lunedì 25 novembre 2019

Un terremoto a Borgo Propizio

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione del romanzo "Un terremoto a Borgo Propizio", scritto da Loredana Limone ed edito da Salani.

Trattasi del terzo libro della serie dedicata a questo borgo italiano immaginario e alle vicende dei suoi abitanti, che il lettore ha imparato a conoscere nei primi due romanzi.

In questo nuovo capitolo, a differenza di quanto era successo nel secondo, troviamo i personaggi principali alla prese con vari turbamenti: Belinda, proprietaria della latteria "Fatti mandare dalla mamma", è in crisi con il suo fidanzato Francesco, il quale l'ha tradita; suo padre pare essersi invaghito della direttrice della biblioteca, della quale è avvocato difensore; il sindaco Felice Rondinella, per nascondere la propria omosessualità, prosegue la sua relazione di facciata con Marietta e, nello stesso tempo, tradisce il suo fidanzato con un altro uomo; e infine anche la coppia Mariolina/Ruggero pare non essere così solida come sembrava.

In più, come se non bastasse, la bellezza del borgo viene devastata da un violento terremoto, che distrugge gran parte di quel centro storico che, solo pochi anni prima, era stato rinnovato. A quest'evento verranno associate tutte le problematiche legate agli sfollati e ai loro alloggi, che spesso abbiamo sentito nominare anche nella nostra cronaca.

Purtroppo, si scoprirà che il terremoto ha causato anche delle vittime, e non solo: l'assessore alla cultura Tranquillo Conforti è stato assassinato, proprio poco prima che la terra iniziasse a tremare! Chi sarà il suo assassino? E' questo che si chiederà il Maresciallo Saltalamacchia, il quale darà inizio a un'indagine serrata per cercare di risolvere il mistero.

E' sempre un piacere ritrovare i personaggi del borgo ai quali, libro dopo libro, è impossibile non affezionarsi. Anche se ho trovato questo capitolo un po' più sottotono rispetto al precedente (che rimane il mio preferito), da amante dei romanzi corali ho amato molto calarmi nelle vicende dei vari personaggi e scoprire l'evolversi delle loro vicende. Lo stile dell'autrice è semplice, lineare, velato da una sottile ironia e da un pizzico di mistero. Ora non mi rimane che leggere l'ultimo volume, sperando che possa narrare la rinascita del borgo!

domenica 17 novembre 2019

La battaglia navale

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "La battaglia navale" di Marco Malvaldi, edito da Sellerio.

Il libro fa parte della serie del BarLume: per questo, il lettore potrà ritrovare con piacere, oltre al "barrista" Massimo, anche i celeberrimi quattro vecchietti, che sono Ampelio (nonno di Massimo), Aldo (ristoratore "quasi" in pensione), il Del Tacca (ex dipendente comunale) e il Rimediotti (di centrodestra), assidui frequentatori del suo locale e appassionati di cronaca nera locale.

Il caso che in questo nuovo episodio li coinvolgerà non poco, riguarda l'omicidio di una ragazza, badante della madre di un residente di Pineta, l'immaginaria cittadina toscana nella quale sono sempre ambientate le vicende. 

Di primo acchito, sembrerebbe un caso molto semplice da risolvere, dato che la donna era tormentata da un uomo violento, ma sono molti gli elementi che non trovano una corrispondenza precisa e il caso diventerà ancora più complesso quando si scoprirà il coinvolgimento di una ricca e prestigiosa famiglia di avvocati. Cosa si cela dietro queste rispettabilissime persone? Quali erano i rapporti che la vittima aveva intrecciato con loro? Quale motivazione è da ricondurre alla base dell'omicidio?

Saranno queste le domande che non solo i vecchietti, ma anche il vicequestore Alice Martelli (ora fidanzata di Massimo) si porrà per cercare di risolvere il caso. Ma, come ormai siamo abituati, la serie non è solo basata sull'investigazione: in tutto il testo pervade un delizioso umorismo toscano, grazie soprattutto agli scoppiettanti dialoghi tra i quattro vecchietti, che rendono la storia leggera e divertente e di certo più di una volta faranno sorridere il lettore.

Dopo aver letto il secondo volume della serie dei Cazalet, avevo voglia di una storia più semplice, leggera, divertente ma anche ben scritta, e in questo breve romanzo ho trovato tutto quello che stavo cercando. Il caso giallo incuriosisce il lettore e non è così banale e scontato come potrebbe sembrare all'inizio, anzi, non è facile comprenderne le dinamiche. Sempre piacevoli i siparietti dei vecchietti, e curiosa la nuova coppia Massimo/Alice. Un romanzo che consiglio a chi ama le storie che mescolano ironia e investigazione, con l'invito a leggere anche i precedenti libri della serie.

lunedì 11 novembre 2019

Il tempo dell'attesa (Saga dei Cazalet #2)

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione del secondo volume della saga dei Cazalet, "Il tempo dell'attesa", scritto da Elizabeth Jane Howard ed edito da Fazi.

Le vicende di questo libro sono ambientate nei primi anni della seconda guerra mondiale: il lettore potrà con piacere ritrovare i capostipiti della famiglia (il "Generale" e la "Duchessa"), padroni di Home Place, oltre ai loro quattro figli. 

Il maggiore, Hugh, unico tra i fratelli a non partire per il fronte a causa della sua menomazione, si troverà costretto a gestire con impegno l'azienda di legname londinese dei Cazalet; Edward invece dovrà conciliare lo sforzo bellico con la sua famiglia e le sue amanti; Rupert partirà per la marina, lasciando a Home Place i suoi due figli e la seconda moglie, prossima al parto; mentre Rachel, l'unica figlia femmina, continuerà il suo rapporto con "l'amica" Sid. 

Ampio spazio è dedicato alle tre nipoti Polly (figlia di Hugh); Louise (figlia di Edward) e Clary (figlia di Rupert). La prima soffrirà molto, sia per le condizioni di salute della madre, che si ritroverà vittima di un grave problema di salute, sia per la lentezza dei giorni di guerra a Home Place; incapace di trovare un posto nel mondo e di inquadrare meglio il proprio futuro, sognerà di potersi in qualche modo realizzare; Louise, invece, aspirerà a un futuro da attrice e (più grande delle due cugine) inizierà a fare qualche esperienza sia in campo lavorativo, recitando in teatro, sia in quello amoroso, grazie alla conoscenza di un pittore; Clary, invece, sentirà molto la lontananza del padre e, da aspirante scrittrice, comincerà a scrivergli molte lettere e a tenere un diario nel quale, con grande abilità, riuscirà a mettere nero su bianco i suoi sentimenti e le sue sensazioni, anche quando un evento terribile sconvolgerà lei e tutti i Cazalet.

Sono proprio loro tre i personaggi maggiormente delinati nel romanzo che, come gli altri del resto, conta più di seicento pagine! Nonostante l'impegno della lettura, però, ero molto curiosa di proseguire con la saga, che mi ha entusiasmata più del primo libro, il quale era più un'introduzione generale della famiglia che una storia vera e propria. In questo, invece, si svolgono più fatti e, nonostante l'autrice prediliga uno stile prolisso costituito da lunghissimi capitoli, descrizioni minuziose e pochi dialoghi, si legge con velocità e vivo interesse, grazie alla sua capacità di incuriosire il lettore, anche solo descrivendo la giornata di uno dei suoi personaggi. 

Una lettura che consiglio a tutti gli amanti dei romanzi corali e delle saghe familiari, con un occhio di riguardo per i personaggi femminili. Ovviamente, per comprendere meglio gli eventi narrati, consiglio caldamente di iniziare la lettura dal primo libro!

lunedì 28 ottobre 2019

L'amica del cuore

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione del romanzo "L'amica del cuore", scritto da Sarah Pinborough ed edito da Piemme.

La storia è raccontata attraverso i punti di vista di tre donne: Lisa che, sulla soglia dei quarantanni, è una madre single che nasconde un segreto che affonda le radici nel suo passato; Marilyn, collega e migliore amica di Lisa che, dietro al suo matrimonio all'apparenza perfetto, nasconde un retroscena dominato dalla violenza domestica; e Ava, figlia di Lisa che, da poco tempo, ha intrapreso una corripondenza segreta con uno sconosciuto che pare averle rubato cuore e pensieri.

I fragili equilibri della loro vita saranno destinati a spezzarsi quando il passato di Lisa sembrerà riaffiorare: prima solamente tramite alcuni indizi che solo Lisa potrà comprendere, in seguito quando Ava salverà un bambino che stava per affogare, durante una festa di paese, e le foto di entrambe finiranno sui giornali.

Quest'ultimo fatto sconvolgerà ancora di più Lisa, perchè il suo segreto è veramente terribile, e all'epoca aveva coinvolto non solo lei, ma anche un'altra persona che, nonostante siano passati tanti anni, potrebbe cercare vendetta rifacendosi su di lei e su Ava... 

Per questo motivo, Lisa dovrà scavare nella sè stessa del suo passato, ritrovando così lo stesso carattere duro e spregiudicato che negli anni aveva cercato di soffocare. Solo in quel modo, infatti, potrebbe riuscire ad affrontare e a sconfiggere definitivamente, i fantasmi del passato.

Da come potete notare, la storia è ben articolata, e molto viva non è solo la descrizione dei fatti, ma anche la componente psicologica delle tre donne. In certi punti, nei quali prevale la componente descrittiva rispetto a quella dialogica, può sembrare un po' lento ma, proseguendo con la lettura, acquista più ritmo, portando il lettore di fronte a repentini colpi di scena. Un romanzo che non può non essere letto dagli amanti dei thriller psicologici. 

domenica 20 ottobre 2019

Sai tenere un segreto?

Cari lettori, per la mia rubrica dedicata alle "riletture", oggi vi voglio parlare di un romanzo che ho ripreso in mano dopo averlo letto per la prima volta quando ancora frequentavo le scuole superiori: sto parlando di "Sai tenere un segreto?" di Sophie Kinsella, edito da Mondadori, del quale presto uscirà un film (che, ovviamente, sono molto curiosa di vedere!)

La storia è ambientata a Londra e protagonista è Emma, una venticinquenne comune dalla vita altrettanto normale: lavora come assistente in un ufficio marketing, sognando la promozione, è fidanzata con un ragazzo che assomiglia a Ken e vive con due coinquiline, di cui una è la sua migliore amica. Vive da sempre con un complesso d'inferiorità verso la cugina che, orfana, è cresciuta nella sua famiglia, ma spera che il destino abbia in serbo per lei un futuro meraviglioso.

Un giorno, di ritorno da una trasferta di lavoro, si ritrova a dover subire un viaggio aereo davvero turbolento: la ragazza, in preda al panico, convinta di morire, si ritrova così in una situazione talmente difficile da gestire che, come reazione, inizia a raccontare tutti i suoi segreti al suo vicino di posto, che vanno dal suo  peso reale fino a quello che realmente pensa del suo ragazzo.

Per fortuna alla fine l'aereo riesce ad atterrare: una volta recuperata la calma Emma s'imbarazzerà al pensiero della sua reazione, ma si consolerà pensando al fatto che non incontrerà mai più quell'uomo, e invece... alla fine la ragazza scoprirà che quella persona altri non è che il fondatore della sua azienda!

Questa consapevolezza getterà Emma nel panico: come comportarsi con un uomo che sa tutto, ma proprio tutto, di te e racconta poco e niente di sè? E se dovesse confessare a qualcun altro i suoi segreti?

Con questa commedia romantica Sophie Kinsella, con il solito stile brioso che la contraddistingue, dietro l'apparente semplicità della storia, affronta delle tematiche nient'affatto frivole, come quelle relative alle relazioni di coppia: quanto conviene essere completamente sinceri con il proprio partner? 

Altra tematica è quella della sincerità: è meglio  dire sempre la verità alle persone che ci circondano (genitori, amici, fidanzato) oppure è meglio mentire con il solo scopo di compiacerli?

Insomma, una lettura che diverte, rilassa, ma nello stesso tempo offre spunti di riflessioni sempre attuali e per nulla banali. Un libro che consiglio, anche come rilettura, in attesa di vedere la versione cinematografica!

lunedì 7 ottobre 2019

Un'estate indimenticabile

Cari lettori, il post di oggi è dedicato alla recensione del romanzo "Un'estate indimenticabile", scritto da Ali McNamara ed edito da Newton Compton.

Protagonista della storia è Ana, una trentenne single, graphic designer, che si ritrova a perdere la propria migliore amica a causa di un tumore. Con grande sorpresa, scoprirà che la ragazza le ha lasciato in eredità un vecchio camper, situato in Cornovaglia, nella cittadina di Saint Felix.

Una volta giunta sul posto, Ana scoprirà che il veicolo è in pessime condizioni, ma il giovane meccanico Malachi, che sostituisce il titolare dell'officina in cui il camper è situato, si offrirà di sistemarglielo. Ana deciderà così di fermarsi per qualche giorno nel paesino, nel quale stringerà amicizia non solo con Malachi, ma anche con Noah, un antiquario dal carattere complesso e dal passato misterioso.

Un giorno, rovistando nel veicolo, Ana scoprirà delle lettere, scritte anni prima e mai spedite, che raccontano di un amore, probabilmente impossibile, tra due persone, firmate da una certa Lou. Da quel momento, Ana cercherà con ogni mezzo di saperne di più, prefiggendosi come scopo quello di restituire le lettere alla legittima proprietaria e, magari, aiutarla a coronare il suo sogno d'amore, scoprendo la verità su quella vicenda così misteriosa.

Durante lo svolgimento della sua missione e la sua permanenza a Saint Felix, Ana comincerà a cambiare, riaprendosi alla vita e, nello stesso tempo, elaborando il lutto per la perdita della sua amica. Ma non sarà l'unico personaggio a subire una crescita, perchè anche un'altra persona ha bisogno di ritrovare sè stessa e la fiducia in un futuro migliore...

Ho letto tutti i romanzi di Ali McNamara e, a parte quello dello scorso anno che non mi aveva particolarmente convinta, trovo che le sue storie siano davvero particolari, perchè si presentano come racconti leggeri e scacciapensieri, ma finiscono poi per risultare delle letture che, dietro l'apparenza, trattano di argomenti importanti con molta delicatezza e spingono alla riflessione. Inoltre, ho apprezzato l'ambientazione di Saint Felix, già trovata in un precedente romanzo dell'autrice ("Il piccolo negozio di fiori in riva al mare"), e il cameo riservato ai due protagonisti del precedente romanzo. Unica pecca, già riscontrata nel precedente libro, è stata, a mio parere, l'eccessivo uso dell'elemento soprannaturale, che avrei preferito fosse un po' meno enfatizzato ma, a parte questo, ho trovato questa lettura davvero piacevole, la quale conferma il mio già parere positivo su questa autrice.

mercoledì 25 settembre 2019

Ninfee nere

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Ninfee nere" di Michel Bussi, edito da Edizioni e/o. Era da molto tempo che questo romanzo m'incuriosiva, e finalmente sono riuscita a leggerlo!

La storia è davvero molto particolare, si svolge a Giverny (città francese nella quale Monet trascorse gli ultimi anni della sua vita e dipinse la clebre serie delle ninfee), e ruota attorno alla figura di tre donne: la narratrice della storia; la maestra del paese; e una bambina di undici anni con uno spiccato talento per la pittura.

La quiete del paese sarà rotta quando verrà ritrovato il cadavere di un oftamologo, in uno dei canali creati un tempo da Monet per realizzare il suo laghetto delle ninfee. La particolarità dell'uccisione sta nel fatto che la vittima prima è stata colpita con un'arma da taglio, poi alla testa e infine affogata nell'acqua del canale.

Si occuperanno delle indagini l'ispettore Serenac e il suo vice Benavides, due personaggi agli antipodi come temperamento e stile di vita ma che, insieme, cercheranno di risolvere il caso. Benavides, che ama dare un taglio metodico e preciso alle sue indagini, individuerà tre filoni d'indagine: le donne con cui la vittima tradiva sua moglie (tra cui figura anche la maestra); la sua passione per l'arte; la figura di un misterioso bambino di undici anni a cui era intitolata una cartolina trovata addosso alla vittima.

I due ispettori, inoltre, nel corso dell'indagine, scopriranno che negli anni trenta, per un presunto incidente, un ragazzino undicenne era morto nello stesso modo dell'oftamologo: quale legame, ammesso che ci fosse, potrebbe sussistere tra le due morti?

Come vi ho annunciato all'inizio del post, ero molto curiosa di leggere questo romanzo tanto che, dopo aver letto numerosi pareri positivi, nutrivo aspettative molto alte le quali, solo in parte sono state disattese: l'inizio della storia mi è piaciuto molto, sia per lo stile sia per l'intreccio, che ho trovato sin dalle prime righe molto particolare. A mano a mano che ho seguitato con la lettura, però, ho trovato un eccessivo rallentamento delle vicende, che ha reso la lettura un po' troppo lenta e priva di azione e di particolari avvenimenti. Alla fine, però, ecco il colpo di scena, che mi ha lasciato letteralmente spiazzata, tanto che a un certo punto ho pure dubitato di aver compreso la storia. Poi, però, ho capito che la sensazione era stata creata dall'autore per destabilizzare il lettore e, se all'inizio non ho particolarmente apprezzato l'espediente, in seguito ne ho apprezzato l'originalità e la scelta di questa soluzione così azzardata.

Molto interessanti e gradevoli i riferimenti a Monet e alla pittura impressionista, che presumo sarà particolarmente apprezzata dagli amanti dell'arte. Molto ben descritto anche il paese di Giverny, tanto che al lettore non sarà difficile immaginare di trovarsi tra le sue vie.

Nel complesso, quindi, vi consiglio di leggere questa storia, con la scommessa che non riuscirete a comprendere come andrà a finire!

giovedì 12 settembre 2019

Sangue del mio sangue

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Sangue del mio sangue", scritto da Roberta De Falco ed edito da Piemme.

Non conoscevo questo romanzo e l'ho scelto casualmente tra quelli della biblioteca. In verità, dalla copertina mi era sembrato più un thriller psicologico che un poliziesco, ma alla fine si è rivelato comunque una piacevole lettura.

La vicenda, ambientata a Monfalcone, inizia quando viene ritrovato un cadavere carbonizzato all'interno di un'auto: da un diamante all'orecchio, il neocommissario Elettra Morin riesce a risalire all'identità della vittima. Trattasi di Teresa Kupnick, compagna di Federico Donda, un ragazzo appartenente a una ricca famiglia, il cui capostipite è il padre, Alvise Donda, architetto e collezionista d'arte.

La risoluzione del caso non sembra essere particolarmente complicata: tutti gli indizi, infatti, sembrerebbero convergere verso Ahmed Choukri, figlio di una delle dipendenti della villa, che in passato aveva fatto morire di overdose il fratello di Federico Donda. Ma Elettra non sembra esserne del tutto convinta, e per questo non smetterà di indagare per cercare di risolvere il mistero. Durante le sue investigazioni, scoprirà che la famiglia Donda custodisce molti segreti, e che questi potrebbero essere legati alla morte di Teresa.

La vita del neocommissario s'intreccerà con il caso: Elettra, infatti, deve combattere contro le malelingue dei suoi collaboratori, che l'accusano di essere una "raccomandata", e contro i loro commenti sessisti. Per questo, la risoluzione del caso diventerà per la nostra protagonista anche una sorta di sfida personale per dimostrare il suo valore. 

Inoltre Elettra, cresciuta con dei genitori adottivi, durante lo svolgersi della trama, conoscerà per la prima volta il suo vero padre e cercherà di migliorare i suoi rapporti con la madre naturale. Le vicende della sua vita l'hanno resa una donna particolarmente rigida e chiusa in se stessa, allergica ai legami sentimentali, e per questo vivrà un'istabile relazione con un ex poliziotto napoletano.

Come già anticipatovi, è stato piacevole leggere questo romanzo, soprattutto perchè lo stile dell'autrice è molto fluido e dialogato. In più, la trama incuriosisce molto il lettore. Ho trovato molto interessante la figura di Elettra Morin e le vicende legate alla sua vita privata; per quanto riguarda il caso giallo vero e proprio, invece, pur apprezzandolo, l'ho ritenuto un po' troppo intricato e privo di quella suspance (soprattutto alla fine) che avrebbe potuto farmelo gradire maggiormente. Una lettura comunque che, nonostante qualche difetto, mi sento di consigliare, soprattutto agli amanti dei gialli e dei romanzi polizieschi, oltre che degli intrighi familiari.

lunedì 2 settembre 2019

Non dire quattro

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Non dire quattro", scritto da Janet Evanovich ed edito da Salani. Trattasi del quarto libro della serie incentrata sull'ironica e pasticciona Stephanie Plum, agente di recupero cauzioni per conto dell'odioso cugino Vinnie. 

In questo nuovo episodio, Stephanie sarà alla ricerca di Maxine che, dopo essere uscita di prigione, non ha restituito i soldi della cauzione e si è data alla macchia. La donna era finita in carcere per avere rubato l'auto del fidanzato, e sarà proprio da lui che la nostra protagonista partirà per cercare di ricostruire i movimenti di Maxine. 

Stephanie verrà così a scoprire che la donna gli ha lasciato dei messaggi in codice, assai difficili da decifrare. La nostra agente, allora, dopo una scrupolosa ricerca, s'imbatterà in Sally, una drag queen, molto brava con gli enigmi. 

Tra rompicapi e inseguimenti, Stephanie scoprirà che Maxine nasconde un segreto, che affonda le sue radici su un'attività che di legale ha ben poco e che coinvolge anche altre persone. Riuscirà Stephanie a catturare Maxine?

Per la nostra agente la riuscita del caso diventerà poi anche una questione personale, dato che il cugino Vinnie ha affidato la stessa missione pure alla nuova neoassunta, che altri non è che la donna che tempo prima è stata l'amante dell'ex marito di Stephanie.

Nel testo non mancano i siparietti comici, grazie non solo alla simpatia e all'autoironia della protagonista, ma anche agli eccentrici personaggi che popolano la storia, come la new entry Sally, oltre a Lula (ex prostituita, ora archivista nell'ufficio di Vinnie) e a nonna Mazur, il cui ruolo, purtroppo, in questo episodio è risultato più marginale. 

Nella storia il lettore potrà assistere anche all'evolversi del rapporto tra Stephanie e Joe Morelli, il fascinoso poliziotto rubacuori per il quale la nostra protagonista prova un rapporto di amore/odio. Per un motivo che non vi voglio svelare, infatti, i due si ritroveranno a convivere sotto lo stesso tetto...

Un romanzo, quindi, che sulla scia di quelli precedenti, mescola vari generi, come quello umoristico (preponderante), il giallo e il rosa. Ne consiglio la lettura a chi abbia voglia di una storia leggera, che si legge in fretta e che, grazie alle situazioni paradossali e a eventi al limite del verosimile, riesce a strappare più di un sorriso.

lunedì 26 agosto 2019

L'ultimo ballo

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "L'ultimo ballo" di Mary Higgins Clark, edito da Sperling & Kupfer.

Trattasi di un romanzo di genere thriller, che inizia quando una diciottenne viene trovata morta nella piscina della sua casa, nella quale abitava con i suoi genitori. La causa della morte sarebbe dovuta a un forte colpo alla testa.

La ragazza la sera prima aveva dato una festa, dato che i suoi genitori non erano in casa, e saranno molti gli invitati che testimonieranno a sfavore del suo fidanzato, molto geloso e possessivo, con il quale la vittima aveva violentemente litigato.

Tutte le prove sembrebbero convergere su di lui, ma nessuno sa che esiste un testimone oculare: Jamie, il vicino di casa, un ragazzo con problemi mentali che racconterà alla madre di aver visto un "Grande Uomo" assalire la giovane. La madre di Jamie, però, rimarrà sconvolta dalla sua confessione, in quanto "Grande Uomo" era l'epiteto con cui Jamie stesso veniva chiamato dal padre; inoltre la madre verrà a sapere che la notte dell'omicidio Jamie era entrato abusivamente nella villa e nuotato in piscina. Che sia lui il colpevole del delitto?

A far chiarezza sulla situazione ci penserà anche Aline, sorella della vittima, la quale, la sera dell'omicidio, aveva ricevuto dalla sorella uno strano messaggio, che parlava di un qualcosa di importante che doveva assolutamente raccontare alla sorella.

Tra indagini e varie piste investigative si snoda la trama del romanzo che, se da una parte ho trovato appassionante, dall'altra vi ho rinvenuto parecchi difetti. 

L'aspetto positivo sta di certo nello stile diretto e scorrevole della scrittrice, che fa leggere il romanzo in tempi molto brevi e incuriosisce il lettore; dall'altra parte però ho trovato parecchia superficialità nella scrittura, come se l'autrice avesse avuto fretta nel concludere il romanzo. In certi punti la trama è poco approfondita, troppo veloce, e la psicologia dei personaggi poco delineata, tanto che non è semplice empatizzare con loro. Inoltre non è presente la tipica suspance dei romanzi di questo genere.

Nel complesso, quindi, penso che la storia abbia parecchie potenzialità, ma che queste non siano state valorizzate, penalizzando così l'intero romanzo.

mercoledì 21 agosto 2019

Tutto sarà perfetto

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Tutto sarà perfetto" di Lorenzo Marone, edito da Feltrinelli.

Protagonista della storia è Andrea, fotografo quarantenne, più volte definito (dagli altri e da sè stesso) con l'aggettivo  "inaffidabile". Un giorno la sorella Marina, d'indole perfezionista, gli chiede il favore di trascorrere un weekend a Napoli, per badare al padre, malato terminale di tumore, e al suo terribile bassotto Augusto.

Andrea accetterà di buon grado e, durante quei due giorni, lui e il padre Libero vivranno delle esperienze che cambieranno per sempre il corso delle loro vite. Il padre, ex comandante di navi, convincerà il figlio a tornare a Procida, l'isola su cui il nostro protagonista ha trascorso la sua infanzia, prima che la madre morisse. Lì Andrea ritroverà il suo passato, oltre alle persone che ne hanno fatto parte, e questo gli fornirà la spinta giusta per riflettere sul suo futuro e prendere una decisione sulla sua vita.

E' sempre un piacere leggere le storie di Lorenzo Marone e ritrovare quel suo stile così poetico ed evocativo. In questo libro, inoltre, ho anche apprezzato il modo in cui l'autore ha descritto il contesto in cui si svolgono le vicende e il continuo susseguirsi dei ricordi di Andrea, in un perfetto connubio tra presente e passato. Come per gli altri suoi romanzi, anche questa volta ho amato leggere e rileggere alcune frasi della storia, come questa, per esempio:

La vita è fatta di attimi di perfezione nei quali arriva la giusta luce e tutto ci appare come deve essere, e forse il segreto non è cercare di prolungare questi attimi, di fermarli a ogni costo, che nulla può essere fermato, ma accontentarsi di godere del bello, di scorgerlo.

Un libro che non può assolutamente non essere letto dagli amanti dell'autore, e che consiglio anche a chi voglia approcciarsi ai suoi libri per la prima volta.

venerdì 2 agosto 2019

La posta del cuore di Mrs Bird

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "La posta del cuore di Mrs Bird", scritto da Aj Pearce ed edito da Sperling & Kupfer.

Ci troviamo in Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale: Emmeline è una giovane donna indipendente, che sogna di diventare una giornalista. Un giorno viene attratta da un annuncio che potrebbe interessarle: peccato però che, alla fine, ottenuto il posto, la ragazza si renderà conto che il suo lavoro consisterà soprattutto nello smistare le lettere della rubrica di posta del cuore della terribile Mrs Bird, la quale si rifiuta di pubblicare nella sua rubrica buona parte della corrispondenza, a suo dire "moralmente" scorretta.

Amareggiata dall'atteggiamento della donna, Emmeline cercherà di aiutare quelle persone, le cui vicende e problemi potrebbero fare da specchio a quelli di altre donne. Così, animata da una forte dose di coraggio mista a incoscienza, inizierà a rispondere e a pubblicare quelle lettere a nome di Mrs Bird, la quale non è mai solita leggere la rivista dopo la pubblicazione...

Sullo sfondo di questa vicenda, si svolgono gli eventi della seconda guerra mondiale, che nel romanzo vengono analizzati dal punto di vista delle persone comuni, che non combattono sul campo di battaglia le quali, quotidianamente, cercano di condurre un'esistenza normale. La vita di Emmeline, quella del suo fidanzato in guerra, della sua cara amica e coinquilina Bunty e di tutte le altre persone che popolano il romanzo saranno sconvolte dagli eventi bellici, i quali segneranno in modo indelebile le loro esistenze. 

Credo che sia proprio questo il punto di forza del romanzo, ovvero quello di raccontare lo svolgersi della vita quotidiana in tempo di guerra, che l'autrice ha saputo descrivere davvero accuratamente, facendo immergere il lettore in quell'atmosfera. La stessa Emmeline cercherà di dare il suo contributo facendo la volontaria notturna in un centralino. 

Purtroppo, però, devo ammettere che la lettura non mi ha pienamente soddisfatta, e questo a causa dello stile narrativo dell'autrice, che ho trovato troppo lento e prolisso. In questo modo la lettura è proceduta davvero a rilento. Inoltre, per quanto abbia apprezzato il fulcro narrativo principale (ovvero il tema delle lettere), penso che l'autrice avrebbe potuto approfondirlo maggiormente. 

Per questo motivo non mi sento di sconsigliarvi il romanzo, il quale affronta il tema della seconda guerra mondiale da un punto di vista inusuale; ma, d'altra parte, non posso negarvi che lo stile non è dei più scorrevoli, e questo ha penalizzato una storia che, a parer mio, possiede delle ottime potenzialità.

lunedì 15 luglio 2019

Più forte di ogni addio

Cari lettori, oggi vi parlerò dell'ultimo romanzo di Enrico Galiano, "Più forte di ogni addio", edito da Garzanti.

Protagonisti della storia sono Michele e Nina: il primo è un ragazzo diciottenne, non vedente da quando aveva tredici anni, a causa di un incidente stradale che gli ha spezzato tutti i suoi sogni. Nina, invece, si definisce una ragazza "orchidea", fragile e sensibile, che soffre ancora molto per la prematura perdita del padre.

Nina e Michele s'incontreranno sul treno che li porta a scuola e, a poco a poco, i due intrecceranno un rapporto davvero speciale. Ma Nina nasconde un segreto, un segreto che non potrà tenere nascosto ancora a lungo, e che potrebbe spezzare da un momento all'altro quel rapporto così speciale...

Purtroppo non posso rivelarvi di più, per non rischiare spoiler, ma ci tengo molto a sottolineare la delicatezza della prosa poetica con cui viene raccontata la storia, nella quale si alternano i punti di vista dei due protagonisti: Michele il quale, nonostante tutto, conserva una grinta e una voglia di vivere davvero ammirevole e Nina che, per prima cosa, ha bisogno di far pace con sè stessa e con il suo passato. 

Avevo già apprezzato l'autore leggendo il suo primo romanzo, "Eppure cadiamo felici" ma, a mio parere, credo che questa sua nuova storia abbia una marcia in più, non solo nella caratterizzazione dei due protagonisti ma anche nello stile, davvero emozionante e coinvolgente.

Una lettura che, seppur principalmente adatta a lettori "young adult", potrebbe benissimo essere apprezzata anche da un pubblico più adulto.

domenica 7 luglio 2019

Ultimo tango all'ortica

Cari lettori, oggi vi parlerò dell'ultimo romanzo di Rosa Teruzzi, "Ultimo tango all'ortica", edito da Sonzogno.

Anche in questo libro ritroviamo Libera, la fioraia detective del Giambellino che, assieme alla stravagante madre Iole, si troverà alla prese con un nuovo mistero su cui indagare.

Il maggiordomo di un'amica di Iole, infatti, è stato arrestato per l'omicidio di un uomo, e per questo la donna chiederà aiuto alle due "detective" in quanto convinta della sua innocenza. Libera e Iole inizieranno così un indagine tutta personale, per la quale saranno come al solito aiutate dal giornalista Cagnaccio e dalla reporter Irene. 

Scavando nella vita della vittima, Libera e Iole scopriranno un uomo dalla figura ambivalente: era lui la vittima delle donne con cui intrecciava continue relazioni o erano loro che erano importunate da lui? E quale potrebbe essere il ruolo del maggiordomo, che quella sera si trovava proprio sul luogo del delitto, poco fuori dalla balera in cui Katy, ex fidanzata della vittima, trascorreva la serata ballando il tango con un uomo misterioso? Saranno molti gli interrogativi che si porranno le due donne e che, piano piano, troveranno una risposta...

E' stato piacevole leggere il quarto episodio dedicato alla serie di Libera, Iole e Vittoria. Il caso giallo incuriosisce e spinge il lettore a proseguire con la lettura, che risulta fluida e scorrevole. Mi sarebbe piaciuto, invece, che le vicende private di Libera subissero qualche evoluzione, per questo spero che in un prossimo volume possano trovare più spazio. Apprezzatissimo il personaggio di Iole. Ho gradito, inoltre, anche il lieve riavvicinamento tra Libera e la figlia Vittoria. 

Una storia che consiglio agli amanti della serie, con l'invito, per chi non la conoscesse, a  iniziare la lettura dal primo volume, "La sposa scomparsa", che potrete trovare recensito sul blog.

lunedì 1 luglio 2019

Alle periferie dell'impero

Cari lettori, oggi vi parlerò di un romanzo per ragazzi che ho dovuto leggere per un corso di formazione, "Alle periferie dell'impero", scritto da Alberto Vignati ed edito da Giunti.

Trattasi di una storia davvero particolare, in cui il protagonista, Joseph, un ragazzo italiano di origine africana, si ritrova coinvolto in una vicenda molto più grande di lui, proprio durante lo svolgimento dei suoi esami di maturità. 

Un giorno, infatti, il ragazzo a cui fa ripetizioni, Giuseppe, gli chiede di aiutarlo a fuggire: quest'ultimo, per sua sventura, fa parte di una famiglia mafiosa e vorrebbe slegarsi dai suoi parenti che, dopo l'arresto dei genitori, vorrebbero tenerlo con sè e sono in lotta tra di loro.

Il nostro protagonista, quindi, cercherà in tutti i modi di aiutarlo, mettendo più volte a repentaglio la propria vita, oltre a quella di suo padre, e scontrandosi con i suoi amici del cuore, Argenti e Zorba, come lui residenti in uno dei quartieri più difficili di Corsico, nel milanese, i cui interessi sono legati ai parenti del ragazzino e per questo non capiscono il comportamento di Joseph e tentano di dissuaderlo.

Tra tensioni e pericoli sempre in agguato, si snoda la trama della storia, che viene raccontata con tono epico e altisonante,  che riecheggia il titolo (per "periferie dell'impero" si intendono infatti i luoghi di confine dell'impero romanzo, ai quali è associata la città di Corsico). Il linguaggio è invece colloquiale e denso di termini tipici del linguaggio giovanile.  

Joseph, nonostante l'avventura che si ritrova a vivere, è un adolescente come tanti altri, che fatica a trovare il suo posto del mondo: infatti non si trova a suo agio nè con i suoi amici, che dopo la scuola media sono andati subito a lavorare; nè con i suoi compagni del liceo scientifico "Leonardo da Vinci" di Milano, che appartengono a una classe sociale molto più agiata della sua.

Altro protagonista della storia è Corsico e il quartiere in cui si snodano la maggior parte delle vicende, quello di piazza Europa: un luogo dove chi nasce sembra essere destinato a una vita difficile, un futuro che Joseph, nel corso della narrazione, capirà di non voler accettare.

Una storia che, sebbene per ragazzi, ho trovato molto piacevole da leggere, e che ho apprezzato per la trama, per lo stile e per il messaggio di fondo. Un libro, quindi, che trovo perfetto per una lettura giovanile, ma anche per chi ha già superato da un po' i diciotto anni.

mercoledì 26 giugno 2019

Agatha Raisin e la quiche letale

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Agatha Raisin e la quiche letale", scritto da M. C. Beaton ed edito da Astoria.

Trattasi del primo libro di una serie davvero molto lunga, che ho conosciuto leggendo numerose recensioni positive nei blog che seguo. Poi, dato che i vari episodi uniscono il genere giallo a quello umoristico, ho capito che poteva incontrare il mio gusto.

Ovviamente la protagonista è lei, Agatha Raisin, una donna poco più che cinquantenne che decide di lasciare la sua agenzia di pubbliche relazioni a Londra per andare in pensione e trasferirsi in campagna, nei Cotswolds. Quella che però all'inizio sembrava una grande idea, si rivelerà un disastro: Agatha, infatti, comincerà a soffrire di solitudine e farà fatica a socializzare con gli abitanti del posto.

Così, quando la nostra protagonista verrà a sapere che è stata indetta una gara di cucina, nella quale si premierà la miglior quiche, deciderà di partecipare con entusiasmo, convinta di aver trovato il modo per iniziare a inserirsi nella vita del villaggio, dai cui abitanti viene vista con sospetto. 

Peccato però che Agatha sia una frana in cucina, tanto da essere conosciuta come la "regina del microonde"...

La donna, però, senza crearsi particolari problemi, deciderà di partecipare alla gara con una quiche comprata in un negozio. Convinta di farla franca, dovrà invece confessare il suo imbroglio, quando il giudice della gara morirà avvelenato proprio per colpa della sua quiche!

Sconvolta per l'accaduto, dopo aver confessato la verità alle forze dell'ordine, Agatha inizierà piano piano a investigare, sia sulla vittima sia sulle numerose donne che gravitavano attorno a lui, e ciò la porterà anche a rischiare la propria vita...

Penso che il punto di forza di questa storia sia proprio la caratterizzazione della protagonista: Agatha infatti è una donna dalle mille imperfezioni, un po' burbera e senza peli sulla lingua, con una buona dose di curiosità e di incoscienza. Il caso giallo è un po' semplice, ma resta comunque gradevole. All'inizio ho trovato lo stile un po' lento, anche se intriso di un delizioso humor, più avanti però ha preso maggior ritmo, facendomi così apprezzare maggiormente la storia. Nel complesso, quindi, il mio giudizio è positivo e penso che, piano piano, continuerò a leggere gli altri libri della serie!

lunedì 17 giugno 2019

Volevo solo essere te

Cari lettori, il post di oggi è dedicato al mio nuovo romanzo, appena uscito su amazon. Trattasi di un thriller psicologico, che l'anno scorso è stato scelto dalla scuola Holden di Baricco per la finale del concorso "Ilmioesordio". Vi lascio la trama, con la speranza che possa attirare la vostra curiosità:

TRAMA

Fin da bambina, Giada si è trovata a dover fare i conti con una sorella maggiore molto particolare: Ambra infatti è sempre stata bella, intelligente, simpatica, generosa, esuberante, e ora che il fidanzato l’ha lasciata proprio per sposare la sorella, Giada si trova a dover vivere un periodo davvero difficile, tanto più che i preparativi per il matrimonio sembrano coinvolgerla più del necessario. E sarà proprio durante il ritorno a casa dopo una giornata passata all’insegna di abiti da sposa e costosi accessori, che le due sorelle faranno la conoscenza di un ragazzo, Angelo, che sin da subito mostrerà uno spiccato interesse per Ambra, ignorando Giada. Ma la ragazza questa volta non vuole arrendersi, e quando Angelo lascerà la sua email ad Ambra, Giada di nascosto se ne impossesserà, dando vita a una fitta corrispondenza a nome della sorella, che culminerà con un appuntamento. Appuntamento che non avrà mai luogo, perché il ragazzo verrà trovato cadavere da Giada che, acconciata come sua sorella per mascherare il suo inganno, darà inizio a una fitta rete di equivoci, che culmineranno con l’arresto di Ambra. Ricca di sensi di colpa, Giada s’improvviserà detective, per scoprire il vero assassino e poter così porre fine a quel tragico errore. Ma la strada per la verità è ricca di ostacoli, che coinvolgeranno la protagonista fino all’ultimo colpo di scena. Un thriller psicologico dove le vittime diventano carnefici e viceversa, una storia che indaga le luci e le ombre del rapporto tra sorelle.

ESTRATTO:

Cara sorella, mai come oggi che sei lontana da casa avrei bisogno di parlarti, di spiegarti, di farti capire la vera realtà dei fatti. Perché tu non hai capito, non hai capito nulla. Sei troppo buona, innocente e inconsapevole per arrivare ad afferrare la verità e a comprendere perché ora ti trovi in carcere con l’accusa di omicidio. Ma, credimi, io non volevo distruggere la tua vita così perfetta, il tuo matrimonio ormai alle porte, la tua carriera così ben avviata… Io non volevo vederti così stanca e sciupata in quella sala, il tuo mondo distrutto in un solo giorno… io… io volevo solo essere te…


venerdì 7 giugno 2019

Un caso speciale per la ghostwriter

Cari lettori, oggi vi parlerò dell'ultimo romanzo di Alice Basso, "Un caso speciale per la ghostwriter", edito da Garzanti.

Trattasi dell'ultimo romanzo della serie incentrata sul personaggio di Vani Sarca; in questo nuovo capitolo, la storia si apre nel punto in cui avevamo lasciato i personaggi nel quarto e penultimo libro: Enrico, datore di lavoro di Vani, dopo aver perso il suo ruolo di dirigente editoriale per tutelare la ragazza, scompare misteriosamente.

Vani, allora, aiutata dall'inseparabile commissario Berganza, ma anche da Antonia (segretaria di Enrico), Olga (stagista di Enrico) e Riccardo (autore di Enrico ed ex di Vani), cercherà in tutti i modi di scoprire che fine abbia fatto quel suo datore di lavoro che, scoprirà con sorpresa, la sta facendo veramente preoccupare. E questo non è proprio da lei. Chi la conosce, infatti, saprà che Vani è sempre stata una ragazza asociale, che evita di essere coinvolta dalle persone e dai loro problemi, ma è anche vero che si può sempre cambiare...

La ricerca di Enrico la porterà a conoscere più a fondo il suo datore di lavoro, scoprendo un episodio della sua adolescenza che le farà comprendere maggiormente il suo temperamento.

Nella storia, però, non si parlerà solo di Enrico: anche la stessa Vani si troverà alle prese con dei cambiamenti che potrebbero dare un corso nuovo alla sua vita e farle prendere decisioni importanti sul piano sia sentimentale sia professionale.

Ho sempre letto con molto piacere i romanzi di Alice Basso, e anche questo non fa eccezione: mi sarebbe piaciuto leggere altre avventure di Vani, ma comprendo le motivazioni per cui l'autrice ha deciso di concludere la serie. Davvero lodevole la padronanza della lingua italiana della scrittrice, che rende sempre le sue opere stilisticamente raffinate senza per questo sembrare eccessive. Dal punto di vista contenutistico ho invece apprezzato la graduale crescita della protagonista e la caratterizzazione di tutti i personaggi che le gravitano intorno. Una lettura che consiglio vivamente... dopo, ovviamente, aver letto i quattro romanzi precedenti!

lunedì 27 maggio 2019

La scomparsa di Stephanie Mailer

Cari lettori, dopo un po' di giorni, eccomi tornata sul blog! Dall'ultima recensione è passato un po' di tempo, non perchè abbia smesso di leggere, ma in quanto alle prese con un romanzo davvero molto lungo: sto parlando de "La scomparsa di Stephanie Mailer" di Joel Dicker, edito da La nave di Teseo.

Non è semplice riassumere più di settecento pagine, ma la trama è essenzialmente questa: durante la celebrazione dell'imminente pensionamento del poliziotto della cittadina di Orphea di nome Jesse, una giornalista, Stephanie Mailer, avvicina l'uomo dicendogli che un caso che aveva risolto vent'anni prima, assieme al collega Derek, in realtà è ancora aperto, perchè i due si sono sbagliati nell'individuare il colpevole. Subito dopo la giornalista scompare, e il tarlo del dubbio inizia a insinuarsi nella mente di Jesse, che deciderà di ritrovare quella ragazza e di riaprire quel caso, che vedeva l'omicidio di ben quattro persone, avvenuto durante l'inagurazione della prima edizione del festival teatrale di Orphea e che aveva visto come vittime il sindaco dell'epoca, sua moglie, suo figlio, e una giovane donna, testimone inconsapevole del delitto.

Riprendere in mano le indagini non si rivelerà affatto semplice: coinvolgendo di nuovo Derek e la nuova collega Anna, i tre poliziotti capiranno ben presto che la giornalista potrebbe avere ragione, e che la soluzione del caso è ancora aperta e molto complessa. La ricerca della verità li porterà sulle tracce di Kirk Harvey, ex comandante della polizia di Orphea e aspirante drammaturgo, che affermerà di conoscere l'identità dell'assassino, ma anche che la rivelerà solo se potrà mettere in scena, durante la XX edizione del festival di Orphea, la sua opera teatrale, intitolata "La notte buia". Cosa potrebbe sapere quell'uomo che Jesse e Derek non hanno compreso vent'anni prima? Dato il suo temperamento, le sue informazioni potrebbero rivelarsi attendibili o no?

Jess risulterà molto scettico su Harvey, perciò continuerà a indagare assieme a Derek e Anna, cercando di capire quello che all'epoca avevano sottovalutato, e l'indagine li poterà ad avere a che fare con una ricca gamma di personaggi, ognuno dei quali potrebbe potenzialmente essere il colpevole. 

Di quest'autore avevo letto in passato "La verità sul caso Harry Quebert", trovandolo una lettura davvero coinvolgente e appassionante. Pure questo romanzo si è rivelato molto interessante, anche se a volte ho notato un eccessivo approfondimento delle storie dei personaggi secondari che, a mio parere, ha un po' rallentato il ritmo di lettura. Resta comunque un buon giallo, ed è piacevole notare come alla fine, tutte le tessere di quel puzzle intricato che compongono la trama andranno al loro posto, rivelando una storia davvero ben costruita, ingegnosa e originale. Un libro che non può non mancare nelle librerie degli appassionati di thriller!

domenica 5 maggio 2019

Il profumo del mosto e dei ricordi

Cari lettori, il post di oggi è dedicato alla recensione del romanzo "Il profumo del mosto e dei ricordi", scritto da Alessia Coppola ed edito da Newton Compton.

Dopo un thriller psicologico davvero adrenalinico, ero desiderosa di leggere un romance, e sono rimasta davvero soddisfatta della scelta fatta. Il romanzo di Alessia Coppola, infatti, si è rivelato una lettura davvero piacevole.

Protagonista della storia è Lavinia, una giovane restauratrice, che solo dopo la morte del nonno materno, di cui ignorava l'esistenza, scopre che quest'ultimo possedeva una masseria nel Salento. Dato che la madre non se la sente di tornare nella terra che ha abbandonato misteriosamente anni prima, sarà proprio Lavinia a raggiungere il posto, e a incontrare tutte le persone che conoscevano suo nonno e lavoravano nella sua tenuta.

La giovane scoprirà delle persone molto calorose, attaccate a quel posto, e questo destabilizzerà la ragazza, partita con l'intenzione di valutare il possedimento per un'eventuale vendita. Quelle persone, invece, compreso Alessandro, un giovane agronomo che istaurerà un legame molto speciale con la nostra protagonista, saranno convinte che Lavinia aiuterà loro a risollevare le sorti della masseria. Come farà Lavinia a gestire quella situazione, lei che è sempre stata abituata a non affezionarsi troppo a cose e persone? 

Per la giovane non sarà semplice prendere una decisione sul futuro della masseria, ma nemmeno gestire i suoi sentimenti per il giovane Alessandro, tanto più che il suo legame con il ragazzo non sarà visto da tutti di buon occhio. Inoltre, sarà proprio in quella terra che Lavinia dovrà piano piano fare i conti con il passato misterioso della madre, del quale sa poco e nulla...

La storia, quindi, si è rivelata molto gradevole, non solo per lo sviluppo della storia d'amore, ma anche per il tema della ricerca delle proprie origini, il pizzico di mistero che aleggia nella vicenda, e il contesto che fa da sfondo alla trama, che l'autrice ha saputo descrivere molto bene, eleggendolo a sorta di coprotagonista del romanzo. Promosso anche lo stile, in cui la parte dialogata e quella descrittiva sono ben amalgamate. Un romanzo, quindi, che mi sento consigliare a chi cerca una storia d'amore e a chi abbia voglia di viaggiare, seppur solo con la fantasia, nel Sud della nostra bella penisola.

martedì 23 aprile 2019

La vacanza ideale

Cari lettori, la mia prima recensione dopo le feste pasquali riguarda un thriller davvero sorprendente: sto parlando de "La vacanza ideale" di Claire Douglas, edito da Nord.

Ho deciso di leggere questo romanzo perchè qualche anno fa avevo apprezzato moltissimo un altro libro della stessa autrice, "La migliore amica", e mai scelta è stata più azzeccata.

L'intera vicenda ruota attorno a una coppia di coniugi, Libby e Jamie, i quali, dopo un periodo della loro vita particolarmente stressante, decideranno di accettare uno scambio di case e di trascorrere qualche giorno di vacanza in una villa sperduta della Cornovaglia. Ma, quello che doveva sembrare l'inizio di un periodo di relax, si trasformerà in un incubo, dato che alcuni episodi (come una caduta accidentale, seguimenti sospetti, e un'indigestione non così tanto casuale) farebbero loro pensare di essere stati presi di mira da qualcuno... ma chi? E per quale motivo?

Dopo essere ritornati nelle loro case, i due avranno la conferma della fondatezza dei loro sospetti, ma tra i due quella ad allarmarsi maggiormente sarà Libby: tutti gli indizi, infatti, sembrerebbero collegati proprio al suo passato, che la donna fino a quel momento ha tenuto segreto al marito, e che ora potrebbe ritornare prepotentemente a galla... Un passato legato a un viaggio compiuto dieci anni prima in Thailandia, e nel quale una sua amica, Karen, ha trovato la morte...

Tra un progressivo crescendo di tensione e colpi di scena si snoda la trama di questo thriller, che ho trovato sorprendente e ben congegnata, dall'inizio e fino allo sconvolgente epilogo. Un thriller in cui è preponderante la parte psicologica, ma non per questo risulta privo di azione. Molto curato anche lo stile, che ho apprezzato anche per la raffinata capacità dell'autrice di tratteggiare descrizioni di paesaggi e stati d'animo. Un romanzo che consiglio a tutti gli appassionati del genere, ma anche a chi si approccia per la prima volta a un thriller psicologico. Insomma, una storia promossa davvero a pieni voti!

domenica 14 aprile 2019

Meglio sola che male innamorata

Cari lettori, in questa domenica delle palme piuttosto piovosa vi parlerò del romanzo "Meglio sola che male innamorata" di Alexandra Maio, edito da Butterfly Edizioni, che ho trovato per caso nella biblioteca in cui sto al momento lavorando.

Protagonista della storia è Adria, ventiduenne single, da sempre innamorata del capo dell'industria tessile per cui lavora, Tullio Venturi, che però è già sposato e ha una figlia piccola.

Il fato vuole che un giorno i due si ritrovino bloccati sull'ascensore così, durante quella vicinanza forzata, Tullio riconosce in Adria la figlia di un dipendente dell'immensa villa di famiglia. Così, consapevole della fedeltà della famiglia di Adria, Tullio propone alla ragazza di diventare la babysitter della figlia.

Dopo aver superato lo shock iniziale, Adria inizierà perciò a frequentare quotidianamente la casa di Tullio, stringendo un legame molto forte con la sua figlioletta. Non avrà invece contatti con la moglie di Tullio dato che la donna, per motivi non noti, si trova fuori città.

Nella villa, la nostra protagonista conoscerà invece Rob, lo zio della bambina, una ragazzo davvero affascinante e spigliato, che pare non essergli indifferente. Che fare? Cercare di andare avanti con la propria vita provando a farsi passare i sentimenti che prova per Tullio oppure continuare a sperare che il suo amore impossibile diventi, prima o poi, possibile?

Per conoscere come procederà la storia, non vi resta che leggere il romanzo, che si è rivelata una lettura leggera, piacevole e scritta molto bene, sia per quanto riguarda i dialoghi sia le descrizioni. Ho gradito anche il personaggio di Adria, una ragazza semplice, un po' goffa ma dotata di una spiccata ironia, con il sogno di diventare una bag designer e di conquistare l'amore di Tullio, che però ha sempre relegato nel suo cuore a causa del suo matrimonio. Molto dolce la bambina di Tullio, Carol. Unica pecca è l'aver trovato alcuni passaggi della storia sviluppati, a mio parere, in un modo un po' troppo frettoloso: credo che qualche pagina in più non sarebbe guastata.

Un romanzo, quindi, che consiglio alle anime più romantiche e a coloro che sono in cerca di una storia non troppo impegnativa ma di qualità.

lunedì 8 aprile 2019

Non dimenticare

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione del romanzo "Non dimenticare", scritto da B. A. Paris ed edito da Nord.

Trattasi di un thriller psicologico in cui il protagonista, Finn, si trova a dover fare i conti con la scomparsa della sua fidanzata, Layla, avvenuta in una notte in una stazione di servizio francese mentre i due stavano ritornando da una breve vacanza. 

Nessuno è più riuscito a trovare la ragazza e lo stesso Finn, un tempo sospettato per la sua scomparsa e poi scagionato, dopo dodici anni di sofferenza, ha deciso di rifarsi una vita sposando la sua nuova fidanzata, che altri non è che la sorella di Layla, la dolce e sensibile Ellen.

Pochi mesi prima delle nozze, però, la tranquillità della coppia viene turbata da alcune matrioske che sia Ellen sia Finn iniziano a trovare nei posti più diversi: sul muretto di casa, sulla macchina, sul vassoio di una loro consumazione al ristorante...

Questi episodi iniziano a turbare la coppia in modo sempre più crescente, perchè era proprio Layla che era solita tenere con sè una matrioska, che rappresenta anche un legame con l'infanzia (difficile) trascorsa con Ellen.

Che Layla sia ancora viva? Perchè farsi sentire dopo così tanti anni e per quale motivo lo farebbe in questo modo così inquietante? E se invece ci fosse qualcun altro dietro a tutto questo come, per esempio, il miglior amico di Finn che da sempre pare tenere un ambiguo comportamento o una ex del protagonista, particolarmente gelosa dell'imminente matrimonio?

I dubbi si faranno sempre più incalzanti quando Finn inizierà a ricevere anche delle email che paiono scritte da Layla, le quali, a un certo punto, lo intimeranno di sbarazzarsi di Ellen entro dieci giorni.

In un crescendo di tensione e di sentimenti contrastanti, Finn cercherà di capire come agire, cercando di coinvolgere il meno possibile le forze dell'ordine, perchè anche lui ha un segreto, che affonda le sue radici in quella terribile notte in cui Layla è scomparsa.

Ho letto con molta curiosità questa storia, perchè ero molto desiderosa di capire come si sarebbe conclusa; inoltre, lo stile sciolto e incalzante rende il ritmo della narrazione vivace e mai statico, e quindi rapido da leggere. Unica pecca è il finale: da una parte l'ho trovato molto originale e, per questo, inaspettato, dall'altro però mi è parso  poco credibile. Nel complesso però l'ho trovata una storia ben costruita, soprattutto sotto il profilo psicologico, perciò mi sento di consigliarla agli amanti del genere, pur con una piccola riserva.