Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo di Anna Premoli, "Tutto troppo misterioso", edito da Newton Compton.
Sebbene i due siano intenzionati a non incontrarsi più (Marco non vuole legami, oltre a sentirsi estraneo al mondo di Jeanne), il destino farà incrociare ancora una volta le loro strade.
Un giorno, infatti, Jeanne si recherà a casa di Eugenio (un amico di sua nonna) per fargli un ritratto e, con grande spavento, si renderà conto che l'anziano novantenne è stato ucciso. E sarà proprio Marco a occuparsi del caso.
La ragazza si renderà conto inoltre che è sparito un quadro della vittima, un dipinto di ambientazione milanese realizzato dal pittore Inganni. Di esso è rimasta solo la cornice, sulla quale si scoprirà la presenza di una frase misteriosa.
Sfruttando le sue conoscenze del mondo dell'arte, per Jeanne non sarà difficile iniziare a collaborare con l'ispettore e la sua squadre per capire se il furto del dipinto possa essere legato all'omicidio di Eugenio.
Ciò li porterà a relazionarsi con gli amici della vittima, un gruppo di anziani dai modi d'altri tempi che svelerà loro ciò che potrebbe nascondersi dietro al quadro di Inganni e a quella frase sibillina, ovvero n mistero legato a una vicenda risalente addirittura ai tempi delle Cinque giornate di Milano, per il quale qualcuno è stato disposto addirittura a uccidere.
Tra visite a musei d'arte e cripte antiche, discorsi con studiosi e visite a chiese, Jeanne e Marco cominceranno a trascorrere molto tempo insieme, facendo emergere di nuovo un'intensa mai del tutto assopita.
Riusciranno i due a resistere a ciò che provano? E per quale motivo, a differenza di Jeanne, Marco vuole resistere a ciò che sente per la ragazza?
Dopo averli conosciuti nei romanzi precedenti, mi è piaciuto molto leggere una storia con loro come personaggi principali. Trovo che l'autrice sia stata molto abile nel costruire una trama in cui mistery e romance sono in perfetto equilibrio tra loro, senza prevalere l'uno sull'altro ma intrecciandosi in una storia capace di coinvolgere il lettore dalla prima all'ultima pagina, grazie anche a uno stile molto curato e scorrevole.
Nonostante a un certo punto avessi capito chi fosse l'assassino di Eugenio, ho trovato l'indagine molto ben costruita e, dato che abito vicino a Milano, il fatto che questa si svolgesse proprio nel capoluogo lombardo, ha fatto sì che il mio intereresse aumentasse ancora di più.
Ho apprezzato anche la caratterizzazione psicologica dell'ispettore Martini e del percorso di crescita avvenuto nel corso della storia.
Per questo, vi consiglio vivamente la lettura non solo di questo libro, ma anche dei due romanzi precedenti (protagonisti sono il fratello e la migliore amica di Jeanne, che si ritrovano con piacere anche in questa storia), soprattutto se, come me siete, amanti dei cosiddetti "mistery romance".
DELLA STESSA AUTRICE
L'amore non è mai una cosa semplice













