell'ultimo romanzo: l'avvocato Georg Hoffman, che cura gli interessi della famiglia, annuncia a Maia e ad Ally (che si trovano ad Atlantis) di essere entrato in possesso di alcuni indizi che potrebbero aiutarli a farli risalire alla misteriosa identità della settima sorella. Le due ragazze scopriranno così che ella si trova in Nuova Zelanda e che la sua storia è collegata a un prezioso anello di smeraldi. Animate da un forte entusiasmo, le sei sorelle decideranno di trovarla il prima possibile per invitarla alla commemorazione dedicata all'anniversario della morte del padre.

Dato che Cece si trova in Australia, sarà lei assieme a Chrissy, a raggiungere la Nuova Zelanda, dove le due ragazze conosceranno Mary Kate, una ventiduenne aspirante cantante che al momento gestisce da sola la vigna di famiglia, dato che il padre adottivo è morto da poco; la madre adottiva ha deciso di concedersi un lungo viaggio e il fratello si trova in Provenza per studiare le vigne francesi. Mary Kate si mostrerà molto incuriosita da questa storia, ma affermerà anche che il prezioso anello (unico elemento in grado di confermare la sua identità) è in viaggio con la madre.

Le sorelle D'Apliese si troveranno così costrette a "inseguire" la madre di Mary Kate, alla ricerca del prezioso anello, ma capiranno ben presto che la donna (di nome Mary ma detta Merry), non ha intenzione di parlare con loro, anzi, cercherà in tutti i modi di fuggire. Cece e Chrissy, infatti, la mancheranno per un soffio a Norfolk, e lo stesso accadrà e Elettra a Toronto e a Star a Londra. Ally, invece, cercherà di prendere contatti con il figlio in Provenza, grazie al quale scoprirà che la donna soggiornerà a Dublino. E sarà lì che Tiggy cercherà di parlarle...

Cosa nasconde Merry? Perchè sta scappando dalle ragazze? Qual è il senso di questo suo lungo viaggio? Chi si nasconde realmente dietro all'identità della "sorella perduta"?

Attraverso la narrazione della Riley che, come consuetudine, alterna presente e passato, conosceremo la storia della famiglia di Merry e dei suoi antenati, la cui vita s'intreccerà con le vicende legate alla guerra d'indipendenza irlandese. E sarà grazie alla conoscenza del passato che il lettore potrà comprendere la personalità e le scelte compiute dalla donna, oltre che la sua voglia di lasciarsi tutto alle spalle e di ritrovare la serenità a lungo perduta.

Ero molto curiosa di leggere questo nuovo libro, facente parte di una serie che mi ha conquistata storia dopo storia: mi ha fatto molto piacere ritrovare le sei sorelle, che ho imparato a conoscere nei sei romanzi precedenti, collaborare tutte assieme per risolvere il mistero legato all'identità di Merope e assistere alle belle novità che riguarderanno le vite di Maia e Ally. Putroppo però, contrariamente a quello che pensavo, tutti gli interrogativi legati all'identità di Pa' Salt non vengono svelati, e anche la storia dell'ultima sorella non viene del tutto spiegata (anche se mi sono fatta qualche idea in merito): questo perchè l'autrice farà uscire nell'autunno dell'anno prossimo un romanzo tutto dedicato al misterioso padre delle ragazze. Questo aspetto mi ha un po' delusa, anche perchè la serie si protrae da tantissimi anni, ma ovviamente sono già molto curiosa di leggere l'ultimo (speriamo!) libro dedicato a questa saga così appassionante.

Per quanto riguarda la storia ambientata nel passato, come al solito mi ha permesso di approfondire aspetti storici che conoscevo solo marginalmente, nel complesso l'ho trovata piacevole, ma ammetto che in certi punti l'ho trovata un po' lenta e avrei preferito una maggior dinamicità nella narrazione. Nel complesso, però, il romanzo mi è piaciuto molto e lo consiglio a tutti gli appassionati della saga che, ancora una volta, potranno viaggiare, anche se solo con la fantasia, in tempi e in luoghi davvero affascinanti. 

 

DELLA STESSA AUTRICE:

Il segreto della bambina sulla scogliera 

Le sette sorelle. La storia di Maia 

Ally nella tempesta 

La ragazza nell'ombra 

La ragazza delle perle 

La ragazza della luna 

La ragazza del sole 

lunedì 17 maggio 2021

Il gatto che amava la gentilezza

Cari lettori, oggi vi voglio parlare dell'ultimo romanzo di Rachel Wells, "Il gatto che amava la gentilezza", edito da Garzanti.

Anche in questo sesto volume della serie, ritroviamo protagonista il dolcissimo gatto Alfie che, assieme al "figlioletto" George, sarà dedito ad allietare la vita degli abitanti di Edgar Road.

In questo nuovo capitolo comparirà un nuovo personaggio, Cetriolino, ovvero un cucciolo di carlino acquistato da Polly in condivisione con la famiglia di Claire. Alfie e George avranno parecchio da fare con il nuovo arrivato e verranno travolti non solo dalla sua energia ma anche dalla sua incoscienza, oltre che dal suo comportamento tipicamente canino, che i due felini faticheranno a comprendere. Tutto questo gran da fare, però, aiuterà i due gatti a superare il dolore per la perdita dell'amata Tigre.

Nuovi problemi, però, si affacceranno all'orizzonte: Harold, il vecchietto conosciuto nel libro precedente, verrà ricoverato in ospedale per problemi cardiaci, e George soffrirà molto per la lontananza del suo miglior amico umano, fino a quando un nuovo progetto (del tutto segreto) farà capolino nella sua mente e Alfie sarà pronto a tutto pur di scoprire che cosa passa per la testa del suo "figliolo".

Nel romanzo avrà un ruolo importante anche Marcus, figlio di Harold, che migliorerà i suoi rapporti con il padre e intreccerà un relazione con Sylvie, la quale dovrà affrontare un'importante novità.

I colpi di scena, però, riguarderanno anche il mondo dei felini, soprattutto per Alfie il quale, di punto in bianco, si troverà "muso a muso" con una sua vecchia conoscenza... 

Come potete quindi comprendere dalle mie parole, la storia si fa leggere con curiosità e piacevolezza. La narrazione è molto scorrevole e trasmette un senso di pacatezza e serenità. Rimango però convinta della superiorità dei primi tre volumi, che presentavano un intreccio più corale e nel quale i felini ragionavano un po' più da gatti e meno da umani. In quest'ultimo libro, il fatto che i gatti abbiano una mente più umana che felina tende a relegare la storia un po' più verso il genere della favola, che della narrativa. Rimane però la tendenza dell'autrice a inserire nelle sue storie temi importanti e mai banali, in questo caso quello dell'elaborazione della perdita, della solitudine e della solidarietà, e  penso che ciò sia uno dei punti forti della serie che, al di là di pregi e difetti, amo leggere di anno in anno anche solo per ritrovare tutti i suoi personaggi e assistere all'evoluzione delle loro vite.

 

DELLA STESSA AUTRICE:

Il gatto che aggiustava i cuori 

Il gatto che insegnava a essere felici 

Il gatto che regalava il buonumore 

Il gatto che donava allegria 

Il gatto che aiutava a trovare nuovi amici

lunedì 10 maggio 2021

Emma

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione di un celebre romanzo di Jane Austen, "Emma", edito da BUR.

Emma è una ricca ragazza di ventun anni, un po' viziata e capricciosa, che vive con il padre, un uomo particolarmente ipocondriaco. La madre è morta da tempo e la sorella è sposata con Mr. John Knightley.

Dopo che la sua governante, Miss Taylor, troverà marito grazie all'intercessione di Emma, la nostra protagonista, che non ha alcuna intenzione di sposarsi, deciderà di dedicarsi a un nuovo hobby, ovvero combinare matrimoni, nonostante il suo vicino di casa (e cognato) Mr. George Knightley, che frequenta spesso la sua casa ed è con lei in particolare confidenza, disapprovi la sua scelta.

Per tenere fede al suo nuovo passatempo, Emma cercherà in tutti i modi di "sistemare" la sua nuova amica Harriet con il vicario del paese, Mr. Elton, senza considerare che quest'ultimo ha ben altre mire e che, al contrario, c'è un altro ragazzo che aspira a ottenere la mano di Harriet, anche se di ceto sociale più basso.

Nel frattempo, la quiete del posto verrà ravvivata dall'arrivo di due giovani: Frank, figliastro della sua ex governante, la quale vedrebbe di buon occhio la sua unione con Emma; e Jane, una ragazza un po' riservata, che attirerà l'invidia della nostra protagonista, in quanto più brava di lei a suonare il pianoforte, e che per questo diffonderà alcuni pettegolezzi sul conto di Jane.

Durante la sua permanenza, Emma inizierà a provare una certa simpatia per Frank, ma quando si renderà conto che il suo sentimento non sarà amore, proverà in tutti i modi a indirizzarlo verso l'amica Harriet, senza comprendere che, in realtà, sia Frank sia Harriet nascondono alcuni segreti e che uno di questi potrebbe davvero sconvolgerla e farle aprire gli occhi anche su sè stessa...

Avevo già letto questo romanzo moltissimi anni fa, quando frequentavo il liceo. Dato però che la mia era stata una lettura un po' superficiale (praticamente lo leggevo solo quando aspettavo il bus per tornare a casa da scuola) ho deciso di rileggerlo con più calma e attenzione e, pur ricordando gran parte della trama, sono lo stesso rimasta molto coinvolta da questa storia, che ho trovato molto originale, arguta e ben scritta. 

Emma è un personaggio molto particolare: non attira particolarmente le simpatie del lettore, ma egli potrà rivalutarla assistendo gradualmente alla sua crescita nel corso della narrazione. Trovo che il fil rouge di tutta la storia sia l'incapacità dell'amore di sottostare a regole e a imposizioni, e proprio la nostra protagonista lo comprenderà attraverso le esperienze che vivrà con Harriet. Un argomento che, nonostante sia stato affrontato in un romanzo ottocentesco, trovo sia ancora molto attuale, e che per questo il romanzo possa rivelarsi una piacevole lettura anche per i tempi odierni.

domenica 25 aprile 2021

Il gioco dell'angelo

Cari lettori, il post di oggi è dedicato alla recensione del romanzo "Il gioco dell'angelo", scritto da Carlos Ruiz Zafon ed edito da Mondadori.

Trattasi del secondo libro appartenente alla quadrilogia de "Il cimitero dei libri dimenticati", che l'anno scorso ho iniziato ad apprezzare con la lettura de "L'ombra del vento". La trama di questo romanzo è molto complessa, ma cercherò di riassumervela nelle sue linee essenziali.

I fatti narrati sono antecedenti a quanto raccontato nel primo libro della serie, ma sono sempre ambientati a Barcellona. Protagonista è David Martin il quale, rimasto precocemente orfano, riuscirà a farsi strada nel mondo della scrittura non solo grazie al suo talento, ma anche alle intercessioni del conte Pedro Vidal. A un certo punto, però, il giovane comincerà a soffrire di gravi problemi di salute, che gli saranno improvvisamente guariti da un misterioso personaggio: Andreas Corelli, un editore che gli proporrà di lavorare per lui, in cambio di una cospicua cifra, scrivendo un trattato incentrato su una nuova religione.

Dopo qualche titubanza, David accetterà la sua offerta, immergendosi nella stesura dell'opera e cercando così di dimenticare Cristina, figlia dell'autista del conte Vidal, che a lui ha preferito il conte stesso, diventandone la moglie. Accanto a David ci sarà Isabella, una giovane aspirante scrittrice, che vedrà in lui una sorta di "Pigmalione; oltre agli amici di sempre, i gestori della libreria "Sempere", padre e figlio, il cui padre lo porterà proprio nel celebre "Cimitero dei libri dimenticati", in un momento particolarmente difficile per il nostro protagonista.

Quando però i suoi ex editori, che ostacolavano la sua libertà di scrittore, moriranno in circostanze misteriose e i sospetti della polizia verteranno su di lui, David inizierà a provare una sorta di diffidenza verso Corelli: negli stessi giorni, inoltre, scoprirà che anche il vecchio proprietario della casa, nella quale si è da poco trasferito, aveva stretto un legame con Corelli, morendo poi tragicamente. Per questo, parallelamente alle indagini della polizia, David abbandonerà la scrittura del manoscritto e inizierà a investigare per conto proprio, coinvolgendosi in una spirale di segreti, misteri e delitti che cambieranno per sempre la sua esistenza.

Ero molto curiosa di leggere questo romanzo, soprattutto dopo essere rimasta piacevolmente sorpresa dal primo libro della serie: avevo letto in rete molte critiche su questa seconda storia, ed ero curiosa di crearmi una mia opinione. Alla fine, però, se dovessi definire con una parola ciò che ho provato una volta chiusa la quarta di copertina userei la parola "perplessità". Effettivamente non saprei dirmi se il romanzo mi sia piaciuto o meno: diciamo che fino a una buona metà del romanzo mi aspettavo un thriller, alla fine però la storia vira sul soprannaturale e, a mio parere, viene inserita anche una forte componente simbolica, che mi ha un po' destabilizzato. 

Tutto ruota attorno alla figura di Corelli, che non viene definita in modo netto dall'autore, nemmeno alla fine. Chi è questo personaggio e cosa rappresenta? Credo che questa sia la domanda principale che tutti i lettori si sono posti: la sua figura e il modo in cui viene tratteggiato sembrerebbero ricondurlo a Lucifero e, in base a questa accezione, anche il titolo avrebbe così il suo senso. Però, personalmente, penso che Corelli possa anche rappresentare la proiezione più oscura dell'anima di David, quel senso negativo del concetto di ambizione, che proverà a condurlo verso il male più oscuro.

In sostanza, data la natura incerta di uno dei personaggi chiave della storia, molti altri interrogativi rimangono irrisolti nella storia: praticamente l'autore ha seminato molti indizi senza poi fornirne una spiegazione. Ed è proprio questo che mi ha lasciato perplessa: una volta accettata la presenza del soprannaturale e del simbolismo, avrei preferito che nel finale fosse stata fatta chiarezza su ogni punto, invece il lettore si trova a terminare la storia ancora con diversi dubbi.

In rete ho letto che alcuni di questi verranno sciolti nel terzo libro: sarà vero? Ovviamente lo leggerò, anche perchè lo stile di scrittura di questo scrittore mi piace molto e le sue trame sono davvero particolari e coinvolgenti, nel frattempo mi sento comunque di consigliarvi la lettura di questo romanzo, con la consapevolezza di trovarvi di fronte a una storia che lascia aperti molti spiragli, ma che ha però il pregio di farvi riflettere non poco.

 

DELLO STESSO AUTORE:

L'ombra del vento

mercoledì 14 aprile 2021

Sei nei guai

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Sei nei guai" di Janet Evanovich, edito da Salani.

Trattasi del sesto libro della serie dedicata alla cacciatrice di taglie Stephanie Plum, una ragazza trentenne di Trenton (nel New Jersey) ironica e pasticciona, eternamente divisa tra l'attrazione per il poliziotto Joe Morelli, suo primo amore, e il misterioso collega Ranger.

E sarà proprio Ranger, in questo nuovo capitolo della serie, a essere il principale ricercato: l'uomo infatti sembrerebbe coinvolto nell'omicidio di uno dei figli di Alexander Ramos, capofamiglia di un clan che da sempre detiene il monopolio del traffico abusivo delle armi. Nella faccenda, inoltre, per qualche misterioso motivo, è coinvolto anche Stolle, il capo del commercio della droga, che per questo ordinerà a due dei suoi scagnozzi di seguire incessantemente la nostra Stephanie, dando vita a numeriosi siparietti, alcuni più ironici altri più adrenalinici. 

Tra appostamenti, inseguimenti, sequestri e sparatorie, la nostra protagonista dovrà fare i conti anche con la sua celeberrima nonna la quale, persa la pazienza con suo genero, deciderà di trasferirsi proprio a casa della nostra cacciatrice di taglie, che per questo motivo non potrà più vivere alcun momento di intimità; e a complicare ulteriormente la situazione ci penserà anche un cane tremendamente mangione e combinaguai. 

Ancora una volta Janet Evanovich ci regala un romanzo d'azione, ironico e tragicomico, dal ritmo molto incalzante, grazie alla gran quantità di dialoghi, che faranno divertire il lettore. Il pregio di questa serie sta infatti nella sua ironia e nei personaggi, che comprendono non solo Stephanie, ma anche l'affascinante Morelli, il collega Ranger e, soprattutto, nonna Mazur e la collega Lula, le quali con le loro battute regaleranno non poche scene davvero divertenti e al limite del comico. 

Un romanzo che, come per le storie precedenti, consiglio a chi abbia voglia di una lettura spensierata, che si legge in breve tempo e che, soprattutto, regala momenti di spensieratezza e risate senza per questo essere banale, grazie anche al pizzico di mistero che fa da filo conduttore a ogni episodio. 

 

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