sabato 31 marzo 2018

Buona Pasqua

Cari lettori, vi scrivo il post di oggi per augurarvi buona Pasqua, con una bella poesia a tema di Gianni Rodari (da http://libreriamo.it/libri/pasqua-le-poesie-piu-celebri-dedicate-alla-festivita/): passiate giorni felici e a risentirci dopo la festività!






Campane di Pasqua – Gianni Rodari

Campane di Pasqua festose
che a gloria quest’oggi cantate,
oh voci vicine e lontane
che Cristo risorto annunciate,
ci dite con voci serene:
‘Fratelli, vogliatevi bene!
Tendete la mano al fratello,
aprite la braccia al perdono;
nel giorno del Cristo risorto
ognuno risorga più buono!’
E sopra la terra fiorita,
cantate, oh campane sonore,
ch’è bella, ch’è buona la vita,
se schiude la porta all’amore.


giovedì 29 marzo 2018

Il profumo del mosto e dei ricordi

Cari lettori, tra le nuove uscite letterarie, questa settimana mi ha colpito questo romanzo, che mi ha incuriosito non solo per la bellissima cover ma anche per la suggestiva ambientazione e il sottile mistero che pervade la trama...

TRAMA (da amazon)

Lavinia vive a Firenze, dove studia e lavora come restauratrice. Quando un telegramma le annuncia la morte del nonno, che non ha mai conosciuto, sarà proprio lei a partire per la Puglia per valutare l’eredità ricevuta. Al suo arrivo trova un’antica masseria da ristrutturare, terre e vigneti in stato di abbandono, ma trova anche una grande famiglia pronta ad accoglierla. Abituata alla città, Lavinia si sente quasi a disagio in quell’ambiente rustico, e mal sopporta le premure e l’affetto che tutti le riservano, convinti che lei sia lì per risollevare le sorti della tenuta. E invece Lavinia è pronta a venderla, anche se non ha il coraggio di confessarlo. Quel viaggio in una terra sconosciuta, selvaggia e vigorosa, ha però in serbo delle sorprese. Alessandro, il giovane agronomo che lavorava a fianco del nonno, le farà conoscere ogni angolo della proprietà, la guiderà alla scoperta delle sue radici, narrandole storie che nessuno le ha mai raccontato. Ripercorrere insieme a lui quel passato, avvolto nel mistero e capace di risvegliare tanti ricordi, le farà cambiare idea su molte cose…

mercoledì 28 marzo 2018

Bello, elegante e con la fede al dito

Cari lettori, oggi per voi la recensione di "Bello, elegante e con la fede al dito" di Andrea Vitali, edito da Garzanti.

A parte un breve racconto per bambini, non avevo mai letto nulla di Vitali e per questo ero molto curiosa di cimentarmi con la lettura di un suo romanzo, che per certi aspetti mi è piaciuto e per altri un pochino meno.

Personaggio chiave della storia è il quarantenne Adalberto Casteggi, medico oculista che, da Milano, si reca sporadicamente nella cittadina di Bellano per sostituire un suo amico e collega. Quando quest'ultimo andrà in pensione, Adalberto prenderà regolarmente il suo posto per qualche giorno a settimana, imparando a conoscere meglio i suoi pazienti.

Tra di essi spicca Rosa, una donna quasi coetanea di Adalberto, che stringerà una relazione con lui, nonostante la presenza della famigerata "fede al dito". Ma non sarà quest'espediente a gettare Rosa nello sconforto, bensì quello che scoprirà nella casa che il medico ha preso in affitto lì vicino: un paio di occhiali che sembrano appartenere a una sua vecchia conoscenza, una donna che, in gioventù, le ha rubato il fidanzato, provocandole una dolorosissima delusione d'amore. Che fare? Soffrire in silenzio o meditare una vendetta che possa coinvolgere anche il medico fedifrago? Quel che è certo è che Rosa è veramente arrabbiata, ma quello che non sa è che i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo...

Con questo romanzo, l'autore ci ha regalato una divertente commedia degli equivoci, dal delicato sapore vintage e dalla sottile ironia, che ho molto apprezzato. Dal punto di vista stilistico ho gradito la struttura "per brevi capitoli" ma non molto lo stile, che ho trovato troppo spezzato e poco armonico: non so se questo sia peculiare dell'artista o particolare di questo romanzo. Altro aspetto che non ho particolarmente apprezzato è la parte centrale della storia: a mio parere l'autore si è soffermato troppo sul racconto della giovinezza di Rosa, mettendo in ombra la figura di Adalberto, vero e proprio motore del libro. Al contrario, mi è piaciuta molto l'ambientazione e come l'autore l'ha tratteggiata.

Consiglio questa lettura a chi abbia voglia di una storia leggera, per rilassarsi, o magari per alternarla a una lettura più impegnativa. Il mio parere su quest'autore è, nel complesso, positivo, ma per farmi un'idea più chiara leggerò probabilmente qualche altra sua storia: a tal proposito avete qualche titolo da consigliarmi? Ogni proposta sarà ben accetta!

Alla prossima recensione!

martedì 27 marzo 2018

In lettura... #13

Cari lettori, oggi è martedì, il giorno in cui vi informo sullo stato delle mie letture. Questa settimana sto per terminare un romanzo che mi è piaciuto molto e per iniziare il primo volume di una saga familiare abbastanza lunga, vediamoli insieme:

Mi mancano veramente poche pagine per concludere questo romanzo e devo dire che mi è piaciuto molto. E' una storia ambientata in Provenza e l'autrice è stata bravissima nella descrizione di questi luoghi meravigliosi che un giorno mi piacerebbe visitare. Inoltre ho trovato la trama molto particolare e ricca di mistero, tant'è che alcuni di essi non li ho ancora scoperti! Unica pecca, a mio parere, è il non aver dato molto spazio all'attività di uno dei personaggi principali, un famoso profumiere ormai alla fine della sua carriera: mi sarebbe piaciuto scoprire qualcosa in più su quest'affascinante professione. Per il resto rimane una lettura molto piacevole alla quale, per saperne di più, vi rimando alla recensione che pubblicherò nelle prossime settimane.


Questa settimana, essendomi concentrata sull'altro romanzo, ho letto veramente pochissime pagine di questa saga familiare, sulla quale ho già scritto di avere aspettative molto alte. Non appena avrò terminato la letture de "Il profumo segreto dei fiori" mi dedicherò totalmente a essa e vi saprò di certo dire di più! Al momento posso solo scrivere che m'incurisisce davvero tanto!









E con questo è tutto: vi dò appuntamento a settimana prossima per il nuovo post di questa rubrica e vi auguro una "buona lettura" in compagnia dei vostri romanzi!

lunedì 26 marzo 2018

Fiabe & Curiosità: La bella addormentata

Cari lettori, ritorna oggi la mia rubrica mensile dedicata alle origini e alle curiosità delle fiabe più famose: questo mese ho deciso di parlarvi della "Bella addormentata nel bosco".



Come per la maggior parte delle fiabe, quella della "Bella addormentata" ha un'origine molto antica e un po' oscura. Alcuni però tendono a considerare alcune storie del passato, come "precedenti" di quello che sarebbe diventata la favola che noi tutti conosciamo.

Per esempio, in India era diffusa la storia di Surya, una ragazza che fu punta dall'unghia di un orco, cadendo per questo in un sonno profondo; anche Brunilde, personaggio della saga nordica dei Nibelunghi, giacque addormentata in un castello fino all'arrivo del suo amato. Il tema della "fanciulla addormentata" sarà frequente anche nella letteratura medievale europea.

Per quanto riguarda la favola vera e propria, la prima attestazione scritta risale al 1634, quando Giambattista  Basile pubblicò la raccolta favolistica "Il Pentamerone": in essa  compaiono molte delle fiabe che conosciamo, tra cui quella della "Bella Addormentata", qui chiamata Talia. La storia compare anche nei "Racconti di mamma oca" di Perrault del 1697. Del 1812 è invece un'altra celebre raccolta favolistica, quella dei fratelli Grimm che, nel corso delle varie edizioni della raccolta, rielaborarono più volte la fiaba della "Bella Addormentata", rendendola maggiormente fruibile a un pubblico di bambini.

La prima versione della storia era infatti assai cruda e violenta: dopo il sonno profondo, giungeva sì un principe al cospetto della ragazza, ma invece di risvegliarla con un bacio la violentava! Da questo gesto brutale la protagonista rimaneva incinta di due gemelli, che erano poi cresciuti dalle fate del bosco, dato che la madre era ancora vittima dell'incantesimo. 

Un giorno, però, uno dei figli, scambiando il suo dito per un capezzolo decise di succhiarlo, eliminando la scheggia avvelenata e risvegliando così la madre. 

Qualche tempo dopo il principe tornò da lei per violentarla una seconda volta, ma la trovò sveglia. Confessò tutto alla ragazza ma lei, ben lungi dall'arrabbiarsi, consumò un altro rapporto con lui nel fienile. L'uomo, poi, se ne andò per sempre, in quanto era pure sposato! La moglie di lui, scoperta l'esistenza dei due figli, ordinò a uno dei suoi servi di rapirli e di cucinarglieli per farglieli mangiare al marito fedifrago. Il servo, colto da pietà, disobbedì agli ordini della donna, cucinando una capra al posto dei due bambini: quando il principe scoprì il diabolico piano della moglie si arrabbiò e l'abbandonò definitivamente, tornò dalla "bella addormentata", e visse per sempre con lei e i suoi due figli, chiamati Sole e Luna.

Insomma, una storia davvero diversa rispetto a quella che tutti noi conosciamo! Eravate a conoscenza di questa versione? Quale delle due preferite? Personalmente, come caratterizzazione dei personaggi, preferisco di gran lunga la versione della Disney ma trovo che anche questa abbia il suo fascino, seppur un po' macabro! 

Fonti:



domenica 25 marzo 2018

Il tatuatore di Auschwitz

Cari lettori, buona domenica! Oggi vi recensirò una delle mie ultime letture, "Il tatuatore di Auschwitz" di Heather Morris, edito da Garzanti.

Ho scelto di leggere questo romanzo dopo aver scoperto che si basa su fatti realmente accaduti. L'autrice, infatti, ha avuto modo di conoscere e interagire con il protagonista, Lale, che gli ha raccontato la sua storia. Una storia simile a quella di molti altri, una durissima testimonianza di uno dei periodo più oscuri del Novecento, quello della Shoah.

Lale, infatti, come molte altre persone, è stato deportato ad Auschwitz perchè ebreo, e sarà proprio in quei posti, dove di umano non vi è nulla, che il ragazzo passerà molti anni, dal 1942 al 1945. Dopo varie vicissitudini, che lo porteranno a sfiorare più volte la morte, il nostro protagonista si ritroverà a ricoprire un ruolo molto particolare: quello di tatuatore.

E sarà proprio durante lo svolgimento del suo compito che Lale conoscerà Gita, una ragazza della quale si innamorerà perdutamente. Perchè anche in un posto come quello, dove sembra non esserci più spazio per essere umani, ecco fiorire uno dei sentimenti più belli, l'amore.

Attraverso la descrizione della vita di Lale e Gita (nella foto a lato, tratta dal sito de "Il mattino") il lettore ancora una volta viene catapultato in quella che era la vita quotidiana nei campi di sterminio, con tutta la sua durezza e tragigità, un posto dove ogni giorno viene rappresentato come una lotta per la soppravvivenza. L'autrice, pur non avendolo vissuto in prima persona, riesce a descrivere tutta la crudeltà di quel posto, rendendolo molto vivido al lettore, che riesce così a immaginarlo senza troppa fatica, ma sempre usando uno stile discreto e lieve, evitando di esagerare nell'enfasi.  

Inoltre, pur appartenendo a un filone ricco di pubblicazioni, ho apprezzato molto la storia di questi due ragazzi, emblema di un'umanità che non vuole arrendersi alle brutture di chi vorrebbe privarli di ogni caratteristica umana e credo che, in questo senso, il loro amore simboleggi una sorta di ribellione. Molto interessante i capitoli finali, che raccontano il "dopo", stesso discorso per la commovente la postfazione. 

Una storia che, pur nella sua durezza, vi consiglio caldamente di leggere: c'è sempre qualcosa in più da scoprire su questo periodo e la conoscenza è l'unico modo per far sì che certi fatti non si verifichino più.

P.S. Con questo romanzo completo il secondo dei dodici obiettivi della reading challenge a cui partecipo (del blog "Voglio essere sommersa dai libri"): UN LIBRO CON UN MESSAGGIO IMPORTANTE

giovedì 22 marzo 2018

Confusa e innamorata

Cari lettori, tra le nuove uscite della settimana oggi vi voglio segnalare questo romanzo della Newton Compton, che mi ha incuriosita: e voi, cosa ne pensate?

TRAMA (da amazon)

Jubilee Jenkins non è una bibliotecaria qualsiasi. Ha una rarissima allergia al contatto umano: sfiorare la pelle di qualcun altro potrebbe letteralmente ucciderla. Ma dopo essersi ritirata in completa solitudine per quasi dieci anni, Jubilee decide di affrontare di nuovo il mondo, nonostante i rischi. Armata di guanti, maniche lunghe e della sua fedele bicicletta, finalmente si avventura oltre la porta, verso il proprio futuro. Anche Eric Keegan ha parecchi grattacapi. Ha una figlia che ha smesso di parlargli dopo che il suo matrimonio è naufragato e un figlio adottivo brillante ma problematico, che si esercita nel tentativo di riuscire a usare la telecinesi. Eric si sta sforzando di rimettere in sesto la propria vita e diventare il padre – e l’uomo – che vorrebbe disperatamente essere. Quando incontra casualmente al bancone della biblioteca Jubilee, molto bella ma eccentrica, non desidera altro che poterle stare accanto. Ben presto Jubilee ed Eric si troveranno a vivere qualcosa che sognano, ma che è totalmente fuori dalla loro portata. O forse no?

mercoledì 21 marzo 2018

La primavera nell'arte

Cari lettori, per festeggiare l'equinozio di primavera ho deciso di inaugurare una nuova rubrica, tutta dedicata all'arte. Quest'anno, all'inizio di ogni stagione, pubblicherò un post con quadri a tema: questo primo articolo non può che essere dedicato alla "primavera nell'arte". 

Questa stagione ha ispirato e continua a ispirare moltissimi artisti, ma per questo post ho fatto una scelta tra sei opere, vediamole insieme:


E' uno dei quadri più famosi del Botticelli e di tutto il periodo rinascimentale. Il dipinto è stato realizzato nel 1482, dopo il ritorno dell'artista da Roma a Firenze. E' un'opera che si presta a varie letture: mitologica, filosofica, storica... ma è anche un quadro dal grande pregio.




Di tutt'altro genere è l'opera di Arcimboldo, pittore vissuto nel 1500. La sua opera fa parte di una serie dedicata alle quattro stagioni, delle quali ognuna di esse è l'emblema di uno dei quattro stadi della vita umana. La primavera rappresenta l'infanzia. 












Questo dipinto venne realizzato durante il XVIII secolo dal pittore Guidobono: i due personaggi rapprentati sono, probabilmente, Venere e Amore. Lo sguardo malinconico di Venere potrebbe essere l'emblema della fugacità della stagione, sottolineata anche dal viale alberato.










Non si può parlare di primavera senza citare Claude Monet. In questo quadro, oltre al paesaggio, è rappresentata la sua prima moglie, Camille, che pare non fosse nuova al ruolo di modella. In quest'opera è ritratta seduta sull'erba, in un momento di rilassatezza ad Argenteuil. Notevole e di pregio il chiaroscuro dovuto all'effetto dell'ombra.



Anche Georges Seurat, pittore puntinista, non fu immune al fascino di questa stagione. Nella sua opera più celebre "La Grande Jatte" rappresenta una scena di vita quotidiana all'aria aperta dove le persone passeggiano, stanno sedute, pescano, si rilassano... La tecnica "a puntini" e le grandi dimensioni del quadro provocano un effetto di stupore allo spettatore.


Infine, ho scelto di mostrarvi quest'opera di Vincent Van Gogh che rappresenta un mandorlo in fiore, emblema dell'inizio della nuova stagione. Il pittore dipinse questo quadro in onore della nascita del nipote, che venne chiamato come lui. L'artista poteva osservare i mandorli dalla finestra della casa in cui abitava all'epoca. I fiori sono dipinti a uno a uno, senza creare il senso dello spazio, sulla base delle stampe giapponesi.


Vi piace questa nuova rubrica? Quale di questi quadri vi ha colpito di più? Ve ne vengono in mente altri, dedicati alla primavera, che vi piacerebbe ricordare? Fatelo pure nei commenti!



Immagini prese da Wikipedia tranne quella del quadro di Monet tratta da http://www.arteworld.it/primavera-monet-analisi/

Fonti e siti di approfondimento:






martedì 20 marzo 2018

In lettura... #12

Cari lettori, il post di oggi è dedicato alle letture che mi stanno tenendo compagnia in questi giorni, eccole di seguito:

Ho quasi terminato questo romanzo, mi mancano davvero pochissime pagine. E' il primo romanzo per adulti di Andrea Vitali che leggo e in esso ho rinvenuto sia aspetti positivi sia particolari che non mi hanno convinta del tutto. Per fortuna i primi superano i secondi e, nel complesso, ho trovato la storia, dal sapore un po' vintage, carina e piacevole.











Di questo romanzo non posso dirvi molto, perchè ho letto solo le primissime pagine. Ho scelto di leggerlo dopo averlo visto per caso in una libreria e averne letto la trama. Non so bene cosa aspettarmi perchè non ho letto recensioni su internet, ma sono già rimasta sedotta dall'ambientazione della storia, che si svolge tra Parigi e la Provenza. Credo che da domani, dopo aver terminato il romanzo di Vitali, diventerà la mia lettura principale.

Infine non ho saputo resistere dal leggere le prime pagine del primo volume della saga dei Cazalet, che mi intimorisce un po' per la mole, ma dato che adoro le saghe familiari ho deciso di non farmelo sfuggire. Avendo letto poche pagine ho potuto solo familiarizzare con la presentazione di una delle famiglie protagoniste della storia: ho aspettative molto alte su questa serie e spero non mi deluderà!










Appuntamento a settimana prossima per scoprire come si saranno evolute le mie letture, nel frattempo... buona lettura a tutti!

lunedì 19 marzo 2018

Festa del papà: qualche idea regalo a tema libri

Cari lettori, oggi è la festa del papà, e perciò ecco per voi qualche idea "a tema libri" per un bel regalo:

Se il vostro papà è appassionato di cultura...

TRAMA (da amazon)

A dispetto delle tante divisioni, storiche e attuali, c'è qualcosa che ci accomuna come italiani. Una serie di tratti che ci rendono immediatamente riconoscibili in qualsiasi luogo del mondo; nel male ma anche nel bene. Corrado Augias ci accompagna in un viaggio alla scoperta di ciò che definisce il nostro carattere nazionale. Un viaggio particolare, che procede nello spazio e nel tempo, dall'attualità alla ricostruzione storica, passando per il racconto biografico. Ci si sposta dall'infanzia dell'autore vissuta tra la Libia e Roma occupata, alle sue esperienze come corrispondente estero per i grandi quotidiani. Ci si muove in lungo e in largo per la penisola, dalla Milano del teatro alla Trieste di confine, transitando per Bologna dove il Nord incontra il Sud, poi Roma e Napoli per arrivare a Palermo, alle porte di un'altra civiltà con cui da sempre abbiamo dialogato. Ma c'è anche l'Italia di provincia, c'è la Recanati di Giacomo Leopardi, ispiratore e guida in un itinerario che segue le tracce del suo Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani. Si incontrano le testimonianze di grandi scrittori e poeti che all'Italia come nazione hanno dato volto, carattere e lingua prima ancora che esistesse uno Stato. Ciò che resta alla fine del viaggio è una sensazione di sorpresa: la scoperta di aspetti che riflettono un paese diviso ma ricco di enormi potenzialità alle quali raramente accade di pensare. Questa nostra Italia è la lettera d'amore di un raffinato uomo di lettere, che ha imparato a guardare la sua patria da fuori senza però mai smettere di amarla, e di voler partecipare con passione alle sue vicende politiche e umane. Sembra di sentir echeggiare tra le righe di questo libro la celebre esortazione di Piero Gobetti: «Bisogna amare l'Italia con orgoglio di europei e con l'austera passione dell'esule in patria».


... se invece preferisce lo sport...

TRAMA (da amazon)

Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l'odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l'autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l'orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l'austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.

   
 ... oppure è un asso ai fornelli.. 

TRAMA (da amazon)

Prendiamo un papà e una figlia quattordicenne. Quando si tratta di cucinare, insieme fanno scintille. È naturale: lui è Moreno Cedroni, padre di Matilde nonché vulcanico chef marchigiano della Madonnina del Pescatore di Marzocca, vicino a Senigallia, due stelle Michelin. Che ci spiega quanto sia facile trasformare la preparazione di un pasto in un'occasione di divertimento e di scoperta da condividere con i propri figli. Perché secondo Cedroni la cucina è ciò che più si avvicina alla magia: liquidi che si mutano in solidi e viceversa, colori che cambiano, sostanze che si trasformano, profumi che si diffondono. Il filo del suo racconto corre leggero attraverso ricordi, esperienze personali, consigli fuori dagli schemi e ricette squisite quanto sorprendenti e alla portata di tutti. Come la «maionese di fragole» o gli «spaghetti psichedelici » o, ancora, lo «zabaione ghiacciatissimo», che trasforma chi lo mangia in una sorta di draghetto fumante. Tra effetti speciali e fantastiche scoperte, l'educazione alimentare diventa un gioco. Si comincia con la spesa fatta insieme ai propri figli, al mercato o al supermarket, scegliendo i prodotti del territorio e dando la caccia ad additivi e coloranti. Si prosegue con i segreti per rendere appetibili anche ai più recalcitranti le verdure (mai stracuocerle) o il pesce (camuffato come nella bufala di caprese o fritto in tempura nera), e con le «dritte » per evitare gli sprechi in cucina (e qui si scopre, a sorpresa, che acquistando prodotti di prima scelta si riducono gli scarti del 25-30 per cento). Fra un ricordo autobiografico e una raccomandazione, non mancano i suggerimenti d'autore per realizzare piatti deliziosi e «nutrizionalmente» corretti, anche per chi ha gusti difficili, è intollerante al glutine o segue una dieta vegetariana. Tagliando, mescolando e grattugiando, si imparano nuove regole (come dosare con precisione gli ingredienti e tenere in ordine gli utensili da cucina) e semplicissimi «trucchi» (al bando la mezzaluna che disperde gli aromi), si riscoprono antichi sapori (i brodetti ai frutti di mare della nonna) e si sperimentano abbinamenti inediti (risotti con topinambur e ciliegie, minestrone con brodo di pesce). Ci si può persino accorgere che, al posto delle patatine o del popcorn, sul divano davanti alla tv è piacevole spilluzzicare, prendendoli rigorosamente con le mani, bocconcini di pollo allo zenzero, tocchetti di rombo fritto o finocchi crudi. Consapevole che gastronomia fa rima con ecologia e convinto sostenitore dell'importanza di «formare» il gusto dei commensali, soprattutto dei più giovani, stimolandone le papille e sfruttandone la naturale curiosità, senza mai trascurare la tradizione, Moreno Cedroni dedica Maionese di fragole a tutti i papà (e non solo), che vogliono «tornare a "sporcarsi" le mani in modo creativo in cucina, coinvolgendo i propri bambini per trasmettere anche a loro uno scrigno di cibi, profumi e consistenze preziose».


... se ama tutto ciò che riguarda il passato...

TRAMA (da amazon)

15 d.C. Arminio, il comandante dei Germani, è stato sconfitto e una delle aquile di Roma recuperata. Migliaia di barbari sono stati uccisi. Nonostante questi successi, il centurione Lucio Tullo è tutt'altro che soddisfatto. Non ha nessuna intenzione di fermarsi fino a che anche Arminio non sarà morto, l'antica aquila della sua legione ritrovata e le tribù nemiche completamente annientate. Ma Arminio - impetuoso e senza paura - vuole a sua volta vendetta. Grazie al suo carisma, infatti, sta già radunando un enorme esercito, riunendo le tribù superstiti per dare la caccia in lungo e in largo ai romani. Tullo si troverà presto in un vortice di sangue, tradimenti e pericolo. Sarà la sfida più pericolosa che abbia mai affrontato.

 
 ... o, al contrario, preferisce l'attualità...
 
TRAMA (da amazon)

È un'ipertrofia dei diritti ciò che spiega il declino italiano: questa la lucida diagnosi di Alessandro Barbano, direttore del «Mattino». Si tratta di un virus che ha infiltrato il discorso pubblico e da decenni blocca ogni tentativo della politica e della società di riscattarsi.
Certo, in passato i diritti individuali sono stati il carburante che ha alimentato la nascita, la crescita e l'affermarsi delle democrazie a scapito di assolutismi e di totalitarismi. Ma quando quei diritti sono diventati i princìpi guida delle società, è emerso anche il loro lato oscuro, favorito oggi dallo sviluppo di innovazioni tecniche che aprono inedite prospettive. Proprio la visione di queste nuove possibilità amplia lo spazio delle aspirazioni del singolo e dei gruppi, facendo perdere di vista il limite etico insito nel concetto stesso di libertà.
È ciò che si definisce «dirittismo», malattia che esibisce un sintomo ormai sotto gli occhi di tutti: la crisi della delega, ossia la rinuncia a qualsiasi mediazione tra gli interessi di uno o di pochi e quelli di tutto il corpo sociale. È accaduto nel campo politico, dove il dirittismo si è tradotto in aperta diffidenza nella classe dirigente e nel diffuso astensionismo; nel campo del sapere, dove manca il criterio della meritocrazia; e nella sanità, dove vale per tutti l'esempio del movimento contro i vaccini. E, altrettanto grave, è accaduto nel campo dei media, dove strumenti come Internet, Facebook, Twitter hanno scalzato la mediazione della carta stampata, stravolgendo spesso il messaggio veicolato.
La combinazione di diritti e tecnica si è così tramutata in un fattore di indebolimento e disgregazione della stessa democrazia.
Quello di Barbano è un viaggio nel pensiero di un Paese tradito dalla libertà, in cui nessuna élite ha più il coraggio di dire il vero e di fare i conti con minoranze organizzate sotto la bandiera dei diritti acquisiti. Dal palazzo alla piazza, dai giornali alla Rete, dalla scuola alla giustizia, il discorso pubblico non è più al servizio della democrazia. Troppi diritti racconta con chiarezza come ciò sia accaduto e che cosa fare per uscire da una simile, pericolosissima, crisi epocale.


Tanti auguri a tutti i papà!

 

domenica 18 marzo 2018

Tag: Would You Rather...?

Buona domenica, cari lettori! Oggi ho deciso di rispondere alle domande di un tag molto interessante, che ho trovato nel blog "Un libro per amico" (https://libroperamico.blogspot.it/2018/01/tag-would-you-rather.html)... ovviamente a tema libri!




1. PREFERIRESTI...
Leggere solo trilogie o autoconclusivi?

Non ho preferenze in questione: se un libro mi è piaciuto mi consola sapere che ci saranno dei seguiti, così da poter continuare la storia e scoprire in quali nuove vicende saranno coinvolti i personaggi! L'importante, però, è che siano strutturati bene e non servano solo "ad allungare il brodo"...


2. PREFERIRESTI...
Leggere solo autori o autrici?

Anche qui non ho particolari preferenze: quello che mi interessa è leggere dei buoni libri, poi che siano stati scritti da autori o da autrici non mi interessa!


3. PREFERIRESTI...
Acquistare solo in libreria o su internet?

Di solito prendo i libri in prestito in biblioteca, sia per motivi economici sia di spazio. Comunque, quando faccio acquisti, di solito prediligo la libreria: online lo faccio solo se da altre parti il libro è introvabile, oppure se ho dei buoni sconto.


4. PREFERIRESTI...
Che tutti i libri diventassero film o serie tv?

Magari tutti no, però in genere mi interessa vedere film o serie tv tratti da libri che mi sono piaciuti! Per esempio, sono molto curiosa di vedere la fiction su  "L'amica geniale" della Ferrante e quella basata su "La verità sul caso Henry Quebert" di Joel Dicker.


5. PREFERIRESTI...
Leggere cinque pagine al giorno o cinque libri alla settimana?

Cinque libri alla settimana! Però le giornate dovrebbero avere almeno 100 ore ;-)


6. PREFERIRESTI...
Essere un recensore di professione o un autore?

In senso "amatoriale" sono entrambe le cose, seriamente parlando... preferirerei essere un'autrice!


7. PREFERIRESTI...
Leggere solo i tuoi libri preferiti in continuazione o leggerne continuamente nuovi che non hai mai letto?

Leggerne continuamente nuovi! Ammetto che mi piacerebbe rileggere alcuni dei miei libri preferiti, ma i romanzi nuovi che desidero leggere sono davvero troppi!!!


8. PREFERIRESTI...
Essere una bibliotecaria o una libraia?

Bibliotecaria lo sono stata, libraia no. Tra le due professioni però sceglierei bibliotecaria perchè in biblioteca, quando si parla di libri e si danno consigli, credo che le persone ti diano più ascolto perchè non ci sono tornaconti economici o altri tipi di interessi da parte di chi ci lavora.


9. PREFERIRESTI...
Leggere solo il tuo genere preferito o tutti i generi tranne il tuo?

Facciamo una via di mezzo: leggere prevalentemente il mio genere preferito intervallandolo ogni tanto con libri di generi diversi... si può fare? 


E questo è tutto: quali sarebbero le vostre risposte? Se vi va proponete anche voi il tag sul vostro blog oppure raccontatemi qualcosa di voi nei commenti :-)

sabato 17 marzo 2018

Un po' di follia in primavera

Cari lettori, oggi vi recensirò una delle mie ultime letture, "Un po' di follia in primavera" di Alessia Gazzola, edito da Longanesi.

Anche in questo nuovo episodio della serie Alice sarà impegnata non solo come specializzanda in medicina legale (specializzazione che, tra l'altro, sta per concludere) ma anche come consulente speciale del commissario Calligaris, che ne apprezza le sue doti intuitive.

In questo libro la vittima è un noto psichiatra, che Alice aveva conosciuto perchè professore di uno dei corsi della sua facoltà. Attorno alla sua morte gravitano molti misteri, che coinvolgono la moglie, la sua collaboratrice, ma anche un ragazzo di cui il professore si era occupato in passato. Poi, ad un certo punto, una persona confessa il delitto: sarà stato proprio lui l'assassino oppure sta proteggendo qualcuno? E se le sue dichiarazioni servissero solo per distogliere il commissario e Alice dalla verità? Per scoprirlo non vi resta che leggere il romanzo, nel caso non lo abbiate già fatto!

Per quanto riguarda la vita privata della protagonista... c'è aria di fiori d'arancio! Alice, infatti, ha ripreso la sua relazione con Arthur, che per lei ha deciso di sacrificare parte delle sue aspirazioni lavorative, e i due hanno anche deciso di sposarsi! Per questo, ma pure per l'arrivo della specializzazione in medicina legale, Alice si sente più vicina alla maturità, a quella che dovrebbe rappresentare un punto di svolta della sua vita, e per questo alterna momenti di felicità con altri di timore ma... gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo, così come le sofferenze, che coinvolgeranno anche la sua amatissima nonna Amalia.

Non aggiungerò più nulla sulla trama, invitandovi a leggere anche questo libro: come ho già scritto in passato, ho iniziato questa serie qualche anno fa, ma non ne ero rimasta particolarmente coinvolta. Libro dopo libro, invece, ho cominciato ad amare molto i vari casi gialli, così come la progressiva maturazione della protagonista. Lo stile dell'autrice è perfetto perchè corretto e scorrevole, due caratteristiche che, in generale, amo nei romanzi, perciò tutto questo mi ha fatto rivalutare di molto questa serie, che completerò non appena mi arriverà dalla biblioteca l'ultimissimo episodio, "Arabesque".

giovedì 15 marzo 2018

Mai più innamorata

Cari lettori, tra le nuove uscite della settimana, questa volta vi voglio segnalare il nuovo romanzo di Cecile Bertod, un'autrice che apprezzo soprattutto per il suo stile ironico e frizzante:

TRAMA (da amazon)

Daphne è una famosissima autrice di romanzi erotici e per il suo ultimo libro ha appena firmato un contratto con un anticipo da capogiro. Però, dopo aver incassato l’assegno, la sua ispirazione si è come bloccata. Non risponde alle numerose email del suo editore e si barrica dentro casa, fino a quando non decide di ascoltare il consiglio del suo commercialista, che le propone di tornare nel paesino in cui è nata e trascorrere lì qualche giorno in totale relax. Sperando di trovare la giusta concentrazione, Daphne va quindi a Banff, ma le cose non migliorano affatto. Tutt’altro. A renderle la vita impossibile ci pensa Edward, un architetto che ha un conto in sospeso con lei, perché uno dei suoi libri gli ha causato non pochi problemi… Eppure, anche se è difficile da ammettere, Daphne si rende ben presto conto che riesce a scrivere solo quando vede Ed. E lei non intende in alcun modo rinunciare alla possibilità di terminare il suo romanzo…

mercoledì 14 marzo 2018

Premio "Il meme per blog fantasiosi"

Cari lettori, è con piacere che vi annuncio che il mio blog è stato nominato per "il meme per blog fantasiosi", un riconoscimento ideato dalla blogger Cristina, che ha precisato quanto segue: "Lo dedico a tutti gli amici, indistintamente, e vorrei che tutti l'accettassero e mostrassero a chi lo dedicano, perché è questo il modo di conoscere altri blogger".

Ringrazio per la nomina Diletta, blogger de "La cantastorie dei boschi"  http://lacantastoriedeiboschi.blogspot.it,  un giovane blog molto bello che vi consiglio di visitare e seguire!




Il premio vuole che chi lo abbia ricevuto nomini a sua volta cinque blog a cui conferirlo, con l'invito a visitarli e seguirli. Queste sono le mie scelte, in ordine del tutto casuale:

- Gresi del blog Sogni d'inchiostro

- Silvia del blog La nostra passione non muore ma cambia colore

- Alisya del blog Un libro nel cassetto

- Angela del blog Chicchi di pensieri

- Susy del blog I miei magici mondi

martedì 13 marzo 2018

In lettura... #11

Cari lettori, eccoci giunti alla mia rubrica dedicata alle letture che ho in corso. Questa settimana i romanzi che sto leggendo sono ben tre, vediamoli insieme:

Mi mancano pochissime pagine per terminare il penultimo episodio della serie di Alice Allevi. Anche in questo caso il mio parere è positivo: il caso giallo è ben costruito ed è difficile comprendere chi sia il colpevole, mentre la storia sulla vita della protagonista assume un ruolo più centrale, dato che, udite udite, Alice si trova alle prese con l'organizzazione del suo matrimonio! Che abbia trovato rimedio alla sua "sindrome da cuore in sospeso"? Non posso anticiparvi nulla, ma se volete scoprire qualcosa di più vi rimando alla mia recensione, che verrà pubblicata sul blog nei prossimi giorni!





Nel frattempo ho proseguito la lettura di questo romanzo, una storia vera basata sulla vicenda di un ragazzo ebreo deportato nei campi di concentramento che, dopo una serie di eventi, si ritroverà nel ruolo di tatuatore. Ma anche in un luogo come questo, dove tutto sembra negato, c'è spazio per l'amore: il protagonista, infatti, nota una ragazza, un'altra prigioniera, che desta la sua attenzione. Non so ancora come proseguirà la storia che, dopo il romanzo della Gazzola, diventerà la mia lettura principale, ma al momento non posso che consigliarvi la lettura di questa storia, cruda ma molto coinvolgente.





Infine, nei giorni scorsi ho letto qualche capitolo di uno dei più recenti romanzi di Vitali, con la curiosità di conoscere meglio questo autore tanto amato. Al momento la storia scorre velocemente, anche per la struttura in brevi capitoli, e il protagonista è tratteggiato in modo molto curioso. Bello anche il contesto, che è ritratto come se anch'esso fosse una sorta di personaggio. Azzeccata la sottile ironia. Al momento mi piace molto e mi incuriosisce assai.







E voi cosa state leggendo? Siete soddisfatti delle vostre letture?

lunedì 12 marzo 2018

Una lunga estate crudele

Cari lettori, buon inizio di settimana! Oggi pubblicherò per voi la recensione del romanzo "Una lunga estate crudele" di Alessia Gazzola, edito da Longanesi.

Anche in questo nuovo episodio della serie troviamo Alice impegnata su due fronti: un nuovo caso giallo che sollecita il suo acume investigativo e i suoi problemi amorosi, che sembrano evolversi in modo ancora più complesso rispetto ai romanzi precendenti. 

Perchè ora, nonostante Arthur sia diventato "l'Innominabile" e con Claudio la situazione rimanga sempre ingarbugliata, ci si mette anche un nuovo collaboratore a mostrare interesse per lei, un uomo sulla quarantina che sembra l'emblema dell'uomo perfetto... come si fa a dire di no a un tipo così? Tanto che, a un certo punto, offre alla nostra protagonista pure la possibilità di trascorrere con lui e con alcuni amici un weekend nella sua casa al mare: meglio accettare oppure no?

Per quanto riguarda il nuovo mistero da svelare, anche questa volta si tratta di un "cold case": in una sala segreta di un teatro vengono infatti ritrovati i resti di un attore scomparso addirittura nel 1990! Chi l'ha ucciso e perchè? Come sempre Alice affiancherà il commissario Calligaris in un'estate rovente e velata di mistero, perchè attorno alla figura della vittima ruotano molti personaggi sospetti, come un'amica zingara; un regista collerico; un collega poi diventato un attore famosissimo la cui moglie, a un certo punto, viene aggredita: che i due casi siano collegati? Ma bisogna considerare che anche la vittima nascondeva molti segreti, a partire dal suo difficile carattere e dalle ambigue relazioni che era solita intrattenere. Per Alice e il commissario non sarà facile cogliere, o almeno sfiorare, la verità.

Il romanzo, come i precedenti volumi della serie, si fa leggere molto bene grazie allo stile scorrevole ma curato, all'intreccio della vicenda gialla che coinvolge il lettore, e alla caratterizzazione della protagonista, una ragazza semplice, curiosa e appassionata  nella quale è facile rispecchiarsi. Man mano che proseguo con la serie, poi, ho notato un progressivo miglioramento, sia nella costruzione degli episodi sia nella personalità di Alice, nella quale ho notato una crescente maturazione, senza perdere però i tratti salienti della sua personalità. Una storia che consiglio per gli amanti dei gialli macchiati di rosa e per chi vuole leggere un libro per rilassarsi ma senza rinunciare a una storia di qualità.

venerdì 9 marzo 2018

Una scrittrice da premio Nobel: Grazia Deledda

Cari lettori, nel giorno successivo alla festa della donna ho deciso di riproporvi la mia rubrica culturale del venerdì e di parlarvi di una scrittrice molto importante della nostra storia della letteratura: Grazia Deledda.



Di origine sarda, fu la prima donna italiana a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1926. Nata nel 1871, frequentò la scuola solo fino alla quarta elementare, per poi proseguire la sua istruzione con un precettore privato e tanto studio da autodidatta. 

La passione per la letteratura le si manifestò sin dalla giovane età quando, a partire dai quindici anni, cominciò a collaborare con riviste e giornali, sulle quali pubblicò articoli di vario genere. 

Nel 1899 si trasferì a Roma, dopo aver sposato Palmiro Madesani, che poi divenne il suo agente letterario: nella Città Eterna pubblicò opere che ottennero molto successo, come Elias Portolu, Dopo il divorzio, Cenere, L'edera, Canne al vento, romanzi di stampo verista nei quali la tematica portante risulta essere l'analisi delle complesse dinamiche familiari, che investono il rapporto tra genitori e figli, ma anche tra i due coniugi. 

Come accennato all'inizio del post, nel 1926 ottenne il premio Nobel per la letteratura, per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano. Fu la prima donna italiana a vincerlo e la seconda dopo Giosuè Carducci.

La scrittrice morì nel 1936 per un tumore al seno. Uscì postumo la sua ultima opera, Cosima, di stampo autobriografico e incompiuta. Le sue spoglie sono conservate a Nuoro, nella Chiesa della Solitudine.
 
Fonti:




Foto presa da ANSA.it