martedì 31 ottobre 2017

Halloween: storia e curiosità

Cari lettori, buon Halloween! Oggi ho pensato di scrivere un post a tema dedicato a questa ricorrenza che, ormai, ha preso piede anche qui in Italia, per la gioia soprattutto dei bambini.




Il termine Halloween è la contrazione di All Hallows Eve e il suo significato è, semplicemente, "vigilia di Ognissanti".

Si tende ad associare questa festa alla tradizione americana, ma in realtà le sue origini sono celtiche e legate al culto della terra. Infatti, questa popolazione concepiva il primo di novembre come l'inizio del nuovo anno e, nella notte del 31 ottobre, festeggiava la cosiddetta "festa di fine estate", durante la quale i morti ringraziavano gli spiriti per la buona riuscita dei raccolti.

Questo perchè si credeva che, nella notte del 31 ottobre, non ci fossero più confini tra il regno dei vivi e quello dei morti. Proprio per questo si diffuse l'uso delle zucche intagliate e illuminate, per poter   guidare gli spiriti nel loro cammino. I dolcetti lasciati davanti alla porte simboleggiavano invece il tentativo di ingraziarsi queste entità. 

In seguito si diffuse l'abitudine di far travestire da spiriti i bambini e di farli girare di casa in casa chiedendo trick-or-treat? (dolcetto o scherzetto?); abitudine che è molto diffusa anche ai nostri tempi. 

Se avete voglia di scoprire qualcosa in più sulle origini e i significati di questa festa, ecco qualche lettura a tema:


TRAMA (da amazon)

Già da diversi anni, in Italia come nel resto d'Europa, zucche, maschere di vampiri e fantasmi occupano le vetrine dei negozi durante l'intero mese di ottobre; e la sera del 31 adulti e bambini, in un'atmosfera carnevalesca, festeggiano Halloween. Ma di quale ricorrenza esattamente si tratta? Halloween - una parola inglese che significa "notte sacra" - riprende gli antichi rituali druidici di Samain, le cui origini risalgono all'antica Irlanda. Durante la notte di Samain il mondo dei morti si ricongiunge con quello dei vivi e viceversa, poiché secondo un detto celtico "la morte non è che il mezzo di una lunga vita". In seguito, questa festa pagana fu trasformata dalla Chiesa in quella di Ognissanti.


TRAMA (da amazon)

Questo libro, scritto da due esperti della materia, un italiano e un'irlandese trapiantata in America, vuole offrire una ricostruzione della storia e dei significati di Halloween, dagli antichi miti celtici alle odierne zucche che spesso inquietano genitori ed educatori e affascinano i ragazzi. Qual è l'etimologia della parola? L'origine è americana o irlandese? Perché il suo simbolo è la zucca? Chi è Jack O'Lantern? Che cos'è Samhain? Cosa significa chiedere «dolcetto o scherzetto». Halloween: un business neopagano dalle radici cristiane.




 
Fonti:



lunedì 30 ottobre 2017

Book Tag: Mai dire gatto

Buon inizio di settimana a tutti! Oggi vi voglio proporre un book tag, che ho trovato nel blog di Susy de "I miei magici mondi" (se volete leggere le sue risposte potete cliccare su questo link: http://imieimagicimondi.blogspot.it/2017/10/book-tag-mai-dire-gatto.html). Il tag mi ha colpito perchè non è solo a tema libri, ma riguarda anche i nostri amici felini, una coppia a mio parere davvero perfetta, non credete anche voi?

Ma cominciamo subito:


Duchessa: un libro dalla copertina raffinata


Un romanzo autobiografico, che racconta le gioie e, soprattutto, i dolori e le rinunce di una ragazza appartente all'ambizioso e competitivo mondo della danza classica. Un libro la cui cover trovo molto raffinata, soprattutto nei tutù  delle ballerine, che conferiscono alla scena un senso di movimento circolare.


Gatto Silvestro: un libro della tua infanzia 



Premettendo che adoravo (e adoro) tutti i romanzi di Roal Dahl, questo era senza dubbio il mio preferito: mi piaceva il senso di mistero che avvolgeva l'identità delle streghe, qui concepite come donne comuni. Ricordo ancora l'inquietudine provata quando la nonna del protagonista raccontava di come, una di loro, avesse intrappolato una ragazzina in un dipinto e le risate quando l'autore descrive i loro problemi con le parrucche ;-) Molto carino anche il film, dal finale più lieto rispetto al libro.



Doraemon: un libro ambientato nel futuro


Non leggo molti romanzi ambientati nel futuro, perciò nella mia scelta sono poco originale. Penso tuttavia che questo romanzo sia un classico molto importante della letteratura inglese e che merita di essere letto, anche per chi non è avvezzo al genere.



Gatto con gli stivali: un retelling di una fiaba


Un bellissimo romanzo, che riprende la fiaba de "La Bella e la Bestia" in un contesto moderno e con una trama che, se da un lato si discosta dalla fiaba, dall'altra comunica lo stesso messaggio, ovvero quello dell'importanza della bellezza interiore e dell'amore che non considera l'esteriorità dell'amato.



Lucifero: un cattivo degno di questo nome


Leggendo molta narrativa, è difficile trovare un cattivo nel vero senso della parola, personaggio, a mio parere, più tipico delle fiabe e del genere fantasy. Per questo, il primo che mi è venuto in mente è stato Lord Voldemort di Harry Potter. 



Garfield: un romanzo trasportato in una serie tv



La serie con protagonista la pasticciona Alice Allevi è stata trasportata in una serie tv italiana l'anno scorso, e mi pare di aver letto che ci sarà anche un seguito. Spero non prestissimo, dato che devo recuperare un po' di libri di questa serie! 

Bene, il tag è terminato! Se anche voi avete voglia di rispondere alle domande lasciatemi il link e andrò di sicuro a curiosare tra le vostre risposte :-)

venerdì 27 ottobre 2017

La leggenda del conte Dracula e il castello di Bran

Cari lettori, ritorna la mia rubrica culturale, questa settimana in tema "Halloween": oggi vi parlerò infatti della leggenda del conte Dracula e del suo, anzi, dei suoi castelli.

Come tutti sapete, il personaggio del conte Dracula fu creato dallo scrittore Bram Stoker, che ambientò il suo romanzo in Transilvania, una delle regioni della Romania, uno stato ricco di castelli suggestivi.

Stoker, nella creazione del suo celebre personaggio, si ispirò a una persona realmente esistita, Vlad III l'Impalatore, principe di Valacchia, un nobile sanguinario e quindi "assettato di sangue umano" anche se solo metaforicamente. 

L'epiteto "Impalatore" stava a indicare una delle pratiche di esecuzione di condanna a morte più diffuse all'epoca, quella del palo; mentre "Dracul" (= diavolo), altro nominativo del principe, si riferiva a un titolo che gli era stato trasmesso in eredità dal padre, Vlad II, che apparteneva all'ordine dei draghi, al quale veniva associato il simbolo e il nome del diavolo. 

Nonostante la sua fama, è giusto ricordare il merito più importante dell'azione di questo principe, ovvero quella di aver fermato i Turchi di Maometto II dall'intento di conquistare la Valacchia e, proprio per questo, Vlad III viene considerato un simbolo importante nella storia del paese. 

Si crede che Stoker, nel suo romanzo, per quanto riguarda il contesto, si sia ispirato a una delle residenze del principe Vlad, ovvero quella del castello di Bran. In questo posto soggiornò per un periodo, anche se breve: la sua vera residenza, situata in Valacchia, è stata distrutta, perciò non è più possibile vederla e visitarla. 

Il castello di Bran si trovava in un punto strategico per la difesa del regno, tanto che si pensa sia stato costruito dai cavalieri Teutonici per difendersi dalle incursioni mongole: durante il Novecento, divenne dimora dei sovrani del regno di Romania. Oggi è possibile visitarlo e rivivere il fascino e il mistero del mito di Vlad III, dove la fantasia si mescola alla realtà. 


Fonti e siti di approfondimento:




giovedì 26 ottobre 2017

La piccola bottega del tè

Cari lettori, tra le uscite più recenti, voglio porre alla vostra attenzione questo romanzo, la cui trama mi ha incuriosita. Da notare anche la bellissima cover! Cosa ne pensate? Lo leggerete?


TRAMA (da amazon)

Ellie Hall ha un solo desiderio: dimenticare la vita di città e dedicarsi con amore alla piccola bottega del tè di Claverham Castle, per realizzare il suo sogno di bambina. Niente più noiosi calcoli al computer, finalmente: nelle sue giornate ci saranno solo tazze fumanti accompagnate da torte e biscottini, e amabili chiacchiere con i clienti. Tutto questo è però guastato dallo scorbutico Lord Henry, proprietario del castello, contrario ad aprire le porte della propria dimora ai visitatori. Ma Ellie non ha alcuna intenzione di perdere ciò per cui ha tanto lottato e così, cupcake dopo cupcake, con la sua bottega conquista il cuore degli abitanti, e i suoi dolci diventano l’attrattiva principale del posto. Ora tutto quello che manca nella vita di Ellie è un pizzico di romanticismo: sarà forse Joe, lo scontroso amministratore della tenuta, a donarle un po’ di inaspettata dolcezza?

martedì 24 ottobre 2017

La bambina con la neve tra i capelli

Cari lettori, oggi vi voglio segnalare un romanzo che ho letto un po' di anni fa: un giallo nordico, dalle tinte cupe e misteriose...


TRAMA (da amazon)

Macchie di sangue rosso vivo sulla neve bianchissima, e a Hagfors, paesino di poche anime nel sud della Svezia, la consueta tranquillità si spezza all'improvviso. È la sera di San Silvestro quando Hedda Losjö, appena una ragazzina, esce per andare a una festa e scompare senza lasciare tracce. Pochi giorni dopo, sul pavimento di uno scantinato, un'adolescente viene ritrovata senza vita, uccisa con un colpo di arma da fuoco alla nuca. Ma non si tratta di Hedda: nessuno reclama il corpo, e sembra che quella ragazzina, morta così tragicamente, sia arrivata dal nulla. La cittadina, con il suo lago e i boschi silenziosi, non ha mai visto così tanta violenza. E dire che Magdalena Hansson, lasciato il lavoro di giornalista di cronaca a Stoccolma, è tornata a viverci, sperando di trovarvi la serenità, liberandosi dal peso del passato, e di un segreto che non ha mai voluto raccontare a nessuno. Ma quando viene rinvenuto anche il corpo di Hedda, di fronte ai due casi insoluti, e forse intrecciati, Magda, parallelamente alle indagini della poliziotta Petra Wilander, decide di investigare. Scoprirà che dietro la superficie delle apparenze, liscia e ingannevole come quella ghiacciata del lago, si nasconde una verità terribile. Una verità che riguarda tutti gli abitanti di Hagfors, e che cambierà inesorabilmente le loro vite vuote e perfette.

lunedì 23 ottobre 2017

Dylan Dog e Johnny Freak

Cari lettori, oggi vorrei presentarvi un post un po' particolare, incentrato su un fumetto che non conosco particolarmente, ma del quale ho letto un episodio: sto parlando di Dylan Dog e il fascicolo a cui faccio riferimento è  "Johnny freak".

Questa serie è stata edita per la prima volta nel 1986 per l'editore Sergio Bonelli, su idea di Tiziano Sclavi, diventando ben presto una delle serie a fumetti più vendute, dopo Topolino e Tex. 

Protagonista è proprio Dylan Dog, di professione indagatore dell'incubo. Vive a Londra, ha un misterioso passato e si occupa di risolvere, come detective privato, degli insoliti casi in cui si trovano coinvolti personaggi particolari. Veste sempre nello stesso modo: camicia rossa e giacca nera; jeans e scarpe Clarks. 

E' un eroe inusuale, che non assume in sè tutte le caratetteristiche tipiche della sua figura: è infatti un tipo originale, non sempre coraggioso, e incapace di istaurare rapporti affettivi stabili. Non fuma, non beve, è vegetariano e animalista.

Un altro personaggio tipico della serie è Groucho, assistente di Dylan, vera e propria spalla comica del personaggio. 

L'episodio che ho letto è molto particolare: la storia è infatti incentrata su un misterioso giovane ragazzo che viene trovato da Dylan Dog e portato in ospedale. Il ragazzo è senza gambe, privo di alcuni organi vitali, fa fatica a comunicare ma rivela un ottimo talento artistico. Stringe sin da subito una forte amicizia con Dylan, il quale cerca di scoprire le sue origini.

Dopo qualche tempo si presentano i suoi genitori, riconoscendo in lui il figlio che era loro stato rapito anni prima. Il caso sembra essersi risolto, ma non tutto è come sembra e molti saranno i colpi di scena che condurranno a un finale che stupirà, in bene e in male, il lettore. 

Nonostante non sia particolarmente amante del genere fumettistico (se non si contano i "Topolino" che leggevo da bambina) ho apprezzato questa storia, che rivela molti spunti di riflessione e presenta personaggi ricchi di umanità, contrapposti ad altri senza scrupoli. Una storia triste ma portatrice di una bella morale. 

E voi conoscete questo fumetto? Siete appassionati del genere o non ne siete avvezzi? Come sempre, se ne avete voglia, scrivetemi le vostre impressioni!

Fonti e siti di approfondimento:



venerdì 20 ottobre 2017

La vera storia di Robinson Crusoe

Cari lettori, oggi, per la mia rubrica culturale, ho deciso di parlarvi di un'opera molto famosa della letteratura inglese e, in particolare, del suo protagonista. Sto parlando di Robinson Crusoe, personaggio creato da Daniel Defoe.

Questo personaggio è molto conosciuto, anche da chi non ha letto il romanzo, ma forse pochi sanno che non fu un personaggio creato in toto dalla fantasia del suo scrittore.

La storia del naufrago più famoso presenta infatti molte similitudini con le disavventure di Alexander Selkirk, nato nel 1676 in Scozia, figlio di un calzolaio che, per cercare una vita diversa da quella del padre, si imbarcò sulla nave inglese Cinq Port, diretta ai mari del Sud, probabilmente per compiere delle scorribande.

Dopo qualche mese, però, Alexander cominciò a litigare con il capitano a causa della mancanza di viveri e delle cattive condizioni della nave, che infatti sarebbe naufragata dopo poco tempo. Per questo, secondo le consuetudini piratesche, venne considerato alla stregua di un disertore e abbandonato sull'isola Mas a Tierra con pochi viveri, polvere da sparo, un moschetto, strumenti da falegname e una Bibbia. 

Così, terminati i viveri, Selkirk dovette imparare a caversela da solo: si costruì un rifugio e degli utensili; grazie agli insegnamenti del padre creò nuovi vestiti con le pelli degli animali e cominciò ad allevare dei gatti per scacciare i ferocissimi topi che attentavano ai pochi viveri che riusciva a procurarsi. 

L'isola in cui si trovava era in una zona poco frequentata e, in quattro anni, passarono solo due navi spagnole, dalle quali il naufrago si nascose per il timore di essere catturato per essere poi condannato a morte, in quanto nemiche.

Per sua fortuna, nel 1709, dopo quattro anni, il marinaio venne salvato da una nave inglese. Fece però ritorno in patria solo nel 1711, dopo altre spedizioni. Una volta in Inghilterra, rilasciò interviste e scrisse addirittura una storia sull'esperienza che aveva vissuto. Defoe, autore del romanzo su Robinson Crusoe, lesse il manoscritto di Selkirk, ma si mostrò poco interessato, sia allo scritto sia al suo autore, che non ricavo i guadagni che aveva sperato.

Alexander Selkirk partì poi per l'Africa, dove morì nel 1721. Si pensa invece che Defoe si ispirò molto alla vicenda del marinaio, anche se solo per quanto riguarda l'episodio del naufragio. Il personaggio di Robinson, infatti, nonostante alcune somiglianze, è molto diverso da quello di Alexander: egli, infatti, non è un marinaio-pirata, ma un esponente della classe borghese, ambizioso e desideroso di realizzarsi con le proprie capacità. Un modello di uomo che si confaceva alla società dell'epoca e che decretò per questo il successo del romanzo di Defoe, a scapito del manoscritto di Serkirk.


Fonti e spunti di approfondimento:

- Focus Storia, settembre 2017;




- Prima foto tratta da Literature Wikia, seconda da wsj.com.

giovedì 19 ottobre 2017

Festa di famiglia

Cari lettori, tra le nuove uscite di questa settimana, vi voglio segnalare il nuovo romanzo di Sveva Casati Modignani, che mi ispira molto per il tema trattato, quello dell'amicizia al femminile:


TRAMA (da amazon)

È quasi Natale. A Milano, in un ristorante di piazza Novelli già addobbato a festa, la proprietaria si prepara ad accogliere le ospiti abituali del giovedì. Andreina, Carlotta, Gloria e Maria Sole: quattro amiche, quattro giovani donne che ogni settimana si concedono quel momento di chiacchiere e confidenze. Due single, due in coppia, tutte alle prese con i dubbi del cuore: relazioni che le rendono felici a metà, uomini che dopo grandi dichiarazioni e doni preziosi si sono volatilizzati, oppure sono entrati in modalità-pantofola e pensano che il desiderio di ogni donna sia un robot da cucina.
Quella sera, le attende un compleanno da festeggiare. Ma anche una confessione imprevista: Andreina aspetta un bambino. Proprio lei, soddisfatta della sua vita da single impegnata nel lavoro, ora deve affrontare una scelta d'amore che la coglie impreparata. «Che non ti venga mai in mente di fare un figlio senza avere un marito», le ripeteva sempre sua madre, per risparmiarle quanto era capitato a lei in un'epoca in cui una situazione simile era causa di scandalo e grandi sacrifici per una ragazza. Andreina appartiene a una nuova generazione di donne, più emancipate e disinvolte, eppure di fronte a quella decisione si sente smarrita. Forse la risposta è già nel suo cuore, in quell'angolo buio in cui ha imparato a nascondere i sentimenti. Una cosa è certa: qualunque sia la sua scelta, le amiche le saranno sempre accanto, come una famiglia.

mercoledì 18 ottobre 2017

Blogger Recognition Award

Cari lettori, il post di oggi è molto speciale  perchè sarà interamente dedicato al "Blogger Recognition Award", un premio assegnato dai blogger ad altri blog, senza contare il loro numero di lettori fissi: oggi sono molto lieta di comunicarvi che il mio piccolo angolino è stato nominato da ben tre blogger, che colgo l'occasione di ringraziare!



Cosa fare quando si viene nominati al "Blogger Recognition Award"?


1. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo blog

Grazie ancora a Vanessa, di https://gattaracinefila.blogspot.it, che gestisce un blog veramente delizioso, dove si possono trovare articoli molto variegati, dedicati al magico mondo dei felini, dei libri, delle serie tv... insomma, ce n'è per tutti i gusti!

Grazie anche ad Alice, di http://somebooksare.blogspot.it/, amministratrice di un blog letterario che consiglio soprattutto agli amanti dei libri, con molte recensioni e rubriche a tema che di certo cattureranno la vostra curiosità!

E tanti ringraziamenti anche  alla blogger Federica, che gestisce https://ciprovogustoalleavventure.blogspot.it/, il cui blog ho da poco conosciuto, ma che seguo già con interesse, dato che parla di libri e propone articoli molto interessanti!


2. Scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento

Eccolo qua ;-)


3. Raccontare la nascita del proprio blog

Ho deciso di aprire un blog essenzialmente per due motivi: il primo per tenere un diario delle mie letture, il secondo per farmi conoscere come scrittrice. Poi, quando il progetto è diventato concreto, ho deciso di aggiungere altre rubriche letterie, come quella dedicata ai consigli, agli autori emergenti o alle nuove uscite. In seguito ho pensato che sarebbe stato bello poter usare il blog anche come occasione per poter appronfondire dei temi che mi interessano, legati alle mie passioni per le materie umanistiche a altro, e da qui è nata la mia rubrica culturale e quella legata alle curiostà a tema che, anche se a periodi alterni, cerco di tenere aggiornate. Infine, mi è venuta l'idea di tenere una rubrica mensile che cambia di anno in anno: l'anno scorso era incentrata sui classici, quest'anno sui fiori, per l'anno prossimo ancora non mi sbilancio!

Uno degli aspetti più belli dell'avere un blog è anche la possibilità di creare una bella rete di conoscenze, con le quali lasciare commenti e pareri nei nostri rispettivi blog e l'idea di poter scambiare idee e opinioni con altre persone appassionate come me è stato un altro dei motivi che mi ha spinto a creare il mio blog.


4. Dare consigli ai nuovi blogger

In realtà non mi sento particolarmente "veterana", dato che scrivo sul blog da poco più di un anno e mezzo, però se qualcuno mi chiedesse dei consigli, gli darei queste indicazioni:

- pubblicare e parlare di quello che ci piace di più, senza considerare se i nostri argomenti rientrano nella "moda" del momento oppure no;

- rispondere sempre ai commenti dei lettori che, con le loro parole, ci dimostrano di essere interessati a quello che scriviamo. Anche se con il tempo le visualizzazioni e il numero dei cosiddetti "lettori fissi" dovessero aumentare, non dare mai nessun lettore per scontato, perchè ognuno di essi è importante, dall'habituè a quello "di passaggio";

- interagire con gli altri blog, non solo per farsi conoscere, ma anche perchè è bello e divertente leggere e commentare i post degli altri blogger e stringere delle relazioni, seppur virtuali.


5. Nominare altri quindici blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento

Queste sono le mie nomine, in ordine sparso:












 




6. Informare chi ti ha nominato e chi hai nominato

Sarà fatto!

Grazie ancora a Vanessa, Alice e Federica :-)

martedì 17 ottobre 2017

Storia del nuovo cognome

Cari lettori, se avete letto e apprezzato il primo volume della serie de "L'amica geniale", non posso che consigliarvi la lettura del secondo libro, incetrato sull'amicizia dalle mille sfaccettature di Lila ed Elena, ora adolescenti:

TRAMA (da amazon)

Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha scoperto che non sta bene né nel rione né fuori.
Le vicende dell’Amica geniale riprendono a partire da questo punto e ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. Il tutto sullo sfondo di una Napoli, di un’Italia che preparano i connotati allarmanti di oggi.
Della trama non anticiperemo niente. Storia e forza della scrittura fanno tutt’uno al punto che ci pare sconveniente guastare al lettore il piacere di leggere sorprendendosi
a ogni pagina. Meglio dunque abbandonarsi a Lila ed Elena: conoscerle a fondo, riconoscersi sia nella tendenza alla conformità acquiescente sia nella caparbia determinazione a prendere in mano il proprio destino.

lunedì 16 ottobre 2017

Ottobre: la Sternbergia

Cari lettori, iniziamo la settimana con il ritorno della mia rubrica floreale, questo mese dedicata alla Sternbergia.




E' un fiore giallo, molto simile al croco, tanto che per questo motivo viene chiamata anche "Zafferano giallo" o "Zafferanastro giallo".

E' un tipo di pianta abbastanza raro, che fiorisce nella zona mediterranea e in Medioriente. In particolare, in Italia, è diffusa soprattutto nelle Murge, ma anche in Sardegna.

E' ritenuta da molti esperti come la miglior fioritura autunnale: questo fiore, infatti, si sviluppa, con le sue foglie verdissime e carnose, a partire dalla fine di settembre e fino all'inizio di novembre. Proprio per questo sopporta bene il freddo, anche se predilige le zone luminose, rischiarate dalla luce del sole. Tende a essere piantata in bulbi, che si preferisce interrare in primavera, attenzione però: i bulbi sono tossici e necessitano quindi di molta attenzione!

Il suo nome, così particolare, deriva dal suo scopritore, ovvero il Conte Moritz Sternberg, medico e botanico vissuto a Praga nel 1700. 

Molte volte questa specie viene assimilata al gruppo dei cosiddetti "crochi invernali": purtroppo, non ho rinvenuto leggende specifiche legate a questo fiore che, per la sua rarità, viene generalmente raggruppato all'interno della specie dei crochi. Se volete però leggere qualche storia su questi ultimi, vi rimando al mio articolo del mese di febbraio:http://langolodiariel.blogspot.it/2017/02/febbraio-il-croco.html

Fonti:






Foto tratta da "Scelte per te".

sabato 14 ottobre 2017

99 giorni

Cari lettori, oggi vi recensirò un romanzo che si è rivelato una bellissima scoperta, "99 giorni" di K.A. Tucker, edito da Newton Compton.

Ho scoperto l'esistenza di questo libro e della sua autrice proprio nella blogosfera e, dopo aver letto recensioni positivissime su una trama che poteva piacermi, ho deciso di leggerlo... e ho fatto molto bene!

La storia è strutturata su due piani temporali diversi e su due differenti punti di vista: quello del protagonista maschile Jesse, che ci racconta gli antefatti; e quello della protagonista femminile, voce narranted del presente.

La ragazza non conosce il suo nome, anzi, non conosce proprio nulla di sè stessa e della sua vita: è stata ritrovata in fin di vita dallo sceriffo del villaggio di Sisters, nell'Oregon, dopo essere stata picchiata selvaggiamente e violentata, perdendo così il bambino che portava in grembo. Nonostante tutto riesce a sopravvivere, anche se con un'amnesia, che non le fa ricordare nulla: unico simbolo del suo passato è un tatuaggio raffigurante il simbolo dell'acqua, ed è proprio per questo che la ragazza decide di farsi chiamare Acqua.

In ospedale conosce Ginny, un'anziana donna, dal carattere burbero e molto chiuso, che si offre di ospitarla nel suo ranch, che confina proprio con la proprietà dello sceriffo Gabe, sposato con la moglie Meredith (la dottoressa che l'ha operata) e i suoi due figli, l'infermiera Amber e Jesse, un misterioso ragazzo che suscita subito l'attenzione di Acqua, attratta da quella persona così sfuggente che le viene indicata dagli altri come un ragazzo ribelle e problematico.

Grazie al racconto di Jesse, ambientato nel passato, il lettore, a poco a poco, comincia a scoprire qualche frammento in più sulla vita passata di Acqua: il ragazzo infatti, di professione meccanico, narra di come una sera si sia fermato a soccorrere una donna con l'auto in panne, una perfetta sconosciuta che, in un momento di sconforto, ha confessato a lui, un perfetto sconosciuto, di come la sua vita fosse difficile, strappandogli poi un bacio che cambierà per sempre la sua vita...

Ho trovato questo libro molto avvincente, dato che alla storia d'amore unisce anche sfumature tipiche del thriller e del giallo: saranno molti i misteri che si snoderanno in tutta la vicenda, portando così il lettore a voler proseguire la lettura. Azzeccatissima l'alternanza sia temporale sia dei punti di vista dei due personaggi, così come lo stile fluido, l'ambientazione del paesino che ricorda i villaggi western, e la focalizzazione su un tema triste ma, purtroppo, molto attuale: la violenza domestica sulle donne. Unica pecca il triste fatto che accade alla fine (non posso aggiungere altro per non fare spoiler)... ma perchè!? Io, sinceramente, lo avrei evitato! 

Sorvolando su quest'ultimo punto, vi consiglio moltissimo la lettura di questo romanzo e grazie alle blogger che me lo hanno fatto conoscere con le loro recensioni!

venerdì 13 ottobre 2017

La leggenda del Castello di Malaspina

Cari lettori, oggi ritorna la mia rubrica culturale del venerdì. Questa volta ho deciso di proporvi un argomento più misterioso, che mescola amore, odio e mistero: trattasi di una delle leggende che aleggiano attorno ai numerosi castelli di cui è pieno il nostro Paese, in particolare quella del Castello di Malaspina.

La fortezza è situata a Fosdinovo, al confine tra la Liguria e la Toscana, tra il golfo di La Spezia e le Alpi Apuane. E' in questo posto che si svolge gran parte della triste storia di Bianca Maria Aloisia Malaspina,  vissuta nel XIII secolo.

Secondo la leggenda la ragazza s'innamorò di uno stalliere che prestava servizio nel castello. Il loro amore fu però osteggiato dalla famiglia di lei, che miravano che la figlia sposasse un cavaliere. Alla loro richiesta, la ragazza difese il suo amore per lo stalliere, e per questo fu rinchiusa in un convento. Bianca Maria riuscì comunque a vedere il suo amato, tramite incontri clandestini: secondo una versione della leggenda rimase incinta, secondo un'altra al momento di prendere i voti si rifiutò di farlo.

L'uno o l'altro motivo portarono a delle gravissime conseguenze: lo stalliere venne ucciso e Bianca Maria fu riportata al castello dove, sotto tortura, venne obbligata a rinnegare il suo amore. 

Dato che la ragazza si rifiutò di farlo, la famiglia decise di rinchiuderla in una delle stanze e di murarla viva, assieme a un cane (simbolo di fedeltà) e a un cinghiale (simbolo della ribellione verso le autorità), nella quale Bianca Maria morì di stenti.

Oggi, attorno a questa triste vicenda, aleggiano storie inquietanti, come il ritrovamento di ossa umane e di animali in una sala del castello e della presenza di una macchia bianca sul suffitto di una delle stanza del castello, che sembrerebbe assumere sembianze umane. Per non parlare del suo spirito, che continuerebbe ad aleggiare senza pace nelle stanze del castello.

Dal punto di vista storico, però, pare che la leggenda contenga molti elementi di fantasia, e che i resti ritrovati apparterrebbero in realtà a una Bianca Maria Malaspina vissuta nel 1600 e non nel Medioevo. Questa ragazza, nata albina, e per questo chiamata "Bianca", venne tenuta nascosta nel castello per la sua condizione, che all'epoca veniva associata alla presenza del demonio, e  per la fotofobia di cui soffriva come conseguenza del suo stato. Leggende popolari costruirono poi attorno alla sua figura, la tormentata storia d'amore di cui fu sempre vista come protagonista.


Fonti e siti di approfondimento:

- Focus Storia (febbraio 2017)




- Foto tratta da Wikipedia.  

giovedì 12 ottobre 2017

La bambina con il cappotto rosso

Cari lettori, sbirciando tra le novità di questo periodo, ho notato questo romanzo dalla trama particolare, un po' inquietante, ma anche capace di suscitare curiosità:

TRAMA (da amazon)

«A volte il pensiero peggiore diventa un treno inarrestabile. È stata colpa mia? È stata colpa mia? È stata colpa mia?» Carmel ha otto anni, i capelli ricci che spuntano in fuori come pistilli di un soffione, un cappottone largo del suo colore preferito. Secondo la maestra si scorderebbe anche la testa, se non l'avesse attaccata al collo. Ma per la madre Beth i suoi momenti d'assenza sono esercizi di fantasia, fughe di una mente affamata di storie. Ecco perché un pomeriggio, durante un festival di storie per l'infanzia, Carmel crede anche a quella che le racconta un distinto signore con gli occhialetti tondi. Sua madre ha avuto un incidente, e lui è il nonno che la bambina non ha mai conosciuto e che si prenderà cura di lei per un po'. Mentre Beth continua a cercarla senza arrendersi, Carmel diventa una delle tante ragazzine scomparse che affollano le pagine di cronaca: con l'unica differenza che non sa di essere stata rapita. Tradotto in sedici paesi, "La bambina con il cappotto rosso" è una favola nera sulle storie che ci raccontiamo per sopravvivere ai dolori più grandi - e su quelle che invece possono materializzare le nostre peggiori paure.

martedì 10 ottobre 2017

Come un dolce ben riuscito

Cari lettori, questa settimana vi voglio consigliare un libro che ho letto molti anni fa, ma che ricordo ancora come una lettura piacevole e rilassante:

TRAMA (da google libri)

Cathy Scarlet e Tom Feather hanno deciso di mettere in piedi la più grande agenzia di catering di Dublino. Il loro progetto è frutto di un attento studio e ci sono tutte le premesse per sfondare, non ultima un'ottima intesa fra i due soci. Ma amici e parenti non sono così entusiasti e decidono di mettere loro i bastoni tra le ruote. Primi fra tutti i genitori di Tom che rifiutano la scelta professionale - e personale - del figlio. Poi i rispettivi partner di Cathy e Tom estremamente sospettosi dell'eccezionale accordo tra i due. E quando i rovesci del destino si fanno sentire, ciò che resta più saldo è il lavoro di Cathy e di Tom e non i legami affettivi, ritenuti fino allora inattaccabili da tutti.

lunedì 9 ottobre 2017

Intervista ad Alessandro Dainotti

Cari lettori, iniziamo la settimana con una nuova intervista, questa volta dedicata allo scrittore Alessandro Dainotti e alla sua opera "Un giorno qualunque": buona lettura!


 
1. Ciao Alessandro, benvenuto nel mio blog! Per iniziare a conoscerci raccontaci un po’ di te.
 
Ciao Ariel e grazie per il benvenuto. Che dire? Sono siciliano di nascita, romano di adozione e londinese per dovere. Amo leggere, andare al cinema, giocare all xBox, bere in compagnia dei miei amici, spendere la domenica in compagnia della famiglia. Sono disordinato, distratto e penso sempre a troppe cose contemporaneamente.

2. Quando hai iniziato a scrivere?
 
Ho iniziato a scrivere quando avevo 22 anni. C’era l’idea per una storia che mi girava in testa da molto tempo e non riuscivo a sbarazzarmene, così ho pensato che l’unica soluzione era quella di buttarla su carta, di darle un senso con le parole scritte e non più con quelle che mi ruotavano in mente. Dopo un paio di giorni dal quel momento, mi sono ritrovato in mano le prime pagine di quello che credevo sarebbe stato il mio primo romanzo. Purtroppo non l’ho terminato, ma so che è in attesa di essere ripreso.

3. Com’è nato “Un giorno qualunque”?
 
“Un giorno qualunque” è nato durante un viaggio in treno. Mi trovavo in un periodo poco sereno della mia vita e sentivo la necessità di riprendermi, ma non sapevo quale strada imboccare. Ho preso carta e penna ed ho iniziato a scrivere una lista delle cose che non andavano bene. A queste ho aggiunto una breve descrizione dei motivi per cui quelle cose non funzionavano e in pochi attimi ho avuto un breve resoconto dei miei ultimi mesi, che ho visto come una storia indipendente da me. A quel punto mi è subito venuto in mente il finale che volevo per quella storia e ho cominciato a scrivere l’incipit del romanzo.

4. Quali sono le caratteristiche che hai voluto far risaltare nel protagonista Adriano?
 
Volevo un personaggio in cui ogni lettore si potesse riconoscere senza difficoltà, per questo sono stato attento a non dargli una caratteristica in particolare. Adriano vive una vita comune a molte altre persone e fa scelte in cui tanti si riconoscono. Questo è uno dei motivi per cui il lettore arriva ad amare Adriano e, verso la fine del romanzo, a odiarlo quasi completamente. Sono due sentimenti del tutto discordanti, che non mi sarei mai aspettato, ma molti lettori si accomunano nelle ragioni del loro giudizio.

5. Raccontaci qualcosa di qualche personaggio secondario.

Uno dei miei personaggi secondari preferiti è Bruno, il migliore amico di Adriano. Lui è l’unico che non si prende mai sul serio. Affronta la vita con leggerezza e trova sempre il lato positivo in ogni situazione. Tutte le volte in cui fa la sua apparizione nella storia, il lettore sorride per le battute che Bruno dice o per le situazioni paradossali in cui va a cacciarsi. Tutto ciò può farlo apparire come un personaggio banale e frivolo, ma non è così. Quando sarà il momento di mostrare il coraggio, Bruno sarà in prima linea, pronto a difendere la verità anche a costo di mettersi contro le persone a cui vuole bene.

6. Quali sono le tematiche che hai voluto far risaltare nel tuo romanzo e perché?
 
Sono molte le tematiche che ho voluto affrontare: immigrazione, amore, crisi (economica e generazionale), omosessualità. Sono tutte tematiche che sento vicine e che coinvolgono in pieno il periodo storico che stiamo vivendo. Nella mia scrittura mi piace raccontare il mondo per come lo vivo e lo vedo io. Mi piace il pensiero di poter fornire ai lettori dei punti di vista che prima non avevano preso in considerazione.

7. Tre aggettivi per descrivere il tuo libro.
 
Attuale, introspettivo, agrodolce.

8. C’è uno scrittore, o anche più di uno, al quale ti ispiri quando scrivi?

Adoro Michael Cunningham e Anne Rice. Sono due scrittori che ammiro profondamente; il primo per la capacità di cogliere l’attimo nelle vite dei suoi personaggi, la seconda per la poesia della sua voce narrante. Mi ispiro a loro due come modelli di scrittura a cui vorrei arrivare, anche se il mio stile è molto diverso dal loro, soprattutto nelle descrizioni.

9. Com’è il tuo rapporto con il pubblico? Hai tenuto delle presentazioni?

“Un giorno qualunque” mi ha portato in diverse città e in diverse situazioni, ognuna della quali con un pubblico diverso. La prima esperienza in assoluto è stata la Fiera del libro di Firenze. Prima di allora non mi ero mai confrontato con il pubblico e devo ammettere che è stata un’emozione grandissima, soprattutto considerando la mia timidezza di base. Il primo giorno ero una statua di sale, poi ho imparato a sciogliermi e ad approcciare le persone. Le presentazioni sono diverse; sai che le persone sono venute apposta per te, e questo ti fa venire l’ansia da prestazione. Ma anche lì é questione di istanti: bisogna inspirare a fondo e far parlare il cuore.

10. Ti piacerebbe continuare a scrivere e a pubblicare? Hai in cantiere qualche altro progetto?

Certo! Dalla pubblicazione de “Un giorno qualunque” mi sono preso un paio di mesi di sosta per dedicarmi alla promozione del libro. Da poco mi sono rimesso a scrivere su un nuovo progetto, che spero di terminare in breve tempo. Stavolta i personaggi principali saranno due: una madre divorziata e una bambina. Voglio mettere a confronto due generazioni diverse e due modi di vivere il proprio corpo secondo stereotipi sociali opposti.

E con quest'ultima risposta ringrazio Alessandro per il tempo dedicatoci e vi dò appuntamento alla prossima intervista!