mercoledì 8 aprile 2026

Le ottanta domande di Atena Ferraris

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata all'ultimo romanzo di Alice Basso, "Le ottanta domande di Atena Ferraris", edito da Garzanti.

Trattasi del secondo libro della serie dedicata ad Atena Ferraris, trentenne torinese che gestisce una rivista di enigmistica online. Nel volume precedente il lettore ha potuto conoscere la protagonista e a comprendere il modo attraverso il quale ragiona e si relaziona con gli altri, molto diverso e difficoltoso rispetto alla maggior parte delle persone. Grazie alla partecipazione a un corso di magia, Atena ha conosciuto i fratelli Jacopo e Gemma, quest'ultima neuropsicologa che al termine del primo libro ha ipotizzato la neurodivergenza della nostra protagonista. 

Proprio per questo, il nuovo romanzo si apre con la decisione di Atena di ottenere una valutazione medica. Peccato però che Gemma si rifiuti di seguirla, indirizzandola da un suo collega, in quanto amica sua e del fratello Febo. Atena proverà più volte a farle cambiare idea, oltre che a scontrarsi proprio con il fratello, che non vede di buon occhio il suo volersi "etichettare". Di diverso parere è Jacopo, che inizierà un vero e proprio percorso da autodidatta per riuscire a comprenderla meglio perchè, nonostante i dubbi dei suoi amici musicisti, è sempre più attratto da lei.

Non sarà solo la questione legata alla presunta neurodivergenza di Atena a movimentare le giornate dei quattro giovani, ma anche un nuovo mistero, sul quale i quattro si troveranno a improvvisare una nuova indagine. Elisa, un'amica di Gemma, è ricattata da una persona che conosce un suo segreto di natura medica e vorrebbe rivelarlo a tutti per evitare che rinunci ad aspirare a una promozione sul posto di lavoro. 

Di nuovo in bilico tra voglia di mettersi in gioco e il disorientamento per la perdita della routine che le nuove investigazioni porteranno alle sue giornate, Atena deciderà di aiutare Elisa assieme a Gemma, Jacopo e Febo. E ciò sarà solo l'inizio di una nuova avventura dai risvolti tragicomici e inaspettati.

Sono anni che leggere il nuovo libro di quest'autrice è diventata una mai bella consuetudine. Ammetto che la mia protagonista preferita rimane Anita, seguita da Vani, ma anche Atena, seppur gradualmente, inizia a farsi spazio tra i miei personaggi letterari preferiti. Penso che il punto di forza di questa nuova serie sia l'ironia e la delicatezza attraverso cui l'autrice affronta un tema importante ma poco noto al grande pubblico come la neurodivergenza, ma anche lo spunto più generico legato al rispetto delle diversità, qualcunque forma esse abbiano.

Mi è piaciuto molto seguire questa nuova avventura di Atena e del suo gruppo di amici. A un certo punto ho iniziato a sospettare chi potesse essere il ricattatore di Elisa e questo mi ha spinto a non staccarmi dalla lettura del romanzo per scoprire se la mia ipotesi fosse corretta (lo è stata, ma non per questo la soluzione è banale, anzi, la vicenda prende un risvolto a mio parere molto bizzarro, ma non posso aggiungere altro). Ho gradito molto anche l'evoluzione del rapporto tra la protagonista e Jacopo trovando alcuni passaggi davvero molto belli e profondi, soprattutto al termine del romanzo, quando Febo parla con Atena di un confronto avuto con Jacopo. Le ultime righe, poi, ci proiettano direttamente al nuovo episodio.

Il mio interesse riguardo al tragico destino della madre di Atena e Febo prosegue, al quale si aggiunge un sospetto riguardo alla possibile vera identità di un personaggio (al momento un po' secondario, ma poi chissà), il quale mi ha resa ancora più curiosa di conoscere il prosiego delle avventure di questi protagonisti così particolari, ma nello stesso tempo così vividi nella loro umanità. 

Se avete letto il primo romanzo, quindi, non potete assolutamente lasciarvi scappare questo seguito (a mio parere ancora più bello del precedente). Nel caso in cui non conosciate la serie, invece... vi consiglio di iniziare a conoscere Atena, Febo Gemma e Jacopo dal primo libro.

 

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lunedì 30 marzo 2026

Oliva Denaro

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Oliva Denaro", scritto da Viola Ardone ed edito da Einaudi.

Protagonista è colei che dà il nome al titolo, Oliva, un'adolescente che vive con i genitori e il fratello gemello Cosimino in un piccolo paese siciliano negli anni Sessanta. La sorella maggiore, Fortunata, è invece stata costretta a sposarsi dopo essere rimasta incinta, il cui marito le ha poi fatto perdere il bambino a causa delle ripetute violenze che costringono la giovane donna a condurre una vita ritirata in casa.

Oliva è una ragazza molto sveglia e intelligente, ama studiare e, soprattutto, è convinta che il sapere possa aiutarla ad affrontare gli ostacoli che le si presenteranno nella vita. Perchè la giovane ha già compreso che essere donna è tutt'altro che semplice.

"La femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia" dice sempre sua madre. Per questo, la nostra protagonista teme il momento in cui crescerà, perchè poi non sarà più libera di giocare con l'amico Saro, correre liberamente e camminare da sola per strada. E, soprattutto, dovrà fare attenzione agli sguardi dei ragazzi. E sarà proprio per uno di questi, che la vita di Oliva verrà sconvolta per sempre. 

La ragazza, infatti, diventerà vittima del figlio del pasticcere, che mostrerà delle attenzioni non ricambiate verso la sua persona. Il giovane, però, non accetterà i suoi rifiuti. E, convinto di poter agire come vuole in quanto maschio, agirà con la forza per ottenere ciò che brama. 

Da quel momento in poi Oliva si troverà a un bivio: accettare un destino che, pur terribile, è accettato dalla mentalità dell'epoca oppure alzare la testa e, senza vergogna, rivendicare il proprio diritto alla libera scelta?

Dopo aver letto e apprezzato "Il treno dei bambini", ero molto curiosa di leggere altri libri di quest'autrice. "Oliva Denaro" è il suo secondo romanzo ed è stato capace di coinvolgermi dalla prima all'ultima pagina in una storia intensa ed emozionante, in grado di suscitarmi diversi spunti di riflessione sul tema della parità di genere.  

In tal senso, Oliva è un personaggio che vive in sè diverse contraddizioni. Da un lato un retaggio culturale che frena il suo desiderio di libertà e indipendenza, dall'altro l'intelligenza e la capacità critica che la spingono a interrogarsi sul suo ruolo e a comprenderne gli abusi. 

A tal proposito è emblematico anche il ruolo della famiglia. La madre ha assorbito il maschilismo di cui è pregno il suo ambiente e non comprende la mentalità di Oliva, desidera il meglio per i suoi figli senza però comprendere la vera portata delle sue credenze. Al contrario, la mentalità di suo marito è assai diversa. Un po' per i suoi trascorsi e un po' per l'innata sensibilità, il  padre di Oliva non tollera la mentalità che lo circonda ma, come una sorta di antieroe, viene ridicolizzato e sbeffeggiato addirittura dalla stessa moglie, che mal tollera i suoi silenzi e le parole misurate. A mio parere, la figura di quest'uomo è la migliore di tutto il romanzo. 

Contrapposta alla figura di Oliva, è l'amica Liliana. Appartenente a una famiglia comunista, la ragazza è cresciuta in un contesto familiare dalla mentalità più aperta. Sarà lei a spingere Oliva a frequentare delle riunioni segrete in cui si parla di parità dei diritti tra maschi e femmine e, nel momento di maggiore difficoltà, le starà vicina, non solo aiutandola attraverso la collaborazione della sua famiglia, ma anche promettendole che un giorno siederà in Parlamento facendo da portavoce al desiderio di libertà di tutte le donne. 

Dalle mie parole potete quindi comprendere come il tema centrale del libro sia quello della parità tra uomini e donne, e l'autrice ha scelto di farlo attraverso una vicenda ambientata in un contesto in cui terribili espedienti come il delitto d'onore e il cosiddetto "matrimonio riparatore" erano del tutto leciti e accettati dalla società.

Penso, però, che questa storia, nonostante il periodo in cui è ambientata, abbia la capacità di fornirci degli spunti su cui riflettere anche in riferimento al contesto attuale. Un paio di passaggi del libro, infatti, mi hanno fatto pensare come anche ai giorni nostri certi retaggi siano duri a morire. In particolare, vi è un dialogo tra Oliva e Liliana in cui la prima dice alla seconda che è l'abbigliamento di una donna a legittimare certi comportamenti da parte dei maschi: non vi sembra un discorso che viene fatto anche nel 2026? 

Inoltre, mi ha colpito anche un altro passo del libro, ovvero quello in cui un carabiniere distoglierà Oliva dal cercare giustizia perchè, di fatto, la legge non è ancora in grado di punire in modo esemplare certi comportamenti. Quante volte ci capita di ascoltare in televisione notizie di femminicidi compiuti anche dopo regolare denuncia dei propri persecutori?

La lettura di questo romanzo porta quindi il lettore a riflettere sull'enorme attualità del tema proposto e lo fa con una storia intensa, narrata con estrema delicatezza e con una protagonista che si fa emblema di valori fondamentali come la libertà e la giustizia. Un romanzo che per questo consiglio a tutti.


DELLA STESSA AUTRICE

Il treno dei bambini

lunedì 23 marzo 2026

Come l'arancio amaro

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Come l'arancio amaro", scritto da Milena Palminteri ed edito da Bompiani.

La storia viene raccontata attraverso due piani temporali. In quello ambientato negli anni Sessanta, il lettore farà conoscenza di Carlotta, trentaseienne dal carattere determinato ma anche molto schivo. La giovane donna è laureata in giurisprudenza e lavora presso l'Archivio Notarile di Agrigento. 

Un giorno, proprio tra quelle carte, inizierà a sospettare di non essere figlia dei suoi genitori. Ma, dato che il padre è morto il giorno della sua nascita e la madre da qualche anno, per fare chiarezza, Carlotta deciderà di chiedere spiegazioni a un amico di famiglia, l'anziano avvocato Calascibetta, ultimo custode dei segreti della famiglia Cangialosi.

A questo punto, attraverso la narrazione ambientata negli anni Venti a Sarraca (una cittadina in provincia di Agrigento), si potranno comprendere le vere origini di Carlotta. Questo, attraverso il dipanarsi delle vicende di Nardina e Carlo Cangialosi. I due, marito e moglie, sono molto innamorati, ma la donna non riesce a rimanere incinta. Per questo, la madre di lei Bastiana, organizzerà attraverso la collaborazione di Don Calogero, esponente mafioso, un piano per poter risolvere la situazione prima che la ricca e altezzosa consuocera decida di prendere provvedimenti.

Con i loro progetti verrà coinvolta la domestica Sabedda, vittima della lussuria di Stefano D'Amelio, figlio della sorella defunta di Carlo Cangialosi. La giovane, rimasta incinta, rappresenterà per loro la via d'uscita al problema d'infertilità di Nardina e per questo Bastiana e Don Calogero cercheranno di convincerla a donare il figlio ai ricchi Cangialosi.

Quello che sembrerebbe un progetto vincente, si scontrerà però con una concatenazione di eventi, estranei al loro piano, che sconvolgeranno per sempre le loro vite...

Era da tempo che desideravo leggere questo romanzo, ma ho dovuto aspettare un po' di mesi perchè in biblioteca c'era una lunga lista d'attesa. Nel frattempo avevo letto molti pareri in rete, alcuni molto positivi altri assai negativi, quindi non sapevo bene cosa aspettarmi. A lettura conclusa, però, non posso che esprimere soddisfazione per questa storia che ha saputo coinvolgermi dall'inizio alla fine. 

Una delle critiche lette è che nella trama non si susseguono molti fatti, e in effetti la vicenda narrata ruota principamente attorno alle origini di Carlotta, senza allargarsi più di tanto. Questo però non abbassa la qualità del romanzo perchè sono tanti gli elementi che rendono questo libro una lettura affascinante. Per prima cosa il linguaggio: è molto particolare, dettagliato e con una fine introspezione psicologica, e le esigenze di realismo hanno portato la scrittrice a inserire molti termini dialettali, dei quali però si può comprendere il significato grazie al piccolo glossario al termine del libro. 

Poi, mi è piaciuto molto il modo attraverso il quale l'autrice ha intrecciato le vite dei vari personaggi con la Storia del periodo, soprattutto per quanto riguarda i capitoli ambientati nel passato. L'avvento del fascismo, la reazione dei siciliani, il rapporto tra i nuovi governanti e la mafia locale sono solo alcuni aspetti che fanno comprendere la realtà storico sociale dell'epoca. Anche il paesaggio dell'agrigentino viene ritratto con espremo realismo, finendo per diventare anch'esso una sorta di personaggio. 

Infine, vorrei porre l'attenzione su un altro tema portante del romanzo, che attraversa entrambe le epoche permettendo così al lettore di coglierne tutte le sfumature, ovvero quello della condizione femminile. Da Nardina alla madre Bastiana, dalla povera Sabedda a Carlotta, passando per altri personaggi minori, il lettore potrà avere una panoramica approfondita sulla difficoltà della vita delle donne, di qualsiasi età ed estrazione sociale, in un mondo profondamente maschilista.

Dalle mie parole potete quindi comprendere come questa lettura si sia rivelata davvero molto interessante, coinvolgente e capace di suscitare diversi spunti di riflessione, attraverso la panoramica di un mondo che ci permette di capire ancora di più pensieri e dinamiche della nostra Storia recente. Un libro che per questo consiglio vivamente di leggere.

lunedì 9 marzo 2026

Ti regalo le stelle

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Ti regalo le stelle" di Jojo Moyes, edito da Mondadori.

La storia è ambientata in America, negli anni Trenta del Novecento, e ha come protagonista la giovane inglese Alice, che si è trasferita negli Stati Uniti dopo aver sposato un ragazzo di Baileyville, nel Kentucky .

Quello che avrebbe dovuto essere l'inizio di una nuova vita piena di amore e di emozioni, lontana dalla rigidità dei salotti inglesi, per Alice sarà solo il principio di un incubo. La grande villa nella quale si ritrova a vivere è infatti del suocero che, rimasto vedovo, gestisce il menage familiare con invadenza, mentre Bennet pare non ritenerla degna nemmeno di un bacio o una carezza. Padre e figlio sono a capo di un grande giacimento minerario della città e anche in quel luogo si riflettono le stesse dinamiche di comando.

La quotidianità di Alice subirà uno scossone quando deciderà di lavorare presso la biblioteca circolante del paese, una nuova realtà voluta dal governo centrale per permettere la diffusione di libri e cultura anche tra le famiglie che vivono nelle zone più remote del paese. 

Lì la nostra protagonista conoscerà la vera anima della biblioteca, Margery O'Hare, figlia di un violento distillatore fuorilegge morto da tempo. Margery è una donna indipendente che sebbene, viva una relazione con un uomo onesto e gentile, non è intenzionata a sposarsi e non si pone alcun problema nel trascorrere la maggior parte delle sue giornate a cavallo per distribuire libri. 

Alice stringerà subito un forte legame con lei, ma anche con le altre bibliotecarie, come l'intraprendente Beth, l'aspirante cantante Izzy (che soffre per la sua condizione di poliomietica) e Sophia, vittima di pregiudizi per la sua pelle scura. A loro poi si unirà Kathleen, una tra gli utenti più affezionati, vittima purtroppo di una precoce vedovanza.

Attraverso il progressivo freddo dell'autunno, la rigidità dell'inverno, le abbondanti piogge della primavera e il caldo asfissiante dell'estate, le bibliotecarie non smetteranno mai di ditribuire romanzi, libri di ricette, storie per bambini, ma anche libretti considerati licenziosi per il tempo, scritti da donne che parlano alle donne in un contesto dove non si vede di buon occhio il fatto che il sesso femminile sia informato e consapevole del proprio corpo e dei propri diritti.

E sarà proprio questo che determinerà una forte frattura tra Alice e la famiglia che ha sposato, portandola a compiere una scelta drastica, che rivoluzionerà la sua vita, ma anche quella delle persone che le vogliono bene. Prima fra tutti Margery, verso la quale l'anziano padre di Bennet nutre un profondo senso di vendetta, ma anche Fred, proprietario della struttura che raccoglie tutti i libri e che, dopo la presa di posizione di Alice, inizierà a provare per lei sentimenti che sarebbe meglio soffocare.

Era da molto tempo che volevo recuperare la lettura di questo romanzo, sia perchè anni fa avevo letto un libro di questa autrice che mi era piaciuto molto sia perchè anche io ho lavorato come bibliotecaria, anche se in quelle comunali. Quest'anno, grazie al buon proposito di dedicarmi ad alcuni libri presenti da anni in wish list, ho deciso che era giunto il suo momento e, anche questa volta, posso affermare di essere stata molto contenta di averlo scelto. 

Penso che il punto di forza del romanzo sia il profondo legame istauratosi tra le bibliotecarie, donne molto diverse tra loro ma accomunate dal desiderio di essere sè stesse, al di là delle concezioni maschiliste del tempo. Anche l'importanza data ai libri e al loro essere veicolo di cultura è un tema sentito il quale, unito a quello femminista, fa comprendere ancora di più come il sapere possa portare a una maggiore consapevolezza e, nello stesso tempo, come questo sia mal visto da coloro a cui interessa manipolare masse ignoranti. Questo purtroppo, anche se a distanza di anni rispetto all'ambientazione cronologica di questa storia, è un argomento quanto mai attuale e permette quindi al lettore di sviluppare riflessioni che affondano la loro radici anche in contesti contemporanei. 

Un altro elemento da me molto gradito è stato il modo attraverso il quale è stato inserito il paesaggio all'interno della trama. Nel testo è molto presente, soprattutto nelle parti in cui si parla dei viaggi delle bibliotecarie, e ciò aiuta a renderlo molto vivido nella mente di chi legge. 

Unica nota negativa, a mio parere ovviamente, sono le eccessive descrizioni, che a tratti rallentano la trama  e appesantiscono la narrazione. Anche visivamente, molte pagine sono piene di scritte, a scapito degli scambi dialogici. Tutto questo, però, viene livellato da un lessico curato e nello stesso tempo semplice e scorrevole.

A parte questo piccolo dettaglio, la storia è davvero coinvolgente e la consiglio vivamente soprattutto a chi cerca una lettura che mescola diversi eventi e tematiche, tutti convergenti sull'importanza della conoscenza, unica arma in grado di uccidere ignoranza e pregiudizi. 


DELLA STESSA AUTRICE

L'ultima lettera d'amore

giovedì 19 febbraio 2026

Il buio oltre la siepe

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata a un classico della letteratura americana, "Il buio oltre la siepe", scritto da Harper Lee ed edito da Feltrinelli.

La storia è ambientata a Maycomb, un paesino immaginario dell'Alabama, durante i primi anni Trenta del Novecento e la voce narrante delle varie vicende è di Scout, una bambina che frequenta le scuole elementari dal temperamento sveglio e ribelle, che ama giocare all'aperto con il fratello maggiore Jem. I due vivono assieme al padre Atticus, di professione avvocato, e la domestica Calpurnia. La madre invece è morta quando erano piccoli.

Nella prima parte del romanzo il lettore si troverà immerso nelle vicende quotidiane dei due bambini, alle prese con la scuola, i compagni, i giochi estivi in compagnia dell'amico Dill e i rapporti con i loro vicini di casa. In particolare, Scout e Jem sono incuriositi dalle dicerie che riguardano Boo Radley, un uomo che, dopo una giovinezza complicata, vive rinchiuso in casa. I due escogiteranno diverse strategie per spingerlo a uscire, anche se inutilmente.

La curiosità nei confronti di quell'uomo, giudicato "diverso" dalla società, farà da collegamento al filo conduttore della seconda parte del libro, quella più corposa, che metterà di fronte il lettore ai pregiudizi delle persone verso chi è giudicato non conforme alla società dominante. 

Il padre dei bambini, infatti, si troverà a difendere Tom Robinson, un appartenente alla comunità afroamericana accusato di un tentativo di stupro nei confronti di una ragazza bianca. Sebbene Atticus riesca a dimostrare con argomentazioni incontrovertibili l'innocenza dell'uomo, la pelle nera di quest'ultimo e i pregiudizi di uno Stato che porta con sè i retaggi di un radicato razzismo renderanno il processo un vero e proprio evento che coinvolgerà l'intera comunità, incapace di concepire l'innocenza di Tom.

Lo stesso Atticus diverrà oggetto di scandalo, in quanto definito "negrofilo", e anche a scuola i suoi figli saranno oggetto di scherno. E non solo...

Era da tantissimo tempo che desideravo leggere questo romanzo, addirittura dal 2016, anno di apertura del blog. Dato anche il proposito di recuperare alcuni romanzi della mia wish list, ho deciso finalmente di immergermi tra le sue pagine e mai scelta è stata più azzeccata. 

Il contesto dell'America durante gli anni della Grande Depressione è sempre in grado di catturare la mia attenzione e i temi trattati sono capaci di parlare ai lettori di ogni luogo e tempo. La scelta di narrarli attraverso il punto di vista di una bambina conferisce loro originalità e permette ancora di più di comprendere l'insensatezza della cosiddetta "paura del diverso", che investe non solo la figura di Tom Robinson e della comunità a cui appartiene, ma anche la stessa Scout (lontana dal prototipo di "brava bambina" e più vicina al ruolo di "maschiaccio"), il vicino Boo Radley e la domestica Calpurnia (anch'ella donna di colore).

A tal proposito, Atticus è una figura moderna, ma purtroppo inserita in un contesto che ancora non comprende il suo pensiero e che per questo lo relega a un ruolo di "antieroe". Consapevole dell'insensatezza del razzismo farà di tutto per scagionare Tom definendo quell'incarico  "la causa della vita". Accetterà inoltre la figlia per quello che è, evitando di imporle di diventare una "brava signorina", nonostante le insistenze della sorella e delle signore del vicinato. Inoltre concepirà Calpurnia non solo come una semplice dipendente, ma anche una sorta di madre per i due figli. Per questi motivi penso che il personaggio di Atticus sia il più sfaccettato e interessante dell'intera opera ed è stato molto appassionante comprendere le sue azioni e i suoi pensieri attraverso le parole della figlia Scout. 

Anche lo stile semplice e scorrevole è in grado di catturare l'attenzione di chi legge,  ma sono soprattutto gli spunti di riflessione che è in grado di suscitare attraverso le tematiche affrontate, legate al concetto di uguaglianza in rapporto all'unicità presente in ognuno di noi, a rendere questo libro un classico che, a mio parere, ogni lettore dovrebbe leggere almeno una volta nella vita.

lunedì 9 febbraio 2026

La strada giovane

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo di Antonio Albanese "La strada giovane", edito da Feltrinelli.

La storia è basata su fatti realmente accaduti e ha per protagonista Nino, un giovane siciliano che dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 viene catturato dai tedeschi e mandato in un campo di prigionia in Austria.

In quel posto, dove ogni giorno si trova davanti a soprusi e violenze, Nino stringerà una forte amicizia con il toscano Lorenzo, che lo persuaderà a fuggire. I due, ai quali si unirà una terza persona detta "Il Piemontese", sfrutteranno la preparazione dei festeggiamenti di Capodanno per mettere in pratica il piano di fuga progettato da Lorenzo. 

E ciò sarà solo il primo atto di un percorso che porterà il nostro protagonista ad attraversare tutta l'Italia per poter finalmente tornare a casa. Nei suoi pensieri l'amata famiglia, il negozio di panetteria dei genitori, gli amici e, soprattutto, Maria Assunta, la ragazza che ha sposato poco prima di partire per la guerra. 

Saranno i ricordi del passato e l'attesa di un futuro migliore a mantenere viva la speranza di Nino, messa a dura prova dalle difficoltà del presente. Il ragazzo, infatti, nel suo cammino troverà diverse insidie, che più di una volta lo porteranno a dubitare della possibilità di sopravvivere. 

Stremato dalla durezza della guerra e della prigionia, senza considerare la fame costante che non lo abbandona mai, il giovane verrà messo in pericolo anche per i suoi occhi chiari e i capelli biondi, che lo rendono troppo simile a un tedesco in mezzo a un popolo che non sa più distinguere gli alleati dai nemici. 

Per scoprire se Nino riuscirà a sopravvivere e a ricongiungersi con i suoi cari, vi invito a leggere questo breve romanzo, che ho trovato molto interessante e in grado di coinvolgermi pienamente in una vicenda che affonda le proprie radici in un capitolo buio della nostra Storia. 

Conoscevo l'autore per la sua fama di comico e non sapevo fosse anche uno scrittore. Ho scoperto l'esistenza del libro su alcuni blog che seguo e sono davvero contenta di essermi cimentata anch'io con la lettura di questo romanzo. Penso che le storie basate su fatti realmente accaduti abbiano una marcia in più e anche questa lettura non fa eccezione.

I capitoli brevi e lo stile scorrevole conferiscono un ritmo concitato alla narrazione, e la scelta di alternare il presente con i ricordi del passato permette di delineare al meglio la figura di Nino, facendo anche comprendere come siano i valori dell'amore, dell'affetto e l'attaccamento al suo mondo a dargli la spinta per andare sempre avanti. 

Purtroppo in alcuni passaggi la sottile demarcazione tra i due piani temporali appare poco delineata, creando così una leggera confusione che costringe il lettore e rileggere alcuni passaggi ma, nonostante questo, è un libro che consiglio vivamente di leggere.

Sono consapevole che su questo periodo storico la letteratura sia sterminata, ma penso che sia importante non smettere mai di incrementarla con testimonianze che ci permettono di tenere a mente un concetto fondamentale, che non dovrebbe mai essere dimenticato: l'importanza della pace, che deve sempre prevalere sugli orrori e la disumanità della guerra.

lunedì 2 febbraio 2026

Teddy

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Teddy", scritto da Jason Rekulak ed edito da Giunti.

Protagonista di questo paranormal thriller è Mallory, una giovane segnata da un tragico evento che l'ha portata a diventare tossicodipendente. 

Dopo un lungo periodo di riabilitazione, però, sembra in procinto di riprendere in mano la propria vita, così una delle persone che collabora con il centro di recupero le propone un colloquio come baby sitter presso una famiglia amica di alcuni conoscenti, i Maxwell.

Nonostante i propri trascorsi, Mallory sarà assunta. Inizierà quindi a lavorare nella bellissima casa di quella famiglia così cordiale, la quale le offrirà anche un'abitazione, una piccola dépandance situata in giardino. Il bambino a cui deve fare da baby sitter, Teddy, è molto dolce e nonostante la timidezza riesce a legarsi alla ragazza. 

Sembrerebbe che nulla possa turbare la tranquillità delle sue giornate, ma la nostra protagonista non tarderà ad accorgersi di alcune stranezze che riguardano il bambino. Egli, infatti, parla sempre di un'amica immaginaria, Anya, e più volte lo sente fare dei veri e propri discorsi quando sale nella sua camera per fare il riposino. Ma sarà quando i suoi amati disegni, da semplici e infantili, si faranno sempre più complessi e artistici, che la nostra protagonista inizierà a sospettare la presenza di forze soprannaturali che si impossessano di lui. 

Ben presto Mallory verrà a sapere che la piccola abitazione in cui soggiorna era abitata da una ragazza scomparsa misteriosamente e per questo si convincerà che quella vicenda irrisolta abbia un legame con gli strani disegni di Teddy. Immagini che parrebbero raccontare una storia, ma che i genitori si rifiutano di considerare, scioccati dalle insinuazioni della ragazza, che guardano con sospetto a causa dei suoi trascorsi con la droga.

Aiutata da un nuovo amico e da una vicina di casa specializzata in sedute spiritiche, Mallory verrà risucchiata in una vicenda dagli oscuri risvolti. Una storia che la coinvolgerà a tal punto da farle rischiare di precipitare ancora una volta nell'abisso da cui era uscita...

Era da un po' che volevo leggere questo romanzo. Nonostante non sia una vera e propria amante degli elementi paranormali, la trama mi aveva subito incuriosita, senza contare i numerosi pareri positivi letti in rete.

E ora posso finalmente confermare che la vicenda narrata mi ha coinvolta davvero tanto e che fino alla fine non avevo idea di come potesse terminare. Il colpo di scena che dà una svolta decisiva alla trama è davvero geniale e mi ha colta di sorpresa. Anche i disegni intercalati tra le pagine sono un espediente originale. Non sono accessori, ma veri e proprio elementi portanti, integrati perfettamente all'intreccio del romanzo.

Lo stile è semplice, ma curato e scorrevole, capace di avvinghiare il lettore in un crescendo di curiosità e tensione. Non mancano nemmeno spunti di riflessione, incentrati sull'amore e le relazioni familiari, ma su questo preferisco mantenermi vaga per evitare spoiler. 

Un romanzo, quindi, che racchiude in sè diversi elementi che lo rendono una lettura piacevole, sorprendente e riflessiva e che per questo vi consiglio vivamente di leggere.