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lunedì 27 marzo 2017

Incontro con Virginia Bramati

Cari lettori, oggi vi racconterò del secondo e ultimo incontro con l'autore a cui ho collaborato nella biblioteca nella quale attualmente lavoro.

Martedì 21 marzo è stata ospite la scrittrice Virginia Bramati, che ha presentato il suo ultimo romanzo, "Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato)", edito da Giunti, cogliendo l'occasione per parlare anche, più in generale, della sua attività di autrice e degli altri tre romanzi pubblicati con Mondadori.

Come per l'incontro con Alice Basso, è stato molto piacevole incontrare dal vivo la scrittrice, molto gentile, cordiale e simpatica che, nella prima parte della presentazione, ha raccontato la sua storia editoriale, che l'ha vista una delle primissime autrice autopubblicate su amazon ad avere successo prima come self e poi come autrice di case editrici famosissime, praticamente il sogno di ogni scrittore.

Successivamente mi è stata offerta la possibilità di condurre la serata ponendo a Virginia alcune domande, riguardanti gli aspetti fondamentali dei suoi romanzi, come la particolare fisionomia delle protagoniste femminili, tutte dal carattere determinato e dal comportamento "virtuoso", a differenza della classica ragazza del romanzo "chicklit" e alcune tematiche ricorrenti nei suoi romanzi, come il rapporto tra città e campagna (nel quale, ovviamente, non si poteva non citare l'immaginaria cittadina di Verate!) e la presenza di misteri a tinte gialle, nei quali le varie protagoniste si trovano coinvolte ma che, con la loro forza e coraggio, cercheranno di risolvere per ottenere la verità.

L'autrice ha poi intrattenuto il pubblico raccontando aneddoti e curiosità interessanti, legati al mondo della scrittura e dell'editoria, tra i quali la nascita dei titoli  delle sue storie, i suoi autori preferiti, il rapporto con i lettori (non solo lettrici!) e quelli che l'hanno ispirata a scrivere romanzi rosa, con qualche accenno ai suoi progetti futuri. 

La serata si è perciò rivelata molto piacevole e interessante e per questo vi consiglio, se vi si presenterà l'occasione, di partecipare a qualche sua presentazione!

lunedì 20 marzo 2017

Incontro con Alice Basso

Ciao a tutti, cari lettori, e buon inizio di settimana! Con questo post  vi voglio raccontare della presentazione che la scrittrice Alice Basso ha tenuto nel paese in cui sto lavorando, al momento, come bibliotecaria, una serata che in parte ho contribuito nell'organizzare e alla quale poi ho assistito come spettatrice.

E' la seconda presentazione letteraria a cui partecipo da quando sto lavorando, la prima di quest'autrice, ed è stata una serata veramente interessante e piacevole. Alice è una ragazza molto simpatica con la quale è semplice chiacchierare e scherzare e mi ha fatto molto piacere averla conosciuta di persona.

La serata è stata la prima di due incontri dedicati alla presentazione di romanzi realizzati da scrittrici donne, pensati per celebrare il mese dell'8 marzo dal punto di vista letterario, ma anche artistico, dato che la sala riunioni è stata abbellita per l'occasione da quadri molto belli realizzati da un'associazione locale di pittori.

Durante la presentazione Alice ci ha raccontato dettagli, aneddoti e curiosità sui suoi romanzi, "L'imprevedibile piano della scrittice senza nome" e "Scrivere è un mestiere pericoloso", editi entrambi da Garzanti. Il pubblico ha potuto così scoprire qualche dettaglio in più su alcuni personaggi, per i quali l'autrice si è ispirata a persone reali, come quello della protagonista Vani, dell'adolescente Morgana e di Irma, personaggio chiave del secondo romanzo. Gli episodi che ci ha raccontato durante la serata, come quello della presentazione dei suoi romanzi in Messico e delle reazioni della sua amica alla quale è ispirata Vani, o quello sulle abitudini della vera Irma quando si reca in pizzeria, sono stati molto spassosi e divertenti.

La scrittrice ci ha poi raccontato del suo lavoro di editor, sempre in modo molto ironico e sapendo coinvolgere il pubblico, al quale ha strappato più di un sorriso. 

Insomma, è stata veramente una bella serata: se l'autrice dovesse venire nella vostra zona a fare una presentazione vi consiglio di partecipare, vi sembrerà di chiacchierare con un'amica! Nell'attesa dell'uscita del suo terzo romanzo, nel quale scopriremo cosa dovrà scrivere e per chi la ghostwriter Vani e come si svilupperà il suo rapporto con il commissario Berganza (un personaggio molto amato non solo dalla protagonista, ma anche dalla sua creatrice) colgo l'occasione per consigliarvi la lettura, se non lo avete già fatto, dei primi due romanzi: due storie veramente originali, con dei protagonisti ben delineati e particolari e scritti veramente molto bene!

venerdì 9 dicembre 2016

Quando il tema della tecnologia viene affrontato in un libro: "Tecnobarocco" di Mario Tozzi

Cari lettori, dopo qualche settimana di pausa per impegni personali, torna la mia rubrica culturale del venerdì, oggi dedicata a un argomento di natura scientifica molto attuale, che è stato affrontato in un libro che è una via di mezzo tra un saggio e una denuncia: trattasi dell'eccessivo sviluppo di una tecnologia inutile e dannosa per l'uomo. Il libro s'intitola "Tecnobarocco" ed è stato scritto da Mario Tozzi.

Ho scelto di parlarvene perchè qualche settimana fa ho assistito alla presentazione di questo saggio e ho trovato le sue riflessioni molto moderne e interessanti per cercare di capire come al giorno d'oggi la tecnologia, che dovrebbe essere sinonimo di progresso, possa in realtà, qualche volta, recar danno alle persone. Inoltre ho pensato che diversamente dal solito mi sarebbe piaciuto affrontare nel mio blog anche un argomento di natura tecnico-scientifica.

Il titolo dell'opera di Tozzi vuole sottolineare come la tecnologia stia diventando talmente sofisticata da essere paragonata all'esagerazione tipica del periodo barocco. Nelle prime pagine l'autore ci fa un esempio che ci può far sorridere, ma che nasconde in sè il fulcro di tutto il suo pensiero: forse non lo sapevate, ma in Giappone i wc sono ipertecnologici, tanto che si può scegliere in che senso far ruotare l'acqua di scarico, il colore, il profumo, pure la musica in sottofondo, ma che può incepparsi in caso di mancanza di elettricità: non è quindi meglio il classico water? Perchè impegnare le risorse umane e l'intelligenza in campi così inutili?

L'autore poi, nella sua presentazione, ha indicato altri esempi, che si possono trovare descritti nel libro, come la diffusione di internet, che ha creato una diffusione di notizie che non hanno un controllo o una fonte autorevole, diversamente dalle "arcaiche" enciclopedie cartacee; i cellulari e gli altri elettrodomestici, che non sono più costruiti per durare nel tempo, ma che presentano marchingegni sempre più sofisticati che, oltre a creare uno spreco di risorse ambientali, impoveriscono l'uomo dal punto di vista economico, e facendolo diventare una sorta di pedina delle leggi di mercato e dell'economia.

Un passo del libro che mi ha colpito particolamente è stato quando lo scrittore ha affrontato il tema della ludopatia, mettendo a confronto i vecchi giochi da bar di una volta (tipo il calciobalilla) con le odierne slotmachine: se fisicamente con il primo gioco a un certo punto ci si stancava e quindi era impossibile continuare per ore e ore, con il secondo l'uomo non deve fare nulla, se non che pigiare dei tasti, e questo non lo stanca e lo rende più attaccato alla macchina, che piano piano gli mangia tutti i suoi risparmi. 

Il messaggio che traspare dal libro è quindi quello di cercare una nuova tecnologia, basata sul rispetto dell'uomo e dell'ambiente che lo circonda, senza esasperare quella che già funziona per renderla "barocca", perchè in questo caso da utile rischia di diventare dannosa.

Personalmente ho trovato questa lettura e la presentazione dell'autore molto interessante e con temi molto legati alla nostra vita, che possono generare numerosi spunti di riflessione, non trovate?  Quanto pensate possa essere utile la tecnologia che ci circonda? E com'è il vostro rapporto con essa? Mi piacerebbe che nei commenti scriveste il vostro parere!

Per quanto riguarda la mia opinione, mi trovo d'accordo con molte delle sue opinioni, soprattutto per quanto riguarda l'uso spasmodico del cellulare e dei social network, che invece di unire stanno riducendo sempre di più le relazioni sociali; però devo anche spezzare una lancia in loro favore, perchè è grazie a essi che riesco a farmi conoscere come autrice e a entrare in contatto con altri scrittori e lettori. Per non parlare della possibilità di aprire un blog, che mi ha permesso di condividere le mie passioni con persone che se no non avrei mai conosciuto. Però, nello stesso tempo, concordo pienamente sul fatto che oggi come oggi siamo sempre più in balia delle leggi di mercato e su questo, a mio parere, le persone dovrebbero essere più attente e farsi meno manipolare dalle "mode" del momento, oltre a possedere un maggior senso critico nel distiguere l'utile dal superfluo.