lunedì 9 marzo 2026

Ti regalo le stelle

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Ti regalo le stelle" di Jojo Moyes, edito da Mondadori.

La storia è ambientata in America, negli anni Trenta del Novecento, e ha come protagonista la giovane inglese Alice, che si è trasferita negli Stati Uniti dopo aver sposato un ragazzo di Baileyville, nel Kentucky .

Quello che avrebbe dovuto essere l'inizio di una nuova vita piena di amore e di emozioni, lontana dalla rigidità dei salotti inglesi, per Alice sarà solo il principio di un incubo. La grande villa nella quale si ritrova a vivere è infatti del suocero che, rimasto vedovo, gestisce il menage familiare con invadenza, mentre Bennet pare non ritenerla degna nemmeno di un bacio o una carezza. Padre e figlio sono a capo di un grande giacimento minerario della città e anche in quel luogo si riflettono le stesse dinamiche di comando.

La quotidianità di Alice subirà uno scossone quando deciderà di lavorare presso la biblioteca circolante del paese, una nuova realtà voluta dal governo centrale per permettere la diffusione di libri e cultura anche tra le famiglie che vivono nelle zone più remote del paese. 

Lì la nostra protagonista conoscerà la vera anima della biblioteca, Margery O'Hare, figlia di un violento distillatore fuorilegge morto da tempo. Margery è una donna indipendente che sebbene, viva una relazione con un uomo onesto e gentile, non è intenzionata a sposarsi e non si pone alcun problema nel trascorrere la maggior parte delle sue giornate a cavallo per distribuire libri. 

Alice stringerà subito un forte legame con lei, ma anche con le altre bibliotecarie, come l'intraprendente Beth, l'aspirante cantante Izzy (che soffre per la sua condizione di poliomietica) e Sophia, vittima di pregiudizi per la sua pelle scura. A loro poi si unirà Kathleen, una tra gli utenti più affezionati, vittima purtroppo di una precoce vedovanza.

Attraverso il progressivo freddo dell'autunno, la rigidità dell'inverno, le abbondanti piogge della primavera e il caldo asfissiante dell'estate, le bibliotecarie non smetteranno mai di ditribuire romanzi, libri di ricette, storie per bambini, ma anche libretti considerati licenziosi per il tempo, scritti da donne che parlano alle donne in un contesto dove non si vede di buon occhio il fatto che il sesso femminile sia informato e consapevole del proprio corpo e dei propri diritti.

E sarà proprio questo che determinerà una forte frattura tra Alice e la famiglia che ha sposato, portandola a compiere una scelta drastica, che rivoluzionerà la sua vita, ma anche quella delle persone che le vogliono bene. Prima fra tutti Margery, verso la quale l'anziano padre di Bennet nutre un profondo senso di vendetta, ma anche Fred, proprietario della struttura che raccoglie tutti i libri e che, dopo la presa di posizione di Alice, inizierà a provare per lei sentimenti che sarebbe meglio soffocare.

Era da molto tempo che volevo recuperare la lettura di questo romanzo, sia perchè anni fa avevo letto un libro di questa autrice che mi era piaciuto molto sia perchè anche io ho lavorato come bibliotecaria, anche se in quelle comunali. Quest'anno, grazie al buon proposito di dedicarmi ad alcuni libri presenti da anni in wish list, ho deciso che era giunto il suo momento e, anche questa volta, posso affermare di essere stata molto contenta di averlo scelto. 

Penso che il punto di forza del romanzo sia il profondo legame istauratosi tra le bibliotecarie, donne molto diverse tra loro ma accomunate dal desiderio di essere sè stesse, al di là delle concezioni maschiliste del tempo. Anche l'importanza data ai libri e al loro essere veicolo di cultura è un tema sentito il quale, unito a quello femminista, fa comprendere ancora di più come il sapere possa portare a una maggiore consapevolezza e, nello stesso tempo, come questo sia mal visto da coloro a cui interessa manipolare masse ignoranti. Questo purtroppo, anche se a distanza di anni rispetto all'ambientazione cronologica di questa storia, è un argomento quanto mai attuale e permette quindi al lettore di sviluppare riflessioni che affondano la loro radici anche in contesti contemporanei. 

Un altro elemento da me molto gradito è stato il modo attraverso il quale è stato inserito il paesaggio all'interno della trama. Nel testo è molto presente, soprattutto nelle parti in cui si parla dei viaggi delle bibliotecarie, e ciò aiuta a renderlo molto vivido nella mente di chi legge. 

Unica nota negativa, a mio parere ovviamente, sono le eccessive descrizioni, che a tratti rallentano la trama  e appesantiscono la narrazione. Anche visivamente, molte pagine sono piene di scritte, a scapito degli scambi dialogici. Tutto questo, però, viene livellato da un lessico curato e nello stesso tempo semplice e scorrevole.

A parte questo piccolo dettaglio, la storia è davvero coinvolgente e la consiglio vivamente soprattutto a chi cerca una lettura che mescola diversi eventi e tematiche, tutti convergenti sull'importanza della conoscenza, unica arma in grado di uccidere ignoranza e pregiudizi. 


DELLA STESSA AUTRICE

L'ultima lettera d'amore

giovedì 19 febbraio 2026

Il buio oltre la siepe

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata a un classico della letteratura americana, "Il buio oltre la siepe", scritto da Harper Lee ed edito da Feltrinelli.

La storia è ambientata a Maycomb, un paesino immaginario dell'Alabama, durante i primi anni Trenta del Novecento e la voce narrante delle varie vicende è di Scout, una bambina che frequenta le scuole elementari dal temperamento sveglio e ribelle, che ama giocare all'aperto con il fratello maggiore Jem. I due vivono assieme al padre Atticus, di professione avvocato, e la domestica Calpurnia. La madre invece è morta quando erano piccoli.

Nella prima parte del romanzo il lettore si troverà immerso nelle vicende quotidiane dei due bambini, alle prese con la scuola, i compagni, i giochi estivi in compagnia dell'amico Dill e i rapporti con i loro vicini di casa. In particolare, Scout e Jem sono incuriositi dalle dicerie che riguardano Boo Radley, un uomo che, dopo una giovinezza complicata, vive rinchiuso in casa. I due escogiteranno diverse strategie per spingerlo a uscire, anche se inutilmente.

La curiosità nei confronti di quell'uomo, giudicato "diverso" dalla società, farà da collegamento al filo conduttore della seconda parte del libro, quella più corposa, che metterà di fronte il lettore ai pregiudizi delle persone verso chi è giudicato non conforme alla società dominante. 

Il padre dei bambini, infatti, si troverà a difendere Tom Robinson, un appartenente alla comunità afroamericana accusato di un tentativo di stupro nei confronti di una ragazza bianca. Sebbene Atticus riesca a dimostrare con argomentazioni incontrovertibili l'innocenza dell'uomo, la pelle nera di quest'ultimo e i pregiudizi di uno Stato che porta con sè i retaggi di un radicato razzismo renderanno il processo un vero e proprio evento che coinvolgerà l'intera comunità, incapace di concepire l'innocenza di Tom.

Lo stesso Atticus diverrà oggetto di scandalo, in quanto definito "negrofilo", e anche a scuola i suoi figli saranno oggetto di scherno. E non solo...

Era da tantissimo tempo che desideravo leggere questo romanzo, addirittura dal 2016, anno di apertura del blog. Dato anche il proposito di recuperare alcuni romanzi della mia wish list, ho deciso finalmente di immergermi tra le sue pagine e mai scelta è stata più azzeccata. 

Il contesto dell'America durante gli anni della Grande Depressione è sempre in grado di catturare la mia attenzione e i temi trattati sono capaci di parlare ai lettori di ogni luogo e tempo. La scelta di narrarli attraverso il punto di vista di una bambina conferisce loro originalità e permette ancora di più di comprendere l'insensatezza della cosiddetta "paura del diverso", che investe non solo la figura di Tom Robinson e della comunità a cui appartiene, ma anche la stessa Scout (lontana dal prototipo di "brava bambina" e più vicina al ruolo di "maschiaccio"), il vicino Boo Radley e la domestica Calpurnia (anch'ella donna di colore).

A tal proposito, Atticus è una figura moderna, ma purtroppo inserita in un contesto che ancora non comprende il suo pensiero e che per questo lo relega a un ruolo di "antieroe". Consapevole dell'insensatezza del razzismo farà di tutto per scagionare Tom definendo quell'incarico  "la causa della vita". Accetterà inoltre la figlia per quello che è, evitando di imporle di diventare una "brava signorina", nonostante le insistenze della sorella e delle signore del vicinato. Inoltre concepirà Calpurnia non solo come una semplice dipendente, ma anche una sorta di madre per i due figli. Per questi motivi penso che il personaggio di Atticus sia il più sfaccettato e interessante dell'intera opera ed è stato molto appassionante comprendere le sue azioni e i suoi pensieri attraverso le parole della figlia Scout. 

Anche lo stile semplice e scorrevole è in grado di catturare l'attenzione di chi legge,  ma sono soprattutto gli spunti di riflessione che è in grado di suscitare attraverso le tematiche affrontate, legate al concetto di uguaglianza in rapporto all'unicità presente in ognuno di noi, a rendere questo libro un classico che, a mio parere, ogni lettore dovrebbe leggere almeno una volta nella vita.

lunedì 9 febbraio 2026

La strada giovane

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo di Antonio Albanese "La strada giovane", edito da Feltrinelli.

La storia è basata su fatti realmente accaduti e ha per protagonista Nino, un giovane siciliano che dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 viene catturato dai tedeschi e mandato in un campo di prigionia in Austria.

In quel posto, dove ogni giorno si trova davanti a soprusi e violenze, Nino stringerà una forte amicizia con il toscano Lorenzo, che lo persuaderà a fuggire. I due, ai quali si unirà una terza persona detta "Il Piemontese", sfrutteranno la preparazione dei festeggiamenti di Capodanno per mettere in pratica il piano di fuga progettato da Lorenzo. 

E ciò sarà solo il primo atto di un percorso che porterà il nostro protagonista ad attraversare tutta l'Italia per poter finalmente tornare a casa. Nei suoi pensieri l'amata famiglia, il negozio di panetteria dei genitori, gli amici e, soprattutto, Maria Assunta, la ragazza che ha sposato poco prima di partire per la guerra. 

Saranno i ricordi del passato e l'attesa di un futuro migliore a mantenere viva la speranza di Nino, messa a dura prova dalle difficoltà del presente. Il ragazzo, infatti, nel suo cammino troverà diverse insidie, che più di una volta lo porteranno a dubitare della possibilità di sopravvivere. 

Stremato dalla durezza della guerra e della prigionia, senza considerare la fame costante che non lo abbandona mai, il giovane verrà messo in pericolo anche per i suoi occhi chiari e i capelli biondi, che lo rendono troppo simile a un tedesco in mezzo a un popolo che non sa più distinguere gli alleati dai nemici. 

Per scoprire se Nino riuscirà a sopravvivere e a ricongiungersi con i suoi cari, vi invito a leggere questo breve romanzo, che ho trovato molto interessante e in grado di coinvolgermi pienamente in una vicenda che affonda le proprie radici in un capitolo buio della nostra Storia. 

Conoscevo l'autore per la sua fama di comico e non sapevo fosse anche uno scrittore. Ho scoperto l'esistenza del libro su alcuni blog che seguo e sono davvero contenta di essermi cimentata anch'io con la lettura di questo romanzo. Penso che le storie basate su fatti realmente accaduti abbiano una marcia in più e anche questa lettura non fa eccezione.

I capitoli brevi e lo stile scorrevole conferiscono un ritmo concitato alla narrazione, e la scelta di alternare il presente con i ricordi del passato permette di delineare al meglio la figura di Nino, facendo anche comprendere come siano i valori dell'amore, dell'affetto e l'attaccamento al suo mondo a dargli la spinta per andare sempre avanti. 

Purtroppo in alcuni passaggi la sottile demarcazione tra i due piani temporali appare poco delineata, creando così una leggera confusione che costringe il lettore e rileggere alcuni passaggi ma, nonostante questo, è un libro che consiglio vivamente di leggere.

Sono consapevole che su questo periodo storico la letteratura sia sterminata, ma penso che sia importante non smettere mai di incrementarla con testimonianze che ci permettono di tenere a mente un concetto fondamentale, che non dovrebbe mai essere dimenticato: l'importanza della pace, che deve sempre prevalere sugli orrori e la disumanità della guerra.

lunedì 2 febbraio 2026

Teddy

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Teddy", scritto da Jason Rekulak ed edito da Giunti.

Protagonista di questo paranormal thriller è Mallory, una giovane segnata da un tragico evento che l'ha portata a diventare tossicodipendente. 

Dopo un lungo periodo di riabilitazione, però, sembra in procinto di riprendere in mano la propria vita, così una delle persone che collabora con il centro di recupero le propone un colloquio come baby sitter presso una famiglia amica di alcuni conoscenti, i Maxwell.

Nonostante i propri trascorsi, Mallory sarà assunta. Inizierà quindi a lavorare nella bellissima casa di quella famiglia così cordiale, la quale le offrirà anche un'abitazione, una piccola dépandance situata in giardino. Il bambino a cui deve fare da baby sitter, Teddy, è molto dolce e nonostante la timidezza riesce a legarsi alla ragazza. 

Sembrerebbe che nulla possa turbare la tranquillità delle sue giornate, ma la nostra protagonista non tarderà ad accorgersi di alcune stranezze che riguardano il bambino. Egli, infatti, parla sempre di un'amica immaginaria, Anya, e più volte lo sente fare dei veri e propri discorsi quando sale nella sua camera per fare il riposino. Ma sarà quando i suoi amati disegni, da semplici e infantili, si faranno sempre più complessi e artistici, che la nostra protagonista inizierà a sospettare la presenza di forze soprannaturali che si impossessano di lui. 

Ben presto Mallory verrà a sapere che la piccola abitazione in cui soggiorna era abitata da una ragazza scomparsa misteriosamente e per questo si convincerà che quella vicenda irrisolta abbia un legame con gli strani disegni di Teddy. Immagini che parrebbero raccontare una storia, ma che i genitori si rifiutano di considerare, scioccati dalle insinuazioni della ragazza, che guardano con sospetto a causa dei suoi trascorsi con la droga.

Aiutata da un nuovo amico e da una vicina di casa specializzata in sedute spiritiche, Mallory verrà risucchiata in una vicenda dagli oscuri risvolti. Una storia che la coinvolgerà a tal punto da farle rischiare di precipitare ancora una volta nell'abisso da cui era uscita...

Era da un po' che volevo leggere questo romanzo. Nonostante non sia una vera e propria amante degli elementi paranormali, la trama mi aveva subito incuriosita, senza contare i numerosi pareri positivi letti in rete.

E ora posso finalmente confermare che la vicenda narrata mi ha coinvolta davvero tanto e che fino alla fine non avevo idea di come potesse terminare. Il colpo di scena che dà una svolta decisiva alla trama è davvero geniale e mi ha colta di sorpresa. Anche i disegni intercalati tra le pagine sono un espediente originale. Non sono accessori, ma veri e proprio elementi portanti, integrati perfettamente all'intreccio del romanzo.

Lo stile è semplice, ma curato e scorrevole, capace di avvinghiare il lettore in un crescendo di curiosità e tensione. Non mancano nemmeno spunti di riflessione, incentrati sull'amore e le relazioni familiari, ma su questo preferisco mantenermi vaga per evitare spoiler. 

Un romanzo, quindi, che racchiude in sè diversi elementi che lo rendono una lettura piacevole, sorprendente e riflessiva e che per questo vi consiglio vivamente di leggere.

lunedì 19 gennaio 2026

Una di famiglia

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Una di famiglia", scritto da Freida McFadden ed edito da Newton Compton.

Trattasi di un thriller con ambientazione domestica, del quale in questi giorni è anche uscito il film al cinema, che viene narrato da due punti di vista, quello di Millie e quello di Nina.

Millie è una ragazza in libertà vigilata dopo dieci anni di carcere. Ha appena perso il suo lavoro di barista e, a causa delle esigue finanze, vive in macchina. Perciò, quando scopre che il suo colloquio come domestica presso una ricca famiglia americana è andato a buon fine, non vede l'ora di lasciarsi alle spalle quel momento di difficoltà e di dare il via a un nuovo capitolo della propria vita.

Una volta trasferitasi a casa Winchester, però, Millie si renderà conto che in quella famiglia ci sono parecchi problemi. Nina, la padrona di casa, soffre di crisi isteriche improvvise che la rendono il suo bersaglio. La figlia della donna, Cecelia, è viziata e la tratta con disprezzo. Senza contare l'angusta camera in solaio che le è stata assegnata come dormitorio. Ha solo una piccola finestrella che non si può aprire e, cosa ancor più inquietante, si chiude solo dall'esterno.

L'unica persona equilibrata è il marito, l'affascinante signor Winchester, che pare rassegnato dal comportamento della moglie ed è solidale con Millie, soprattutto nei momenti in cui Nina tenta in tutti i modi di metterla in difficoltà.

La ragazza fatica a sopportare la situazione, ma avendo assoluta necessità di uno stipendio deciderà di stringere i denti, sebbene anche il giardiniere di origine italiana, che parla pochissimo perchè non conosce la loro lingua, tenti più volte di metterla in guardia. E nonostante le inquietanti voci che circolano tra le conoscenti di Nina riguardo a un evento del passato della donna che l'ha portata a un ricovero psichiatrico.

Pagina dopo pagina il lettore si troverà coinvolto nelle inquietanti dinamiche di quella famiglia, assistendo ai tentativi di adattamento di Millie a quell'ambiente così difficile, nel quale può contare solo sull'empatia del signor Winchester. Un sentimento che, con il passare dei giorni, si trasformerà in una forte attrazione...

Era da molto tempo che desideravo leggere questo romanzo e, complice anche il buon proposito di dedicare quest'anno alla lettura di una maggior quantità di gialli e thriller, ho deciso di recuperare subito questo romanzo, che ha saputo coinvolgermi dall'inizio alla fine in una vicenda dalla quale mi risultava difficile staccarmi per dedicarmi ad altro.

Come avete compreso dalla trama, inizialmente la vicenda si apre in modo abbastanza ordinario. Ma, non appena il punto di vista di Millie lascerà il posto a quello di Nina, il lettore verrà investito da una serie di colpi di scena che gli faranno riconsiderare l'intera vicenda. 

Ammetto che, da lettrice e scrittrice di romanzi di questo genere, avevo intuito il primo, inaspettato, risvolto. Al contrario, quelli successivi mi hanno stupita così tanto che fino alla fine non avevo idea di come si sarebbe conclusa la storia. 

Ho apprezzato molto la caratterizzazione psicologica sia di Millie sia di Nina, due donne dal carattere opposto, con delle storie di vita diverse ma in grado di catturare allo stesso modo l'interesse del lettore. Sono personaggi con luci e ombre, non totalmente positive o negative, e questo le rende molto umane e reali.

Lo stile dell'autrice è semplice, scorrevole e nello stesso tempo ricco di riferimenti visivi che permettono a chi legge di immedesimarsi pienamente  nelle scene narrate. Ho gradito molto anche la scelta di svelare a poco a poco il passato e i segreti che ogni personaggio porta con sè, aumentando così la suspance che avvinghia il lettore fino all'ultima pagina.

Un romanzo, quindi, che mi ha regalato la storia che stavo cercando, inquietante e ricca di colpi di scena, e che per questo consiglio soprattutto a coloro che amano i thriller che hanno come sfondo l'ambiente familiare e i segreti che si celano dietro una famiglia apparentemente perfetta.

mercoledì 14 gennaio 2026

Miracolo nella Quinta Strada

Cari lettori, la prima recensione del 2026 è dedicata al romanzo "Miracolo nella Quinta Strada", scritto da Sarah Morgan ed edito da Harper Collins.

Trattasi di un romance natalizio ambientato a New York che ha per protagonista Eva, una ragazza molto solare che crede fermamente nell'amore e desidera con tutta sè stessa trovare l'uomo che le farà battere il cuore per sempre. 

Purtroppo non possiede una famiglia biologica: l'unica parente in vita era la nonna, che è morta da qualche anno lasciandole un profondo dolore. 

La giovane può comunque contare sull'affetto profondo delle sue amiche Paige e Frankie, con le quali ha fondato un'agenzia che ha il compito di accontentare le esigenze dei suoi clienti. E sarà proprio per adempiere all'incarico fornitole da un'anziana signora, che un giorno si recherà nell'appartamento di un celebre e affascinante scrittore di thriller, Lucas Blade, al fine di addobbare l'ambiente per Natale. Peccato che lo scrittore non si trovi in Canada come tutti credono, ma si è rifugiato proprio in quell'abitazione in preda al cosiddetto "blocco dello scrittore". 

L'uomo, che dopo la morte della moglie è diventato cinico e disilluso nei confronti dell'amore, scambierà la giovane per una ladra, per poi mostrare tutto il fastidio per la sua presenza una volta chiarita la situazione.

Una tempesta di neve, però, costringerà  Eva a fermarsi. Nei giorni successivi, interagendo con lei, Lucas riuscirà a recuperare la creatività, comprendendo in questo modo l'importanza della presenza della giovane. D'altro canto, sempre più attratta da lui, Eva comincerà a provare dei sentimenti importanti verso quel ragazzo, con il quale le viene semplice confidarsi nonostante le diversità caratteriali e le idee opposte sull'amore e le relazioni. 

Riusciranno Eva e Lucas a fare chiarezza nei loro cuori e a comprendere cosa è meglio per loro?

Dopo aver letto un romance natalizio che non mi aveva particolarmente soddisfatta, ho deciso di ripetere l'esperienza scegliendo un libro di un'autrice di cui avevo letto pareri entusiasti ma della quale non avevo mai letto nulla. A lettura ultimata, posso affermare di aver fatto la scelta giusta.

La storia è molto semplice, ma non frivola e banale. I due protagonisti sono ben delineati, anche psicologicamente, e ho molto apprezzato l'evoluzione di Lucas e la sua progressiva apertura verso Eva, che porterà alla luce un colpo di scena che non mi aspettavo. Sebbene sia composto da capitoli molto lunghi, lo stile dell'autrice è molto fluido e le pagine scorrono una dopo l'altra con estrema facilità. L'ambientazione newyorkese nel periodo natalizio è ben amalgamata alla trama, fornendo così il giusto tocco a una storia d'amore nello stesso tempo dolce e complessa, capace di far maturare entrambi i protagonisti.

Per questi motivi, anche se le feste natalizie sono ormai concluse, vi consiglio la lettura di questo romanzo che, personalmente, mi ha lasciato anche il desiderio di recuperare i libri dedicati alle due amiche di Eva, Paige e Frankie. 

giovedì 1 gennaio 2026

Buoni propositi letterari 2026

Cari lettori, buon 2026 a tutti e tanti auguri al mio blog, che proprio oggi raggiunge un traguardo importante... i dieci anni!

 

 

Da quel capodanno 2016 a oggi ci sono state molte letture e altrettante recensioni, diverse rubriche e scambi di opinioni. Con gli anni il mio angolino è riuscito nel suo intento, ovvero quello di diventare un diario delle mie letture e nello stesso tempo uno spazio per tutti coloro che abbiano voglia di leggere i miei post e di condividere le proprie opinioni. Per questo, ogni anno mi riservo questo momento anche per ringraziare tutti i miei lettori, che siano fissi o meno, commentatori o silenziosi. 

Ma, come ogni primo dell'anno, ecco la mia lista di buoni propositi letterari, raggruppati in letterari, relativi al blog e dedicati alla mia attività di scrittrice.

 

 

BUONI PROPOSITI LETTURA

1. Leggerò più romanzi gialli e thriller, il genere di cui ho scritto negli ultimi anni ma che dal punto di vista di lettrice ho un po' trascurato;

2. Mi dedicherò alla lettura di qualche altro romanzo di Viola Ardone e Lorenza Gentile, due autrici che ho avuto modo di apprezzare ma delle quali ho letto solo un romanzo ciascuna;

3. Riserverò parte dell'estate alla dilogia di Tabea Bach, la cui trilogia mi ha fatto viaggiare con la fantasia in luoghi meravigliosi lo scorso agosto;

4. Proseguirò con la lettura della saga dei Clifton di Archer;

5. Proverò sempre a tenere un equilibrio tra nuove letture (soprattutto dei nuovi romanzi delle mie serie preferite) e libri più vecchi che stazionano da anni nella mia wish list, con una leggera preponderanza verso questi ultimi.


BUONI PROPOSITI BLOG

1. Anche quest'anno, sulla scia degli anni passati, proseguirò a recensire le mie letture sul blog, tenendone in contemporanea il conto su Goodreads, nel quale valuterò i vari libri con le stelline.

 

BUONI PROPOSITI SCRITTURA

1. Terminerò la riscrittura di un mio vecchio romanzo giallo (al momento ho quasi raggiunto la metà);

2. Inizierò l'editing professionale una volta terminato di riscriverlo;

3. Se decidessi di autopubblicare il romanzo a cui mi sono dedicata negli ultimi anni, opzione al momento più plusibile, lo farò in primavera, tra aprile e maggio.

 

E questo è tutto: niente obiettivi proibitivi ma piccoli compiti che, sono certa, alieteranno il mio 2026.

Voi, invece, siete soliti stilare una lista di buoni propositi o preferite non fare programmi? Se la fate, vi limitate ai libri e alla lettura oppure vi estendete anche ad altri aspetti della vostra vita?

Se ne avete voglia, raccontatemelo nei commenti, nel frattempo vi rinnovo i miei più sentiti auguri per un 2026 ricco di buoni libri, ma anche serenità, felicita, amore e salute!