Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Come l'arancio amaro", scritto da Milena Palminteri ed edito da Bompiani.
Un giorno, proprio tra quelle carte, inizierà a sospettare di non essere figlia dei suoi genitori. Ma, dato che il padre è morto il giorno della sua nascita e la madre da qualche anno, per fare chiarezza, Carlotta deciderà di chiedere spiegazioni a un amico di famiglia, l'anziano avvocato Calascibetta, ultimo custode dei segreti della famiglia Cangialosi.
A questo punto, attraverso la narrazione ambientata negli anni Venti a Sarraca (una cittadina in provincia di Agrigento), si potranno comprendere le vere origini di Carlotta. Questo, attraverso il dipanarsi delle vicende di Nardina e Carlo Cangialosi. I due, marito e moglie, sono molto innamorati, ma la donna non riesce a rimanere incinta. Per questo, la madre di lei Bastiana, organizzerà attraverso la collaborazione di Don Calogero, esponente mafioso, un piano per poter risolvere la situazione prima che la ricca e altezzosa consuocera decida di prendere provvedimenti.
Con i loro progetti verrà coinvolta la domestica Sabedda, vittima della lussuria di Stefano D'Amelio, figlio della sorella defunta di Carlo Cangialosi. La giovane, rimasta incinta, rappresenterà per loro la via d'uscita al problema d'infertilità di Nardina e per questo Bastiana e Don Calogero cercheranno di convincerla a donare il figlio ai ricchi Cangialosi.
Quello che sembrerebbe un progetto vincente, si scontrerà però con una concatenazione di eventi, estranei al loro piano, che sconvolgeranno per sempre le loro vite...
Era da tempo che desideravo leggere questo romanzo, ma ho dovuto aspettare un po' di mesi perchè in biblioteca c'era una lunga lista d'attesa. Nel frattempo avevo letto molti pareri in rete, alcuni molto positivi altri assai negativi, quindi non sapevo bene cosa aspettarmi. A lettura conclusa, però, non posso che esprimere soddisfazione per questa storia che ha saputo coinvolgermi dall'inizio alla fine.
Una delle critiche lette è che nella trama non si susseguono molti fatti, e in effetti la vicenda narrata ruota principamente attorno alle origini di Carlotta, senza allargarsi più di tanto. Questo però non abbassa la qualità del romanzo perchè sono tanti gli elementi che rendono questo libro una lettura affascinante. Per prima cosa il linguaggio: è molto particolare, dettagliato e con una fine introspezione psicologica, e le esigenze di realismo hanno portato la scrittrice a inserire molti termini dialettali, dei quali però si può comprendere il significato grazie al piccolo glossario al termine del libro.
Poi, mi è piaciuto molto il modo attraverso il quale l'autrice ha intrecciato le vite dei vari personaggi con la Storia del periodo, soprattutto per quanto riguarda i capitoli ambientati nel passato. L'avvento del fascismo, la reazione dei siciliani, il rapporto tra i nuovi governanti e la mafia locale sono solo alcuni aspetti che fanno comprendere la realtà storico sociale dell'epoca. Anche il paesaggio dell'agrigentino viene ritratto con espremo realismo, finendo per diventare anch'esso una sorta di personaggio.
Infine, vorrei porre l'attenzione su un altro tema portante del romanzo, che attraversa entrambe le epoche permettendo così al lettore di coglierne tutte le sfumature, ovvero quello della condizione femminile. Da Nardina alla madre Bastiana, dalla povera Sabedda a Carlotta, passando per altri personaggi minori, il lettore potrà avere una panoramica approfondita sulla difficoltà della vita delle donne, di qualsiasi età ed estrazione sociale, in un mondo profondamente maschilista.
Dalle mie parole potete quindi comprendere come questa lettura si sia rivelata davvero molto interessante, coinvolgente e capace di suscitare diversi spunti di riflessione, attraverso la panoramica di un mondo che ci permette di capire ancora di più pensieri e dinamiche della nostra Storia recente. Un libro che per questo consiglio vivamente di leggere.

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