martedì 22 novembre 2022

Il mio regalo inaspettato

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo di Felicia Kingsley, "Il mio regalo inaspettato", edito da Newton Compton.

La storia si svolge nella notte di Natale e ha come protagonista Freya, responsabile delle consegne presso Amazing, un sito di ecommerce. Mentre sta uscendo dal lavoro pregustando una tranquilla serata della Vigilia, casualmente si accorge che alcune consegne non sono state effettuate a causa di un malfunzionamento di un furgone.

La giovane, che tiene molto al suo lavoro e ambisce a un'importante promozione, deciderà così di provvedere lei stessa alle consegne, spostando i pacchi su un altro trasportatore. Il  destino però le metterà ancora una volta i bastoni tra le ruote, facendola rimanere sola, in mezzo alla neve, con un furgone senza carburante. 

Chiamato un Uber in suo soccorso, Freya rimarrà ancora più sopresa quando si renderà conto che al volante c'è Kyle, la sua cotta del liceo, con il quale ha un conto in sospeso da anni. Ma la situazione è troppo complessa per stare a disquisire e i due si daranno subito da fare per consegnare i venti pacchi, diventando una sorta di "Babbi Natale" improvvisati. E questo sarà l'inizio di un'avventura che li condurrà nei posti più impensati, come una casa infestata da fantasmi, l'abitazione dell'ex di Freya, un locale a luci rosse, un anziano pericoloso, la villa di un cantante di successo ma troppo solo, l'ospedale, l'aeroporto, un pub scozzese... fino ad arrivare a una chiesa.

Consegna dopo consegna Freya e Kyle si ritroveranno a vivere un'esperienza più assurda dell'altra, ma avranno anche modo di comprendere come, nonostante gli anni e le questioni rimaste in sospeso, tra di loro è presente un'alchimia speciale e un'attrazione che sarà difficile ignorare ancora a lungo...

In questi ultimi anni ho letto tutti i romanzi di quest'autrice, tranne l'ultimo, trovando le sue storie molto divertenti e adatte per trascorrere dei momenti di assoluto relax. Inoltre apprezzo molto la sua capacità nello scrivere dialoghi brillanti e mai banali. Anche in questo breve romanzo ho ritrovato gli elementi che più preferisco della sua scrittura, però, a differenza degli altri penso che gli eventi narrati in questo libro siano davvero al limite dell'inverosimile, se non dell'assurdo. 

Questo non vuol dire che non mi abbia divertita, anzi, certe scenette sono davvero spassose, però quello che consiglio a chi si accinge ad approcciarsi a questo romanzo è quello di leggerlo per puro divertimento, senza analizzare la logica di quanto viene narrato, se no rischierebbe di perdere il divertimento e finirebbe per non gradire una storia che, tutto sommato, con un certo approccio di lettura, è un buon romanzo d'evasione, e anche adatto a questo periodo prenatalizio. 

 

DELLA STESSA AUTRICE:

Due cuori in affitto 

Appuntamento in terrazzo (novella)

La verità è che non ti odio abbastanza 

Prima regola: non innamorarsi

Una Cenerentola a Manhattan 

Stronze si nasce

Bugiarde si diventa 

Matrimonio di convenienza

Non è un paese per single 

giovedì 17 novembre 2022

Harry Potter e i doni della morte

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Harry Potter e i doni della morte", scritto da J. K. Rowling ed edito da Salani.

Trattasi del settimo volume della celeberrima saga di Harry Potter. Dopo il triste finale del precedente volume, che aveva sconvolto il lettore con la tragica morte del preside Albus Silente, in questo libro troviamo Harry che, assieme a Ron ed Hermione, è più determinato che mai a non frequentare il settimo e ultimo anno alla scuola di magia per proseguire la ricerca degli "Horcrux", così come ha promesso a Silente, con lo scopo di annientare definitivamente Voldermort. 

Dopo essere stato condotto nella Tana dell'Ordine della Fenice attraverso un rocambolesco viaggio, durante il matrimonio del fratello di Ron, Harry dovrà fare i conti con un assalto improvviso dei Mangiamorte, ovvero i seguaci di Voldemort, diventando così un fuggiasco con Ron ed Hermione. 

Per prima cosa, i tre entreranno di soppiatto nel Ministero della Magia, già assoggettato a Voldermort, per recuperare l'Horcrux contenuto in un medaglione e poi proseguiranno con la ricerca dei rimanenti, come la Coppa di Tassorosso e il Diadema di Corvonero, fino ad arrivare al perfido serpente Nagini, non senza difficoltà, le quali metteranno più volte a rischio la loro vita.

Inoltre, durante le loro indagini, Harry e gli altri verranno a conoscenza dei cosiddetti "Doni della morte", ovvero una bacchetta di Sambuco molto potente, una pietra capace di far risorgere i morti e un mantello in grado di rendere invisibile chi lo indossa, quest'ultimo già in possesso di Harry. Il nostro protagonista, tramite quella speciale connessione che lo lega al suo nemico più grande, comprenderà come Voldemort sia alla ricerca della bacchetta, la quale potrebbe donargli dei poteri ancor più potenti.

Nel frattempo nella scuola di Hogwarts, il nuovo preside Severus Piton collaborerà con il nuovo regime e chi si opporrà, come Neville, Luna Lovegood e gli altri membri di quello che era stato "L'esercito di Silente", pagherà con tremende punizioni.

Harry però è determinato a sconfiggere il male e a riportare la serenità in tutto il mondo magico, anche se non tutto andrà come previsto, le difficoltà saranno parecchie e diverse saranno le vite che andranno perdute per sempre...

Come sa chi segue il mio blog, non sono amante del genere fantasy ma, data la celebrità della saga, ho voluto affrontare la lettura di un volume all'anno e, ora che sono giunta alla fine, posso ritenermi soddisfatta della mia scelta di voler comunque leggere una storia diversa dai generi che più prediligo.

Questo settimo volume è quello che ho preferito di più: mi è piaciuto molto il ritmo della narrazione, le numerose avventure affrontate dai protagonisti e i colpi di scena finali. Ho apprezzato anche lo spazio dato alla figura di Silente, del quale il lettore ha potuto comprenderne meglio la psicologia ma anche le sue debolezze, le quali gli hanno conferito una patina di umanità non indifferente, così come la complessa psicologia di Severus Piton, a mio parere uno dei personaggi più riusciti dell'intera saga. 

Considerando l'intera saga, invece, ciò che mi ha colpito di più è stata la capacità dell'autrice di costruire un mondo diverso dal nostro ma caratterizzato da una struttura talmente precisa e narrata in un modo così naturale, da farlo sembrare quasi reale. 

Per questo motivo, credo che leggerò anche il testo teatrale uscito qualche anno fa che si concentra sul futuro di Harry e della sua famiglia che, sono certa, saprà riprorre le atmosfere magiche dei sette libri della saga.

Per curiosità vi lascio la mia classifica dei sette libri in ordine di preferenza: se vi va, mi farebbe piacere conoscere anche la vostra!

 

1. Harry Potter e i doni della morte

2. Harry Potter e il principe mezzosangue

3. Harry Potter e il calice di fuoco

4. Harry Potter e la pietra filosofale

5. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

6. Harry Potter e la camera dei segreti

7. Harry Potter e l'ordine della fenice

 

DELLA STESSA AUTRICE:

Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter e la camera dei segreti 

Harry Potter e il prigionero di Azkaban

Harry Potter e il calice di fuoco 

Harry Potter e l'ordine della fenice

Harry Potter e il principe mezzosangue 

giovedì 3 novembre 2022

La ragazza del collegio

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "La ragazza del collegio", scritto da Alessia Gazzola ed edito da Longanesi. Trattasi dell'ultimo volume della serie dedicata ad Alice Allevi e Claudio Conforti... CC per gli affezionati della serie!

Al principio del romanzo ritroviamo a Roma Alice e Claudio, ormai ufficialmente una coppia, dopo il periodo trascorso negli Stati Uniti. Claudio aspira a prendere il posto della Wally in istituto, diventando così il nuovo "Supremo", mentre Alice continua il suo dottorato e la collaborazione con la Procura.

Non ci vorrà molto tempo che un nuovo caso sconvolgerà la tranquilla quotidianità di Alice, riportando alla luce la sua tendenza alle investigazioni "non autorizzate" che, ancora una volta, metteranno a rischio più del necessario la sua incolumità.  

Francesca, una giovane collegiale, verrà trovata morta per strada e non ci vorrà molto tempo per comprendere che è stata investita. Ma da chi è un mistero.

Poco tempo dopo, un bambino verrà trovato tra le strade di Roma. Il piccolo pare non conoscere l'italiano e, in più, presenta evidenti problemi di linguaggio. Chi è e dove sono i suoi genitori? Dalle sue condizioni non sembrerebbe essere stato abbandonato...

Questi due eventi, apparentemente distaccati tra loro, presenteranno un filo conduttore, che la nostra protagonista, grazie anche alla sua abilità di saper osservare tutto quanto viene pubblicato sui social, riuscirà progressivamente a portare alla luce. Ancora una volta, si troverà a collaborare con il vicequestore Calligaris, ora affiancato da una nuova collega, che non si mostrerà molto propensa a comprendere Alice nell'equipe investigativa. 

Tra la sorella di Francesca che pare nascondere un segreto, l'amica Isabella dal comportamento ambiguo, un ragazzo musicista innamorato (e non ricambiato) della vittima e, soprattutto, quel bambino così dolce privo d'indentità del quale, si scoprirà poi, la babysitter è scomparsa, Alice avrà molto su cui indagare, e forse proprio questo gran daffare l'aiuterà a non pensare a un dispiacere che grava sul suo animo, quello della mancata maternità...

E' sempre piacevole leggere le avventure di Alice e Claudio: sono romanzi leggeri, dalla trama gialla che suscita curiosità ma che non provoca particolari sussulti emotivi, adatti quindi per trascorrere dei momenti di relax, grazie anche allo stile semplice e scorrevole e a due protagonisti che ormai si conoscono da anni. 

In questi libri il lettore ha potuto assistere alla crescita del personaggio di Alice che, pur non snaturandosi, è gradualmente maturato e, personalmente, ho molto apprezzato questa evoluzione, che ha reso più tridimensionale il personaggio. I suoi battibecchi con Claudio sono sempre molto spassosi, anche se mi sarebbe piaciuto che la loro relazione fosse fatta di più parole sincere e meno silenzi, soprattutto riguardo al tema della maternità. Ma forse l'autrice ha intenzione di scrivere altri libri, attraverso i quali anche il loro rapporto subirà un'ulteriore crescita, chissà... di certo vi consiglio questo romanzo e, in generale, tutta la serie, soprattutto se avete voglia di rilassarvi con delle storie che, all'amore, mescolano sempre il giallo e il mistero. 


DELLA STESSA AUTRICE:

L'allieva

Non è la fine del mondo 

Un segreto non è per sempre

Le ossa della principessa 

Una lunga estate crudele

Un po' di follia in primavera 

Arabesque

Il ladro gentiluomo 

Un tè a Chaverton House

mercoledì 26 ottobre 2022

Il tempo della speranza (Le sorelle del Ku'damm #3)

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al terzo e ultimo romanzo della serie de "Le sorelle del Ku'damm", "Il tempo della speranza", scritto da Brigitte Riebe ed edito da Fazi Editore.

Questo libro è dedicato alla terza sorella Thalheim, Florentine, una ragazza vivace e solare, grande appassionata di arte che, dopo aver a lungo soggiornato a Parigi con un ragazzo, tornerà a Berlino decisa a costruirsi gradualmente il proprio futuro. Ma, a differenza della sorella maggiore Rike, ormai avviata alla gestione dei grandi magazzini Thalheim nel Ku'damm, e di Silvie, che ha trovato in radio la propria realizzazione professionale, Florentine stenterà a sfondare nel mondo dell'arte, nonostante la faticosa ammissione in una prestigiosa scuola d'arte.

Inoltre, sia Rike sia Silvie, oltre alla carriera professionale, sono riuscite con il tempo a trovare l'uomo della loro vita e ad avere dei figli, mentre Florentine intreccerà una relazione con il suo insegnante d'arte che le causerà non pochi problemi e sofferenze.

Ma la nostra protagonista è anche molto determinata e, attraverso lo scorrere degli anni, assisteremo alla sua progressiva maturazione, alla sua nascente passione per la fotografia, che affiancherà ai suoi lavori artistici, e alla consapevolezza che a volte il vero amore è più vicino di quanto si pensi, basta solo saperlo riconoscere...

Se con il primo volume, incentrato su Rike, il lettore aveva potuto immergersi nei faticosi anni della ricostruzione di Berlino a seguito del secondo conflitto mondiale e nel secondo, dedicato a Silvie, aveva compreso la progressiva separazione, fisica e politica, tra Berlino Ovest e Berlino Est, in questo terzo libro assisterà alla definitiva divisione tra i due settori, concretamente sancita dalla costruzione del celeberrimo "muro di Berlino" e alle conseguenze che porterà ai berlinesi, che Florentine vivrà in prima persona attraverso l'esperienza di suo zio Carl, che subirà la separazione forzata dalla donna che ama. Penso che l'autrice sia stata molto abile nell'inserire nell'intera serie un contesto storico così particolareggiato e preciso, ma senza per questo appensantire la trama o annoiare il lettore. 

Nel libro, però, non si parla solo di Florentine e della questione di Berlino, ma ampio spazio sarà riservato anche al prosieguo delle vite di Rike, Silvie e della loro migliore amica Miri, anche lei moglie e madre. Alla fine del secondo volume c'erano stati diversi colpi di scena, legati al fratello gemello di Silvie, Oskar, e ai veri padri di Rike e Miri: tutto questo verrà riproposto e sviluppato anche in questo volume conclusivo, rendendo l'intera serie una vera e propria saga familiare.

Nel complesso, quindi, posso affermare di aver decisamente apprezzato la serie: unici difetti, a mio parere, sono qualche passo un po' lento e l'eccessiva schematizzazione dei tre libri per quanto riguarda la storia amorosa delle tre sorelle (prima di trovare l'uomo giusto, si innamorano di quello sbagliato) ma, per il resto, credo sia una saga appassionante, sia dal punto di vista degli intrecci famliari sia dal punto di vista storico, e che per questo mi sento di consigliare sia agli amanti del genere sia a chi abbia voglia di cimentarsi con una serie non troppo lunga ma capace di immergervi in un contesto storico diverso dal nostro ma non per questo meno interessante. 


DELLA STESSA AUTRICE:

Una vita da ricostruire (Le sorelle del Ku'damm #1)

Giorni felici (Le sorelle del Ku'damm #2) 

mercoledì 19 ottobre 2022

Il caso Alaska Sanders

Cari lettori, il post di oggi è dedicato all'ultimo romanzo di Joel Dicker, "Il caso Alaska Sanders", edito da La nave di Teseo.

Nel romanzo, il lettore potrà ritrovare come protagonista lo scrittore Marcus Goldman, già conosciuto ne "La verità del caso Harry Quebert" e "Il libro dei Baltimore". Le vicende, dal punto di vista cronologico, si svolgono tra i due romanzi citati e vedono Marcus nuovamente alle prese con un delitto sul quale far luce, dopo molti anni, sulla reale dinamica degli eventi. Ad affiancarlo ci sarà, come nel primo libro, il sergente Perry Gahalowood, il quale si ritroverà suo malgrado coinvolto dopo molti anni su un delitto che già nel 1999 lo aveva sconvolto: l'omicidio di Alaska Sanders.

La giovane ventiduenne era stata ritrovata morta sulle sponde di un lago a Mount Pleasant e tutti gli indizi convergevano sul fidanzato Walter, un ragazzo schivo con tendenze violente. Questi, una volta condotto in caserma, aveva confessato il delitto aggiungendo anche il nome di un complice, l'amico Eric. Subito dopo Walter aveva ucciso un poliziotto e si era suicidato, mentre Eric era stato arrestato.

Ma, undici anni dopo, una inaspettata rivelazione da parte di una persona che all'epoca era stata presente alla confessione di Walter riapre il caso. Marcus e il sergente Galowood, con l'aiuto della sorella e dell'avvocato di Eric, inizieranno a ricostruire l'esatta dinamica degli eventi, cercando di fornire una risposta ai tanti interrogativi rimasti in sospeso, a partire dalla figura della vittima. 

Chi era in realtà Alaska? Per quale motivo, con una carriera in ascesa nel mondo dello spettacolo, aveva deciso di ritirarsi in un paesino come Mount Pleasant accettando un lavoro come commessa in una stazione di servizio? Qual è il ruolo di Walter in tutto questo? La sua confessione è veritiera oppure no? In caso contrario, per quale motivo avrebbe nominato l'amico Eric come complice del delitto? Senza contare il biglietto minaccioso trovato sul corpo della vittima... chi l'ha scritto e perchè?

I dubbi rimasti in sospeso sono davvero molti e le indagini si faranno ancora più complesse quando Marcus comprenderà che la vicenda parrebbe legata alla misteriosa scomparsa di Eleanor, una conoscente di Alaska che, come lei, frequentava il mondo dello spettacolo...

Dalle mie parole potrete comprendere come la storia sia molto articolata e densa di misteri, che catturano il lettore dalla prima all'ultima pagina di questo libro che ne conta più di seicento!

Avendo apprezzato anche le precedenti storie dell'autore, ero molto entusiasta di leggere questo nuovo romanzo e le mie aspettative non sono per nulla state deluse, anzi, era da tempo che non mi cimentavo con un giallo così ricco di misteri, che si intrecciano tra di loro ma che, alla fine, per ognuno viene trovata una spiegazione chiara e logica. 

Trovo che il personaggio di Marcus sia complesso e ricco di sfaccettature: a una lettura superficiale potrebbe sembrare egocentrico e un po' troppo sicuro di sè stesso, forte del suo grande successo come scrittore, ma tutto ciò nasconde i suoi tormenti interiori, che si possono capire meglio avendo letto i primi due romanzi. In questo libro, oltre all'indagine, parte dell'intreccio è dedicato all'approfondimento del personaggio di Marcus, che si trova a dover ricucire i rapporti con il suo maestro e mentore Harry Quebert oltre a cercare una direzione in cui far convergere il suo futuro lavorativo e privato.

Un romanzo, quindi, che ho molto apprezzato e che consiglio soprattutto agli amanti dei gialli e dei libri densi di misteri oltre, ovviamente, a tutti gli appassionati dei romanzi di Dicker. Il romanzo è autonomo, pur riprendendo i personaggi dei due romanzi precedenti dell'autore, ma se si vuole comprendere pienamente ogni passaggio, consiglio la lettura dei due romanzi antecedenti.

 

DELLO STESSO AUTORE

La scomparsa di Stephanie Mailer

Il libro dei Baltimore

mercoledì 5 ottobre 2022

Un vicino di casa molto speciale

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Un vicino di casa molto speciale", scritto da Ali McNamara ed edito da Newton Compton.

Protagonista della storia è Ava, una donna di quarantasei anni, divorziata e con due figli grandi, che, dopo un grosso trauma, decide di lasciare Londra e il suo lavoro di organizzatrice di eventi per rifugiarsi temporaneamente nel piccolo paese di Bluebell Wood, con l'unica compagnia del suo cagnolino Merlin.

Scopo della donna è di trascorrere un lungo periodo in solitudine, recuperando così il proprio equilibrio interiore, ma ben presto si ritroverà coinvolta nella vita della piccola cittadina, grazie alla conoscenza del pastore Callum e del suo aiutante Jonah; di Linnet e di suo figlio Robin; dello scrittore Lonan, anche lui appena giunto in paese, oltre che della maggior parte dei negozianti.

Così, tra una serata al pub e un mercatino di beneficienza, tra pranzi in compagnia e visite alla scuola del paese, per far conoscere il suo socievole cagnolino ai bambini del paese, Ava, che da tempo ha perso fiducia nelle persone tanto da provare paura per i luoghi affollati e per chiunque osi avvicinarsi a lei, inizierà piano piano a riavvicinarsi agli altri, in particolar modo al pastore Callum il quale, dopo anni, inizierà a farle provare sentimenti che credeva di aver assopito per sempre. 

Ad aiutarla in questo percorso, però, non ci saranno solo gli abitanti di Bluebell Wood, ma anche dei simpatici uccellini che popolano il suo giardino e dei quali Ava inizierà gradualmente a occuparsi, lasciando loro del cibo in una apposita "casetta per uccelli". Dopo un'iniziale diffidenza, i simpatici pennuti non solo cominceranno a popolare il suo giardino, ma le lasceranno dei "regalini", attraverso i quali Ava riuscirà ad aver maggior sicurezza in sè stessa. E non solo: grazie a essi, la nostra protagonista cercherà di salvare il paesino dalle avide speculazioni di Colin Cuckoo il quale, dopo aver comprato una grande estensione di terreno alla periferia del paese, vicino ai suoi amati boschi, è intenzionato a costruire un grosso complesso residenziale...

Sono molti anni che leggo i romanzi di Ali McNamara e ogni volta mi piace immergermi nelle sue storie che, pur affrontando tematiche molto serie e importanti (in questo caso il disturbo post traumatico da stress) sono caratterizzate da uno stile molto delicato, capace di trasmettere serenità, speranza e fiducia nel futuro. Nelle sue storie compaiono sempre elementi legati al soprannaturale e, pur non essendo propriamente un'amante del fantastico, trovo che questi espedienti siano, nella maggior parte delle sue storie, molto originali e ben amalgamati all'intreccio del romanzo, e anche in questo caso ciò non fa eccezione. 

Molto carina e originale pure l'idea di dare a ogni personaggio un nome legato al mondo dei volatili: ciò viene spiegato chiaramente in una nota alla fine del romanzo, assieme ai significati simbolici dei vari regalini che gli uccellini lasceranno ad Ava pagina dopo pagina. Unica pecca il titolo del romanzo, che non c'entra con la storia e che potrebbe fuorviare il lettore sulla vera natura della storia.

Dalle mie parole potete quindi comprendere come, ancora una volta, Ali McNamara sia stata capace di offrire ai suoi lettori una storia capace di coinvolgere e di donare dei sereni momenti di relax, senza rinunciare ad affrontare tematiche importanti e attuali e che per questo vi consiglio di non lasciarvi sfuggire.


DELLA STESSA AUTRICE:

Colazione a Notting Hill

Il piccolo negozio di fiori in riva al mare

Colazione in riva al mare 

L'estate delle coincidenze

Un'estate indimenticabile 

Appuntamento in riva al mare

Il piccolo negozio del lieto fine 

martedì 20 settembre 2022

Come vento cucito alla terra

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata all'ultimo romanzo di Ilaria Tuti, "Come vento cucito alla terra", edito da Longanesi.

Protagonista della storia è Cate, una giovane inglese che, pur avendo studiato da chirurgo, non può esercitare la professione, in quanto donna, e per questo lavora soprattutto come ostetrica, prestando servizio anche nei bassifondi di Londra, mantenendo in questo modo la figlioletta Anna. 

Siamo nel 1914, è scoppiata la prima guerra mondiale e Cate non viene vista di buon occhio anche per il fatto di essere per metà italiana. All'epoca infatti la nostra nazione non aveva ancora preso una posizione e tutto lasciava supporre il suo antagonismo nei confronti di inglesi e francesi.

La vita di Cate subirà un brusco cambiamento quando la dottoressa Flora Murray, assieme alla collega Louisa Garrett, le proporrà di lasciare l'Inghilterra alla volta della Francia, per fondare con loro e altre donne chirurgo un ospedale da campo in cui curare i feriti di guerra. Malgrado i tentennamenti sul dover lasciare la figlia alla sola coppia di amici che si è offerta di ospitarla dopo essere stata cacciata dalla sua famiglia in quanto ragazza madre, alla fine Cate deciderà di accettare la proposta.

Lì la giovane si troverà a vedere con i propri occhi gli orrori della guerra, ma avrà anche la prontezza e la giusta determinazione per salvare diversi feriti. Nonostante cio, però, lei e tutte le sue colleghe dovranno fare i conti non solo con l'opinione pubblica, che le guarderà con scetticismo in quanto donne che praticano una professione maschile, ma pure con gli stessi feriti, che il più delle volte non mostreranno entusiasmo nell'essere operati da persone che considerano incompetenti solo per il fatto di non essere uomini.

Dopo qualche tempo, Cate e le sue compagne faranno ritorno in patria e lì fonderanno un altro ospedale, quello di Endell Street. Lì il suo destino s'incrocerà nuovamente con il capitano Alexander, che già la donna aveva curato in terra francese. In quel frangente, però, le condizioni del capitano saranno molto più gravi, tanto che Cate dovrà procedere con l'amputazione della gamba. Anche i compagni del capitano saranno feriti, non solo nel corpo, ma anche nell'anima. Per questo motivo, le donne dell'ospedale cercheranno in tutti i modi di aiutarli, anche con un metodo molto particolare: il ricamo. E le reazioni della società maschilista non si faranno attendere...

Per la maggior parte dei lettori Ilaria Tuti è celebre soprattutto per il personaggio di Teresa Battaglia, ma l'anno scorso mi è capitato di leggere anche "Fiore di roccia", un romanzo storico che, pur non essendo molto appassionata del genere, si è rivelato una delle mie migliori letture del 2021. Per questo, quando ho saputo dell'uscita di questo nuovo romanzo ambientato nel passato, non ho esitato a volerlo leggere.

Devo ammettere che all'inizio ho un po' faticato a entrare nel cuore della storia, perchè ho trovato il ritmo un po' troppo lento ma poi, dopo la partenza di Cate per la Francia, ho iniziato progressivamente ad appassionarmi alle sue vicende e ho letto l'intera storia con molto entusiasiasmo tanto che, chiusa la quarta di copertina, sono subito andata a fare ricerche online sugli eventi narrati.

L'autrice, infatti, nello scrivere la sua storia, ha preso spunto da fatti realmente accaduti, ovvero la fondazione di ospedali al femminile dedicati alla cura dei feriti di guerra (Flora e Louisa sono realmente esistite) e la conseguente reazione della società.

A tal proposito, mi è molto piaciuto il progressivo avvicinamento tra Cate e Alexander i quali, pur essendo personaggi di fantasia, hanno rappresentato in modo molto chiaro l'iniziale diffidenza tra le dottoresse e i malati. La loro storia, che poi si evolverà in un legame sempre più profondo, mi ha tenuta incollata alle pagine del libro con molto interesse, apprezzando nello stesso tempo questi due personaggi così perfetti nelle loro imperfezioni tanto che, a tratti, mi hanno ricordato Elizabeth e Mr. Darcy di "Orgoglio e pregiudizio" (romanzo che, in effetti, viene citato nella storia). 

Anche i cosiddetti "soldati ricamatori" sono realmente esistiti e penso sia davvero incomiabile che in quel contesto storico e sociale queste dottoresse abbiano dato la giusta importanza anche alle ferite psicologiche, andando contro ai pregiudizi della società che tendeva a concepire le donne come "angeli del focolare" e gli uomini come "valorosi combattenti".

Una storia quindi che, mescolando finzione a realtà, ci offre una panoramica su un fatto storico poco conosciuto, regalando ai suoi lettori l'ennesimo esempio della forza e della determinazione femminile e che per questo vi consiglio vivamente di leggere.


DELLA STESSA AUTRICE:

Fiori sopra l'inferno

Ninfa dormiente 

Fiore di roccia

Luce della notte 

Figlia della cenere