mercoledì 12 agosto 2020

Agosto: La nascita di Venere di Botticelli

Cari lettori, ritorna oggi la mia rubrica mensile dedicata all'arte. Il quadro che ho scelto questo mese è un celebre dipinto di Sandro Botticelli, "La nascita di Venere", conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze (172, 5 x 278, 5 cm).

Secondo gli studiosi d'arte, l'opera (d'olio su tela) venne realizzata dopo il ritorno da Roma dell'artista, nel quale si era recato nel 1482 per affrescare la Cappella Sistina. 

Al centro del dipinto lo spettatore può ammirare Venere su una conchiglia, che sorge dalle acque. Attorno a lei la ninfa Ore le porge un manto rosa ricoperto di fiori, mentre dall'altra parte Zefiro, il vento dell'amore e della passione, abbraccia la ninfa Clori. La posa di Venere richiama quella delle statue classiche, mentre il viso sarebbe ispirato alle fattezze di Simonetta Vespucci, musa del Botticelli. Lo sfondo potrebbe invece essere ispirato al golfo dei Poeti. 

Nel ritrarre la scena, il pittore prese a modello vari testi letterari, come le Stanze di Angelo Poliziano, i testi dei poeti latini Lucrezio e Ovidio e del greco Esiodo. Il quadro riprende ed esprime l'ideologia neoplatonica, ricorrente nelle opere artistiche rinascimentali e, secondo tale filosofia, rappresenterebbe l'emblema di un amore puro, semplice e nello stesso tempo energia vitale, la quale viene espressa anche nelle forme armoniche della dea stessa. 

L'opera è davvero molto bella, anche da ammirare. Anni fa ho avuto l'occasione di visitare la galleria degli Uffizi e sono rimasta veramente colpita dall'ammirevole resa che dal vivo reca questo quadro. Se non l'avete mai visto vi consiglio di farlo, approfittando del fatto che, nella stessa sala, è presente anche un altro celeberrimo quadro dell'artista, "La primavera".

E anche per questo mese è tutto: appuntamento a settembre per scoprire quale sarà la prossima opera di cui vi parlerò!

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_di_Venere 

https://www.analisidellopera.it/sandro-botticelli-nascita-di-venere/ 

giovedì 6 agosto 2020

La ragazza delle perle

Cari lettori, il libro di cui vi parlerò oggi è il quarto volume della saga de "Le sette sorelle" di Lucinda Riley, "La ragazza delle perle", edito da Giunti.


La storia è incentrata sulle vicende della quarta sorella, Celaeno detta Cece, che all'inizio della storia troviamo in crisi dopo aver compreso che la sorella Star, con la quale ha sempre avuto un rapporto quasi simbiotico, ha trovato le sue origini e iniziato una nuova vita a fianco dell'uomo di cui si è innamorata. Per questo anche lei, come Maia, Ally e la stessa Star, deciderà di fare chiarezza sul suo passato, in base agli indizi lasciatole da Pa' Salt. 

Essi la porteranno in Australia, una terra che Cece (istancabile viaggiatrice) non ha mai visitato, a causa della sua fobia per i ragni. In questa terra molto calda e sconosciuta la ragazza ripercorrerà le orme di una sua antenata, Kitty McBride, un'emigrata inglese che, giunta nella terra dei canguri solo per accompagnare una conoscente, metterà a sorpresa radici in quel posto dopo essersi prima fidanzata e poi sposata con uno dei due fratelli Mercer, il cui padre gestisce il fiorente mercato delle perle. Cece si appassionerà molto alle vicende di Kitty, al suo ambiguo rapporto con i due fratelli Mercer e al modo con cui si troverà a dover gestire l'attività di famiglia quando la sua vita verrà travolta da un tragico evento. 

Parallelamente alle vicende di Kitty, ambientate nel Novecento, l'autrice  delinea le avventure di Cece. La ragazza, infatti, prima di giungere in Australia, deciderà di trascorrere il periodo natalizio in Thailandia, sulle spiagge soleggiate che ama tanto. Lì conoscerà un uomo misterioso, che si farà chiamare con un nome fittizio (Ace) e che parrà nascondere numerosi segreti: Cece istaurerà con lui un particolare legame, e lo stesso accadrà in seguito con una ragazza australiana, Chrissie. La quarta delle sette sorelle capirà quindi di possedere una natura ambivalente, e ciò troverà conferma anche quando capirà che le sue origini la legano non solo al mondo degli immigrati ma anche a quello, misterioso e affascinante, degli aborigeni australiani. 

Ancora una volta Lucinda Riley ci regala una storia strutturata con l'alternanza tra presente e passato, nel quale le vicende di fantasia dei protagonisti si mescolano a eventi storici, che permettono così al lettore di allargare il proprio bagaglio culturale. 

Ammetto di essere partita un po' prevenuta nei confronti di Cece, che negli altri romanzi viene definita un po' dispotica e troppo possessiva verso Star. Nel corso della lettura della storia si comprenderà, però, che l'origine dei suoi comportamenti nascondo paure e fragilità che, nel corso della narrazione, la ragazza si troverà ad affrontare e superare. Per questo ho rivalutato molto la psicologia del suo personaggio che al momento definirei la più "umana" tra le quattro sorelle. 

Per quanto riguarda invece la figura di Kitty, devo confessare che, pur avendo letto con interesse la sua storia, non ho particolarmente apprezzato le sue scelte, e ciò non mi ha permesso di provare molta simpatia per lei. D'altra parte, però, ho compreso la scelta della scrittrice nel tratteggiare un personaggio di tal genere, in quanto in questo modo ha differenziato la psicologia di Kitty da quella delle altre figure femminili del passato presenti nei tre precedenti romanzi. 

Inutile affermare che sono molto curiosa di proseguire con la lettura della serie, il cui prossimo volume sarà incentrato su Tiggy, la sorella della quale non si è particolarmente accennato nei libri precedenti e che per questo sono molto curiosa di conoscere.


venerdì 31 luglio 2020

Finchè il caffè è caldo

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Finchè è il caffè è caldo", scritto da Toshikazu Kawaguchi ed edito da Garzanti.

La storia è ambientata in Giappone e precisamente in un misterioso caffè, attorno al quale ruotano particolari leggende, legate alla possibilità di poter viaggiare nel tempo.

Per fare questo, però, è necessario seguire alcune regole: sedersi in una precisa sedia di solito occupata da una misteriosa signora e non muoversi da lì; decidere di incontrare solo le persone che in precedenza sono entrate in quel locale; bere tutto il caffè prima che si raffreddi. Inoltre, la persona che decide di tornare nel passato deve essere consapevole che non potrà in alcun modo alterare il regolare svolgimento degli eventi. 

Proprio per questo motivo non sono molte le persone che decidono di usufruire di questa opportunità: di diverso parere sono però Fumiko, che teme di essersi lasciata scappare l'unico ragazzo di cui si sia veramente innamorata; Kotake, che deve fare i conti con il marito malato di Alzheimer verso il quale inizia a sentirsi più un'infermiera che una moglie; Hirai, la quale ha un complesso rapporto con la sorella e con i suoi genitori e infine Kei, che sta portando avanti una gravidanza consapevole di quanto questa potrebbe mettere in serio pericolo la sua salute.

In ognuno dei quattro ampi capitoli, quindi, assisteremo ai viaggi delle quattro donne, le quali avranno modo di affrontare diverse situazioni al termine delle quali trarranno un unico insegnamento: l'importanza del presente, dell'attimo di cui stiamo vivendo (rappresentato con l'immagine del caffè caldo) a scapito del passato e del futuro, al quale generalmente non solo i personaggi di questo libro ma noi tutti tendiamo a dare maggior importanza. 

Capirete perciò come questo romanzo si sia rivelato una lettura davvero particolare: pur essendo molto diverso dal genere di storie che leggo di solito, ho gradito molto questo libro, nel quale ho ritrovato molti elementi tipici della cultura giapponese sia nello stile dell'autore, sempre pacato e dal ritmo cadenzato, sia nella psicologia dei personaggi e nel cerimoniale del viaggio nel tempo. Molto gradito anche l'accentuato simbolismo e gli spunti di riflessione suscitati. Un libro che per questo mi sento di consigliare a tutti, non solo agli amanti della cultura orientale.

mercoledì 29 luglio 2020

Le amiche non tradiscono (quasi mai)

Cari lettori, il post di oggi è dedicato al romanzo "Le amiche non tradiscono (quasi mai)", scritto da Jane Fallon ed edito da Sperling & Kupfer.

Protagonista della storia è la quarantenne Holly la quale, dopo essersi dedicata esclusivamente alla figlia, avuta in giovane età, decide di concentrarsi esclusivamente sulla carriera. La donna lavora come editor di sceneggiature per una famosa serie tv, ma ben presto il suo impegno e la sua dedizione la porteranno a una promozione, anche se da quel momento nulla sarà più come prima.

La donna, infatti, inizierà a essere oggetto di continui sabotaggi (sceneggiature sparite, email imbarazzanti inviate a suo nome, documenti contraffatti), che le causeranno non pochi problemi con il suo capo, che comunque alla fine dovrà decidere se confermarla o meno nel suo nuovo ruolo.

All'inizio i sospetti di Holly si concentreranno su Juliet, la collega che come lei aspirava alla promozione e che pensava di avere la vittoria in tasca a causa della sua "anzianità di servizio", ma quando, per puro caso, Holly verrà a conoscenza che anche la sua collega e amica Roz aspirava al suo posto, la nostra protagonista inizierà a guardare la donna con occhi diversi.

Roz per Holly è sempre stata la collega con cui ha più legato in ufficio: con il suo matrimonio perfetto, la vita mondana pari a quella di una stella del cinema e il carattere allegro e pungente, le due donne non potrebbero essere più diverse, ma il loro rapporto di amicizia sembrava davvero perfetto, o quasi...

Ad aiutare Holly a far luce sulla verità e a porre una fine a questi continui soprusi, che potrebbero costarle la tanto sudata promozione, ci penserà la sua migliore amica Dee, la quale con la partecipazione speciale di suo marito, inizierà a indagare sulla vita privata di Roz, scoprendo verità davvero sconvolgenti.

A questa storia si affianca il racconto della vita privata di Holly e di sua figlia, anch'ella incinta in giovane età. Per aiutarla economicamente Holly deciderà di affittare una stanza del suo appartamento ad Hattie, una ragazza all'apparenza dolce e gentile...

Come si può evincere già dal titolo, il tema principale di questo romanzo è quello dell'amicizia, che viene declinato in modi diversi: quella a cui l'autrice dà più spazio è quella tra Holly e Roz, ma nella storia emerge anche quella tra la stessa Holly e Dee, oltre a una nuova amicizia che la nostra protagonista stringerà con un'eccentrica attrice e con un ragazzino con la passione per l'hackeraggio. Per non parlare dell'evoluzione positiva del suo rapporto con la collega Juliet. Correlato al rapporto di amicizia tra Holly e Roz, l'autrice affronta lo scottante tema del mobbing lavorativo, purtroppo attuale e sempre più presente negli ambienti di lavoro.

Per quanto riguarda lo stile, devo ammettere che all'inizio mi aspettavo un andamento più vivace (più da chik lit, data la copertina del libro), ma poi il ritmo della storia si è fatto più incalzante, e i misteri e i colpi di scena che hanno iniziato a presentarsi mi hanno spinta a proseguire la lettura con entusiasmo e curiosità.

Infine, ho molto apprezzato il modo in cui l'autrice ha descritto l'ambiente lavorativo, tanto da far sentire il lettore parte integrante dell'ufficio in cui lavora Holly e i suoi colleghi. Leggendo la nota biografica, ho poi scoperto che la scrittrice svolge la stessa professione. Nota di merito anche per la psicologia dei personaggi, soprattutto per quella di Roz, una donna dal carattere complesso che, seppur fortemente negativo, avrà modo di sorprendere il lettore. Apprezzatissimo il personaggio di Holly, che affronta la situazione, dall'inizio alla fine, con una maturità e una fermezza davvero lodevole.

Una romanzo, quindi, davvero particolare che, con tono delicato e una lieve sfumatura di ironia e mistero, ci racconta una storia di vita ordinaria affrontando tematiche serie e attuali, che potrebbero interessare ognuno di noi.

mercoledì 22 luglio 2020

Sei casi al BarLume

Cari lettori, oggi vi parlerò del libro "Sei casi al BarLume", scritto da Marco Malvaldi ed edito da Sellerio.

Come ci spiega l'autore nella prefazione, trattasi di una raccolta di sei racconti, precedentemente pubblicati nelle antologie Sellerio e qui riuniti in un unico volume. Essi hanno come protagonisti Massimo (il "barrista" del BarLume) e i quattro vecchietti, assidui frequentatori del locale e appassionati di misteri, delitti e indagini "non autorizzate": Ampelio (nonno di Massimo); Aldo (ristoratore); il Del Tacca (ex dipendente comunale) e il Rimediotti (ex postino). 

Nella prima storia, "L'esperienza fa la differenza", i nostri protagonisti e tutti gli abitanti di Pineta si ritroveranno a fare i conti con un misterioso sabotatore di immondizie che, con il suo gesto, vorrebbe protestare contro la decisione dell'azienda di passare a svuotare i bidoni e i cassonetti una sola volta a settimana... quale sarà la sua identità e quale ragione si nasconde dietro al suo gesto?

In "Il Capodanno del cinghiale" Massimo, dopo una "goliardata" con un gruppo di amici nel Battistero di Pisa (tutti vestiti da frate) si ritroverà in commissariato inserito, assieme a tutti i suoi compagni, tra la lista dei sospettati per l'omicidio di una donna, fatta precipitare di proposito da una balaustra all'interno dello stesso edificio; mentre in "Azione e reazione" Aldo si ritroverà alla prese con un cliente davvero fastidioso che, a un certo punto, verrà misteriosamente ucciso.

Ne "La tombola dei troiai", invece, la vittima sarà un farmacista, e la sua vicenda si legherà a una speciale tombola natalizia, la cui lista di partecipanti si rivelerà determinante per riuscire a risolvere il caso; "Costumi di tutto il mondo" è, al contrario degli altri racconti, un lungo flashback, ambientato durante l'infanzia di Massimo, durante la quale verrà coinvolto in una tresca atta a smascherare la corruzione di une esponente delle forze dell'ordine, in merito alla posizione delle bancarelle durante gli eventi di paese; infine in "Aria di montagna" Massimo e la commissaria Alice si troveranno a indagare "a distanza" su un caso avvenuto nella località di vacanza nella quale sono ospiti Ampelio, il Del Tacca e il Rimediotti, che riguarda una donna dall'oscuro passato.

Sebbene non sia particolarmente amante delle antologie di racconti, ho deciso di leggere questo libro perchè appassionata della serie del BarLume, del quale ho letto tutti i romanzi e visto un episodio della serie tv (che conto di proseguire). Nonostante la brevità delle storie, mi sono appassionata a ciascuna di esse, ritrovando l'ironia e il mistero che tanto apprezzo nei romanzi di questa serie. Inoltre, le storie sono state inserite in ordine cronologio e quindi, gli amanti della serie potranno ritrovare, nei primi racconti, il commissario Fusco mentre, in quelli successivi, potranno approfondire meglio il rapporto che s'istaura tra Massimo e la nuova commissaria Alice. Un libro, quindi, che mi sento di consigliare soprattutto agli amanti della serie, nel quale potranno ritrovare gli elementi di maggior pregio che accomunano ques'opera con gli altri romanzi.

lunedì 20 luglio 2020

Amore & Misteri: 2 romanzi in uno

Cari lettori, con questo post voglio informarvi che già da qualche giorno è disponibile su Amazon una raccolta digitale che comprende i miei primi due romanzi ("Ops, c'è un messaggio per te" e "AAA cercasi disperatamente un lieto fine") che, per l'occasione, sono stati rieditati.

L'antologia rimarrà disponibile sullo store per tutta l'estate, al modico prezzo di 0,89 centesimi, oppure gratis se possedete l'abbonamento a Kindle Unlimited. Un'occasione per recuperare la lettura delle mie due storie, le prime che ho pubblicato, le quali mescolano amore e un pizzico di mistero, e che consiglio per una lettura rilassante e d'evasione. Di seguito, vi riporto le trame dei due romanzi:


OPS, C'E' UN MESSAGGIO PER TE

Milena è una ragazza che, fin dalla nascita, non ha mai lasciato il suo paese d'origine, un villaggio sulle montagne dove i suoi abitanti conducono uno stile di vita tipico dei secoli passati. Un giorno le si presenta l'occasione di vivere per un po' di tempo a Milano e, seppur con qualche dubbio, non si lascia scappare l'occasione. Ma i problemi non mancheranno, e Milena dovrà fare i conti con la sua coinquilina, un burbero scrittore, un posto di lavoro non soddisfacente con a capo una coppia di fidanzati snob, dei colleghi prevenuti nei suoi confronti. Ma la ragazza non si perde d'animo ma anzi, a modo suo, riuscirà a salvare dal fallimento il settimanale per il quale lavora. E dovrà pure fare i conti con uno strano messaggio d'amore indirizzato proprio a lei. La ricerca del suo misterioso ammiratore la porterà a conoscere Marcello, un ragazzo apparentemente perfetto, ma che nasconde un segreto. Riuscirà Milena a sopravvivere nella giungla metropolitana? Tra colpi di scena, malintesi e scoperte sconvolgenti la ragazza capirà che a volte basta poco per rimettere tutto in discussione, ma il destino a volte può riservare anche piacevoli sorprese. Un romanzo rosa chick lit, ironico e frizzante che unisce passato e presente, non senza per questo trascurare il futuro.

AAA CERCASI DISPERATAMENTE UN LIETO FINE

Jennifer è una ragazza insoddisfatta della propria vita: svolge una professione che non le piace, è fidanzata con un ragazzo che la tradisce e convive con una modella che la obbliga a seguire le sue assurde diete. Così, quando capisce che ha vinto il primo premio alla lotteria Italia, non ci impiega molto tempo a mandare tutti a quel paese e a impegnarsi ad acquistare uno splendido attico in centro a Milano ma... dopo un giorno ricco di soddisfazioni la ragazza si accorgerà che c'è stato un errore, e che non ha vinto proprio nulla! Cosa fare allora? Come rimediare ai danni che ha combinato? Tra le ricerche di un nuovo lavoro e la determinazione a volersi tirare fuori dai guai, la ragazza farà la conoscenza prima di Flora e poi della sorella Adelaide, un'anziana aristocratica dal carattere impossibile. Ma quando Jennifer conoscerà i drammi suo passato, cercherà di aiutare l'anziana più che può, allettata da una cospicua ricompensa in denaro che potrebbe risolvere magicamente tutti i suoi problemi. E per raggiungere i suoi obiettivi la ragazza, aiutata dall'affascinante Nicola (nonchè nipote del proprietario dell'attico acquistato), vivrà una serie di avventure finalizzate a coronare (forse) il suo più grande obiettivo: raggiungere un lieto fine perfetto per iniziare un nuovo capitolo, altrettanto meraviglioso, della sua vita.

venerdì 17 luglio 2020

Luglio: La colazione dei canottieri di Renoir

Cari lettori, il post di oggi è dedicato alla mia rubrica mensile dedicata all'arte. Questo mese ho deciso di parlarvi di una delle mie opere preferite di Pierre-Auguste Renoir, "La colazione dei canottieri", conservata a Washington (Phillips Collection).

Il dipinto venne esposto per la prima volta nel 1923, il quale suscitò sin da subito l'ammirazione del collezionista Duncan Phillips, che non perse tempo ad acquistarlo e ad inserirlo nella sua collezione.

Il quadro rappresenta la veranda del ristorante dei Fournaise sull'isola di Chatou, frequentato dai canottieri parigini, che in quel posto si dedicavano al riposo e allo svago conviviale. Nella scena i canottieri e i loro amici hanno appena finito di mangiare (sul tavolo sono presenti resti di cibo) e stanno chiacchierano. In alto a sinistra si può notare uno scorcio della Senna e delle barche che solcano il celebre fiume parigino.

I personaggi ritratti nel dipinto erano amici di Renoir: in primo piano si può notare una ragazza che gioca con il suo cagnolino (la modella sarà la futura moglie di Renoir), la quale è osservata da un canottiere (il pittore Caillebotte). Un altro canottiere con la barba è appoggiato alla balaustra a sinistra (trattasi del figlio del proprietario del ristorante). Al tavolo sono inoltre presenti altri due amici (i modelli sono Angele, una delle più note modelle dell'artista, e un giornalista). 

Sullo sfondo si notano altri gruppi di persone. L'uomo rappresentato di schiena con il cappello è il barone Raoul Barbier, un ex ufficiale di cavalleria e la giovane con la quale conversa pare essere la figlia del proprietario del locale. Di fronte a Barbier è presente l'attrice Ellen Andrée, dipinta mentre beve. Sullo sfondo compaiono l'editore della Gazette des beaux-arts che chiacchiera con il poeta e critico Laforgue. La donna sullo sfondo a destra è l'attrice Jeanne Samary, la quale nel dipinto conversa con il Ministro degli Interni Lestringuez e l'artist Paul Lhote.

Renoir realizzò questo quadro con grandi pennellate che, secondo la tecnica impressionista, spingono l'osservatore a valutare l'insieme del dipinto, senza soffermarsi sui dettagli. Molto utilizzati sono i colori primari: da notare i cappelli gialli, il blu dei vestiti e il rosso degli accessori feminili. Da notare, inoltre, la presenza non solo di ritratti, ma anche di scorci paesaggistici e di natura morta.

Emblematica è anche l'inquadratura dell'opera, che risulta essere di tipo fotografico: i soggetti, infatti, non sono in posa, ma pare che vengano ritratti senza la loro consapevolezza, conferendo in questo modo un senso di spontaneità e naturalezza alla scena.

Ho sempre amato questo dipinto, sin da quando l'ho studiato a scuola: mi comunica allegria e solarità, e per questo ho deciso di proporvelo in uno dei mesi più caldi dell'anno per eccellenza. Purtroppo non ho mai avuto l'occasione di ammirarlo dal vero, ma già aver approfondito la sua conoscenza attraverso la scrittura di questo post mi ha soddisfatto! 

E voi, conoscete quest'opera? Avete avuto la fortuna di vederla o preferite altri generi di dipinti? Se vi va, raccontatemi la vostra opinione, nel frattempo vi dò appuntamento al prossimo mese con il nuovo post di questa rubrica!

Fonti: