mercoledì 28 marzo 2018

Bello, elegante e con la fede al dito

Cari lettori, oggi per voi la recensione di "Bello, elegante e con la fede al dito" di Andrea Vitali, edito da Garzanti.

A parte un breve racconto per bambini, non avevo mai letto nulla di Vitali e per questo ero molto curiosa di cimentarmi con la lettura di un suo romanzo, che per certi aspetti mi è piaciuto e per altri un pochino meno.

Personaggio chiave della storia è il quarantenne Adalberto Casteggi, medico oculista che, da Milano, si reca sporadicamente nella cittadina di Bellano per sostituire un suo amico e collega. Quando quest'ultimo andrà in pensione, Adalberto prenderà regolarmente il suo posto per qualche giorno a settimana, imparando a conoscere meglio i suoi pazienti.

Tra di essi spicca Rosa, una donna quasi coetanea di Adalberto, che stringerà una relazione con lui, nonostante la presenza della famigerata "fede al dito". Ma non sarà quest'espediente a gettare Rosa nello sconforto, bensì quello che scoprirà nella casa che il medico ha preso in affitto lì vicino: un paio di occhiali che sembrano appartenere a una sua vecchia conoscenza, una donna che, in gioventù, le ha rubato il fidanzato, provocandole una dolorosissima delusione d'amore. Che fare? Soffrire in silenzio o meditare una vendetta che possa coinvolgere anche il medico fedifrago? Quel che è certo è che Rosa è veramente arrabbiata, ma quello che non sa è che i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo...

Con questo romanzo, l'autore ci ha regalato una divertente commedia degli equivoci, dal delicato sapore vintage e dalla sottile ironia, che ho molto apprezzato. Dal punto di vista stilistico ho gradito la struttura "per brevi capitoli" ma non molto lo stile, che ho trovato troppo spezzato e poco armonico: non so se questo sia peculiare dell'artista o particolare di questo romanzo. Altro aspetto che non ho particolarmente apprezzato è la parte centrale della storia: a mio parere l'autore si è soffermato troppo sul racconto della giovinezza di Rosa, mettendo in ombra la figura di Adalberto, vero e proprio motore del libro. Al contrario, mi è piaciuta molto l'ambientazione e come l'autore l'ha tratteggiata.

Consiglio questa lettura a chi abbia voglia di una storia leggera, per rilassarsi, o magari per alternarla a una lettura più impegnativa. Il mio parere su quest'autore è, nel complesso, positivo, ma per farmi un'idea più chiara leggerò probabilmente qualche altra sua storia: a tal proposito avete qualche titolo da consigliarmi? Ogni proposta sarà ben accetta!

Alla prossima recensione!

4 commenti:

  1. Ciao ariel, io letto solo un romanzo di vitali (viva più che mai) e,come te, l'ho apprezzato a metà, nel senso che mi piace la sua ironia leggera ma in quel caso trovai la storia in sé poco avvincente, come se non decollasse mai davvero...
    Però riproverò, tanto scrive parecchio :-D

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    1. Ciao Angela, penso riproverò anch'io per farmi un'idea più chiara, in effetti la sua produzione è sterminata ;-)

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  2. Ciao! Come sai io sono una fan di Vitali :-)
    Lo stile "spezzato" fa un po' parte di lui, ma in alcuni romanzi ne fa uso di più e in altri meno... secondo me contribuisce a tenere desta l'attenzione del lettore, ma capisco che agli inizi spiazzi un po'!
    A me sono piaciuti molto "Premiata Ditta sorelle Ficcadenti", "Biglietto, signorina", "Le belle Cece".

    Tra gli ultimi, molto carini sono "A cantare fu il cane" e "Nome d'arte Doris Brilli", dedicati al suo 'eroe per caso', il maresciallo Maccadò :-)

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