giovedì 29 giugno 2023

Le aquile della notte

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Le aquile della notte", scritto da Alice Basso ed edito da Garzanti.

Trattasi del quarto volume della serie ambientata nel 1935 e dedicata alla dattilografa Anita Bo, che avevamo lasciato nel precedente libro alle prese con il matrimonio con Corrado, sempre più vicino. Peccato che la giovane, grazie al suo lavoro e alla segreta collaborazione con il suo capo Sebastiano nel ricercare quella verità che il regime fascista tenta in tutti i modi di sotterrare, stia progressivamente rivalutando la sua vita, i suoi valori e il suo futuro.

In questo nuovo episodio della serie, Anita si troverà ad affrontare una piacevole novità: Sebastiano verrà infatti invitato a trascorrere una settimana nelle Langhe, per aiutare nella vendemmia la famiglia di quella giovane che presto diventerà sua moglie, Mavi Bonatti. E, dato che stare una settimana senza lavorare per lui è impossibile, senza tanti problemi i Bonatti decideranno di invitare Anita a unirsi a loro, per poter in questo modo permettere a Sebastiano di ritagliarsi dei momenti per lavorare alla traduzione dei gialli americani che comporranno i numeri della rivista "Saturnalia".

Anita sarà subito entusiasta di partecipare, sia per allontanarsi momentaneamente dalla madre che le sta continuamente addosso per i preparativi del matrimonio, sia per poter così trascorrere in un posto nuovo, così diverso dalla grigia Torino, dei momenti con Sebastiano, seppur la presenza dei fascistissimi Bonatti non sia per nulla allettante e non lascino ai due ragazzi molto spazio per poter interagire.

La giovane, però, non sa che ad attenderla in campagna non ci sarà solo la vendemmia, ma anche un gruppo di giovani che, scoprirà, si ritrovano in segreto nei boschi alle prime luci dell'alba: per quale motivo? 

Sarà questo il primo degli interrogativi che si porrà la nostra protagonista, ma la sua permanenza si farà ancora più interessante quando uno di quei ragazzi verrà trovato morto, un giovane che era addirittura parente dei Bonatti... che sia giunto il momento per Anita e Sebastiano di ritornare a indagare per far poi trionfare la verità attraverso le parole del loro "scrittore" J. D. Smith?

Ancora una volta Alice Basso ci regala una storia intrisa di mistero, dai risvolti interessanti e non banali, raccontata con il suo stile sempre molto particolareggiato, che apprezzo dai tempi della serie sulla ghostwriter Vani. Non pensate, però, che questo libro sia solo un giallo perchè, come già nei precedenti romanzi, tra le sue pagine trovano spazio diverse tematiche, come quella storica, legata al fascismo e al suo regime. In particolare, in questo libro, Anita e Sebastiano capiranno che non sono gli unici ad agire in opposizione al regime di Mussolini e che tutte le arti sono purtroppo limitate nella loro libertà di pensiero. Il tutto è sapientemente amalgamato al caso giallo, questa volta dotato di un soggestivo sfondo bucolico, che dona un tocco di neorealismo alla trama.

Inoltre, a differenza del precedente romanzo, i cui i rapporti tra Anita e Sebastiano mi erano sembrati un po' troppo stazionari, in questa nuova storia, la relazione tra i due subirà un'importante evoluzione, lasciando più volte i lettori con il fiato sospeso e rendendoli così curiosi di sapere come proseguirà la loro storia personale, data anche la frase sibillina con cui termina il romanzo. 

Dalle mie parole potete quindi comprendere come abbia adorato questa storia, in tutte le sue parti (peccato solo per le poche apparizioni di Candida, Clara e Julian ma, ai fini della trama, è più che comprensibile), e questo mi ha reso ancor più impaziente di scoprire come termineranno le vicende di questi due giovani dei quali, sin dal primo libro, ho apprezzato le caratteristiche e, via via, anche la loro evoluzione all'interno delle storie trattate nei vari libri. 

 

DELLA STESSA AUTRICE:

L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome 

Scrivere è un mestiere pericoloso 

Non ditelo allo scrittore 

La scrittrice del mistero 

La ghostwriter di Babbo Natale (novella) 

Un caso speciale per la ghostwriter 

Il morso della vipera 

Il grido della rosa 

Una stella senza luce 

mercoledì 21 giugno 2023

Ragione e sentimento

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo di Jane Austen "Ragione e sentimento", che ho letto nell'edizione Newton Compton (collana "I Mini Mammut").

Protagoniste di questo classico ottocentesco sono due sorelle: Elinor, una ragazza calma e razionale che rappresenta la "ragione", e Marianne, dal temperamento sensibile e passionale, e che per questo personifica il "sentimento".

Le due ragazze vivono con i genitori e la sorella minore Margaret in una tenuta inglese fino a quando, dopo la morte del padre (il signor Dashwood), questa passerà in eredità al fratellastro maggiore e a sua moglie Fanny. Per questo decideranno di optare per un'altra abitazione.

Le quattro si trasferiranno a Barton Cottage, proprietà di un cugino, e da quel momento in poi inizieranno a frequentare le persone che animano quell'ambiente, tra i quali due gentiluomini che saranno subito conquistati dal temperamento di Marianne: il giovane Willoughby e il colonnello Brandon.

Ben presto Marianne si renderà conto di provare un forte sentimento per il primo ragazzo: i loro gusti sono pressocchè identici e lo stesso dicasi per il carattere allegro e gioviale, ma un evento del tutto inaspettato sconvolgerà all'improvviso tutte le sue credenze. Ma anche il colonnello Brandon ha qualcosa da nascondere....

Elinor, invece, soffrirà più di Marianne all'idea di dover lasciare la casa paterna per trasferirsi a Barton Cottege: la ragazza, infatti, è invaghita di Edward, fratello di Fanny, sebbene sia consapevole che la madre di questi sia intenzionata a far sposare il figlio con una giovane dall'agiata situazione economica. In più, un incontro inaspettato con una ragazza, Lucy, farà comprendere a Elinor che i suoi sentimenti saranno ancor più osteggiati di come credeva...

Insomma, le due sorelle Dashwood, pur avendo caratteri e temperamenti opposti, si ritroveranno a soffrire non poco per amore, e anche il lettore sarà coinvolto dai loro sentimenti e turbamenti, dal primo all'ultimo capitolo.

Dopo aver letto e apprezzato "Orgoglio e pregiudizio" fin da quando ero bambina, in questi ultimi anni ho deciso di recuperare la lettura degli altri romanzi di Jane Austen, trovandomi ogni volta conquistata dalle storie di questa celeberrima scrittrice. E anche questa lettura si è rivelata all'altezza delle mie aspettative.

Ho letto con interesse crescente le vicende di Elinor e di Marianne e ho apprezzato anche la crescita delle due sorelle all'interno della narrazione, soprattutto quella di Marianne. Sebbene il romanzo sia stato scritto secoli fa, trovo che le storie di Jane Austen siano capaci di parlare anche al pubblico contemporaneo, approfondendo tematiche e sentimenti universali con un'acutezza e una sottile ironia che non mancheranno di conquistare e coinvolgere il pubblico di ogni epoca e proprio per questo, se già non lo avete fatto, vi consiglio vivamente di leggere questo romanzo.


DELLA STESSA AUTRICE:

Emma

Persuasione

giovedì 15 giugno 2023

Innamorati pazzi

Cari lettori, oggi vi parlerò del libro "Innamorati pazzi", scritto da Felicia Kingsley ed edito da Newton Compton.

Come si evince anche dal sottotitolo, trattasi di uno spin off del romanzo "Due cuori in affitto", nel quale il lettore potrà ritrovare i due protagonisti, la sceneggiatrice Summer e lo scrittore Blake. 

Nei brevi capitoli, strutturati come piccoli episodi autoconclusivi, si potranno approfondire alcuni episodi legati alla trama del precedente romanzo, riuscendo così ad avere più chiare le dinamiche amorose tra i due protagonisti. 

Inoltre permetteranno al lettore di scoprire qualche curiosità in più sulla loro relazione e, più in generale, sulla loro vita come una lettera scritta da Blake a Summer, il modo attraverso il quale Blake è riuscito a sfondare nel mondo della scrittura o una lista di Summer su Blake, a quanto pare (o forse no) in continuo aggiornamento.

Capitolo dopo capitolo, il lettore potrà anche scoprire come si evolverà la relazione tra i due focosi innamorati, tra cupcake cucinati con uno scopo ben preciso e progetti per un matrimonio che sarà tutto tranne che convenzionale, fino a una novità che sconvolgerà per sempre la vita di entrambi...

Nel mezzo, compariranno anche alcuni personaggi legati alla loro quotidianità, come lo stravagante Dwight, l'altezzosa famiglia di Summer e tutti gli amici di Blake, protagonisti degli altri romanzi dell'autrice, che è sempre un piacere ritrovare, anche se nelle pagine di un'altra storia.

Chi legge il mio blog, sa che negli ultimi anni ho recuperato tutti i romanzi di questa autrice perchè, oltre alle sue storie, mi piace molto anche il suo stile, che trovo leggero, ironico e davvero curato, soprattutto nelle parti dialogate, a dispetto di chi tende a relegare il genere rosa/romance a letteratura di serie b. 

Devo ammettere che, a differenza delle altre lettrici, "Due cuori in affitto" non è uno dei suoi romanzi che ho apprezzato di più, ma ho voluto comunque leggere questo libro perchè avevo voglia di una lettura leggera e divertente, capace di farmi passare dei momenti di relax, e le mie aspettative non sono state deluse. 

Pur essendo un'opera breve, fortemente dipendente dal romanzo a cui fa riferimento (e che per questo vi consiglio di leggere solo se prima avete completato la lettura di "Due cuori in affitto") è davvero piacevole immergersi in questi episodi che, seppur non possano essere considerati un vero e proprio romanzo, costituiscono dei piccoli e gradevoli approfondimenti di una storia che ha conquistato moltissimi lettori. 

 

DELLA STESSA AUTRICE:

Due cuori in affitto

Appuntamento in terrazzo (novella) 

La verità è che non ti odio abbastanza

Prima regola: non innamorarsi  

Una Cenerentola a Manhattan

Stronze si nasce 

Bugiarde si diventa

Matrimonio di convenienza 

Non è un paese per single

Il mio regalo inaspettato (novella) 

Ti aspetto a Central Park

giovedì 8 giugno 2023

L'arminuta

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "L'Arminuta", scritto da Donatella di Pietrantonio ed edito da Einaudi.

Protagonista del romanzo è una ragazzina, il cui nome non viene mai svelato dato che viene nominata da tutti come "l'Arminuta", ovvero "la Ritornata" in dialetto abruzzese.

La giovane infatti, da un giorno all'altro, scoprirà che quelli che ha sempre creduto essere i suoi genitori in realtà non lo sono e, per un motivo a lei sconosciuto, verrà riportata alla sua vera famiglia: da qui l'utilizzo di quel soprannome che l'accompagnerà dalla prima all'ultima pagina del libro.

Ciò comporterà un radicale cambiamento di vita: la ragazzina, infatti, passerà dal condurre una vita cittadina particolarmente agiata come figlia unica, a vivere un'esistenza in un'umile casa di campagna, trovandosi all'improvviso con cinque fratelli che la sera, a cena, si contendono il cibo.

In quel nuovo ambiente la giovane faticherà a concepire quell'uomo e quella donna così rudi e freddi come i suoi genitori e anche la relazione con i fratelli non sarà affatto semplice, sebbene costruirà gradualmente un rapporto speciale con la sorellina Adriana e il fratellino più piccolo. Inoltre, anche con uno dei fratelli più grandi, Vincenzo, nascerà un complesso, e a tratti ambiguo, legame.

Man mano che proseguirà la storia, "l'Arminuta" non perderà mai la speranza di poter ritornare nella sua vecchia casa vicino al mare e, soprattutto, di comprendere per quale motivo quelli che credeva essere i suoi genitori non la vogliono più. Solo alla fine, assieme al lettore, potrà afferrare quella verità che in realtà tutti conoscono da tempo...

Era da anni che ero incuriosita da questo romanzo e finalmente sono riuscita a dedicarmici: a lettura ultimata posso confermare che le mie aspettative non sono state disattese. Ho trovato la storia molto coinvolgente e capace di tenere desta la curiosità del lettore che, come la protagonista, fino alla fine non smette di domandarsi quale motivo stia dietro alle scelte di quelle persone. Lo stile dell'autrice è semplice e diretto, quasi scarno e asciutto, con l'inserimento di dialoghi in dialetto nelle parti ambientate all'interno della vera famiglia della ragazzina e ciò delinea meglio la differenza del contesto socio culturale tra il vecchio e il nuovo ambiente in cui si troverà immersa la protagonista.

L'interesse per questa lettura mi ha portato, nello scorso weekend, a voler recuperare la visione del film, uscito un paio di anni fa, e devo ammettere che anche la versione cinematografica ha mantenuto la stessa qualità del romanzo. In entrambi ho particolarmente amato la figura della sorellina Adriana, un personaggio forte e ben caratterizzato.

Un libro, quindi, che mi sento di consigliare a chi abbia voglia di leggere una storia di famiglia non convenzionale e capace di suscitare diversi spunti di riflessione su una tematica davvero molto importante: quella della maternità.