sabato 22 settembre 2018

L'estate delle coincidenze

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "L'estate delle coincidenze" di Ali McNamara, edito da Newton Compton.

La storia è ambientata in Irlanda e protagonista è Serendipity detta Ren, una procacciatrice immobiliare che, assieme alla sua aiutante Kiki, si reca nel paesino di Ballykiltara alla ricerca della casa perfetta per il suo ultimo cliente.

Dopo qualche giorno di ricerca, le due s'imbatteranno in un'abitazione che sembrerebbe davvero perfetta: peccato però che nessuno conosca il proprietario della struttura, la quale secondo una leggenda sarebbe sempre aperta perchè a disposizione di chiunque voglia usufruirne. Nell'abitacolo non mancano nemmeno cibo e bevande fresche, che qualcuno è solito rifornire in gran segreto.

Assieme a Kiki e all'affascinante (e altrettanto misterioso) gestore dell'albergo in cui soggiorna, Ren darà il via a una vera e propria indagine, che la porterà a vivere esperienze al limite del soprannaturale. Inoltre, la ragazza sentirà di avere un legame magico con quel posto, e proprio per questo compirà delle scelte fondamentali per il suo futuro.

Purtroppo, pur amando le storie di Ali McNamara, devo ammettere che questo romanzo non ha suscitato molto entusiasmo da parte mia: non ho apprezzato l'inserimento del soprannaturale e ho trovato sciocco il fatto che per tanti anni qualcuno abbia rifornito la casa misteriosa senza che nessuno se ne accorgesse. Inoltre la storia d'amore presente nella vicenda mi è apparsa, soprattutto all'inizio, poco naturale, frettolosa e forzata; per non parlare dell'amica della protagonista, che nei primi capitoli viene decantata come una ragazza sveglia, ma che in seguito mostra un modo di fare veramente ingenuo e a tratti insopportabile.

A difesa del romanzo, posso dire di aver apprezzato le vicende personali che si portano dietro Ren e il ragazzo di cui s'innamorerà, oltre che l'ambientazione. Infine, nella storia è riservato un piccolo cameo a Darcy e Dermot, protagonisti del primo romanzo dell'autrice, "Colazione da Darcy", ed è stato piacevole ritrovare due protagonisti che in passato avevo letto e apprezzato.

Purtroppo questi elementi positivi non sono bastati per farmi apprezzare il romanzo, non mi resta perciò che confidare nella prossima storia di quest'autrice che, comunque, continuerò a leggere e stimare.

venerdì 21 settembre 2018

L'autunno nell'arte

Cari lettori, essendo oggi il primo giorno d'autunno, ecco un post tutto dedicato a questa stagione:


Nei post precedenti abbiamo visto il quadro dedicato alla primavera e quello all'estate dello stesso autore. In questo dipinto dedicato invece all'autunno (1572), il pittore Arcimboldo ha realizzato un volto sorretto da una botte tenuta insieme da rami di salici, e composto da frutti tipici di questo periodo, come le pere, le zucche, i funghi, i tralci d'uva...  Nel complesso la figura appare burbera e dalla barba ribelle.









Anche Monet, il padre dell'impressionismo, realizzò opere dedicate a questa stagione, tra cui questo quadro, datato 1873. In esso i colori pastello dell'autunno si fondono con il riflesso dell'acqua dando vita a un'immagine che trasmette quiete e silenzio.



Van Gogh dipinse questo quadro ad Arles (1888), luogo nel quale realizzò anche i suoi paesaggi più famosi, e dove litigherà con Gauguin. L'opera rappresenta una necropoli, dove l'artista amava passeggiare e dipingere e del quale realizzerà più versioni. 







Anche il pittore Alfons Mucha, esponente dell'art nouveau, dedicò un'opera all'autunno (1896), nella quale appare un'elegante e raffinata figura femminile adornata da fiori. L'abito ricorda il periodo neoclassico.











In uno dei pochi quadri rappresentanti un paesaggio (1912), Shiele proietta nelle raffigurazione dell'autunno (rappresentato con due alberi dalla forma particolare) la sua angoscia verso il decadimento dell'animo umano, di cui i due alberi diventano emblema.  Nell'anno in cui dipinse quest'opera, l'artista si trovava in prigione, con l'accusa di aver sedotto e rapito la figlia non ancora quattordicenne.





Questo quadro fu realizzato da Kandinsky attorno al 1917, quando ancora studiava all'accademia di Monaco, prima di diventare un esponente dell'astrattismo. Nell'opera si può notare un forte uso dei colori, soprattutto quelli freddi: basti notare il forte azzurro del fiume e il verde del prato. Solo il rosso rimanda ai colori caldi tipici dell'autunno.


Quale, tra queste opere, vi è piaciuta di più? Ne conoscete altre che volete citare? Fatelo pure nei commenti!

Fonti (testo e immagini):

https://www.fanpage.it/cinque-bellissime-opere-d-arte-sull-autunno/

https://libreriamo.it/arte/5-opere-darte-che-evocano-lautunno/

https://www.stilearte.it/buon-primo-giorno-di-autunno-con-claude-monet/

giovedì 20 settembre 2018

Cercasi amore vista lago

Cari lettori, tra le uscite della settimana vi voglio segnalare il nuovo romanzo di Virginia Bramati:

TRAMA (da amazon)

Bianca Maffei: 33 anni, una laurea in architettura e una passione per i cantieri. Nonostante lavori in uno studio importante, non perde tempo in riunione con i capi, ma adora mettersi scarponcini e caschetto e andare dove le gru lavorano e i carpentieri danno forma allo spazio. Lei riesce a sentire la forma che la casa prenderà, a vederla quando ancora è fatta di pochi segni tracciati sul terreno, e questo la rende felice. Fino a che, con la crisi, non capita anche a lei di essere vittima di una “riorganizzazione”…
Il solo lavoro che riesce a trovare è in un’agenzia immobiliare fuori città, nel paesino di Verate.
Lascia così Milano per mettersi alle dipendenze del geometra Volpe, pittoresco individuo dalle cravatte sgargianti e dall’etica discutibile. Eppure, appena arrivata a Verate, Bianca trova per sé un incantevole abbaino con vista sul fiume, proprio sopra la mitica Osteria Moretti dove le oche bianche chiacchierano con gli avventori e basta ascoltare attentamente per sapere tutto quello che accade in paese.
Sarà proprio lì, all’ombra della plumbago in fiore, che Bianca scoprirà che cosa cercano davvero le persone, quando “cercano casa”: e quanto pericoloso sia giocare senza scrupoli con i loro desideri. Armata solo del suo “fiuto” specialissimo, dovrà fare i conti con monolocali all’apparenza tristissimi, grandi metrature cui nessuno sembra interessato e con la terribile sensazione di essere finita in un vicolo cieco. Senza rendersi conto di essere invece partita per una grande avventura che la condurrà fino alla casa più meravigliosa che potesse immaginare…

mercoledì 19 settembre 2018

Vorrei ma non posto #top5summer2018

Cari lettori, l'estate ormai ha i giorni contati, ma c'è ancora tempo per un tag dal sapore estivo... grazie a Vanessa per avermi taggato (qui le sue risposte) nel giochino creato da Elisabetta Grafica. 
Ecco il regolamento:



1. Scegli la colonna sonora della tua estate: una sola traccia, quella che metteresti a palla in auto per partire in vacanza! Può essere la tua canzone preferita, quella che ti dà un senso di libertà, quella energizzante che ascolteresti per andare a correre, quella che alzi a tutto volume quando per caso la trovi alla radio nel tragitto di ritorno dal lavoro o che canti a squarciagola aspettando il semaforo verde, quella che non ti fa rimanere ferma quando la ascolti, quella che ti fa assaporare l'estate, anche senza vacanze. Non importa che sia nuova, di tanto tempo fa, di autori conosciuti o non... a te la scelta!

Per me l'estate è sinonimo di canzone allegre, spensierate, leggere e latine. Per questo non posso non citare l'ultima canzone di Alvaro Soler, "La Cintura":



2. Proponi un luogo del cuore da visitare, un posto che hai già visto, che ti ispira, che ti piace e che non vedi l'ora di rivedere. Può essere un luogo di villeggiatura ma, ancor meglio, una bellezza nascosta della tua città o nelle tue vicinanze, un itinerario nella tua zona, dietro l'angolo.

Se si parla di mare, adoro la riviera romagnola; mentre, per un viaggio culturale, consiglio la bellissima città di Firenze (foto presa da Wikipedia), ma anche i piccoli paesi che le stanno intorno, come Fiesole. Per quanto riguarda, invece, le bellezze della mia città, consiglio di leggere questo mio post pubblicato sul mio blog qualche anno fa http://langolodiariel.blogspot.com/2016/12/attrattive-culturali-di-milano.html



3. Una frase, un motto ("quots"), un pensiero che senti tuo e che sussurreresti all'orecchio di una persona cara per farla sorridere della vita.

Non amo parlare per frasi fatte, perciò non ho un motto particolare che sento mio.

4. Invita almeno un'altra persona (anche di più, non c'è un limite) a giocare insieme (e avvisala!). E se questa persona, per qualsiasi motivo, non accetta l'invito e non prosegue, fa nulla, non c'è offesa... ognuno fa quello che può! Se invece non sei stata nominata e vuoi partecipare comunque, fatti avanti tu! Insomma, su questo punto c'è parecchia elasticità...

Dato che sono fuori tempo massimo con il tag (ho letto che "scadeva" il 31 agosto) ho deciso di non nominare nessuno, ma se qualcuno dovesse aver voglia di farlo, anche se "in ritardo", non esiti a riproporlo sul suo blog ;-)

5. Condividi sul tuo blog (se ne hai uno) e suoi social questa iniziativa con #top5summer

martedì 18 settembre 2018

In lettura... #35

Cari lettori, come ogni martedì, ecco il post in cui vi racconto quale libro sto leggendo:

Dopo aver recuperato tutti i romanzi precedenti, eccomi alle prese con l'ultimo romanzo della serie di Alessia Gazzola, proprio poco prima dell'uscita del nuovo volume. In quest'episodio, Alice sta cominciando a far pratica fuori dall'isituto di medicina legale che l'ha vista crescere e imparare giorno dopo giorno a cimentarsi con le autopsie: la sua relazione con Arthur sembra essere archiviata, perciò sono molto curiosa di capire come si evolverà il suo rapporto con il fascinoso Claudio Conforti, oltre che con la morte misteriosa di un'ex danzatrice... che cosa ci sarà sotto? Lo stile della Gazzola è molto scorrevole, perciò mi sa che non passeranno molti giorni prima di scoprire cosa succederà!




Appuntamento a martedì prossimo con i nuovi aggiornamenti sulle mie letture!

lunedì 17 settembre 2018

Fiabe & Curiosità: Il gatto con gli stivali

Cari lettori, oggi ritorna la mia rubrica mensile dedicata alle origini e alle curiosità sulle fiabe più famose: questo mese ho deciso di parlarvi de "Il gatto con gli stivali".




Pur esistendo varie versioni, la trama più celebre si rifà alla versione di Perrault e parla di un mugnaio che decide di dividere la sua eredità ai tre figli: al primo lascia il mulino, al secondo un asino, e al terzo un gatto. Il felino, dopo aver indossato cappello e stivali e aver promesso all'ultimogenito, abbastanza deluso dalla scelta del padre, di farlo diventare ricco, inizia ad andare in giro per il paese e a portare cacciagione in regalo al re, spargendo la voce che il suo padrone è il ricchissimo marchese di Carabas. Infine, si reca nel castello di un orco, capace di trasformarsi in vari animali, e con uno stratagemma lo convince a trasformarsi in un topolino, riuscendo così a catturarlo e a mangiarselo. Il castello, ormai vuoto, e tutte le sue ricchezze, diventeranno in questo modo del suo padrone che, essendo quindi diventato realmente ricco, finirà anche per sposare la figlia del re. 

La più antica attestazione di questa fiaba, con il titolo di "Costantino Fortunato" risale al 1550, anno di pubblicazione de "Le piacevoli notti" del bergamasco Giovanni Francesco Straparola. Non si sa se l'autore l'abbia inventata o rielaborata da una tradizione orale: da notare che nel suo testo il gatto era una femmina, e non possedeva stivali. L'orco inoltre non esisteva, dato che il castello era semplicemente abbandonato. Nel XVII secolo, anche Giambattista Basile ne proporrà una versione, dal titolo "Cagliuso". In seguito la fiaba si diffuse in Europa, con la versione di Ludwing Tieck, di Perrault (che cambiò sesso al gatto e introdusse gli stivali e l'orco) e dei fratelli Grimm.

La fiaba è stata più volte adattata a versioni cinematografiche: la più antica risale al 1969, la più recente al 2011. 

Fonti:




(sito da cui è tratta anche l'immagine)

venerdì 14 settembre 2018

Dieci curiosità su Federico II di Svevia

Cari lettori, oggi vorrei riprendere la mia rubrica culturale del venerdì, parlandovi di un sovrano dell'epoca medievale molto importante e particolare, Federico II di Svevia. Ecco dieci curiosità sulla sua persona:



1. Era figlio di Enrico VI (imperatore del Sacro Romano Impero e figlio del Barbarossa) e di Costanza d'Altavilla (di stirpe normanna), che morirono quando era solo un bambino. Per questo, prima di diventare imperatore, venne affidato alla tutela dell'allora Papa Innocenzo III;
 
2. Fu una figura talmente particolare per l'epoca che venne soprannominato "Stupor mundi";
 
3. Attorno alla sua residenza fece allestire un lussureggiante giardino zoologico, con leoni, scimmie, pappagalli...;
 
4. La sua curiosità lo portò a compiere anche azioni brutali: famoso il suo esperimento su due condannati a morte, che fece letteralmente a pezzi per studiarne i loro processi di digestione, oppure quello di isolare neonati per comprendere se fossero in grado o meno di sviluppare un linguaggio;
 
5. Era molto attratto dal mondo e dalla cultura araba;
 
6. Grazie alle sue amicizie con i sovrani arabi, fu l'unico a vincere una crociata solo grazie a trattative diplomatiche, senza alcun spargimento di sangue. Nonostante questo, però, entrò in conflitto con il Papa;
 
7. Nel 1224 fondò l'università di Napoli, che ancora oggi porta il suo nome;
 
8. Attorno alla sua corte nacque la prima scuola poetica della letteratura italiana, la cosiddetta "scuola poetica siciliana";
 
9. Anch'egli fu autore, in particolare di un trattato sulla caccia del falcone;
 
10. Appassionato di cucina, era famoso per i suoi sontuosi banchetti, e per aver introdotto dolci come la cassata e i canditi.