venerdì 31 luglio 2020

Finchè il caffè è caldo

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Finchè è il caffè è caldo", scritto da Toshikazu Kawaguchi ed edito da Garzanti.

La storia è ambientata in Giappone e precisamente in un misterioso caffè, attorno al quale ruotano particolari leggende, legate alla possibilità di poter viaggiare nel tempo.

Per fare questo, però, è necessario seguire alcune regole: sedersi in una precisa sedia di solito occupata da una misteriosa signora e non muoversi da lì; decidere di incontrare solo le persone che in precedenza sono entrate in quel locale; bere tutto il caffè prima che si raffreddi. Inoltre, la persona che decide di tornare nel passato deve essere consapevole che non potrà in alcun modo alterare il regolare svolgimento degli eventi. 

Proprio per questo motivo non sono molte le persone che decidono di usufruire di questa opportunità: di diverso parere sono però Fumiko, che teme di essersi lasciata scappare l'unico ragazzo di cui si sia veramente innamorata; Kotake, che deve fare i conti con il marito malato di Alzheimer verso il quale inizia a sentirsi più un'infermiera che una moglie; Hirai, la quale ha un complesso rapporto con la sorella e con i suoi genitori e infine Kei, che sta portando avanti una gravidanza consapevole di quanto questa potrebbe mettere in serio pericolo la sua salute.

In ognuno dei quattro ampi capitoli, quindi, assisteremo ai viaggi delle quattro donne, le quali avranno modo di affrontare diverse situazioni al termine delle quali trarranno un unico insegnamento: l'importanza del presente, dell'attimo di cui stiamo vivendo (rappresentato con l'immagine del caffè caldo) a scapito del passato e del futuro, al quale generalmente non solo i personaggi di questo libro ma noi tutti tendiamo a dare maggior importanza. 

Capirete perciò come questo romanzo si sia rivelato una lettura davvero particolare: pur essendo molto diverso dal genere di storie che leggo di solito, ho gradito molto questo libro, nel quale ho ritrovato molti elementi tipici della cultura giapponese sia nello stile dell'autore, sempre pacato e dal ritmo cadenzato, sia nella psicologia dei personaggi e nel cerimoniale del viaggio nel tempo. Molto gradito anche l'accentuato simbolismo e gli spunti di riflessione suscitati. Un libro che per questo mi sento di consigliare a tutti, non solo agli amanti della cultura orientale.

mercoledì 29 luglio 2020

Le amiche non tradiscono (quasi mai)

Cari lettori, il post di oggi è dedicato al romanzo "Le amiche non tradiscono (quasi mai)", scritto da Jane Fallon ed edito da Sperling & Kupfer.

Protagonista della storia è la quarantenne Holly la quale, dopo essersi dedicata esclusivamente alla figlia, avuta in giovane età, decide di concentrarsi esclusivamente sulla carriera. La donna lavora come editor di sceneggiature per una famosa serie tv, ma ben presto il suo impegno e la sua dedizione la porteranno a una promozione, anche se da quel momento nulla sarà più come prima.

La donna, infatti, inizierà a essere oggetto di continui sabotaggi (sceneggiature sparite, email imbarazzanti inviate a suo nome, documenti contraffatti), che le causeranno non pochi problemi con il suo capo, che comunque alla fine dovrà decidere se confermarla o meno nel suo nuovo ruolo.

All'inizio i sospetti di Holly si concentreranno su Juliet, la collega che come lei aspirava alla promozione e che pensava di avere la vittoria in tasca a causa della sua "anzianità di servizio", ma quando, per puro caso, Holly verrà a conoscenza che anche la sua collega e amica Roz aspirava al suo posto, la nostra protagonista inizierà a guardare la donna con occhi diversi.

Roz per Holly è sempre stata la collega con cui ha più legato in ufficio: con il suo matrimonio perfetto, la vita mondana pari a quella di una stella del cinema e il carattere allegro e pungente, le due donne non potrebbero essere più diverse, ma il loro rapporto di amicizia sembrava davvero perfetto, o quasi...

Ad aiutare Holly a far luce sulla verità e a porre una fine a questi continui soprusi, che potrebbero costarle la tanto sudata promozione, ci penserà la sua migliore amica Dee, la quale con la partecipazione speciale di suo marito, inizierà a indagare sulla vita privata di Roz, scoprendo verità davvero sconvolgenti.

A questa storia si affianca il racconto della vita privata di Holly e di sua figlia, anch'ella incinta in giovane età. Per aiutarla economicamente Holly deciderà di affittare una stanza del suo appartamento ad Hattie, una ragazza all'apparenza dolce e gentile...

Come si può evincere già dal titolo, il tema principale di questo romanzo è quello dell'amicizia, che viene declinato in modi diversi: quella a cui l'autrice dà più spazio è quella tra Holly e Roz, ma nella storia emerge anche quella tra la stessa Holly e Dee, oltre a una nuova amicizia che la nostra protagonista stringerà con un'eccentrica attrice e con un ragazzino con la passione per l'hackeraggio. Per non parlare dell'evoluzione positiva del suo rapporto con la collega Juliet. Correlato al rapporto di amicizia tra Holly e Roz, l'autrice affronta lo scottante tema del mobbing lavorativo, purtroppo attuale e sempre più presente negli ambienti di lavoro.

Per quanto riguarda lo stile, devo ammettere che all'inizio mi aspettavo un andamento più vivace (più da chik lit, data la copertina del libro), ma poi il ritmo della storia si è fatto più incalzante, e i misteri e i colpi di scena che hanno iniziato a presentarsi mi hanno spinta a proseguire la lettura con entusiasmo e curiosità.

Infine, ho molto apprezzato il modo in cui l'autrice ha descritto l'ambiente lavorativo, tanto da far sentire il lettore parte integrante dell'ufficio in cui lavora Holly e i suoi colleghi. Leggendo la nota biografica, ho poi scoperto che la scrittrice svolge la stessa professione. Nota di merito anche per la psicologia dei personaggi, soprattutto per quella di Roz, una donna dal carattere complesso che, seppur fortemente negativo, avrà modo di sorprendere il lettore. Apprezzatissimo il personaggio di Holly, che affronta la situazione, dall'inizio alla fine, con una maturità e una fermezza davvero lodevole.

Una romanzo, quindi, davvero particolare che, con tono delicato e una lieve sfumatura di ironia e mistero, ci racconta una storia di vita ordinaria affrontando tematiche serie e attuali, che potrebbero interessare ognuno di noi.

mercoledì 22 luglio 2020

Sei casi al BarLume

Cari lettori, oggi vi parlerò del libro "Sei casi al BarLume", scritto da Marco Malvaldi ed edito da Sellerio.

Come ci spiega l'autore nella prefazione, trattasi di una raccolta di sei racconti, precedentemente pubblicati nelle antologie Sellerio e qui riuniti in un unico volume. Essi hanno come protagonisti Massimo (il "barrista" del BarLume) e i quattro vecchietti, assidui frequentatori del locale e appassionati di misteri, delitti e indagini "non autorizzate": Ampelio (nonno di Massimo); Aldo (ristoratore); il Del Tacca (ex dipendente comunale) e il Rimediotti (ex postino). 

Nella prima storia, "L'esperienza fa la differenza", i nostri protagonisti e tutti gli abitanti di Pineta si ritroveranno a fare i conti con un misterioso sabotatore di immondizie che, con il suo gesto, vorrebbe protestare contro la decisione dell'azienda di passare a svuotare i bidoni e i cassonetti una sola volta a settimana... quale sarà la sua identità e quale ragione si nasconde dietro al suo gesto?

In "Il Capodanno del cinghiale" Massimo, dopo una "goliardata" con un gruppo di amici nel Battistero di Pisa (tutti vestiti da frate) si ritroverà in commissariato inserito, assieme a tutti i suoi compagni, tra la lista dei sospettati per l'omicidio di una donna, fatta precipitare di proposito da una balaustra all'interno dello stesso edificio; mentre in "Azione e reazione" Aldo si ritroverà alla prese con un cliente davvero fastidioso che, a un certo punto, verrà misteriosamente ucciso.

Ne "La tombola dei troiai", invece, la vittima sarà un farmacista, e la sua vicenda si legherà a una speciale tombola natalizia, la cui lista di partecipanti si rivelerà determinante per riuscire a risolvere il caso; "Costumi di tutto il mondo" è, al contrario degli altri racconti, un lungo flashback, ambientato durante l'infanzia di Massimo, durante la quale verrà coinvolto in una tresca atta a smascherare la corruzione di une esponente delle forze dell'ordine, in merito alla posizione delle bancarelle durante gli eventi di paese; infine in "Aria di montagna" Massimo e la commissaria Alice si troveranno a indagare "a distanza" su un caso avvenuto nella località di vacanza nella quale sono ospiti Ampelio, il Del Tacca e il Rimediotti, che riguarda una donna dall'oscuro passato.

Sebbene non sia particolarmente amante delle antologie di racconti, ho deciso di leggere questo libro perchè appassionata della serie del BarLume, del quale ho letto tutti i romanzi e visto un episodio della serie tv (che conto di proseguire). Nonostante la brevità delle storie, mi sono appassionata a ciascuna di esse, ritrovando l'ironia e il mistero che tanto apprezzo nei romanzi di questa serie. Inoltre, le storie sono state inserite in ordine cronologio e quindi, gli amanti della serie potranno ritrovare, nei primi racconti, il commissario Fusco mentre, in quelli successivi, potranno approfondire meglio il rapporto che s'istaura tra Massimo e la nuova commissaria Alice. Un libro, quindi, che mi sento di consigliare soprattutto agli amanti della serie, nel quale potranno ritrovare gli elementi di maggior pregio che accomunano ques'opera con gli altri romanzi.
 
 
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lunedì 20 luglio 2020

Amore & Misteri: 2 romanzi in uno

Cari lettori, con questo post voglio informarvi che già da qualche giorno è disponibile su Amazon una raccolta digitale che comprende i miei primi due romanzi ("Ops, c'è un messaggio per te" e "AAA cercasi disperatamente un lieto fine") che, per l'occasione, sono stati rieditati.

L'antologia rimarrà disponibile sullo store per tutta l'estate, al modico prezzo di 0,89 centesimi, oppure gratis se possedete l'abbonamento a Kindle Unlimited. Un'occasione per recuperare la lettura delle mie due storie, le prime che ho pubblicato, le quali mescolano amore e un pizzico di mistero, e che consiglio per una lettura rilassante e d'evasione. Di seguito, vi riporto le trame dei due romanzi:


OPS, C'E' UN MESSAGGIO PER TE

Milena è una ragazza che, fin dalla nascita, non ha mai lasciato il suo paese d'origine, un villaggio sulle montagne dove i suoi abitanti conducono uno stile di vita tipico dei secoli passati. Un giorno le si presenta l'occasione di vivere per un po' di tempo a Milano e, seppur con qualche dubbio, non si lascia scappare l'occasione. Ma i problemi non mancheranno, e Milena dovrà fare i conti con la sua coinquilina, un burbero scrittore, un posto di lavoro non soddisfacente con a capo una coppia di fidanzati snob, dei colleghi prevenuti nei suoi confronti. Ma la ragazza non si perde d'animo ma anzi, a modo suo, riuscirà a salvare dal fallimento il settimanale per il quale lavora. E dovrà pure fare i conti con uno strano messaggio d'amore indirizzato proprio a lei. La ricerca del suo misterioso ammiratore la porterà a conoscere Marcello, un ragazzo apparentemente perfetto, ma che nasconde un segreto. Riuscirà Milena a sopravvivere nella giungla metropolitana? Tra colpi di scena, malintesi e scoperte sconvolgenti la ragazza capirà che a volte basta poco per rimettere tutto in discussione, ma il destino a volte può riservare anche piacevoli sorprese. Un romanzo rosa chick lit, ironico e frizzante che unisce passato e presente, non senza per questo trascurare il futuro.

AAA CERCASI DISPERATAMENTE UN LIETO FINE

Jennifer è una ragazza insoddisfatta della propria vita: svolge una professione che non le piace, è fidanzata con un ragazzo che la tradisce e convive con una modella che la obbliga a seguire le sue assurde diete. Così, quando capisce che ha vinto il primo premio alla lotteria Italia, non ci impiega molto tempo a mandare tutti a quel paese e a impegnarsi ad acquistare uno splendido attico in centro a Milano ma... dopo un giorno ricco di soddisfazioni la ragazza si accorgerà che c'è stato un errore, e che non ha vinto proprio nulla! Cosa fare allora? Come rimediare ai danni che ha combinato? Tra le ricerche di un nuovo lavoro e la determinazione a volersi tirare fuori dai guai, la ragazza farà la conoscenza prima di Flora e poi della sorella Adelaide, un'anziana aristocratica dal carattere impossibile. Ma quando Jennifer conoscerà i drammi suo passato, cercherà di aiutare l'anziana più che può, allettata da una cospicua ricompensa in denaro che potrebbe risolvere magicamente tutti i suoi problemi. E per raggiungere i suoi obiettivi la ragazza, aiutata dall'affascinante Nicola (nonchè nipote del proprietario dell'attico acquistato), vivrà una serie di avventure finalizzate a coronare (forse) il suo più grande obiettivo: raggiungere un lieto fine perfetto per iniziare un nuovo capitolo, altrettanto meraviglioso, della sua vita.

venerdì 17 luglio 2020

Luglio: La colazione dei canottieri di Renoir

Cari lettori, il post di oggi è dedicato alla mia rubrica mensile dedicata all'arte. Questo mese ho deciso di parlarvi di una delle mie opere preferite di Pierre-Auguste Renoir, "La colazione dei canottieri", conservata a Washington (Phillips Collection).

Il dipinto venne esposto per la prima volta nel 1923, il quale suscitò sin da subito l'ammirazione del collezionista Duncan Phillips, che non perse tempo ad acquistarlo e ad inserirlo nella sua collezione.

Il quadro rappresenta la veranda del ristorante dei Fournaise sull'isola di Chatou, frequentato dai canottieri parigini, che in quel posto si dedicavano al riposo e allo svago conviviale. Nella scena i canottieri e i loro amici hanno appena finito di mangiare (sul tavolo sono presenti resti di cibo) e stanno chiacchierano. In alto a sinistra si può notare uno scorcio della Senna e delle barche che solcano il celebre fiume parigino.

I personaggi ritratti nel dipinto erano amici di Renoir: in primo piano si può notare una ragazza che gioca con il suo cagnolino (la modella sarà la futura moglie di Renoir), la quale è osservata da un canottiere (il pittore Caillebotte). Un altro canottiere con la barba è appoggiato alla balaustra a sinistra (trattasi del figlio del proprietario del ristorante). Al tavolo sono inoltre presenti altri due amici (i modelli sono Angele, una delle più note modelle dell'artista, e un giornalista). 

Sullo sfondo si notano altri gruppi di persone. L'uomo rappresentato di schiena con il cappello è il barone Raoul Barbier, un ex ufficiale di cavalleria e la giovane con la quale conversa pare essere la figlia del proprietario del locale. Di fronte a Barbier è presente l'attrice Ellen Andrée, dipinta mentre beve. Sullo sfondo compaiono l'editore della Gazette des beaux-arts che chiacchiera con il poeta e critico Laforgue. La donna sullo sfondo a destra è l'attrice Jeanne Samary, la quale nel dipinto conversa con il Ministro degli Interni Lestringuez e l'artist Paul Lhote.

Renoir realizzò questo quadro con grandi pennellate che, secondo la tecnica impressionista, spingono l'osservatore a valutare l'insieme del dipinto, senza soffermarsi sui dettagli. Molto utilizzati sono i colori primari: da notare i cappelli gialli, il blu dei vestiti e il rosso degli accessori feminili. Da notare, inoltre, la presenza non solo di ritratti, ma anche di scorci paesaggistici e di natura morta.

Emblematica è anche l'inquadratura dell'opera, che risulta essere di tipo fotografico: i soggetti, infatti, non sono in posa, ma pare che vengano ritratti senza la loro consapevolezza, conferendo in questo modo un senso di spontaneità e naturalezza alla scena.

Ho sempre amato questo dipinto, sin da quando l'ho studiato a scuola: mi comunica allegria e solarità, e per questo ho deciso di proporvelo in uno dei mesi più caldi dell'anno per eccellenza. Purtroppo non ho mai avuto l'occasione di ammirarlo dal vero, ma già aver approfondito la sua conoscenza attraverso la scrittura di questo post mi ha soddisfatto! 

E voi, conoscete quest'opera? Avete avuto la fortuna di vederla o preferite altri generi di dipinti? Se vi va, raccontatemi la vostra opinione, nel frattempo vi dò appuntamento al prossimo mese con il nuovo post di questa rubrica!

Fonti:



mercoledì 15 luglio 2020

La memoria del lago

Cari lettori, oggi vi parlerò del nuovo romanzo di Rosa Teruzzi, "La memoria del lago", edito da Sonzogno.

Trattasi del quinto episodio della serie incentrata su Iole, Libera e Vittoria (rispettivamente nonna, madre e figlia), che abbiamo progressivamente imparato a conoscere nei quattro libri precedenti.

In questa nuova storia, Libera e Iole cercheranno di risolvere il mistero legato alla prematura morte di Ribella, nonna di Libera e mamma di Iole, che fino a quel momento era stata giustificata come un atto di suicidio dovuto a una depressione post partum, anche se ciò non ha mai convinto le due donne.

Durante le loro ricerche saranno aiutate dalla giornalista Irene, detta la Smilza, e dal suo capo Cagnaccio i quali, come negli episodi precedenti, avranno un ruolo cruciale nello svolgimento delle indagini, che le porterà sulle sponde del lago di Como, con lo scopo di disseppellire segreti rimasti a lungo nell'ombra. 

Proprio per questo le nostre "Miss Marple del Giambellino" proveranno a ricavare informazioni da un prete, la cui testimonianza all'epoca dei fatti potrebbe riaprire importanti campi d'indagine e fornire risposte a diversi dubbi come, per esempio: perchè Ribella, poco prima di morire, intesseva strani rapporti con i Planetta, dei loschi figuri il cui figlio era stato il suo ex fidanzato? E per quale motivo i due si erano lasciati anche se, dopo il matrimonio con Spartaco e la nascita di Iole, Ribella stringeva ancora contatti con lui, tanto da far mormorare le pettegole del paese sulla presunta paternità di Iole? Saranno molti i misteri sui quali Libera e Iole dovranno fare chiarezza, che coinvolgeranno il lettore dalla prima all'ultima pagina, fino alla sorprendente rivelazione finale. 

Dalle mie parole avrete quindi capito che mi è piaciuto molto leggere questo libro, che è diventato il mio preferito dell'intera serie. Oltre al mistero che gravita attorno al personaggio di Ribella, ho apprezzato molto anche la precisa descrizione delle ambientazioni milanesi e lacustri e l'evolversi della vita privata di Libera, che in questo libro subisce un importante passo avanti, oltre al maggior approfondimento della psicologia di Iole. Ancora in ombra appare invece la figlia Vittoria (questa volta in vacanza con il fidanzato), ma dal finale pare che nel prossimo episodio avrà un ruolo più marcato. Ovviamente, al di là di questo, non posso negare di essere già curiosa di leggere il prossimo capitolo della serie che, dagli indizi lasciati in questo libro,sembra avere tutte le carte in regola per essere appassionante come questo libro.
 
 
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lunedì 13 luglio 2020

Liebster Award

Cari lettori, quello di oggi è un post molto speciale: infatti sono lieta di annunciarvi che sono stata nominata ancora una volta al Liebster Award dalla blogger Vanessa di http://gattaracinefila.blogspot.com, che colgo l'occasione per ringraziare! 



Queste sono le regole per chi riceve il premio:

- Ringraziare il blogger che ti ha nominato, fornendo anche il link al suo blog
- Rispondere alle 11 domande ricevute
- Nominare altri 5-11 blogger
- Chiedere 11 domande ai blog nominati
- Avvisare i blogger che sono stati nominati

Ecco le risposte alle 11 domande che mi sono state rivolte:

1) Prodotti artistici o prodotti industriali? Arte di consumo o arte pura? Dicotomie impossibili: ti senti di prendere parte in questa diatriba o prendi quello che passa...?

Nella scelta tra arte di consumo e arte pura scelgo ciò che più mi interessa e mi piace, senza far caso a questa distinzione e senza pregiudizi nè verso un tipo di arte nè verso l'altra. Penso che entrambe possano offrire sia prodotti di qualità sia prodotti scadenti.

2) Ti senti più un tipo nordico o mediterraneo?

Avendo il papà di origine lombarda e la mamma veneta mi sento più nordica, anche se non disdegno il sole e il caldo... basta che non ci sia troppa afa!

3) Preferisci le cose che si sentono o le cose che si vedono?

Entrambi, penso che tutti i sensi siano importanti!

4) Ti innondi di social? Ti mantieni distante? Li rifiuti?

Da qualche anno ho un profilo Facebook, ma lo uso solo per sponsorizzare i miei romanzi e i post sul mio blog, perchè non mi piace molto parlare di me con persone che non vedo in viso e che magari non ho mai incontrato di persona. Trovo però molto utile questo social per i gruppi, che più di una volta mi hanno fornito dritte in vari ambiti. Tempo fa avevo aperto anche un profilo twitter, ma l'ho usato poco perchè poi mi sono dimenticata la password e non mi sono più interessata per recuperarla, dato che come social non mi piace molto. Infine ho un profilo Instagram, che tutto sommato non mi dispiace, ma che al momento è bloccato perchè mi si è inceppata la app sul cellulare! Da questo potrete capire che non sono particolarmente amante dei social anche se li trovo utili per sponsorizzare e sponsorizzarsi.

5) Hai un criterio di organizzazione del blog?

Nei primi anni ero molto schematica: dato che pubblicavo più post, ogni giorno della settimana era dedicato a una rubrica diversa. Ora, invece, che ho deciso di pubblicare solo recensioni e post della mia rubrica mensile dedicata all'arte, non seguo più giorni prestabiliti, anche se cerco di evitare il weekend.

6) Programmi molto i tuoi post o "pubblichi" a istinto quando capita?

Alcuni post li programmo, altri li pubblico quando ne ho voglia, senza stabilirlo prima, in base all'andamento delle mie letture.

7) Come ti approcci alle tematiche femministe?

Sono a favore della parità di genere e spero che presto questa possa essere raggiunta non solo a parole ma anche concretamente.

8) Rapporto con la TV: la guardi? E se sì cosa guardi?

Generalmente guardo la TV durante i pasti: a pranzo seguo il telegiornale, mentre a cena qualche quiz e il tg delle 20. Dopo cena qualche volta mi capita di guardare film o serie tv, ma più nelle stagioni fredde, dato che l'offerta è più ricca. In estate preferisco leggere!

9) A livello musicale sei da oggetto (compri CD, vinili, ecc.)  o vivi bene anche i file?

Da adolescente compravo CD (soprattutto le compilation del Festivalbar e gli "Hot Party"), ora invece ascolto musica prevalentemente dal mio mp4.

10) Ti consideri un eterno bambino o preferisci essere adulto?

Preferisco essere adulto, gli eterni bambini proprio non mi piacciono! Però è bello che anche in età adulta venga conservato quel pizzico di stupore, di innocenza e di curiosità verso il mondo tipica dell'età infantile...

11) Sei ordinato o disordinato? Riesci a spiegare la tua posizione in proposito?

Nei miei spazi personali non mi faccio problemi a essere disordinata, mentre invece nei luoghi di lavoro sono sempre ordinata per rispetto verso i miei colleghi. Dò però fondamentale importanza all'ordine "mentale", soprattutto quando studio.

E con questo è tutto! I blog che nomino sono:

1. Ika di "Dreaming Wonderland"

2. Alisya di "Un libro nel cassetto"

3. Susy di "I miei magici mondi"

4. Ella di "Libri e librai"

5. Monica di "Il mondo di M."

Dato che ho trovato queste domande davvero particolari e interessanti, anch'io le ripropongo ai blogger che ho nominato!

giovedì 9 luglio 2020

La ragazza nell'ombra

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo di Lucinda Riley "La ragazza nell'ombra", edito da Giunti.

Trattasi del terzo libro della serie de "Le sette sorelle" che, questa volta, ci racconta la storia di Star (Asterope). La ragazza è una ventisettenne timida e schiva, vive a Londra con la sorella Cece (con la quale ha sempre vissuto in simbiosi) e, pur essendo appassionata di letteratura e cucina, non ha ancora le idee chiare sul proprio futuro.

Dopo la morte dell'amato Pa' Salt (il padre misterioso che ha adottato le sei sorelle dando a ognuna di loro il nome di una stella della costellazione delle Pleiadi), anche Star si troverà di fronte agli indizi lasciatole dal padre, che hanno lo scopo di farle comprendere le sue origini.

Questi non la porteranno molto lontano, anzi, la chiave di tutto parrebbe essere una particolare libreria situata proprio nella capitale britannica. Lì Star inizierà a lavorare per il suo proprietario, lo stravagante Orlando, con il quale entrerà in una tale sintonia che il giovane deciderà di farle conoscere la sua famiglia, invitandola nella loro residenza situata in campagna, che sin da subito susciterà la meraviglia della nostra protagonista. Lì la giovane conoscerà la cugina di Orlando e suo figlio Rory, oltre al fratello di Orlando, Mouse, un uomo schivo e malinconico, tanto da sembrare addirittura maleducato.

Ma sarà proprio grazie all'aiuto di quest'ultimo che Star inizierà a conoscere la storia dei suoi avi: il padre, infatti, le aveva lasciato anche un nome di donna, Flora MacNichol, vissuta nella prima parte del Novecento, della quale Mouse conserva alcuni diari, essendo un suo discendente. E sarà proprio grazie a questi scritti che Star conoscerà quella donna così amante della campagna (amica di Beatrix Potter) che, a un certo punto, per volere della madre, si trasferirà a Londra diventando l'istitutrice dei figli di un'influente donna dell'alta società, la signora Keppel, la quale si mormora che sia niente popò di meno che... l'amante del re (figlio della regina Vittoria)!

A Londra Flora si troverà catapultata in un mondo molto diverso rispetto a quello da cui proviene, ma nonostante questo riuscirà ad ambientarsi conservando, nello stesso tempo, la sua spontaneità di "ragazza di campagna", anche se il destino è davvero beffardo e imprevedibile e la ragazza, nel corso della narrazione, mostrerà di possedere un'ammirevole capacità di adattamento alla sorte non sempre benevola nei suoi confronti, che la farà soffrire non poco, soprattutto in amore. Ma non è detto che le avversità durino per sempre...

Attraverso la scoperta della personalità di Flora prima e della sua discendenza poi, Star scoprirà il legame che la unisce a quelle persone, che non è così semplice come si potrebbe pensare. In base a questo, poi, la ragazza dovrà prendere delle scelte davvero importanti, che potrebbero cambiarle la vita. Riuscirà Star, con la sua personalità così chiusa e complessa, ad affrontare tutto questo? Oppure verrà bloccata dalle sue stesse paure? Come si evolverà il suo rapporto con la sorella Cece?

Sono questi gli interrogativi che si porrà il lettore man mano che procederà con questa lettura che, come i due libri precedenti, ho trovato davvero appassionante. La scrittrice è davvero molto abile a destreggiarsi tra presente e passato; inserendo nella narrazione non solo personaggi nati dalla sua fantasia, ma anche persone ed eventi realmente accaduti, tanto che al termine del romanzo non riesco mai a trattenermi dal compiere delle ricerche personali per approfondire gli eventi storici descritti, che mi fanno sempre imparare qualcosa di nuovo. Lo stile è molto armonioso e accurato, sia nella narrazione sia nelle descrizioni, facendo comprendere a chi legge il preciso lavoro di ricerca svolto dalla scrittrice. Una serie, quindi, che mi piace sempre di più e che mi lascia con il desiderio di proseguire con il volume seguente che, in questo caso, parlerà proprio di Cece, la sorella che al momento attira di meno la mia simpatia (al contrario di Star che, invece, m'incuriosiva molto) ma che, sono sicura, mi riserverà comunque qualche sorpresa.
 
 
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mercoledì 1 luglio 2020

Batti il cinque

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Batti il cinque" di Janet Evanovich, edito da Salani.

Il libro è il quinto episodio della serie dedicata alla cacciatrice di taglie Stephanie Plum e alle sue rocambolesche avventure. In questo nuovo capitolo, però, il lavoro presso l'agenzia di recupero crediti scarseggia, così la nostra protagonista si presterà a svolgere alcuni "lavoretti" per Ranger, il suo sensuale ed enigmatico collega di lavoro con il quale, assieme allo storico ex (oppure no?) Morelli, darà il via a un particolare triangolo amoroso.

Ma, come al solito, nel libro non si parla solo d'amore, dato sin dalle prima pagine Stephanie si ritroverà coinvolta in un mistero che la riguarderà molto da vicino, ovvero la scomparsa dello zio Fred detto "Il Tirchio". Ben presto Stephanie si accorgerà che lo zio teneva nascoste delle fotografie che mostrano un cadavere fatto a pezzi e gettato nella spazzatura, perciò capirà che la faccenda è più complessa e pericolosa del previsto. Inoltre, nei giorni precedenti, lo zio aveva litigato con una ditta addetta al ritiro dei rifiuti, perciò la nostra cacciatrice di taglie cercherà di delineare le sue indagini  basandosi su questo avvenimento, soprattutto dopo che due dei dipendenti dell'azienda verranno uccisi in circostanze misteriose. 

Anche in questo libro Stephanie sarà affiancata da personaggi eccentrici e fuori dagli schemi, come le ormai affezionate nonna Mazur e la collega Lula (ex prostituta) e le new entry Briggs (un nano programmatore di computer) e Bunchy (che si spaccia come allibratore, ma Stephanie è sicura che menta). Inoltre farà la sua ricomparsa lo spaventoso Ramirez che, fuori di prigione, è intenzionato a vendicarsi di Stephanie.

Se avete già letto i primi quattro capitoli della serie vi consiglio vivamente di proseguire anche con la lettura di questo episodio: come al solito l'autrice è stata bravissima a mescolare giallo, rosa e un alto tasso di ironia, con un finale che ci proietta subito al sesto libro. Inoltre lo stile prettamente dialogato rende la lettura scorrevole e dal ritmo sostenuto, coinvolgendo il lettore in una storia davvero rilassante e scacciapensieri. Se, al contrario, non conoscete la serie e avete voglia di una lettura leggera che vi faccia sorridere più volte... allora vi consiglio di iniziarla dal primo volume!
 
 
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