mercoledì 20 maggio 2026

Nella casa dei segreti

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Nella casa dei segreti", scritto da Freida McFadden ed edito da Newton Compton.

Trattasi del secondo libro con protagonista l'americana Millie. Tra gli eventi precedenti e questo romanzo sono trascorsi quattro anni. La ragazza, aiutata dal giardiniere Enzo che nel frattempo è anche diventato il suo partner, continua ad aiutare, con metodi più o meno leciti, le donne vittime di violenza domestica, e si è anche iscritta all'università per diventare assistente sociale. Tutto cambia, però, quando Enzo tornerà in Italia per assistere la madre malata, facendo perdere le proprie tracce. 

Sola e amareggiata, Millie decide di lasciarsi quella relazione alle spalle e di iniziarne un'altra con un giovane di buona famiglia, con il quale però non si decide ad andare a convivere, preferendo abitare nel suo misero monolocale nel Bronx.

Per pagarsi l'affitto e gli studi, dopo aver perso il suo lavoro di baby sitter, accetterà di diventare la domestica di Douglas Garrik, un informatico divenuto ricco grazie alla sua abilità con la tecnologia. L'uomo vive con la moglie, che a suo dire non si sente bene e trascorre tutte le sue giornate chiusa in una camera. 

Millie, però, memore delle esperienze passate, si mostrerà subito scettica nei confronti del suo nuovo datore di lavoro e, non appena possibile, farà di tutto per comprendere il motivo della segregazione della donna. E nel momento in cui riuscirà a vederla, avrà la conferma che, seppur senza il prezioso aiuto di Enzo, dovrà fare qualcosa per aiutarla. Darle una mano, però, non sarà affatto semplice e, a complicare ulteriormente le sue giornate, si aggiungeranno un viscido vicino di casa e la costante sensazione di essere seguita...

Dopo aver letto e apprezzato "Una di famiglia", ero molto curiosa di proseguire con la lettura dei romanzi di questa autrice, perciò non ho aspettato tanto tempo per procurarmi in biblioteca il suo secondo romanzo. 

Quello che all'inizio appare come una sorta di replica della storia del primo libro, circa a metà, subisce una svolta radicale, immergendo con grande sorpresa il lettore in una vicenda completamente diversa da quella che si aspettava, una storia caratterizzata da un ottimo intreccio e da scioccanti colpi di scena, che prima fanno credere una cosa al lettore e poi alla fine, persino nell'epilogo, ribaltano la situazione presentando scene completamente opposte rispetto a quelle che si era persuasi a credere. E penso sia proprio questo, l'elemento di forza delle storie di questa autrice, della quale voglio recuperare tutta la produzione. 

I capitoli brevi e lo stile asciutto e incalzante (che personalmente non amo particolarmente ma che nelle sue trame trovo azzeccato) contribuiscono a creare una tensione crescente, unita a una curiosità che avvinghia chi legge dalla prima all'ultima pagina.

Un libro, quindi, che promuovo a pieni voti, e che consiglio a tutti gli amanti dei thriller psicologici a sfondo domestico in cui tutto non è come appare.


DELLA STESSA AUTRICE

Una di famiglia

mercoledì 13 maggio 2026

Mistero al profumo di cannella

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Mistero al profumo di cannella", scritto da R. L. Killmore ed edito da Newton Compton.

La storia prende il via quando Nia scopre che il suo fidanzato è in realtà sposato con un'altra donna. Con il cuore a pezzi, decide di lasciarlo e di tornare nel suo paese d'origine, Cinnamon Falls, nel quale vivono i suoi genitori, che gestiscono una gelateria di famiglia, e il fratello adolescente. 

Siamo in autunno e tutto il paese è impegnato nell'organizzazione di una grande festa, che si tiene sempre in quel periodo. Ma l'atmosfera gioiosa verrà spezzata quando la ristoratrice Rosie verrà misteriosamente uccisa. 

Per la nostra protagonista questo è un altro duro colpo. La vittima, infatti, altri non è che la madre di Sienna, la sua migliore amica morta suicida sei anni prima. Un evento che aveva fortemente destabilizzato Nia, portandola a lasciare bruscamente non solo il paese e la sua famiglia, ma anche Jesse, lo storico fidanzato. 

Determinata a far luce su quanto accaduto a Rosie, la ragazza darà il via a un'indagine personale. Ciò la porterà a riallacciare i rapporti con Jesse, che nel frattempo è diventato un poliziotto, il quale più volte proverà a dissuaderla dall'immischiarsi in quello che è a tutti gli effetti il primo crimine efferato di questa idilliaca cittadina della Georgia. 

Quando però il ragazzo verrà estromesso dalle indagini, a causa del suo legame emotivo con Rosie, Jesse inizierà a dare credito alle scoperte di Nia, tutt'altro che irrilevanti. Anche perchè, come annunciato dall'assassino in un biglietto trovato accanto alla vittima, è probabile che anche qualcun altro verrà ucciso ed è quindi necessario fermarlo al più presto...

Ho deciso di leggere questo romanzo "giallo rosa" lo scorso autunno, quando era appena uscito e mi era venuta voglia di una storia a tema con la stagione. Le poche copie aquistate dal sistema bibliotecario a cui sono iscritta e l'alto numero di richieste ha poi fatto sì che mi trovassi a leggerlo in primavera, ma è stata comunque una lettura molto piacevole.

Personalmente amo le trame che mescolano amore e misteri, sebbene in passato sia rimasta un po' delusa da libri di questo genere, in quanto  il filone giallo non era amalgamato bene a quello rosa e pareva servisse solo come semplice riempitivo. In questo caso, però, ciò non è successo, anzi, ho trovato che la storia d'amore tra Nia e Jesse e il mistero legato all'assassino di Rosie fossero ben intrecciati ed equilibrati, trovando una reale corrispondenza l'uno nell'altro.

Ammetto di non essere una vera e propria fan del trope "second change" ma in questo caso è perfetto e permette di conoscere in modo più approfondito la psicologia della protagonista, una ragazza apparentemente solare ma che nasconde nell'anima il profondo trauma legato alla precoce perdita della sua migliore amica. Il suo punto di vista e quello di Jesse si alternano di capitolo in capitolo.

L'unico aspetto che non mi ha convinta è stato il modo con cui l'autrice ha scelto di raccontare gli aspetti più salienti del caso giallo. Capisco che la sua intenzione non fosse quella di scrivere un thriller ma un giallo più "cosy" con una forte componente romance, però la vicenda trattata non è di certo leggera e, personalmente, avrei gradito più tensione e meno leggerezza nei punti in cui il mistero arriva alla sua risoluzione. Mi è sembrato un po' inverosimile l'atteggiamento spavaldo della protagonista, così come la veloce ripresa psicologica dopo il massimo momento di tensione che l'ha portata a un passo dalla morte. 

A parte questo, però, ho letto questo libro con una certa avidità, coinvolta dallo stile preciso ma nello stesso tempo scorrevole, con un buon equilibrio tra descrizioni e parti dialogate, oltre alla piacevolezza di una storia che consiglio a tutti coloro che abbiano desiderio di dedicare del tempo a una trama leggera e romantica senza per questo rinunciare a un tocco di mistero e adrenalina.

mercoledì 29 aprile 2026

Le cose che ci salvano

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Le cose che ci salvano", scritto da Lorenza Gentile ed edito da Feltrinelli.

La storia è ambientata a Milano, in un quartiere popolare dei Navigli, e ha per protagonista la ventisettenne Gea. 

La ragazza conduce un'esistenza tranquilla come tuttofare. Aggiustare e riparare sono le sue mansioni, e da quando si è trasferita nell'appartamento in cui viveva sua nonna si è costruita una fitta clientela, composta per lo più dagli abitanti del complesso in cui abita. 

La giovane contrasta il consumismo ed è una fervida sostenitrice della cosiddetta "economia circolante". Ogni giorno compie favori per i conoscenti, che le offrono ricompense le quali vengono poi a loro volta donate per ricevere altro in cambio. Gea inoltre ama lasciare in giro origami con citazioni e posizionare cartelli nel condominio atti, a suo dire, a preservare la pubblica incolumità.

Timida e schiva a causa di un'infanzia particolare (è cresciuta in una casa isolata con i gentori e il fratello, con un padre ossessionato dalle catastrofi), non esce mai dal suo quartiere e si relazione con poche persone, come la portinaia Dalia, l'anziano Trofeo, che si rifiuta di parlare, e la ristoratrice Angelica, amante dell'eleganza inglese.

La quotidianità di Gea sarà stravolta quando un negozio del quartiere, "Il nuovo mondo", chiuso da anni per la morte della proprietaria, verrà riaperto per essere messo in vendita. Ciò sconbussolerà l'esistenza della nostra protagonista perchè quel negozio di oggettistica è legato a un importante ricordo della sua infanzia, l'unico momento vissuto con la nonna che non solo le ha permesso di trascorrere del tempo insieme, ma anche di conoscere l'estrosa proprietaria dell'attività, la signora Dorothy, e tutto il suo mondo, dal quale era rimasta affascinata.

Per questo, in un primo momento la giovane cercherà di scoraggiare i potenziali clienti e si offrirà di riparare i vecchi oggetti lì contenuti, sebbene sia consapevole dell'impossibilità di realizzare il suo sogno, ovvero quello di rilevare l'attività. Quello che non sa però è che la sua gentilezza e il suo particolare modo di relazionarsi con gli altri la farà legare ad alcune donne del suo condominio come Adelaide, estrosa madre single di Aria e aspirante stilista, e la legale Priscilla. Ma anche la ragazza che si dovrebbe occupare della vendita del negozio inizierà ad affezionarsi a lei e al suo strambo modo di fare.

Assieme alla ristoratrice Angelica, l'inedito gruppetto al femminile unirà le forze per provare a realizzare il sogno di Gea, che diventerà anche il loro. Ma la strada sarà irta di ostacoli, e non solo per il fattore economico. Il tabaccaio a fianco, infatti, è deciso a tutti i costi di annettere il locale per creare una sala scommesse e sarà disposto a tutto pur di raggiungere il suo scopo...

Era da un po' che desideravo leggere questo romanzo, in quanto già dalla trama ero rimasta incuriosita sia dalla caratterizzazione della protagonista sia dall'ambientazione. Devo ammettere che all'inizio ho faticato un pochino ad abituarmi al ritmo della storia in quanto avevo appena terminato un thriller, poi però mi sono subito trovata a mio agio all'interno di questa narrazione così delicata ma profonda, tanto che più proseguivo con la storia più mi sentivo attratta dalle avventure di Gea e del suo gruppo di amiche (e non solo, perchè a un certo punto, ci sarà anche un ragazzo al quale la nostra protagonista si affezionerà) e fino alla fine ho fatto il tifo per il loro progetto.

Credo che il punto forte del romanzo sia proprio la sua inusuale protagonista, una ragazza un po' fuori dal tempo e lontana dalla mentalità consumistica che purtroppo accomuna la maggior parte della società. Ho apprezzato tanto il modo attraverso il quale Gea è riuscita a crearsi un mondo su misura per sè, oltre che il progressivo avvicinarsi agli altri dopo una vita trascorsa ad avere paura della realtà. La sua crescita, personale e relazionale, è graduale e in grado di raggiungere un equilibrio tra il suo passato e il presente, e grazie alla volontà di salvare il negozio Gea scoprirà una forza d'animo unita a una sana determinazione che l'aiuteranno a vincere le proprie insicurezze. 

Mi è piaciuta molto anche la profonda amicizia tutta al femminile tra lei e le altre donne, persone diverse e con temperamenti differenti, ma basati su una complicità molto forte.

Infine, penso che anche il complesso rapporto tra Gea e la sua famiglia sia stato trattato in modo delicato, con realismo e senza moralismi. A tal proposito ho trovato il finale davvero azzeccato. 

Per questo, anche questo libro rientra nelle letture da me consigliate, soprattutto se cercate un romanzo di formazione dallo stile semplice e scorrevole, capace di affrontare tematiche importanti legati alla crescita di sè e del nostro rapporto con gli altri e con l'ambiente che ci circonda.


DELLA STESSA AUTRICE

Le piccole libertà

mercoledì 22 aprile 2026

Io non ho ucciso

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Io non ho ucciso", scritto da Megan Lally ed edito da Newton Compton.

La storia è raccontata attraverso il punto di vista degli adolescenti Mary e Drew. La prima è una ragazza che ha perso la memoria dopo un misterioso incidente ma che, fortunatamente, viene soccorsa e accompagnata in commissariato. Lì sopraggiunge Wayne, un uomo angosciato per la scomparsa di sua figlia Mary. Riconoscendo nella giovane la ragazza che sta cercando, dopo aver fornito a un poliziotto i documenti che attestano la veridicità delle sue dichiarazioni, fa ritorno sollevato con la ragazza nella sua casa, una baita sperduta ad Anton, nell'Oregon. 

Tra quelle mura così isolate Mary si sforzerà di recuperare i propri ricordi e, attraverso le premure di Wayne, apprenderà di essere timida e solitaria e di preferire le serie tv su Netflix alle uscite con gli amici. Studia inoltre a casa, da privatista.

Provando a recuperare la propria quotidianità attraverso i racconti del padre, la nostra protagonista si troverà comunque a dover far fronte a degli imprevisti che contribuiranno ad alimentare la propria confusione. Perchè il padre non l'ha avvertita che soffre di allergie alimentari? E per quale motivo le compra abiti dalla taglia sbagliata portandola in seguito a fare shopping in un negozio a ore di distanza dal loro paese?

Giorno dopo giorno, Mary inizierà a sospettare che c'è qualcosa che Wayne vuole nasconderle, qualcosa di inquietante che deve sbrigarsi a scoprire prima che sia troppo tardi...

Parallelamente, il lettore potrà assistere alla storia di Drew. Lola, la sua ragazza, è scomparsa dopo il loro ultimo appuntamento e tutto il paese è convinto che l'abbia ammazzata. Conoscenti, insegnanti, compagni di scuola e, soprattutto, lo sceriffo Roane gli puntano il dito contro e lo spingono a confessare. Ma lui, pur rimproverandosi per non averla accompagnata a casa, è innocente e soffre moltissimo per la sparizione della giovane.

Animato dalla determinazione di scagionarsi ma, soprattutto, di trovare Lola, aiutato dal cugino Max e dall'amica Autumn, Drew darà il via a un'indagine personale per provare a comprendere cosa sia realmente successo quella sera. 

Ho scoperto per caso questo romanzo lo scorso autunno, nella libreria di un centro commerciale. Attratta dalla copertina e dalla trama, ne avevo fotografato una copia, per poi non pensarci più. Dopo qualche mese, però, ho ritrovato il romanzo citato nel booktok così, complice anche il buon proposito di leggere più gialli e thriller, ho deciso di inserirlo tra le mie letture. 

Immergermi nella sua storia mi ha fatto ricordare il motivo per cui non leggo spesso romanzi di questo genere, ovvero quello di non riuscire più a smettere di leggere e di cercare sempre dei ritagli di tempo per dedicarmi anche a un paio di pagine. La trama, infatti, mi ha totalemente avvinghiata, dalla prima all'ultima pagina, e mi è sempre risultato  difficile staccarmi per riprendere in un secondo momento. 

Ho apprezzato molto la forza e la determinazione di Drew, a mio parere il personaggio migliore del romanzo e, assieme a Mary, ho vissuto il suo spaesamento e la progressiva costatazione della sua condizione.

Sebbene l'autrice inserisca molti dettagli relativi all'ambiente, alle azioni e alle emozioni dei personaggi, il ritmo è scorrevole, incalzante e ricco di tensione. L'alternanza tra i capitoli dedicati alla vicenda di Mary e a quella di Drew aiuta a mantenere alto l'interesse per entrambi i filoni narrativi e anche il finale, sebbene a un certo punto avessi iniziato a sospettare qualcosa, non è scontato come si potrebbe pensare, e pure l'epilogo è molto particolare. 

Per tutti questi motivi vi consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, soprattutto se amate i gialli/thiller young adult, ma anche se avete voglia di cimentarvi con storie di mistero, ricche di tensione e dai risvolti sorprendenti.  

mercoledì 8 aprile 2026

Le ottanta domande di Atena Ferraris

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata all'ultimo romanzo di Alice Basso, "Le ottanta domande di Atena Ferraris", edito da Garzanti.

Trattasi del secondo libro della serie dedicata ad Atena Ferraris, trentenne torinese che gestisce una rivista di enigmistica online. Nel volume precedente il lettore ha potuto conoscere la protagonista e a comprendere il modo attraverso il quale ragiona e si relaziona con gli altri, molto diverso e difficoltoso rispetto alla maggior parte delle persone. Grazie alla partecipazione a un corso di magia, Atena ha conosciuto i fratelli Jacopo e Gemma, quest'ultima neuropsicologa che al termine del primo libro ha ipotizzato la neurodivergenza della nostra protagonista. 

Proprio per questo, il nuovo romanzo si apre con la decisione di Atena di ottenere una valutazione medica. Peccato però che Gemma si rifiuti di seguirla, indirizzandola da un suo collega, in quanto amica sua e del fratello Febo. Atena proverà più volte a farle cambiare idea, oltre che a scontrarsi proprio con il fratello, che non vede di buon occhio il suo volersi "etichettare". Di diverso parere è Jacopo, che inizierà un vero e proprio percorso da autodidatta per riuscire a comprenderla meglio perchè, nonostante i dubbi dei suoi amici musicisti, è sempre più attratto da lei.

Non sarà solo la questione legata alla presunta neurodivergenza di Atena a movimentare le giornate dei quattro giovani, ma anche un nuovo mistero, sul quale i quattro si troveranno a improvvisare una nuova indagine. Elisa, un'amica di Gemma, è ricattata da una persona che conosce un suo segreto di natura medica e vorrebbe rivelarlo a tutti per evitare che rinunci ad aspirare a una promozione sul posto di lavoro. 

Di nuovo in bilico tra voglia di mettersi in gioco e il disorientamento per la perdita della routine che le nuove investigazioni porteranno alle sue giornate, Atena deciderà di aiutare Elisa assieme a Gemma, Jacopo e Febo. E ciò sarà solo l'inizio di una nuova avventura dai risvolti tragicomici e inaspettati.

Sono anni che leggere il nuovo libro di quest'autrice è diventata una mai bella consuetudine. Ammetto che la mia protagonista preferita rimane Anita, seguita da Vani, ma anche Atena, seppur gradualmente, inizia a farsi spazio tra i miei personaggi letterari preferiti. Penso che il punto di forza di questa nuova serie sia l'ironia e la delicatezza attraverso cui l'autrice affronta un tema importante ma poco noto al grande pubblico come la neurodivergenza, ma anche lo spunto più generico legato al rispetto delle diversità, qualcunque forma esse abbiano.

Mi è piaciuto molto seguire questa nuova avventura di Atena e del suo gruppo di amici. A un certo punto ho iniziato a sospettare chi potesse essere il ricattatore di Elisa e questo mi ha spinto a non staccarmi dalla lettura del romanzo per scoprire se la mia ipotesi fosse corretta (lo è stata, ma non per questo la soluzione è banale, anzi, la vicenda prende un risvolto a mio parere molto bizzarro, ma non posso aggiungere altro). Ho gradito molto anche l'evoluzione del rapporto tra la protagonista e Jacopo trovando alcuni passaggi davvero molto belli e profondi, soprattutto al termine del romanzo, quando Febo parla con Atena di un confronto avuto con Jacopo. Le ultime righe, poi, ci proiettano direttamente al nuovo episodio.

Il mio interesse riguardo al tragico destino della madre di Atena e Febo prosegue, al quale si aggiunge un sospetto riguardo alla possibile vera identità di un personaggio (al momento un po' secondario, ma poi chissà), il quale mi ha resa ancora più curiosa di conoscere il prosiego delle avventure di questi protagonisti così particolari, ma nello stesso tempo così vividi nella loro umanità. 

Se avete letto il primo romanzo, quindi, non potete assolutamente lasciarvi scappare questo seguito (a mio parere ancora più bello del precedente). Nel caso in cui non conosciate la serie, invece... vi consiglio di iniziare a conoscere Atena, Febo Gemma e Jacopo dal primo libro.

 

DELLA STESSA AUTRICE

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Scrivere è un mestiere pericoloso 

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Le ventisette sveglie di Atena Ferraris

lunedì 30 marzo 2026

Oliva Denaro

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Oliva Denaro", scritto da Viola Ardone ed edito da Einaudi.

Protagonista è colei che dà il nome al titolo, Oliva, un'adolescente che vive con i genitori e il fratello gemello Cosimino in un piccolo paese siciliano negli anni Sessanta. La sorella maggiore, Fortunata, è invece stata costretta a sposarsi dopo essere rimasta incinta, il cui marito le ha poi fatto perdere il bambino a causa delle ripetute violenze che costringono la giovane donna a condurre una vita ritirata in casa.

Oliva è una ragazza molto sveglia e intelligente, ama studiare e, soprattutto, è convinta che il sapere possa aiutarla ad affrontare gli ostacoli che le si presenteranno nella vita. Perchè la giovane ha già compreso che essere donna è tutt'altro che semplice.

"La femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia" dice sempre sua madre. Per questo, la nostra protagonista teme il momento in cui crescerà, perchè poi non sarà più libera di giocare con l'amico Saro, correre liberamente e camminare da sola per strada. E, soprattutto, dovrà fare attenzione agli sguardi dei ragazzi. E sarà proprio per uno di questi, che la vita di Oliva verrà sconvolta per sempre. 

La ragazza, infatti, diventerà vittima del figlio del pasticcere, che mostrerà delle attenzioni non ricambiate verso la sua persona. Il giovane, però, non accetterà i suoi rifiuti. E, convinto di poter agire come vuole in quanto maschio, agirà con la forza per ottenere ciò che brama. 

Da quel momento in poi Oliva si troverà a un bivio: accettare un destino che, pur terribile, è accettato dalla mentalità dell'epoca oppure alzare la testa e, senza vergogna, rivendicare il proprio diritto alla libera scelta?

Dopo aver letto e apprezzato "Il treno dei bambini", ero molto curiosa di leggere altri libri di quest'autrice. "Oliva Denaro" è il suo secondo romanzo ed è stato capace di coinvolgermi dalla prima all'ultima pagina in una storia intensa ed emozionante, in grado di suscitarmi diversi spunti di riflessione sul tema della parità di genere.  

In tal senso, Oliva è un personaggio che vive in sè diverse contraddizioni. Da un lato un retaggio culturale che frena il suo desiderio di libertà e indipendenza, dall'altro l'intelligenza e la capacità critica che la spingono a interrogarsi sul suo ruolo e a comprenderne gli abusi. 

A tal proposito è emblematico anche il ruolo della famiglia. La madre ha assorbito il maschilismo di cui è pregno il suo ambiente e non comprende la mentalità di Oliva, desidera il meglio per i suoi figli senza però comprendere la vera portata delle sue credenze. Al contrario, la mentalità di suo marito è assai diversa. Un po' per i suoi trascorsi e un po' per l'innata sensibilità, il  padre di Oliva non tollera la mentalità che lo circonda ma, come una sorta di antieroe, viene ridicolizzato e sbeffeggiato addirittura dalla stessa moglie, che mal tollera i suoi silenzi e le parole misurate. A mio parere, la figura di quest'uomo è la migliore di tutto il romanzo. 

Contrapposta alla figura di Oliva, è l'amica Liliana. Appartenente a una famiglia comunista, la ragazza è cresciuta in un contesto familiare dalla mentalità più aperta. Sarà lei a spingere Oliva a frequentare delle riunioni segrete in cui si parla di parità dei diritti tra maschi e femmine e, nel momento di maggiore difficoltà, le starà vicina, non solo aiutandola attraverso la collaborazione della sua famiglia, ma anche promettendole che un giorno siederà in Parlamento facendo da portavoce al desiderio di libertà di tutte le donne. 

Dalle mie parole potete quindi comprendere come il tema centrale del libro sia quello della parità tra uomini e donne, e l'autrice ha scelto di farlo attraverso una vicenda ambientata in un contesto in cui terribili espedienti come il delitto d'onore e il cosiddetto "matrimonio riparatore" erano del tutto leciti e accettati dalla società.

Penso, però, che questa storia, nonostante il periodo in cui è ambientata, abbia la capacità di fornirci degli spunti su cui riflettere anche in riferimento al contesto attuale. Un paio di passaggi del libro, infatti, mi hanno fatto pensare come anche ai giorni nostri certi retaggi siano duri a morire. In particolare, vi è un dialogo tra Oliva e Liliana in cui la prima dice alla seconda che è l'abbigliamento di una donna a legittimare certi comportamenti da parte dei maschi: non vi sembra un discorso che viene fatto anche nel 2026? 

Inoltre, mi ha colpito anche un altro passo del libro, ovvero quello in cui un carabiniere distoglierà Oliva dal cercare giustizia perchè, di fatto, la legge non è ancora in grado di punire in modo esemplare certi comportamenti. Quante volte ci capita di ascoltare in televisione notizie di femminicidi compiuti anche dopo regolare denuncia dei propri persecutori?

La lettura di questo romanzo porta quindi il lettore a riflettere sull'enorme attualità del tema proposto e lo fa con una storia intensa, narrata con estrema delicatezza e con una protagonista che si fa emblema di valori fondamentali come la libertà e la giustizia. Un romanzo che per questo consiglio a tutti.


DELLA STESSA AUTRICE

Il treno dei bambini

lunedì 23 marzo 2026

Come l'arancio amaro

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Come l'arancio amaro", scritto da Milena Palminteri ed edito da Bompiani.

La storia viene raccontata attraverso due piani temporali. In quello ambientato negli anni Sessanta, il lettore farà conoscenza di Carlotta, trentaseienne dal carattere determinato ma anche molto schivo. La giovane donna è laureata in giurisprudenza e lavora presso l'Archivio Notarile di Agrigento. 

Un giorno, proprio tra quelle carte, inizierà a sospettare di non essere figlia dei suoi genitori. Ma, dato che il padre è morto il giorno della sua nascita e la madre da qualche anno, per fare chiarezza, Carlotta deciderà di chiedere spiegazioni a un amico di famiglia, l'anziano avvocato Calascibetta, ultimo custode dei segreti della famiglia Cangialosi.

A questo punto, attraverso la narrazione ambientata negli anni Venti a Sarraca (una cittadina in provincia di Agrigento), si potranno comprendere le vere origini di Carlotta. Questo, attraverso il dipanarsi delle vicende di Nardina e Carlo Cangialosi. I due, marito e moglie, sono molto innamorati, ma la donna non riesce a rimanere incinta. Per questo, la madre di lei Bastiana, organizzerà attraverso la collaborazione di Don Calogero, esponente mafioso, un piano per poter risolvere la situazione prima che la ricca e altezzosa consuocera decida di prendere provvedimenti.

Con i loro progetti verrà coinvolta la domestica Sabedda, vittima della lussuria di Stefano D'Amelio, figlio della sorella defunta di Carlo Cangialosi. La giovane, rimasta incinta, rappresenterà per loro la via d'uscita al problema d'infertilità di Nardina e per questo Bastiana e Don Calogero cercheranno di convincerla a donare il figlio ai ricchi Cangialosi.

Quello che sembrerebbe un progetto vincente, si scontrerà però con una concatenazione di eventi, estranei al loro piano, che sconvolgeranno per sempre le loro vite...

Era da tempo che desideravo leggere questo romanzo, ma ho dovuto aspettare un po' di mesi perchè in biblioteca c'era una lunga lista d'attesa. Nel frattempo avevo letto molti pareri in rete, alcuni molto positivi altri assai negativi, quindi non sapevo bene cosa aspettarmi. A lettura conclusa, però, non posso che esprimere soddisfazione per questa storia che ha saputo coinvolgermi dall'inizio alla fine. 

Una delle critiche lette è che nella trama non si susseguono molti fatti, e in effetti la vicenda narrata ruota principamente attorno alle origini di Carlotta, senza allargarsi più di tanto. Questo però non abbassa la qualità del romanzo perchè sono tanti gli elementi che rendono questo libro una lettura affascinante. Per prima cosa il linguaggio: è molto particolare, dettagliato e con una fine introspezione psicologica, e le esigenze di realismo hanno portato la scrittrice a inserire molti termini dialettali, dei quali però si può comprendere il significato grazie al piccolo glossario al termine del libro. 

Poi, mi è piaciuto molto il modo attraverso il quale l'autrice ha intrecciato le vite dei vari personaggi con la Storia del periodo, soprattutto per quanto riguarda i capitoli ambientati nel passato. L'avvento del fascismo, la reazione dei siciliani, il rapporto tra i nuovi governanti e la mafia locale sono solo alcuni aspetti che fanno comprendere la realtà storico sociale dell'epoca. Anche il paesaggio dell'agrigentino viene ritratto con espremo realismo, finendo per diventare anch'esso una sorta di personaggio. 

Infine, vorrei porre l'attenzione su un altro tema portante del romanzo, che attraversa entrambe le epoche permettendo così al lettore di coglierne tutte le sfumature, ovvero quello della condizione femminile. Da Nardina alla madre Bastiana, dalla povera Sabedda a Carlotta, passando per altri personaggi minori, il lettore potrà avere una panoramica approfondita sulla difficoltà della vita delle donne, di qualsiasi età ed estrazione sociale, in un mondo profondamente maschilista.

Dalle mie parole potete quindi comprendere come questa lettura si sia rivelata davvero molto interessante, coinvolgente e capace di suscitare diversi spunti di riflessione, attraverso la panoramica di un mondo che ci permette di capire ancora di più pensieri e dinamiche della nostra Storia recente. Un libro che per questo consiglio vivamente di leggere.

lunedì 9 marzo 2026

Ti regalo le stelle

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Ti regalo le stelle" di Jojo Moyes, edito da Mondadori.

La storia è ambientata in America, negli anni Trenta del Novecento, e ha come protagonista la giovane inglese Alice, che si è trasferita negli Stati Uniti dopo aver sposato un ragazzo di Baileyville, nel Kentucky .

Quello che avrebbe dovuto essere l'inizio di una nuova vita piena di amore e di emozioni, lontana dalla rigidità dei salotti inglesi, per Alice sarà solo il principio di un incubo. La grande villa nella quale si ritrova a vivere è infatti del suocero che, rimasto vedovo, gestisce il menage familiare con invadenza, mentre Bennet pare non ritenerla degna nemmeno di un bacio o una carezza. Padre e figlio sono a capo di un grande giacimento minerario della città e anche in quel luogo si riflettono le stesse dinamiche di comando.

La quotidianità di Alice subirà uno scossone quando deciderà di lavorare presso la biblioteca circolante del paese, una nuova realtà voluta dal governo centrale per permettere la diffusione di libri e cultura anche tra le famiglie che vivono nelle zone più remote del paese. 

Lì la nostra protagonista conoscerà la vera anima della biblioteca, Margery O'Hare, figlia di un violento distillatore fuorilegge morto da tempo. Margery è una donna indipendente che sebbene, viva una relazione con un uomo onesto e gentile, non è intenzionata a sposarsi e non si pone alcun problema nel trascorrere la maggior parte delle sue giornate a cavallo per distribuire libri. 

Alice stringerà subito un forte legame con lei, ma anche con le altre bibliotecarie, come l'intraprendente Beth, l'aspirante cantante Izzy (che soffre per la sua condizione di poliomietica) e Sophia, vittima di pregiudizi per la sua pelle scura. A loro poi si unirà Kathleen, una tra gli utenti più affezionati, vittima purtroppo di una precoce vedovanza.

Attraverso il progressivo freddo dell'autunno, la rigidità dell'inverno, le abbondanti piogge della primavera e il caldo asfissiante dell'estate, le bibliotecarie non smetteranno mai di ditribuire romanzi, libri di ricette, storie per bambini, ma anche libretti considerati licenziosi per il tempo, scritti da donne che parlano alle donne in un contesto dove non si vede di buon occhio il fatto che il sesso femminile sia informato e consapevole del proprio corpo e dei propri diritti.

E sarà proprio questo che determinerà una forte frattura tra Alice e la famiglia che ha sposato, portandola a compiere una scelta drastica, che rivoluzionerà la sua vita, ma anche quella delle persone che le vogliono bene. Prima fra tutti Margery, verso la quale l'anziano padre di Bennet nutre un profondo senso di vendetta, ma anche Fred, proprietario della struttura che raccoglie tutti i libri e che, dopo la presa di posizione di Alice, inizierà a provare per lei sentimenti che sarebbe meglio soffocare.

Era da molto tempo che volevo recuperare la lettura di questo romanzo, sia perchè anni fa avevo letto un libro di questa autrice che mi era piaciuto molto sia perchè anche io ho lavorato come bibliotecaria, anche se in quelle comunali. Quest'anno, grazie al buon proposito di dedicarmi ad alcuni libri presenti da anni in wish list, ho deciso che era giunto il suo momento e, anche questa volta, posso affermare di essere stata molto contenta di averlo scelto. 

Penso che il punto di forza del romanzo sia il profondo legame istauratosi tra le bibliotecarie, donne molto diverse tra loro ma accomunate dal desiderio di essere sè stesse, al di là delle concezioni maschiliste del tempo. Anche l'importanza data ai libri e al loro essere veicolo di cultura è un tema sentito il quale, unito a quello femminista, fa comprendere ancora di più come il sapere possa portare a una maggiore consapevolezza e, nello stesso tempo, come questo sia mal visto da coloro a cui interessa manipolare masse ignoranti. Questo purtroppo, anche se a distanza di anni rispetto all'ambientazione cronologica di questa storia, è un argomento quanto mai attuale e permette quindi al lettore di sviluppare riflessioni che affondano la loro radici anche in contesti contemporanei. 

Un altro elemento da me molto gradito è stato il modo attraverso il quale è stato inserito il paesaggio all'interno della trama. Nel testo è molto presente, soprattutto nelle parti in cui si parla dei viaggi delle bibliotecarie, e ciò aiuta a renderlo molto vivido nella mente di chi legge. 

Unica nota negativa, a mio parere ovviamente, sono le eccessive descrizioni, che a tratti rallentano la trama  e appesantiscono la narrazione. Anche visivamente, molte pagine sono piene di scritte, a scapito degli scambi dialogici. Tutto questo, però, viene livellato da un lessico curato e nello stesso tempo semplice e scorrevole.

A parte questo piccolo dettaglio, la storia è davvero coinvolgente e la consiglio vivamente soprattutto a chi cerca una lettura che mescola diversi eventi e tematiche, tutti convergenti sull'importanza della conoscenza, unica arma in grado di uccidere ignoranza e pregiudizi. 


DELLA STESSA AUTRICE

L'ultima lettera d'amore

giovedì 19 febbraio 2026

Il buio oltre la siepe

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata a un classico della letteratura americana, "Il buio oltre la siepe", scritto da Harper Lee ed edito da Feltrinelli.

La storia è ambientata a Maycomb, un paesino immaginario dell'Alabama, durante i primi anni Trenta del Novecento e la voce narrante delle varie vicende è di Scout, una bambina che frequenta le scuole elementari dal temperamento sveglio e ribelle, che ama giocare all'aperto con il fratello maggiore Jem. I due vivono assieme al padre Atticus, di professione avvocato, e la domestica Calpurnia. La madre invece è morta quando erano piccoli.

Nella prima parte del romanzo il lettore si troverà immerso nelle vicende quotidiane dei due bambini, alle prese con la scuola, i compagni, i giochi estivi in compagnia dell'amico Dill e i rapporti con i loro vicini di casa. In particolare, Scout e Jem sono incuriositi dalle dicerie che riguardano Boo Radley, un uomo che, dopo una giovinezza complicata, vive rinchiuso in casa. I due escogiteranno diverse strategie per spingerlo a uscire, anche se inutilmente.

La curiosità nei confronti di quell'uomo, giudicato "diverso" dalla società, farà da collegamento al filo conduttore della seconda parte del libro, quella più corposa, che metterà di fronte il lettore ai pregiudizi delle persone verso chi è giudicato non conforme alla società dominante. 

Il padre dei bambini, infatti, si troverà a difendere Tom Robinson, un appartenente alla comunità afroamericana accusato di un tentativo di stupro nei confronti di una ragazza bianca. Sebbene Atticus riesca a dimostrare con argomentazioni incontrovertibili l'innocenza dell'uomo, la pelle nera di quest'ultimo e i pregiudizi di uno Stato che porta con sè i retaggi di un radicato razzismo renderanno il processo un vero e proprio evento che coinvolgerà l'intera comunità, incapace di concepire l'innocenza di Tom.

Lo stesso Atticus diverrà oggetto di scandalo, in quanto definito "negrofilo", e anche a scuola i suoi figli saranno oggetto di scherno. E non solo...

Era da tantissimo tempo che desideravo leggere questo romanzo, addirittura dal 2016, anno di apertura del blog. Dato anche il proposito di recuperare alcuni romanzi della mia wish list, ho deciso finalmente di immergermi tra le sue pagine e mai scelta è stata più azzeccata. 

Il contesto dell'America durante gli anni della Grande Depressione è sempre in grado di catturare la mia attenzione e i temi trattati sono capaci di parlare ai lettori di ogni luogo e tempo. La scelta di narrarli attraverso il punto di vista di una bambina conferisce loro originalità e permette ancora di più di comprendere l'insensatezza della cosiddetta "paura del diverso", che investe non solo la figura di Tom Robinson e della comunità a cui appartiene, ma anche la stessa Scout (lontana dal prototipo di "brava bambina" e più vicina al ruolo di "maschiaccio"), il vicino Boo Radley e la domestica Calpurnia (anch'ella donna di colore).

A tal proposito, Atticus è una figura moderna, ma purtroppo inserita in un contesto che ancora non comprende il suo pensiero e che per questo lo relega a un ruolo di "antieroe". Consapevole dell'insensatezza del razzismo farà di tutto per scagionare Tom definendo quell'incarico  "la causa della vita". Accetterà inoltre la figlia per quello che è, evitando di imporle di diventare una "brava signorina", nonostante le insistenze della sorella e delle signore del vicinato. Inoltre concepirà Calpurnia non solo come una semplice dipendente, ma anche una sorta di madre per i due figli. Per questi motivi penso che il personaggio di Atticus sia il più sfaccettato e interessante dell'intera opera ed è stato molto appassionante comprendere le sue azioni e i suoi pensieri attraverso le parole della figlia Scout. 

Anche lo stile semplice e scorrevole è in grado di catturare l'attenzione di chi legge,  ma sono soprattutto gli spunti di riflessione che è in grado di suscitare attraverso le tematiche affrontate, legate al concetto di uguaglianza in rapporto all'unicità presente in ognuno di noi, a rendere questo libro un classico che, a mio parere, ogni lettore dovrebbe leggere almeno una volta nella vita.

lunedì 9 febbraio 2026

La strada giovane

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo di Antonio Albanese "La strada giovane", edito da Feltrinelli.

La storia è basata su fatti realmente accaduti e ha per protagonista Nino, un giovane siciliano che dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 viene catturato dai tedeschi e mandato in un campo di prigionia in Austria.

In quel posto, dove ogni giorno si trova davanti a soprusi e violenze, Nino stringerà una forte amicizia con il toscano Lorenzo, che lo persuaderà a fuggire. I due, ai quali si unirà una terza persona detta "Il Piemontese", sfrutteranno la preparazione dei festeggiamenti di Capodanno per mettere in pratica il piano di fuga progettato da Lorenzo. 

E ciò sarà solo il primo atto di un percorso che porterà il nostro protagonista ad attraversare tutta l'Italia per poter finalmente tornare a casa. Nei suoi pensieri l'amata famiglia, il negozio di panetteria dei genitori, gli amici e, soprattutto, Maria Assunta, la ragazza che ha sposato poco prima di partire per la guerra. 

Saranno i ricordi del passato e l'attesa di un futuro migliore a mantenere viva la speranza di Nino, messa a dura prova dalle difficoltà del presente. Il ragazzo, infatti, nel suo cammino troverà diverse insidie, che più di una volta lo porteranno a dubitare della possibilità di sopravvivere. 

Stremato dalla durezza della guerra e della prigionia, senza considerare la fame costante che non lo abbandona mai, il giovane verrà messo in pericolo anche per i suoi occhi chiari e i capelli biondi, che lo rendono troppo simile a un tedesco in mezzo a un popolo che non sa più distinguere gli alleati dai nemici. 

Per scoprire se Nino riuscirà a sopravvivere e a ricongiungersi con i suoi cari, vi invito a leggere questo breve romanzo, che ho trovato molto interessante e in grado di coinvolgermi pienamente in una vicenda che affonda le proprie radici in un capitolo buio della nostra Storia. 

Conoscevo l'autore per la sua fama di comico e non sapevo fosse anche uno scrittore. Ho scoperto l'esistenza del libro su alcuni blog che seguo e sono davvero contenta di essermi cimentata anch'io con la lettura di questo romanzo. Penso che le storie basate su fatti realmente accaduti abbiano una marcia in più e anche questa lettura non fa eccezione.

I capitoli brevi e lo stile scorrevole conferiscono un ritmo concitato alla narrazione, e la scelta di alternare il presente con i ricordi del passato permette di delineare al meglio la figura di Nino, facendo anche comprendere come siano i valori dell'amore, dell'affetto e l'attaccamento al suo mondo a dargli la spinta per andare sempre avanti. 

Purtroppo in alcuni passaggi la sottile demarcazione tra i due piani temporali appare poco delineata, creando così una leggera confusione che costringe il lettore e rileggere alcuni passaggi ma, nonostante questo, è un libro che consiglio vivamente di leggere.

Sono consapevole che su questo periodo storico la letteratura sia sterminata, ma penso che sia importante non smettere mai di incrementarla con testimonianze che ci permettono di tenere a mente un concetto fondamentale, che non dovrebbe mai essere dimenticato: l'importanza della pace, che deve sempre prevalere sugli orrori e la disumanità della guerra.

lunedì 2 febbraio 2026

Teddy

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Teddy", scritto da Jason Rekulak ed edito da Giunti.

Protagonista di questo paranormal thriller è Mallory, una giovane segnata da un tragico evento che l'ha portata a diventare tossicodipendente. 

Dopo un lungo periodo di riabilitazione, però, sembra in procinto di riprendere in mano la propria vita, così una delle persone che collabora con il centro di recupero le propone un colloquio come baby sitter presso una famiglia amica di alcuni conoscenti, i Maxwell.

Nonostante i propri trascorsi, Mallory sarà assunta. Inizierà quindi a lavorare nella bellissima casa di quella famiglia così cordiale, la quale le offrirà anche un'abitazione, una piccola dépandance situata in giardino. Il bambino a cui deve fare da baby sitter, Teddy, è molto dolce e nonostante la timidezza riesce a legarsi alla ragazza. 

Sembrerebbe che nulla possa turbare la tranquillità delle sue giornate, ma la nostra protagonista non tarderà ad accorgersi di alcune stranezze che riguardano il bambino. Egli, infatti, parla sempre di un'amica immaginaria, Anya, e più volte lo sente fare dei veri e propri discorsi quando sale nella sua camera per fare il riposino. Ma sarà quando i suoi amati disegni, da semplici e infantili, si faranno sempre più complessi e artistici, che la nostra protagonista inizierà a sospettare la presenza di forze soprannaturali che si impossessano di lui. 

Ben presto Mallory verrà a sapere che la piccola abitazione in cui soggiorna era abitata da una ragazza scomparsa misteriosamente e per questo si convincerà che quella vicenda irrisolta abbia un legame con gli strani disegni di Teddy. Immagini che parrebbero raccontare una storia, ma che i genitori si rifiutano di considerare, scioccati dalle insinuazioni della ragazza, che guardano con sospetto a causa dei suoi trascorsi con la droga.

Aiutata da un nuovo amico e da una vicina di casa specializzata in sedute spiritiche, Mallory verrà risucchiata in una vicenda dagli oscuri risvolti. Una storia che la coinvolgerà a tal punto da farle rischiare di precipitare ancora una volta nell'abisso da cui era uscita...

Era da un po' che volevo leggere questo romanzo. Nonostante non sia una vera e propria amante degli elementi paranormali, la trama mi aveva subito incuriosita, senza contare i numerosi pareri positivi letti in rete.

E ora posso finalmente confermare che la vicenda narrata mi ha coinvolta davvero tanto e che fino alla fine non avevo idea di come potesse terminare. Il colpo di scena che dà una svolta decisiva alla trama è davvero geniale e mi ha colta di sorpresa. Anche i disegni intercalati tra le pagine sono un espediente originale. Non sono accessori, ma veri e proprio elementi portanti, integrati perfettamente all'intreccio del romanzo.

Lo stile è semplice, ma curato e scorrevole, capace di avvinghiare il lettore in un crescendo di curiosità e tensione. Non mancano nemmeno spunti di riflessione, incentrati sull'amore e le relazioni familiari, ma su questo preferisco mantenermi vaga per evitare spoiler. 

Un romanzo, quindi, che racchiude in sè diversi elementi che lo rendono una lettura piacevole, sorprendente e riflessiva e che per questo vi consiglio vivamente di leggere.

lunedì 19 gennaio 2026

Una di famiglia

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Una di famiglia", scritto da Freida McFadden ed edito da Newton Compton.

Trattasi di un thriller con ambientazione domestica, del quale in questi giorni è anche uscito il film al cinema, che viene narrato da due punti di vista, quello di Millie e quello di Nina.

Millie è una ragazza in libertà vigilata dopo dieci anni di carcere. Ha appena perso il suo lavoro di barista e, a causa delle esigue finanze, vive in macchina. Perciò, quando scopre che il suo colloquio come domestica presso una ricca famiglia americana è andato a buon fine, non vede l'ora di lasciarsi alle spalle quel momento di difficoltà e di dare il via a un nuovo capitolo della propria vita.

Una volta trasferitasi a casa Winchester, però, Millie si renderà conto che in quella famiglia ci sono parecchi problemi. Nina, la padrona di casa, soffre di crisi isteriche improvvise che la rendono il suo bersaglio. La figlia della donna, Cecelia, è viziata e la tratta con disprezzo. Senza contare l'angusta camera in solaio che le è stata assegnata come dormitorio. Ha solo una piccola finestrella che non si può aprire e, cosa ancor più inquietante, si chiude solo dall'esterno.

L'unica persona equilibrata è il marito, l'affascinante signor Winchester, che pare rassegnato dal comportamento della moglie ed è solidale con Millie, soprattutto nei momenti in cui Nina tenta in tutti i modi di metterla in difficoltà.

La ragazza fatica a sopportare la situazione, ma avendo assoluta necessità di uno stipendio deciderà di stringere i denti, sebbene anche il giardiniere di origine italiana, che parla pochissimo perchè non conosce la loro lingua, tenti più volte di metterla in guardia. E nonostante le inquietanti voci che circolano tra le conoscenti di Nina riguardo a un evento del passato della donna che l'ha portata a un ricovero psichiatrico.

Pagina dopo pagina il lettore si troverà coinvolto nelle inquietanti dinamiche di quella famiglia, assistendo ai tentativi di adattamento di Millie a quell'ambiente così difficile, nel quale può contare solo sull'empatia del signor Winchester. Un sentimento che, con il passare dei giorni, si trasformerà in una forte attrazione...

Era da molto tempo che desideravo leggere questo romanzo e, complice anche il buon proposito di dedicare quest'anno alla lettura di una maggior quantità di gialli e thriller, ho deciso di recuperare subito questo romanzo, che ha saputo coinvolgermi dall'inizio alla fine in una vicenda dalla quale mi risultava difficile staccarmi per dedicarmi ad altro.

Come avete compreso dalla trama, inizialmente la vicenda si apre in modo abbastanza ordinario. Ma, non appena il punto di vista di Millie lascerà il posto a quello di Nina, il lettore verrà investito da una serie di colpi di scena che gli faranno riconsiderare l'intera vicenda. 

Ammetto che, da lettrice e scrittrice di romanzi di questo genere, avevo intuito il primo, inaspettato, risvolto. Al contrario, quelli successivi mi hanno stupita così tanto che fino alla fine non avevo idea di come si sarebbe conclusa la storia. 

Ho apprezzato molto la caratterizzazione psicologica sia di Millie sia di Nina, due donne dal carattere opposto, con delle storie di vita diverse ma in grado di catturare allo stesso modo l'interesse del lettore. Sono personaggi con luci e ombre, non totalmente positive o negative, e questo le rende molto umane e reali.

Lo stile dell'autrice è semplice, scorrevole e nello stesso tempo ricco di riferimenti visivi che permettono a chi legge di immedesimarsi pienamente  nelle scene narrate. Ho gradito molto anche la scelta di svelare a poco a poco il passato e i segreti che ogni personaggio porta con sè, aumentando così la suspance che avvinghia il lettore fino all'ultima pagina.

Un romanzo, quindi, che mi ha regalato la storia che stavo cercando, inquietante e ricca di colpi di scena, e che per questo consiglio soprattutto a coloro che amano i thriller che hanno come sfondo l'ambiente familiare e i segreti che si celano dietro una famiglia apparentemente perfetta.

mercoledì 14 gennaio 2026

Miracolo nella Quinta Strada

Cari lettori, la prima recensione del 2026 è dedicata al romanzo "Miracolo nella Quinta Strada", scritto da Sarah Morgan ed edito da Harper Collins.

Trattasi di un romance natalizio ambientato a New York che ha per protagonista Eva, una ragazza molto solare che crede fermamente nell'amore e desidera con tutta sè stessa trovare l'uomo che le farà battere il cuore per sempre. 

Purtroppo non possiede una famiglia biologica: l'unica parente in vita era la nonna, che è morta da qualche anno lasciandole un profondo dolore. 

La giovane può comunque contare sull'affetto profondo delle sue amiche Paige e Frankie, con le quali ha fondato un'agenzia che ha il compito di accontentare le esigenze dei suoi clienti. E sarà proprio per adempiere all'incarico fornitole da un'anziana signora, che un giorno si recherà nell'appartamento di un celebre e affascinante scrittore di thriller, Lucas Blade, al fine di addobbare l'ambiente per Natale. Peccato che lo scrittore non si trovi in Canada come tutti credono, ma si è rifugiato proprio in quell'abitazione in preda al cosiddetto "blocco dello scrittore". 

L'uomo, che dopo la morte della moglie è diventato cinico e disilluso nei confronti dell'amore, scambierà la giovane per una ladra, per poi mostrare tutto il fastidio per la sua presenza una volta chiarita la situazione.

Una tempesta di neve, però, costringerà  Eva a fermarsi. Nei giorni successivi, interagendo con lei, Lucas riuscirà a recuperare la creatività, comprendendo in questo modo l'importanza della presenza della giovane. D'altro canto, sempre più attratta da lui, Eva comincerà a provare dei sentimenti importanti verso quel ragazzo, con il quale le viene semplice confidarsi nonostante le diversità caratteriali e le idee opposte sull'amore e le relazioni. 

Riusciranno Eva e Lucas a fare chiarezza nei loro cuori e a comprendere cosa è meglio per loro?

Dopo aver letto un romance natalizio che non mi aveva particolarmente soddisfatta, ho deciso di ripetere l'esperienza scegliendo un libro di un'autrice di cui avevo letto pareri entusiasti ma della quale non avevo mai letto nulla. A lettura ultimata, posso affermare di aver fatto la scelta giusta.

La storia è molto semplice, ma non frivola e banale. I due protagonisti sono ben delineati, anche psicologicamente, e ho molto apprezzato l'evoluzione di Lucas e la sua progressiva apertura verso Eva, che porterà alla luce un colpo di scena che non mi aspettavo. Sebbene sia composto da capitoli molto lunghi, lo stile dell'autrice è molto fluido e le pagine scorrono una dopo l'altra con estrema facilità. L'ambientazione newyorkese nel periodo natalizio è ben amalgamata alla trama, fornendo così il giusto tocco a una storia d'amore nello stesso tempo dolce e complessa, capace di far maturare entrambi i protagonisti.

Per questi motivi, anche se le feste natalizie sono ormai concluse, vi consiglio la lettura di questo romanzo che, personalmente, mi ha lasciato anche il desiderio di recuperare i libri dedicati alle due amiche di Eva, Paige e Frankie. 

giovedì 1 gennaio 2026

Buoni propositi letterari 2026

Cari lettori, buon 2026 a tutti e tanti auguri al mio blog, che proprio oggi raggiunge un traguardo importante... i dieci anni!

 

 

Da quel capodanno 2016 a oggi ci sono state molte letture e altrettante recensioni, diverse rubriche e scambi di opinioni. Con gli anni il mio angolino è riuscito nel suo intento, ovvero quello di diventare un diario delle mie letture e nello stesso tempo uno spazio per tutti coloro che abbiano voglia di leggere i miei post e di condividere le proprie opinioni. Per questo, ogni anno mi riservo questo momento anche per ringraziare tutti i miei lettori, che siano fissi o meno, commentatori o silenziosi. 

Ma, come ogni primo dell'anno, ecco la mia lista di buoni propositi letterari, raggruppati in letterari, relativi al blog e dedicati alla mia attività di scrittrice.

 

 

BUONI PROPOSITI LETTURA

1. Leggerò più romanzi gialli e thriller, il genere di cui ho scritto negli ultimi anni ma che dal punto di vista di lettrice ho un po' trascurato;

2. Mi dedicherò alla lettura di qualche altro romanzo di Viola Ardone e Lorenza Gentile, due autrici che ho avuto modo di apprezzare ma delle quali ho letto solo un romanzo ciascuna;

3. Riserverò parte dell'estate alla dilogia di Tabea Bach, la cui trilogia mi ha fatto viaggiare con la fantasia in luoghi meravigliosi lo scorso agosto;

4. Proseguirò con la lettura della saga dei Clifton di Archer;

5. Proverò sempre a tenere un equilibrio tra nuove letture (soprattutto dei nuovi romanzi delle mie serie preferite) e libri più vecchi che stazionano da anni nella mia wish list, con una leggera preponderanza verso questi ultimi.


BUONI PROPOSITI BLOG

1. Anche quest'anno, sulla scia degli anni passati, proseguirò a recensire le mie letture sul blog, tenendone in contemporanea il conto su Goodreads, nel quale valuterò i vari libri con le stelline.

 

BUONI PROPOSITI SCRITTURA

1. Terminerò la riscrittura di un mio vecchio romanzo giallo (al momento ho quasi raggiunto la metà);

2. Inizierò l'editing professionale una volta terminato di riscriverlo;

3. Se decidessi di autopubblicare il romanzo a cui mi sono dedicata negli ultimi anni, opzione al momento più plusibile, lo farò in primavera, tra aprile e maggio.

 

E questo è tutto: niente obiettivi proibitivi ma piccoli compiti che, sono certa, alieteranno il mio 2026.

Voi, invece, siete soliti stilare una lista di buoni propositi o preferite non fare programmi? Se la fate, vi limitate ai libri e alla lettura oppure vi estendete anche ad altri aspetti della vostra vita?

Se ne avete voglia, raccontatemelo nei commenti, nel frattempo vi rinnovo i miei più sentiti auguri per un 2026 ricco di buoni libri, ma anche serenità, felicita, amore e salute!