giovedì 19 ottobre 2017

Festa di famiglia

Cari lettori, tra le nuove uscite di questa settimana, vi voglio segnalare il nuovo romanzo di Sveva Casati Modignani, che mi ispira molto per il tema trattato, quello dell'amicizia al femminile:


TRAMA (da amazon)

È quasi Natale. A Milano, in un ristorante di piazza Novelli già addobbato a festa, la proprietaria si prepara ad accogliere le ospiti abituali del giovedì. Andreina, Carlotta, Gloria e Maria Sole: quattro amiche, quattro giovani donne che ogni settimana si concedono quel momento di chiacchiere e confidenze. Due single, due in coppia, tutte alle prese con i dubbi del cuore: relazioni che le rendono felici a metà, uomini che dopo grandi dichiarazioni e doni preziosi si sono volatilizzati, oppure sono entrati in modalità-pantofola e pensano che il desiderio di ogni donna sia un robot da cucina.
Quella sera, le attende un compleanno da festeggiare. Ma anche una confessione imprevista: Andreina aspetta un bambino. Proprio lei, soddisfatta della sua vita da single impegnata nel lavoro, ora deve affrontare una scelta d'amore che la coglie impreparata. «Che non ti venga mai in mente di fare un figlio senza avere un marito», le ripeteva sempre sua madre, per risparmiarle quanto era capitato a lei in un'epoca in cui una situazione simile era causa di scandalo e grandi sacrifici per una ragazza. Andreina appartiene a una nuova generazione di donne, più emancipate e disinvolte, eppure di fronte a quella decisione si sente smarrita. Forse la risposta è già nel suo cuore, in quell'angolo buio in cui ha imparato a nascondere i sentimenti. Una cosa è certa: qualunque sia la sua scelta, le amiche le saranno sempre accanto, come una famiglia.

mercoledì 18 ottobre 2017

Blogger Recognition Award

Cari lettori, il post di oggi è molto speciale  perchè sarà interamente dedicato al "Blogger Recognition Award", un premio assegnato dai blogger ad altri blog, senza contare il loro numero di lettori fissi: oggi sono molto lieta di comunicarvi che il mio piccolo angolino è stato nominato da ben tre blogger, che colgo l'occasione di ringraziare!



Cosa fare quando si viene nominati al "Blogger Recognition Award"?


1. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo blog

Grazie ancora a Vanessa, di https://gattaracinefila.blogspot.it, che gestisce un blog veramente delizioso, dove si possono trovare articoli molto variegati, dedicati al magico mondo dei felini, dei libri, delle serie tv... insomma, ce n'è per tutti i gusti!

Grazie anche ad Alice, di http://somebooksare.blogspot.it/, amministratrice di un blog letterario che consiglio soprattutto agli amanti dei libri, con molte recensioni e rubriche a tema che di certo cattureranno la vostra curiosità!

E tanti ringraziamenti anche  alla blogger Federica, che gestisce https://ciprovogustoalleavventure.blogspot.it/, il cui blog ho da poco conosciuto, ma che seguo già con interesse, dato che parla di libri e propone articoli molto interessanti!


2. Scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento

Eccolo qua ;-)


3. Raccontare la nascita del proprio blog

Ho deciso di aprire un blog essenzialmente per due motivi: il primo per tenere un diario delle mie letture, il secondo per farmi conoscere come scrittrice. Poi, quando il progetto è diventato concreto, ho deciso di aggiungere altre rubriche letterie, come quella dedicata ai consigli, agli autori emergenti o alle nuove uscite. In seguito ho pensato che sarebbe stato bello poter usare il blog anche come occasione per poter appronfondire dei temi che mi interessano, legati alle mie passioni per le materie umanistiche a altro, e da qui è nata la mia rubrica culturale e quella legata alle curiostà a tema che, anche se a periodi alterni, cerco di tenere aggiornate. Infine, mi è venuta l'idea di tenere una rubrica mensile che cambia di anno in anno: l'anno scorso era incentrata sui classici, quest'anno sui fiori, per l'anno prossimo ancora non mi sbilancio!

Uno degli aspetti più belli dell'avere un blog è anche la possibilità di creare una bella rete di conoscenze, con le quali lasciare commenti e pareri nei nostri rispettivi blog e l'idea di poter scambiare idee e opinioni con altre persone appassionate come me è stato un altro dei motivi che mi ha spinto a creare il mio blog.


4. Dare consigli ai nuovi blogger

In realtà non mi sento particolarmente "veterana", dato che scrivo sul blog da poco più di un anno e mezzo, però se qualcuno mi chiedesse dei consigli, gli darei queste indicazioni:

- pubblicare e parlare di quello che ci piace di più, senza considerare se i nostri argomenti rientrano nella "moda" del momento oppure no;

- rispondere sempre ai commenti dei lettori che, con le loro parole, ci dimostrano di essere interessati a quello che scriviamo. Anche se con il tempo le visualizzazioni e il numero dei cosiddetti "lettori fissi" dovessero aumentare, non dare mai nessun lettore per scontato, perchè ognuno di essi è importante, dall'habituè a quello "di passaggio";

- interagire con gli altri blog, non solo per farsi conoscere, ma anche perchè è bello e divertente leggere e commentare i post degli altri blogger e stringere delle relazioni, seppur virtuali.


5. Nominare altri quindici blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento

Queste sono le mie nomine, in ordine sparso:












 




6. Informare chi ti ha nominato e chi hai nominato

Sarà fatto!

Grazie ancora a Vanessa, Alice e Federica :-)

martedì 17 ottobre 2017

Storia del nuovo cognome

Cari lettori, se avete letto e apprezzato il primo volume della serie de "L'amica geniale", non posso che consigliarvi la lettura del secondo libro, incetrato sull'amicizia dalle mille sfaccettature di Lila ed Elena, ora adolescenti:

TRAMA (da amazon)

Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha scoperto che non sta bene né nel rione né fuori.
Le vicende dell’Amica geniale riprendono a partire da questo punto e ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. Il tutto sullo sfondo di una Napoli, di un’Italia che preparano i connotati allarmanti di oggi.
Della trama non anticiperemo niente. Storia e forza della scrittura fanno tutt’uno al punto che ci pare sconveniente guastare al lettore il piacere di leggere sorprendendosi
a ogni pagina. Meglio dunque abbandonarsi a Lila ed Elena: conoscerle a fondo, riconoscersi sia nella tendenza alla conformità acquiescente sia nella caparbia determinazione a prendere in mano il proprio destino.

lunedì 16 ottobre 2017

Ottobre: la Sternbergia

Cari lettori, iniziamo la settimana con il ritorno della mia rubrica floreale, questo mese dedicata alla Sternbergia.




E' un fiore giallo, molto simile al croco, tanto che per questo motivo viene chiamata anche "Zafferano giallo" o "Zafferanastro giallo".

E' un tipo di pianta abbastanza raro, che fiorisce nella zona mediterranea e in Medioriente. In particolare, in Italia, è diffusa soprattutto nelle Murge, ma anche in Sardegna.

E' ritenuta da molti esperti come la miglior fioritura autunnale: questo fiore, infatti, si sviluppa, con le sue foglie verdissime e carnose, a partire dalla fine di settembre e fino all'inizio di novembre. Proprio per questo sopporta bene il freddo, anche se predilige le zone luminose, rischiarate dalla luce del sole. Tende a essere piantata in bulbi, che si preferisce interrare in primavera, attenzione però: i bulbi sono tossici e necessitano quindi di molta attenzione!

Il suo nome, così particolare, deriva dal suo scopritore, ovvero il Conte Moritz Sternberg, medico e botanico vissuto a Praga nel 1700. 

Molte volte questa specie viene assimilata al gruppo dei cosiddetti "crochi invernali": purtroppo, non ho rinvenuto leggende specifiche legate a questo fiore che, per la sua rarità, viene generalmente raggruppato all'interno della specie dei crochi. Se volete però leggere qualche storia su questi ultimi, vi rimando al mio articolo del mese di febbraio:http://langolodiariel.blogspot.it/2017/02/febbraio-il-croco.html

Fonti:






Foto tratta da "Scelte per te".

sabato 14 ottobre 2017

99 giorni

Cari lettori, oggi vi recensirò un romanzo che si è rivelato una bellissima scoperta, "99 giorni" di K.A. Tucker, edito da Newton Compton.

Ho scoperto l'esistenza di questo libro e della sua autrice proprio nella blogosfera e, dopo aver letto recensioni positivissime su una trama che poteva piacermi, ho deciso di leggerlo... e ho fatto molto bene!

La storia è strutturata su due piani temporali diversi e su due differenti punti di vista: quello del protagonista maschile Jesse, che ci racconta gli antefatti; e quello della protagonista femminile, voce narranted del presente.

La ragazza non conosce il suo nome, anzi, non conosce proprio nulla di sè stessa e della sua vita: è stata ritrovata in fin di vita dallo sceriffo del villaggio di Sisters, nell'Oregon, dopo essere stata picchiata selvaggiamente e violentata, perdendo così il bambino che portava in grembo. Nonostante tutto riesce a sopravvivere, anche se con un'amnesia, che non le fa ricordare nulla: unico simbolo del suo passato è un tatuaggio raffigurante il simbolo dell'acqua, ed è proprio per questo che la ragazza decide di farsi chiamare Acqua.

In ospedale conosce Ginny, un'anziana donna, dal carattere burbero e molto chiuso, che si offre di ospitarla nel suo ranch, che confina proprio con la proprietà dello sceriffo Gabe, sposato con la moglie Meredith (la dottoressa che l'ha operata) e i suoi due figli, l'infermiera Amber e Jesse, un misterioso ragazzo che suscita subito l'attenzione di Acqua, attratta da quella persona così sfuggente che le viene indicata dagli altri come un ragazzo ribelle e problematico.

Grazie al racconto di Jesse, ambientato nel passato, il lettore, a poco a poco, comincia a scoprire qualche frammento in più sulla vita passata di Acqua: il ragazzo infatti, di professione meccanico, narra di come una sera si sia fermato a soccorrere una donna con l'auto in panne, una perfetta sconosciuta che, in un momento di sconforto, ha confessato a lui, un perfetto sconosciuto, di come la sua vita fosse difficile, strappandogli poi un bacio che cambierà per sempre la sua vita...

Ho trovato questo libro molto avvincente, dato che alla storia d'amore unisce anche sfumature tipiche del thriller e del giallo: saranno molti i misteri che si snoderanno in tutta la vicenda, portando così il lettore a voler proseguire la lettura. Azzeccatissima l'alternanza sia temporale sia dei punti di vista dei due personaggi, così come lo stile fluido, l'ambientazione del paesino che ricorda i villaggi western, e la focalizzazione su un tema triste ma, purtroppo, molto attuale: la violenza domestica sulle donne. Unica pecca il triste fatto che accade alla fine (non posso aggiungere altro per non fare spoiler)... ma perchè!? Io, sinceramente, lo avrei evitato! 

Sorvolando su quest'ultimo punto, vi consiglio moltissimo la lettura di questo romanzo e grazie alle blogger che me lo hanno fatto conoscere con le loro recensioni!

venerdì 13 ottobre 2017

La leggenda del Castello di Malaspina

Cari lettori, oggi ritorna la mia rubrica culturale del venerdì. Questa volta ho deciso di proporvi un argomento più misterioso, che mescola amore, odio e mistero: trattasi di una delle leggende che aleggiano attorno ai numerosi castelli di cui è pieno il nostro Paese, in particolare quella del Castello di Malaspina.

La fortezza è situata a Fosdinovo, al confine tra la Liguria e la Toscana, tra il golfo di La Spezia e le Alpi Apuane. E' in questo posto che si svolge gran parte della triste storia di Bianca Maria Aloisia Malaspina,  vissuta nel XIII secolo.

Secondo la leggenda la ragazza s'innamorò di uno stalliere che prestava servizio nel castello. Il loro amore fu però osteggiato dalla famiglia di lei, che miravano che la figlia sposasse un cavaliere. Alla loro richiesta, la ragazza difese il suo amore per lo stalliere, e per questo fu rinchiusa in un convento. Bianca Maria riuscì comunque a vedere il suo amato, tramite incontri clandestini: secondo una versione della leggenda rimase incinta, secondo un'altra al momento di prendere i voti si rifiutò di farlo.

L'uno o l'altro motivo portarono a delle gravissime conseguenze: lo stalliere venne ucciso e Bianca Maria fu riportata al castello dove, sotto tortura, venne obbligata a rinnegare il suo amore. 

Dato che la ragazza si rifiutò di farlo, la famiglia decise di rinchiuderla in una delle stanze e di murarla viva, assieme a un cane (simbolo di fedeltà) e a un cinghiale (simbolo della ribellione verso le autorità), nella quale Bianca Maria morì di stenti.

Oggi, attorno a questa triste vicenda, aleggiano storie inquietanti, come il ritrovamento di ossa umane e di animali in una sala del castello e della presenza di una macchia bianca sul suffitto di una delle stanza del castello, che sembrerebbe assumere sembianze umane. Per non parlare del suo spirito, che continuerebbe ad aleggiare senza pace nelle stanze del castello.

Dal punto di vista storico, però, pare che la leggenda contenga molti elementi di fantasia, e che i resti ritrovati apparterrebbero in realtà a una Bianca Maria Malaspina vissuta nel 1600 e non nel Medioevo. Questa ragazza, nata albina, e per questo chiamata "Bianca", venne tenuta nascosta nel castello per la sua condizione, che all'epoca veniva associata alla presenza del demonio, e  per la fotofobia di cui soffriva come conseguenza del suo stato. Leggende popolari costruirono poi attorno alla sua figura, la tormentata storia d'amore di cui fu sempre vista come protagonista.


Fonti e siti di approfondimento:

- Focus Storia (febbraio 2017)




- Foto tratta da Wikipedia.  

giovedì 12 ottobre 2017

La bambina con il cappotto rosso

Cari lettori, sbirciando tra le novità di questo periodo, ho notato questo romanzo dalla trama particolare, un po' inquietante, ma anche capace di suscitare curiosità:

TRAMA (da amazon)

«A volte il pensiero peggiore diventa un treno inarrestabile. È stata colpa mia? È stata colpa mia? È stata colpa mia?» Carmel ha otto anni, i capelli ricci che spuntano in fuori come pistilli di un soffione, un cappottone largo del suo colore preferito. Secondo la maestra si scorderebbe anche la testa, se non l'avesse attaccata al collo. Ma per la madre Beth i suoi momenti d'assenza sono esercizi di fantasia, fughe di una mente affamata di storie. Ecco perché un pomeriggio, durante un festival di storie per l'infanzia, Carmel crede anche a quella che le racconta un distinto signore con gli occhialetti tondi. Sua madre ha avuto un incidente, e lui è il nonno che la bambina non ha mai conosciuto e che si prenderà cura di lei per un po'. Mentre Beth continua a cercarla senza arrendersi, Carmel diventa una delle tante ragazzine scomparse che affollano le pagine di cronaca: con l'unica differenza che non sa di essere stata rapita. Tradotto in sedici paesi, "La bambina con il cappotto rosso" è una favola nera sulle storie che ci raccontiamo per sopravvivere ai dolori più grandi - e su quelle che invece possono materializzare le nostre peggiori paure.

martedì 10 ottobre 2017

Come un dolce ben riuscito

Cari lettori, questa settimana vi voglio consigliare un libro che ho letto molti anni fa, ma che ricordo ancora come una lettura piacevole e rilassante:

TRAMA (da google libri)

Cathy Scarlet e Tom Feather hanno deciso di mettere in piedi la più grande agenzia di catering di Dublino. Il loro progetto è frutto di un attento studio e ci sono tutte le premesse per sfondare, non ultima un'ottima intesa fra i due soci. Ma amici e parenti non sono così entusiasti e decidono di mettere loro i bastoni tra le ruote. Primi fra tutti i genitori di Tom che rifiutano la scelta professionale - e personale - del figlio. Poi i rispettivi partner di Cathy e Tom estremamente sospettosi dell'eccezionale accordo tra i due. E quando i rovesci del destino si fanno sentire, ciò che resta più saldo è il lavoro di Cathy e di Tom e non i legami affettivi, ritenuti fino allora inattaccabili da tutti.

lunedì 9 ottobre 2017

Intervista ad Alessandro Dainotti

Cari lettori, iniziamo la settimana con una nuova intervista, questa volta dedicata allo scrittore Alessandro Dainotti e alla sua opera "Un giorno qualunque": buona lettura!


 
1. Ciao Alessandro, benvenuto nel mio blog! Per iniziare a conoscerci raccontaci un po’ di te.
 
Ciao Ariel e grazie per il benvenuto. Che dire? Sono siciliano di nascita, romano di adozione e londinese per dovere. Amo leggere, andare al cinema, giocare all xBox, bere in compagnia dei miei amici, spendere la domenica in compagnia della famiglia. Sono disordinato, distratto e penso sempre a troppe cose contemporaneamente.

2. Quando hai iniziato a scrivere?
 
Ho iniziato a scrivere quando avevo 22 anni. C’era l’idea per una storia che mi girava in testa da molto tempo e non riuscivo a sbarazzarmene, così ho pensato che l’unica soluzione era quella di buttarla su carta, di darle un senso con le parole scritte e non più con quelle che mi ruotavano in mente. Dopo un paio di giorni dal quel momento, mi sono ritrovato in mano le prime pagine di quello che credevo sarebbe stato il mio primo romanzo. Purtroppo non l’ho terminato, ma so che è in attesa di essere ripreso.

3. Com’è nato “Un giorno qualunque”?
 
“Un giorno qualunque” è nato durante un viaggio in treno. Mi trovavo in un periodo poco sereno della mia vita e sentivo la necessità di riprendermi, ma non sapevo quale strada imboccare. Ho preso carta e penna ed ho iniziato a scrivere una lista delle cose che non andavano bene. A queste ho aggiunto una breve descrizione dei motivi per cui quelle cose non funzionavano e in pochi attimi ho avuto un breve resoconto dei miei ultimi mesi, che ho visto come una storia indipendente da me. A quel punto mi è subito venuto in mente il finale che volevo per quella storia e ho cominciato a scrivere l’incipit del romanzo.

4. Quali sono le caratteristiche che hai voluto far risaltare nel protagonista Adriano?
 
Volevo un personaggio in cui ogni lettore si potesse riconoscere senza difficoltà, per questo sono stato attento a non dargli una caratteristica in particolare. Adriano vive una vita comune a molte altre persone e fa scelte in cui tanti si riconoscono. Questo è uno dei motivi per cui il lettore arriva ad amare Adriano e, verso la fine del romanzo, a odiarlo quasi completamente. Sono due sentimenti del tutto discordanti, che non mi sarei mai aspettato, ma molti lettori si accomunano nelle ragioni del loro giudizio.

5. Raccontaci qualcosa di qualche personaggio secondario.

Uno dei miei personaggi secondari preferiti è Bruno, il migliore amico di Adriano. Lui è l’unico che non si prende mai sul serio. Affronta la vita con leggerezza e trova sempre il lato positivo in ogni situazione. Tutte le volte in cui fa la sua apparizione nella storia, il lettore sorride per le battute che Bruno dice o per le situazioni paradossali in cui va a cacciarsi. Tutto ciò può farlo apparire come un personaggio banale e frivolo, ma non è così. Quando sarà il momento di mostrare il coraggio, Bruno sarà in prima linea, pronto a difendere la verità anche a costo di mettersi contro le persone a cui vuole bene.

6. Quali sono le tematiche che hai voluto far risaltare nel tuo romanzo e perché?
 
Sono molte le tematiche che ho voluto affrontare: immigrazione, amore, crisi (economica e generazionale), omosessualità. Sono tutte tematiche che sento vicine e che coinvolgono in pieno il periodo storico che stiamo vivendo. Nella mia scrittura mi piace raccontare il mondo per come lo vivo e lo vedo io. Mi piace il pensiero di poter fornire ai lettori dei punti di vista che prima non avevano preso in considerazione.

7. Tre aggettivi per descrivere il tuo libro.
 
Attuale, introspettivo, agrodolce.

8. C’è uno scrittore, o anche più di uno, al quale ti ispiri quando scrivi?

Adoro Michael Cunningham e Anne Rice. Sono due scrittori che ammiro profondamente; il primo per la capacità di cogliere l’attimo nelle vite dei suoi personaggi, la seconda per la poesia della sua voce narrante. Mi ispiro a loro due come modelli di scrittura a cui vorrei arrivare, anche se il mio stile è molto diverso dal loro, soprattutto nelle descrizioni.

9. Com’è il tuo rapporto con il pubblico? Hai tenuto delle presentazioni?

“Un giorno qualunque” mi ha portato in diverse città e in diverse situazioni, ognuna della quali con un pubblico diverso. La prima esperienza in assoluto è stata la Fiera del libro di Firenze. Prima di allora non mi ero mai confrontato con il pubblico e devo ammettere che è stata un’emozione grandissima, soprattutto considerando la mia timidezza di base. Il primo giorno ero una statua di sale, poi ho imparato a sciogliermi e ad approcciare le persone. Le presentazioni sono diverse; sai che le persone sono venute apposta per te, e questo ti fa venire l’ansia da prestazione. Ma anche lì é questione di istanti: bisogna inspirare a fondo e far parlare il cuore.

10. Ti piacerebbe continuare a scrivere e a pubblicare? Hai in cantiere qualche altro progetto?

Certo! Dalla pubblicazione de “Un giorno qualunque” mi sono preso un paio di mesi di sosta per dedicarmi alla promozione del libro. Da poco mi sono rimesso a scrivere su un nuovo progetto, che spero di terminare in breve tempo. Stavolta i personaggi principali saranno due: una madre divorziata e una bambina. Voglio mettere a confronto due generazioni diverse e due modi di vivere il proprio corpo secondo stereotipi sociali opposti.

E con quest'ultima risposta ringrazio Alessandro per il tempo dedicatoci e vi dò appuntamento alla prossima intervista!

sabato 7 ottobre 2017

Un incidente chiamato amore

Buon sabato, cari lettori! Il mio post di oggi è dedicato alla recensione del romanzo di Gemma Townley "Un incidente chiamato amore", edito da Giunti.

La Townley è una delle mie scrittrici preferite e ho letto tutti i suoi romanzi: mi piace il modo in cui, nelle sue storie, mescola varie tematiche, come l'amore, l'amicizia, i rapporti familiari, il lavoro, la crescita personale; il tutto condito con una buona dose d'ironia che rende i suoi romanzi delle perfette letture per le amanti del genere chik lit.

Protagonista di questa storia è Jen, una ragazza quasi trentenne che ha dedicato la maggior parte della sua vita a combattere contro le cause ambientaliste, animata dall'ex fidanzato Gavin.

Ora, però, sente che è giunto il momento di cambiare e di raggiungere una maggior stabilità così, in un momento di incertezza, inizia a lavorare per l'azienda di sua madre, che si occupa delle stesse tematiche che le stavano care, come la salvaguardia dell'ambiente in rapporto allo sfruttamento economico.

In padre, invece, che non vede da quando sua madre si è separata da lui, ovvero da quasi quindici anni, dirige un'altra azienda di successo e rappresenta il prototipo del classico uomo d'affari che non si fa nessun scrupolo per ottenere il massimo profitto. 

Quando sulla sua azienda comncerà ad aleggiare il sospetto di corruzione tramite il legame con un'altra azienda che opera in Indonesia, la madre di Jen spingerà la figlia a compiere un'impresa molto rischiosa: iscriversi a uno dei master organizzati dalla società del padre per cercare di indagare sulla faccenda.

Dopo qualche iniziale titubanza, la nostra protagonista accetterà la sua proposta e, da questo momento, inizierà la sua missione di spionaggio, che la porterà a conoscere quel padre che di fatto non ha mai avuto la possibilità di frequentare. Scoprirà così un uomo molto diverso dal ritratto che ne ha sempre fatto la madre, e ciò destabilizzerà ancora di più la ragazza: qual è perciò la verità? Quale personalità si cela dietro alla figura di questo importante uomo d'affari? E, soprattutto, la sua azienda è colpevole o innocente?

Nella storia non manca una parte più leggera e romantica: Jen, infatti, conoscerà un ragazzo che si rivelerà essere uno degli insegnanti del master, un ex libraio ora diventato dirigente di un'importante catena libraria, che però non sembra più così tanto soddisfatto del suo ruolo. I due saranno immediatamente attratti l'uno dall'altra anche se, più di una volta, i loro problemi personali finiranno per allontanarli...

Mi è piaciuto molto leggere questa storia, perchè rappresenta ciò che cerco e mi aspetto quando leggo un romanzo chick lit: stile semplice e scorrevole, ironia, romanticismo, ma anche spunti di riflessione e tematiche più serie come, in questo caso, quelle legate alle complesse dinamiche familiari e al rapporto tra etica ed economia. 

Insomma, una lettura davvero consigliata!

giovedì 5 ottobre 2017

Il tuo anno perfetto inizia da qui

Cari lettori, tra le uscite più recenti, vi voglio segnalare questo romanzo, che dalla trama sembrerebbe rivelarsi proprio una bella lettura, non credete?

TRAMA (da amazon)

Tutti, almeno una volta, abbiamo iniziato l’anno impugnando una lista di buoni propositi. Ma per Jonathan non è così. Intrappolato in una vita monotona, ha perso la fiducia in un futuro diverso. Fino a quando, il primo gennaio, trova un’agenda piena di appuntamenti già fissati per tutto l’anno. Per uno come lui sono impegni troppo stravaganti, lontani dalla sua solita vita: camminare a piedi nudi sull’erba, dormire sotto le stelle, svegliarsi all’alba per assistere al sorgere del sole. Eppure, senza sapere di chi l’agenda, decide di andare al primo appuntamento. E qui, inaspettatamente, riceve una piccola grande lezione: bisogna imparare a dare oltre che ricevere, e mostrarsi sempre grati di quello che si ha. Parole semplici che hanno il potere di smuovere qualcosa nell’ostinato Jonathan. Di incoraggiarlo ad aprire di nuovo il suo cuore e tornare a sperare. Forse era destino che quell’agenda trovasse proprio lui. Forse è arrivato il momento di accettare la sfida del cambiamento e di riscoprire la bellezza delle piccole cose: dal piacere per la lettura allo stupore di un cielo stellato. A poco a poco, appuntamento dopo appuntamento, sorpresa dopo sorpresa, Jonathan torna a gustare sensazioni ed emozioni che credeva non potessero tornare. Ma quell’agenda speciale ha in serbo altri segreti da fargli scoprire. Perché chi l’ha riempita di impegni l’ha fatto per un atto d’amore. Un ultimo regalo alla persona più importante della sua esistenza. Un regalo per ricordare che la vita è il tesoro più prezioso ed è troppo breve per lasciare che, senza che ce ne accorgiamo, ci scivoli tra le dita.
Venduto in tutta Europa, Il tuo anno perfetto inizia da qui ha conquistato il pubblico e la critica a pochi giorni dall’uscita e ha subito scalato le classifiche, diventando uno dei libri più letti e apprezzati. Una storia delicata che ci insegna a non rimandare mai, perché oggi è il giorno perfetto per amare e credere che dietro l’angolo ci sia sempre qualcosa per cui stupirsi ancora. 

mercoledì 4 ottobre 2017

Book tag: Libri che non leggerò mai

Cari lettori, dopo un po' di tempo, ripropongo sul mio blog un book tag. Questa volta ne ho scelto uno molto particolare, trovato sul blog "La biblioteca di Eika" https://labibliotecadieika.blogspot.it/2017/07/tag-libri-che-non-leggero-mai.html e che ha, come argomento, i libri che non abbiamo intenzione di leggere. Ovviamente queste sono solo idee personali e non è detto che i libri che citerò non si rivelino per voi delle piacevoli letture, ma ogni tanto penso sia giusto parlare anche delle letture che non ci attraggono e, perciò, cominciamo con il primo punto:


1) Un libro molto famoso che non sei interessato a leggere



Nonostante il successo e la conseguente curiosità che continua ad attrarre numerosi lettori, a me il genere erotico non piace e tutto quello che ho sentito e letto su questo libro mi ha convinto ancor di più a non leggerlo. Stessa cosa vale per il film. 


2) Una serie di libri che non comincerai/ finirai





Questa è un'altra serie sulla quale più opinioni sento e leggo e più capisco che è un libro che non fa per me, soprattutto per i messaggi che trasmette.







Quest'altra serie, al contrario, l'avevo iniziata, ma non sono riuscita a proseguirla. Dopo aver letto qualche pagina del primo capitolo ho gettato la spugna, cosa insolita per me, dato che cerco sempre di concludere ciò che leggo.


3) Un classico che non ti interessa




Premettendo l'enorme stima e reverenza che provo verso ogni classico, se proprio devo fare un titolo mi viene in mente questo libro, che non rientra nei generi che più mi appassionano.


4) Generi letterari che non leggi mai

Non amo il genere fantascientifico e nemmeno l'erotico. Il primo solo per gusto personale, il secondo perchè tende ad annoiarmi con le sue scene ripetitive e con i messaggi non molto positivi che a volte trasmette. Non prediligo molto il fantasy anche se qualche libro di questo genere l'ho letto come, per esempio, la saga di Harry Potter. 


5) Un libro che si trova nella tua libreria e che probabilmente non leggerai mai



Ho un po' di libri nella mia libreria che non ho ancora letto: penso che probabilmente, prima o poi, li leggerò tutti, al momento però non sono molto attratta da questo romanzo, che staziona nella mia camera da circa quindici anni: arriverà il suo momento? Sinceramente ancora non lo so ;-)

Consideratevi tutti taggati e, se avete già fatto il tag, lasciatemi pure il link nei commenti, così da poter sbirciare tra le vostre risposte!

Al prossimo tag!

martedì 3 ottobre 2017

Lo scalpellino

Cari lettori, il freddo si avvicina... e quale occasione migliore per leggere un romanzo giallo ambientato in una gelida cittadina della Svezia? Chi mi segue sa che amo molto i romanzi di Camilla Lackberg: questo, a mio parere, è uno dei migliori, che vi consiglio di leggere:

TRAMA (da amazon)

Al largo di Fjällbacka, nella nassa di un pescatore a caccia di aragoste rimane impigliato il corpo senza vita di una bambina. Nei suoi polmoni ci sono tracce d’acqua dolce e sapone: qualcuno l’ha annegata in una vasca da bagno prima di gettarla in mare. Mentre Erica, mamma da poche settimane, è completamente assorbita da una neonata che tutto le offre fuorché le “gioie deliranti della maternità” che si aspettava, Patrik guida le indagini. Ma chi può aver voluto la morte della piccola Sara? Il paese è alla ricerca di un capro espiatorio, la gente bisbiglia, i conflitti nutriti negli anni si fanno più aspri: dentro le case dalle facciate perfette affiorano drammi familiari che il tempo non ha saputo placare.

lunedì 2 ottobre 2017

Magari domani resto

Buona settimana, cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Magari domani resto" di Lorenzo Marone, edito da Feltrinelli, che si è rivelata una lettura davvero bella ed emozionante.

Protagonista è Luce,  una giovane avvocatessa che ha trascorso tutta la sua vita nei Quartieri Spagnoli di Napoli. La giovane si è trovata a fare i conti con una vita difficile fin da ragazzina, da quando il padre ha abbandonato misteriosamente lei, la madre e il fratello per poi scomparire e non fare più ritorno.

Ora è una trentenne disillusa e dal carattere aggressivo: troncata da poco una relazione, vive da sola in un appartamento con il suo fedele cane, Alleria, e la presenza rassicurante del suo vicino, Don Vittorio, un anziano speciale, un po' musicista e un po' filosofo. Il fratello è partito per il Nord e con la madre è in perenne conflitto.

Un giorno, nello studio legale in cui lavora senza esserne particolarmente soddisfatta, le viene affidata una causa molto importante, grazie alla quale entreranno nella sua vita un bambino molto sveglio e intelligente, Kevin, e sua madre, ex moglie di un boss mafioso, che vuole strapparle il figlio a tutti i costi servendosi delle prestazioni dello studio legale in cui lavora Luce, che è perciò costretta a fare il doppio gioco.

Per la prima volta Luce comincia a provare dei sentimenti inconsueti per quel bambino, quasi che in lei si risvegliasse un senso molto affine a quello della maternità mentre, nello stesso periodo, conosce anche un originale giramondo francese e una piccola rondine, che ha bisogno di aiuto per crescere e per spiccare il volo. 

La nostra protagonista cercherà, attraverso queste nuove esperienze, di mettere ordine nella sua vita e di cercare di capire quello che vuole per il suo futuro: sarebbe meglio partire e dimenticare il suo passato o magari provare a rimanere nel posto dal quale non è mai uscita?

E' la prima volta che leggo un romanzo di quest'autore, che ho conosciuto perchè questo suo libro è arrivato in finale al premio Bancarella. E' una storia che ho letto con piacere: oltre alla storia ho apprezzato molto le riflessioni, quasi poetiche, che traspaiono nel testo, come anche la caratterizzazione della protagonista e il contesto nel quale è ambientata la storia. Interessanti e attuali anche gli spunti di riflessione, con un finale che ho particolarmente gradito. Lettura assai consigliata!

venerdì 29 settembre 2017

Giulia Domna

Cari lettori, questo è l'ultimo post culturale  della serie dedicata alle matrone romane. Questa volta vi parlerò di Giulia Domna, una donna vissuta nell'epoca tardo-imperiale.



Era figlia di un sacerdote del dio Elagabalo e nacque in Siria nel 170 d.C. Divenne moglie dell'imperatore Settimio Severo e madre del successore Caracalla. 

Era una donna molto colta e intelligente, tanto che istituì un circolo di intellettuali, formato da Flavio Filostrato, Saverio Eliano, il medico Galeno; oltre a interessarsi di scienza, di filosofia e di retorica, all'epoca discipline studiate solo dagli uomini. Si dice che, proprio per la sua cultura, si occupasse in prima persona della corrispondenza greca e latina.

Inoltre, affiancò prima il marito e poi il figlio, negli affari legati alla gestione dell'Impero romano e, con il suo parere, influenzò il marito nelle sue scelte, oltre a seguirlo nelle sue spedizioni, come quelle in Britannia. Durante i ludi saecularis condusse un gruppo di vergini nella celebrazione di un rito dedicato alla dea Giunone.

Alla morte di Settimio Severo, Giulia Domna cercò di affiancare il figlio, che non si rivelava all'altezza di un ruolo così importante e dovette subire il contrasto tra lui e il fratello Geta, che culminò con l'uccisione di quest'ultimo. 

Il popolo si rese conto del suo ruolo così preponderante, tanto che sono molte le iscrizioni, le monete e le statue a lei dedicate. 

Morì nel 217, dopo le delusioni provate per il regno di suo figlio Caracalla. 

Mi auguro che questi post dedicati a tre personaggi femminili della storia romana vi siano piaciuti e che vi abbiano fatto scoprire qualcosa in più su tre persone poco conosciute ma dalla personalità interessanti.

 
Fonti e siti di approfondimento




Foto presa da Wikipedia

giovedì 28 settembre 2017

Il caffè dei piccoli miracoli

Cari lettori, tra le uscite più recenti, vi voglio segnalare il nuovo romanzo di Nicolas Barreau, che mi intriga sia per la storia sia per l'ambientazione e che per questo sono molto curiosa di leggere:

TRAMA (da amazon)

Eleonore Delacourt ha venticinque anni e ama la lentezza. Invece di correre, passeggia. Invece di agire d’impulso, riflette. Invece di dichiarare il suo amore al professore di filosofia alla Sorbonne, sogna. E non salirebbe mai e poi mai su un aereo, in nessuna circostanza.
Timida e romantica, Nelly – come preferisce essere chiamata – adora i vecchi libri, crede nei presagi, piccoli messaggeri del destino, diffida degli uomini troppo belli e non è certo coraggiosa come l’adorata nonna bretone con cui è cresciuta, che le ha lasciato in eredità l’oggetto a lei più caro: un anello di granati con dentro una scritta in latino, “Omnia vincit amor”.
Sicuramente, Nelly non è il tipo di persona che di punto in bianco ritira tutti i propri risparmi, compra una costosissima borsa rossa e, in una fredda mattina di gennaio, lascia Parigi in fretta e furia per saltare su un treno. Un treno diretto a Venezia. Ma a volte nella vita le cose, semplicemente, accadono. Cose come una brutta influenza e una delusione d’amore ancora più brutta. Cose come una frase enigmatica trovata dentro un vecchio libro della nonna, con accanto una certa citazione in latino...
Un’incantevole storia d’amore che racconta perché può essere una fortuna far cadere la propria borsa nel Canal Grande, concedere un po’ di fiducia a un veneziano scandalosamente bello e accettare di sentirsi letteralmente mancare la terra sotto i piedi. Un viaggio appassionante tra i "quais" di Parigi e le calli di Venezia, fino a un piccolo caffè dove si celano segreti in attesa di essere svelati e i miracoli sembrano davvero possibili.

mercoledì 27 settembre 2017

Il bambino bugiardo

Cari lettori, con il post di oggi vi recensirò il romanzo "Il bambino bugiardo" di S. K. Tremayne, edito da Garzanti.

Protagonista della storia è Rachel, una giovane donna cresciuta nei bassifondi di Londra con una famiglia difficile alle spalle: il destino, dopo una brutta infanzia e adolescenza, sembra però volerla ricompensare, facendola innamorare di un ricco vedovo, David, che incarna il prototipo dell'uomo dei suoi sogni.

Dopo il matrimonio la coppia si trasferisce nella tenuta di Carnhallow, in Cornovaglia, assieme al figliastro Jamie (con il quale Rachel ha istaurato sin da subito un ottimo legame) la domestica e la suocera, che soffre di demenza senile.

Su quell'immensa tenuta aleggia però la triste sorte della prima moglie di David, la quale è precipitata in uno dei pozzi delle miniere che, in passato, erano gestite dalla famiglia di David. 

Dopo pochi giorni, Rachel si accorge che Jamie si comporta in un modo assai strano: sembra quasi che sia capace di prevedere il futuro e, molte volte, le confessa che la madre non è morta e che l'ha addirittura vista. Un giorno arriva addirittura ad affermare che Rachel morirà il giorno di Natale.

Per la nostra protagonista è l'inizio di un incubo, che comincia a farle dubitare di tutto e di tutti: cos'è successo veramente alla prima moglie di David? E' veramente morta? A questo proposito Rachel comincerà a indagare mentre, con angoscia, si accorge che non manca molto a Natale, una festività che le fa venire in mente anche dei terribili incubi sul suo passato...

Di questo autore avevo già letto e apprezzato "La gemella silenziosa", che vi consiglio nel caso non lo conosciate, così, appena uscito questo nuovo libro, l'ho messo subito in wish list. Per certi versi, questo romanzo riprende alcune atmosfere della storia precedente, come l'approfondita introspezione psicologica dei protagonisti e l'ambientazione cupa e misteriosa, però devo ammettere che ho apprezzato di più il precedente romanzo perchè in questo ho trovato alcuni punti un po' ripetitivi, a discapito di un finale eccessivamente sbrigativo. A parte questo aspetto, però, resta una lettura piacevole, che vi consiglio se amate i thriller psicologici, e lode all'autore per lo stile, che ha confuso il lettore fino alla fine, portandogli a credere tutto l'opposto rispetto alla verità. Ben fatte anche le descrizioni anche se, a mio parere, le ho trovate a tratti un po' troppo ridondanti.

martedì 26 settembre 2017

Begli amici!

Cari lettori, oggi, per la mia rubrica di consigli, vi voglio segnalare uno dei romanzi di Sophie Kinsella, che l'autrice ha pubblicato con il suo vero nome, Madeleine Wickham. E' una storia diversa rispetto ai suoi romanzi più famosi, meno ironica e più seria, ma l'ho trovata lo stesso molto interessante e densa di spunti di riflessione:

TRAMA (da amazon)

È una splendida e calda domenica di maggio e come tutti gli anni i Delaney aprono i cancelli della loro bella casa di campagna e invitano tutto il villaggio per una nuotata in piscina. È un appuntamento da non perdere e tra i partecipanti c'è Louise, con le figlie Amelia e Katie, che non intende rinunciare alla festa anche se suo marito Barnaby, da cui si è da poco separata, le lancia sguardi risentiti: quello infatti avrebbe dovuto essere il suo giorno con le bambine. Louise, però, non ha intenzione di lasciarsi turbare. In fondo che colpa ne ha lei se Amelia e Katie preferiscono giocare in piscina piuttosto che pescare con il padre? Mentre le figlie sguazzano felici in acqua, Louise prende il sole beata, persa nei pensieri rivolti al suo nuovo amore, Cassian, un giovane avvocato affascinante e molto, molto ambizioso. La giornata scorre tranquilla finché dalla piscina provengono un gran trambusto e grida di allarme: c'è stato un grave incidente e la festa si trasforma in un vero e proprio incubo. All'improvviso Louise si ritrova al centro di recriminazioni, gelosie, invidie e cattiverie, travolta da un gioco di potere più grande di lei. In breve tempo, l'intero villaggio viene coinvolto in un dramma familiare senza esclusione di colpi. In Begli amici! Madeleine Wickham racconta con il suo usuale tono ironico e acuto, e con una fine analisi psicologica dei personaggi, come un evento inaspettato possa in pochi secondi cambiare radicalmente la vita delle persone, scatenando i peggiori istinti, incrinando amicizie, sgretolando rapporti che sembravano solidi, portando lo scompiglio in una comunità solo in apparenza unita e pacifica.