martedì 22 maggio 2018

In lettura... #21

Cari lettori, eccoci giunti al consueto appuntamento del martedì, quello in cui vi racconto quello che sto leggendo:

Tornare a leggere le avventure della ghostwriter Vani è sempre un gran piacere! In questo quarto libro il lettore troverà una Vani un po' diversa dal solito, una Vani molto più felice (anche se al momento non vi voglio svelare il perchè), ma non per questo meno coinvolta in problematiche avventure, complici il suo ex Riccardo e la sua "amata" sorella Lara. Non mancheranno nemmeno capitoli dedicati al lavoro della nostra protagonista, questa volta alle prese con un thriller pieno di sesso, azione e mirabolanti imprese. Il romanzo è davvero piacevole da leggere, complice anche lo stile dell'autrice, che considero una delle migliori scrittrice italiane del momento. 


E voi cosa state leggendo? Uno o più libri? Vi stanno piacendo? Se vi va raccontatemelo nei commenti!

lunedì 21 maggio 2018

La lanterna dell'amicizia- In attesa di una risposta

Cari lettori, come ogni lunedì, ecco un nuovo capitolo della mia breve storia per bambini, intitolata "La lanterna dell'amicizia"; il capitolo che vi propongo oggi è il quarto e s'intitola "In attesa di una risposta":



Per Amina non fu difficile procedere alla spedizione, una volta trovata la risposta a quella domanda. Grazie alla sua maestra sapeva come compilare una busta, indicando il mittente e il destinatario, e applicare il francobollo, che le era stato allegato. Al suo interno inserì un solo biglietto bianco, con la scritta “Vorrei una bambola”. Poi, quando i suoi genitori uscirono di casa per andare ognuno nei rispettivi luoghi di lavoro, nel quarto d’ora di tempo che precedeva l’arrivo di Martina, Amina ne approfittò per uscire di casa e per raggiungere di corsa una delle poche cassette delle lettere che ancora era sopravvissuta negli anni. Per fortuna si trovava in fondo alla sua via, così fece tutto molto in fretta e nessuno si accorse di nulla. 

 I giorni seguenti assunsero una sfumatura diversa per la bambina: anche se le ore si rincorrevano uguali, anche se si annoiava tutto il giorno, anche se Martina continuava a non considerarla, anche se i suoi genitori erano sempre più stanchi e la sera andavano quasi sempre a dormire molto presto, ora Amina aveva un segreto da conservare tra sé e sé, e una speranza, quella di poter ricevere un regalo e di poter mantenere ancora un contatto con il suo misterioso interlocutore.

 A volte si soffermava a fantasticare su quella persona: chi poteva mai essere? Magari una bambina? O una persona che, come lei, veniva da lontano e si sentiva sola, nonostante vivesse in una grande città come Milano? Ma per Amina il quesito più importante era: avrebbe esaudito il suo desiderio? Le avrebbe veramente regalato una bambola? 

 Intanto erano già passati dieci giorni e non era successo niente. L’indirizzo a cui aveva spedito la lettera era di Milano, non sapeva ricondurre la via a una zona precisa della città, ma comunque non sarebbe dovuto passare tutto quel tempo. O forse sì? Perché mai non aveva domandato alla sua maestra quanto tempo ci impiegava una lettera ad arrivare a destinazione?

 Ormai conosceva l’ora in cui il postino compiva il quotidiano viaggio nella sua via e, tutti i giorni, correva al balcone per vedere se inseriva qualcosa nella cassetta delle lettere della sua famiglia. Dopo circa dieci giorni di appostamenti, quando ormai aveva perso ogni speranza, una mattina, vide dalla finestra il postino inserire una busta voluminosa nella cassetta delle lettere, e così il suo cuore cominciò a batterle per l’eccitazione. Certo, da quella distanza non poteva capire se il pacco era stato inserito proprio nella parte riservata alla sua famiglia, ma ormai un vago senso di ottimismo si era impadronito di lei.

 Così, dato che era da poco passato mezzogiorno e Martina stava cucinando il loro pranzo, guardando la televisione e parlando al telefono con un’amica nello stesso momento, Amina riuscì di nascosto a sgattaiolare fuori di casa e a raggiungere la zona delle cassette delle lettere. Quando si accorse che il grosso pacchetto era stato inserito proprio nello spazio riservato alla sua famiglia, e a chiare lettere era indicato il suo nome sul dorso, per poco non lanciò un urlo di gioia. Lo prese subito, se lo infilò sotto la maglietta, come per proteggerlo da occhi indiscreti, e salì le scale più velocemente possibile, mentre la curiosità la stava divorando come non mai. 

 Una volta rientrata in casa riuscì a nascondere il pacco sotto il cuscino del suo letto e, come se nulla fosse successo, mangiò con Martina cercando di trattenere tutta la sua curiosità. Nel pomeriggio, non appena la babysitter si incantò a guardare la televisione, Amina andò in camera e aprì il misterioso pacchetto, ricoperto da una carta ruvida e marroncina, che conteneva niente popò di meno che… ma una bellissima bambola, talmente carina che la bambina rimase senza fiato. Magari quella persona era una sorta di fata, perché era proprio quella era proprio la bambola che aveva da sempre desiderato, almeno fin da quando aveva messo piede in Italia: un corpicino non troppo alto, con i capelli lunghi biondi, gli occhi azzurri, il fisico un po’ magro ma ben delineato e con un delizioso vestitino a fiori tutto colorato. Ed era anche un gioco nuovo, dato che si trovava in una scatola. 

 Amina non aveva mai posseduto un giocattolo appena comprato, nemmeno in Libia, dove tutti i suoi giochi le erano stati passati dalla cugina. Questo le portò ancora più gioia e da quel momento in poi non si staccò più dalla sua nuova amica. Quando Martina le chiese da dove venisse quel gioco nuovo Amina le rispose che glielo avevano regalato i suoi genitori e quando la madre le formulò la stessa domanda le spiegò che la bambola le era stata regalata da Martina. Era la prima volta che mentiva ai suoi genitori, ma non voleva rischiare che gliela facessero spedire indietro e, soprattutto, spezzassero la magia di quella strana avventura in cui si era trovata casualmente coinvolta.
   

sabato 19 maggio 2018

Sono qui per l'amore

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Sono qui per l'amore", scritto da Silvestra Sorbera ed edito da PortoSeguro Editore.

La storia ha per protagonista Martina, una donna della quale si racconta la vita sin da quando, giovanissima, s'innamora di Massimo, un amico della cugina più grande di lei. Anche lui non rimarrà immune dal suo fascino anche se, fin dal loro primo incontro, si sentirà frenato dalla differenza d'età. Ma il loro amore è davvero travolgente e, vinta ogni remora, i due si fidanzeranno fino a convolare a nozze. La loro unione sarà poi arricchita dalla nascita dei loro figli, tre per l'esattezza.

La loro sembra la classica famiglia perfetta, da "Mulino Bianco", ma la verità è molto diversa. Massimo, infatti, avvocato di spicco e politico locale è sempre molto impegnato con il lavoro, mentre Martina che, appena ventenne, ha rinunciato alla sua giovinezza per la famiglia e i figli, sentirà l'esigenza di frequentare l'università e di realizzarsi come donna. 

Suo marito si mostrerà sin da subito in sintonia con le aspirazioni della moglie, e cercherà in tutti modi di essere maggiormente presente in famiglia, ma ormai sarà troppo tardi, perchè la vita di Martina ha preso una direzione inaspettata, una direzione che la porterà verso una vita che mai nessuno avrebbe potuto immaginare e che le procurerà non pochi problemi...

Quella di Silvestra è una storia molto intensa che, attraverso un linguaggio semplice e colloquiale, fa vivere al lettore la storia di una ragazza prima e di una donna poi che, nella sua vita, percorrerà una strada particolare che la porterà a rivoluzionare la propria esistenza, senza per questo voler rinunciare a ciò che ama di più della sua stessa vita: i figli. Una storia che consiglio a chi abbia voglia di leggere una storia che faccia riflettere sul sentimento dell'amore e sul coraggio di essere sè stesse.

giovedì 17 maggio 2018

Aria di neve: la prima indagine di Mycroft, il gatto detective

Cari lettori, tra le nuove uscite, questa settimana vi voglio proporre questo romanzo, che mi ha colpito per la sua trama tra il romanzo rosa e il giallo:

TRAMA (da amazon)

Ariel è una ragazza italo-americana che ha girato mezzo mondo e ora vive nell'adorata Napoli. Lavora come traduttrice di romanzi rosa dai titoli immancabilmente profumati di agrumi e, dopo quattro anni di fidanzamento e due di convivenza, è appena stata lasciata da Andrea, l'uomo perfetto, ispettore di polizia e compagno dolce e premuroso. In lei si aggrovigliano sconforto, delusione, rabbia, ma soprattutto la fastidiosa sensazione di vivere in una di quelle storie melense e scontate che le consentono di pagare l'affitto.
È necessaria una svolta, qualcosa di tanto imprevisto quanto atteso. E così, facendosi coraggio, Ariel si mette alla ricerca di un luogo dove ricominciare da zero. Presto si imbatte nel coloratissimo e disordinato appartamento di via Atri, dove vivono altri tre ragazzi: Malù, sagace archeologa con una passione per i romanzi gialli, Samuel, rappresentante di articoli per gelaterie di origini sardo-nigeriane, e Kobe, talentuoso quanto sgrammaticato pianista giapponese. Un terzetto strambo e caotico cui si aggiunge la presenza fissa di Mycroft, uno stupendo gatto nero dagli occhi verdi che, coi suoi eloquenti miagolii, non ha bisogno della parola per farsi capire alla perfezione.
Ariel si sente subito a casa, e tra una chiacchiera in cucina, un concerto e una passeggiata in una Napoli infuocata di sole, le cose per lei riprendono a girare per il verso giusto, al punto che dimenticare Andrea sembra quasi possibile. Ma proprio allora un evento tragico che si consuma molto vicino ai coinquilini rimetterà tutto in gioco e sconvolgerà il microclima di via Atri. Un suicidio vagamente sospetto o un vero e proprio delitto della camera chiusa? Le "celluline grigie" di Malù non potranno che essere stuzzicate da questa sfida e l'archeologa-detective coinvolgerà tutto il gruppo nelle indagini, cui parteciperà anche Mycroft dando sfoggio della sua sottile, felina intelligenza.
Con penna lieve e ironica, Serena Venditto costruisce una commedia in giallo fitta di omaggi letterari e abitata da personaggi irresistibili, tra i quali spicca il profilo sinuoso e sornione di un gatto destinato a entrare nella Hall of Fame dei suoi illuminati simili.

mercoledì 16 maggio 2018

Amiche per caso. Tre donne, un barista, una gatta

Cari lettori, con il post di oggi vi voglio segnalare il nuovo romanzo di Mariantonietta Barbara e Silvestra Sorbera che, dopo anni di sodalizio(la prima autrice è editor della casa editrice LazyBOOK) hanno deciso di unire le idee e realizzare una storia femminile insieme. Ma scopriamo insieme qualche informazione in più per quella che potrebbe rivelarsi davvero una piacevole lettura:

Le "Amiche per caso" un po' come loro due, affronteranno un lungo viaggio che le porterà a conoscersi, a scontrarsi ma anche ad aiutarsi. Le protagoniste principali sono tre: Irene cinquantenne milanese, Giada docente precaria umbra e Giada giovane ventenne in cerca del suo futuro. Le tre donne hanno un passato e necessità diverse, ma trovano una soluzione al loro problema principale condividendo il casale di Irene. Nel corso del romanzo i loro caratteri, diversi ma allo stesso tempo legati dalla combattività e dalla voglia di farcela a tutti i costi, vengono fuori, ognuno con le sue sfumature. 
La storia, ambientata in un antico borgo umbro, raccoglie poi la vita quotidiana  di un piccolo comune dove il bar centrale, così come il fruttivendolo e l'edicolante, diventano punti di forza per l'intera comunità. 
Un romanzo che fa ridere e pensare allo stesso tempo, una commedia sulla forza delle donne, che tratta anche di politica e religione, dell'amore per se stessi e di quello per i figli e i genitori, senza dimenticare di farvi sorridere grazie ai suoi spumeggianti personaggi.

Pagina Facebook dedicata: https:// www.facebook.com/pg/romanzism/

Uscita prevista: 16 maggio 2018 (Il romanzo sarà disponibile in formato cartaceo e in ebook)

Biografia delle autrici:

Mariantonietta Barbara

Classe 1970, dopo una laurea in filosofia, un master in giornalismo e un paio d'anni trascorsi felicemente a Roma, si è trasferita dalla Puglia in Veneto per amore. Ha cambiato più di sette case nel corso della sua vita e vivere  nello stesso appartamento da diciotto anni la rende piuttosto recalcitrante. Cerca di mantenere la calma scrivendo romanzi ("L'appartamento", "Di madre in figlia"), racconti ("Problemi di cuore", "Il completino", "Un dannato romantico Natale"), favole per bambini ("Luna e la tela prendi pensieri", "Una lettera per Babbo Natale", "3 favole di Natale", "Fantasmi e popcorn"), recensioni, storie come ghostwriter e circondandosi di libri, cartacei e virtuali. Ospita due gatti; convive con un marito e una figlia smaccatamente veneti, che coltivano fortunatamente le stesse sue passioni: videogiochi, pizza, gelato e serie tv.
Per contattarla: barbastorie@gmail.com

Silvestra Sorbera

Classe 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Ha pubblicato nel 2009 "La prima indagine del commissario Livia" e a maggio del 2016 la seconda indagine dal titolo "I fiori rubati" con la casa editrice LaziBOOK. Nel 2013 ha realizzato la favola per bambini "Simone e la rana" e nel 2017 "Simone e la rana: viaggio nel castello stregato" e il saggio letterario - cinematografico "La forma dell'acqua. Camilleri tra letteratura e fiction". Nel 2014 pubblica con la casa editrice LazyBOOK i racconti "Vita da sfollati" e a seguire "Sicilia" e "La guerra di Piera" e a dicembre 2016 il romanzo autobiografico "Diario per mio figlio". A giugno 2016 con la casa editrice PortoSeguo il romanzo "Sono qui per l'amore".
Per contattarla: silvestra. sorbera@libero.it

martedì 15 maggio 2018

In lettura... #20

Cari lettori, come di consueto, oggi vi informerò sulle mie letture della settimana:

Ho quasi terminato la lettura di questo romanzo, che si è rivelato una vera e propria sorpresa: la storia affronta le vicende di tre generazioni di donne, e la storia di ognuna di esse si è rivelata appassionante e ben descritta. E' difficile staccarsi dalla lettura perchè lo stile dell'autrice è molto coinvolgente. Non avevo mai letto nulla della Riley, ma dopo questo appassionante romanzo non mi lascerò di certo sfuggire qualche altro suo libro!








 
Il quarto libro di Alice Basso sarà la mia prossima lettura, ma nell'attesa di iniziarlo non ho potuto fare a meno di leggere le primissime pagine, ritrovando in questo modo il particolarissimo personaggio di Vani e lo stile inconfondibile dell'autrice. Inutile dire che non vedo l'ora di leggerlo!












E questo è tutto: appuntamento alla prossima settimana!

lunedì 14 maggio 2018

La lanterna dell'amicizia- Vorrei una bambola


Cari lettori, come ogni lunedì, ecco il nuovo capitolo della mia breve storia per bambini. Il capitolo che vi presento oggi è il terzo e s'intitola "Vorrei una bambola":

 
Quella sera Amina fece fatica ad addormentarsi, perché continuava a pensare a quel misterioso messaggio. Era stato scritto con un inchiostro blu e con una calligrafia grande, dall’andatura decisa e marcata. Non sembrava quella di un bambino, forse più di una giovane donna. E se invece si fosse trattato di un ragazzo, magari uno studente universitario come Martina? 


 Dopo lo stupore iniziale Amina si era accorta che assieme al biglietto era stato aggiunto un francobollo. La bambina sapeva di cosa si trattava, perché glielo aveva insegnato proprio quell’anno la loro maestra, la signorina Merisi, una donna che aveva da tempo superato i sessant’anni e che aveva ritenuto opportuno insegnare ai suoi giovani alunni come si faceva a scrivere una lettera.


 «Lo so che ormai non si usa più» aveva spiegato loro con la sua vocetta stridula «ma scrivere una lettera è una cosa magica, che purtroppo oggi ha perso la sua importanza, ma che non per questo ha meno fascino. Vi auguro di trovare un amico di penna, prima o poi, è un’esperienza che di certo non potrete mai dimenticare» aveva concluso sospirando, forse perché nella memoria le era riapparso un evento del suo passato, magari un amore di gioventù.


 Fatto sta che Amina aveva seguito con interesse la sua lezione e, anche se la maestra Merisi le metteva un po’ di soggezione, in quella calda serata estiva,  non poté che ringraziarla con il pensiero, per averle dato le conoscenze necessarie per poter rispondere a quella misteriosa domanda. 


 Ma lei era proprio così sicura di voler rispondere a quella lettera? E se sì, che cosa avrebbe potuto scrivere?


 Certo, anche lei voleva un’amica come quella persona misteriosa, anche se, in verità, lei di amiche ne aveva, ma purtroppo erano tutte lontane. E non si trattava solo della cugina Aisha, ma anche di Fatima, di Jasmine, di Amal, e pure di Abir, che considerava tale nonostante una volta avesse litigato con lei a causa di Hassan, un loro compagno di classe che stava simpatico a entrambe. Chissà ora dov’erano finite: di Aisha sapeva solo che era rimasta in Libia, ma che si era trasferita in una città più sicura, che non era stata ancora invasa dalle truppe nemiche, mentre delle altre amiche non aveva più avuto notizie. Era passato così tanto tempo che a volte Amina faceva fatica a ricordare i tratti dei loro volti, e sentiva che il loro ricordo si stava affievolendo sempre di più. “Le amiche sono importanti, con loro ho passato molti bei momenti: ci sono andata a scuola; ho giocato a palla per le vie del mio paese; ho scambiato giocattoli e segreti; ma se spariscono poi ti senti sola lo stesso, anche se sai di averle” pensò amareggiata “e per questo io non voglio un’amica, preferisco una bambola, una bella bambola che possa farmi compagnia e non lasciarmi mai sola, nemmeno quando vado a dormire o quando mi viene la voglia di ritornare nel mio paese. Una bambola con la quale mi posso divertire a creare storie ma anche a pettinare e a vestire”.


 Fu con questa consapevolezza che la bambina si addormentò: finalmente, aveva trovato una risposta alla strana domanda del messaggio misterioso.



P. S. Nel caso ve li foste persi, qui potrete trovare i primi due capitoli della storia: