giovedì 31 maggio 2018

L'estate delle coincidenze

Cari lettori, oggi si parla di nuove uscite: il romanzo che vi segnalo in questo post è stato scritto da una delle mie autrici preferite, Ali McNamara, e dalla trama mi sembra davvero una lettura perfetta per l'estate ormai imminente, cosa ne pensate? Lo leggerete?

TRAMA (da amazon)

È una magnifica estate e Ren Parker è a caccia: il suo lavoro, infatti, è quello di scovare in giro per l’Irlanda la casa perfetta per un cliente molto esigente. La sua ricerca la porta fino alla costa occidentale dell’isola, nella piccola città di Ballykiltara. Qui sorge Welcome House, un piccolo gioiello. C’è solo un problema: nessuno ha idea di chi sia il proprietario. Quella casa è una sorta di leggenda per gli abitanti della cittadina. La sua porta è sempre aperta per chi ha bisogno di un tetto e non mancano mai scorte di cibo per i poveri o chiunque passi per una sosta. Mentre Ren indaga sulla proprietà, per capire come avviare una trattativa, comincia a immergersi nella storia e nei racconti che circondano la vecchia casa, aiutata da Finn, l’affascinante gestore dell’albergo in cui alloggia. Riuscirà a scoprire il segreto della misteriosa Welcome House?

mercoledì 30 maggio 2018

B.B.B. Award

Cari lettori, con questo post vi informo che il mio blog ha ricevuto il B.B.B. Award, un premio creato dalla blogger Francesca Vanni https://francescavanniautrice.blogspot.com/, la cui sigla sta per Bastiano Baldassarre Bucci, protagonista de "La storia infinita".  



Come ogni premio ha delle regole da seguire, vediamole insieme:
- ringraziare chi vi ha dato il premio e prendere il banner
- rispondere alle domande
- girare il premio ad almeno tre blogger 

Ringrazio di cuore Vanessa del blog http://gattaracinefila.blogspot.com/ per avermi nominata e procedo subito con le risposte alle domande:

1. Cosa sono per te i libri?

Un ottimo modo per passare il tempo, viaggiare con la fantasia, e avere la possibilità di immedesimarsi in tante vite e situazioni, che in una sola esistenza non sarebbe possibile. Diciamo che il mio pensiero si avvicina molto a quello di Umberto Eco.

2.  Consiglieresti mai un libro?

Certo, già con il mio blog lo faccio, tanto più che, oltre alle recensioni, ho una rubrica dedicata proprio ai consigli delle letture che mi sono maggiormente piaciute! 

Inoltre, per qualche tempo, ho lavorato come bibliotecaria e, anche in quel contesto, mi è capitato di dare dei consigli, dato che spesso gli utenti si trovavano spaesati di fronte a tutti i libri che si trovano davanti! E, a mio parere, quello è uno degli aspetti più belli di quest'attività!

3. Copertina, titolo, numero di pagine: ti fai influenzare da questi tre elementi nella scelta di un libro?

Sì, ma dopo essere stata colpita da un titolo e/o da una copertina leggo anche la trama, e se questa non dovesse essere di mio gradimento abbandono ogni proposito di lettura! 

Per quanto riguarda il numero della pagine, se una storia mi piace la leggo anche se la mole è consistente, ma la riservo per momenti meno impegnativi e in cui ho maggior tempo libero.

4. Autori nuovi: sì o no?

Assolutamente sì, nella scelta di un libro per me conta più la trama che il nome o la nazionalità dell'autore, anche se i libri dei miei autori preferiti tendo a leggerli sempre!

5. Libri semi/auto pubblicati: sì o no?

Ni, ma non per il luogo comune self = schifezza. Il motivo sta nel non avere un lettore digitale, su cui leggere le edizioni digitali, a parte il pc. Poi, procurandomi i libri in biblioteca, mi è difficile trovare nel catalogo le edizioni cartacee.

6. Leggi più libri insieme o uno alla volta?

Solitamente uno alla volta, ma quando dalla biblioteca mi arrivano 4/5 libri tutti assieme con un solo mese di tempo per leggerli tutti allora è  possibile che ne legga più di uno nelle stesse giornate.

7. Il libro che vorresti aver scritto?

Punto in alto: la "Divina Commedia"!


Questi sono i blog che nomino:



martedì 29 maggio 2018

In lettura... #22

Cari lettori, ecco a voi il consueto post settimanale nel quale vi racconto cosa sto leggendo:

Dopo aver letto e terminato, nel weekend, l'ultimo romanzo di Rosa Teruzzi ("Non si uccide per amore") ieri ho deciso di continuare la serie di Janet Evanovich, che ha per protagonista la divertentissima e pasticciona cacciatrice di taglie Stephanie Plum. Per questo ho iniziato il terzo volume, che si preannuncia ironico e vivace come i precedenti. La protagonista, questa volta, si trova alle prese con una persona al di sopra di ogni sospetto, un gelataio/pasticcere che sembra misteriosamente scomparso. Cosa si celerà dietro questo nuovo caso? Ovviamente sono molto curiosa di saperlo!



Appuntamento alla prossima settimana!

lunedì 28 maggio 2018

La lanterna dell'amicizia- Bisogna sempre ringraziare chi ci aiuta

Cari lettori, come ogni lunedì, ecco per voi un nuovo capitolo della mia storia per bambini, della quale potete recuperare i capitolo precedenti cliccando sull'etichetta "La lanterna dell'amicizia". Quello che vi propongo oggi è il quinto capitolo, dal titolo "Bisogna sempre ringraziare chi ci aiuta". In esso Amina, dopo un episodio che la vedrà coinvolta con la madre, capisce l'importanza di ringriziare le persone che ci aiutano o ci fanno un regalo:





 Le giornate estive si susseguivano sempre tutte uguali, ma ora Amina era più felice, grazie al suo nuovo giocattolo. Era molto divertente pettinare i lunghi capelli biondi della sua bambola; divertirsi a farle da mamma; portarla a passeggio per le stanze della casa; farle fare il bagno e lavargli il vestitino. 


 Provava un forte senso di gratitudine per quella misteriosa persona che gliel’aveva regalata, ma non osava risponderle, perché non riusciva a esprimere in un italiano corretto tutto quello che provava. E poi il suo carattere timido non la facilitava di certo. 


 Un giorno, però, fu costretta a cambiare idea: era domenica ed era uscita con sua madre a fare una passeggiata. Peccato che si fossero spinte troppo in là e, a un certo punto si erano perse. La mamma, allora, decise di chiedere aiuto a un passante che, molto cortesemente, le fornì le indicazioni per poter raggiungere la loro casa. Questo risollevò la donna, che si affrettò a ringraziarlo calorosamente.


 «Vedi, Amina»le disse poi, mentre si affrettavano a svoltare a destra, secondo le indicazioni che aveva fornito loro l’uomo «bisogna sempre ringraziare chi ci aiuta, perché nel mondo non ci sono solo persone cattive, come quelle che ci hanno costretto a lasciare il nostro paese, ma anche persone buone, come quel signore di poco fa».


 “E come chi mi ha regalato la bambola” aggiunse Amina con il pensiero provando, nello stesso tempo, una sensazione di disagio. Quella persona era stata molto carina con lei: le aveva regalato un giocattolo tutto nuovo, rallegrando così le sue giornate, e lei non l’aveva nemmeno ringraziata!


 Dato che il senso di colpa tendeva a crescere sempre di più, ricordando la frase della mamma, il giorno dopo la bambina cercò di scacciare ogni sua insicurezza, prese un foglietto e sopra ci scrisse solo una parola, accanto al suo nome, “Grazzie”, proprio con due zeta: da una parte perché non si ricordava la scritta precisa di quella parola e dall’altra perché in questo modo le sembrava di poter far sentire ancora di più il senso di gratitudine che provava verso quella persona sconosciuta. Come aveva fatto poi per il suo primo messaggio, compilò una busta che aveva trovato in casa con mittente e destinatario e, di nascosto dai suoi genitori e da Martina, il mattino seguente corse fuori prima a comprare un francobollo e poi a imbucare la lettera. Ora non le restava altro da fare che attendere ancora, ma questa volta ci sarebbe stata la bambola a distrarla dai suoi pensieri.

sabato 26 maggio 2018

Il segreto della bambina sulla scogliera

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Il segreto della bambina sulla scogliera", scritto da Lucinda Riley ed edito da Giunti.

La struttura del romanzo è un po' complessa, ma molto affascinante: all'inizio della storia i vari capitoli sono presentati come il frutto di una ricerca compiuta da una misteriosa narratrice, che svelerà completamente la sua identità e il fine della sua narrazione solo al termine del romanzo.

La storia narra le vicende di quattro generazioni di donne: quella più antica ha per protagonista Mary, un'orfana che perde il suo giovane fidanzato durante gli orrori della prima guerra mondiale. Mary, che per potergli rimanere accanto si era trasferita dall'Irlanda a Londra, lavorerà prima come governante in una ricca casa e poi come bambinaia di Anna, una ragazzina dalle origine sconosciute che le viene affidata dal suo padrone. Il libro racconta l'evolversi nel tempo dei loro rapporti e di come Mary abbia cercato di rifarsi una vita dopo la morte del suo fidanzato.

La seconda generazione è quella formata da Anna e dalla figlia naturale di Mary (Sophia), le cui figlie (terza generazione) si renderanno protagoniste di una vicenda che cambierà per sempre le loro vite.

Infine, il lettore conoscerà le donne della quarta generazione, le cui azioni si svolgono al tempo presente della storia. Una è Grania (figlia della figlia di Sophia) che, a trentun'anni, lascia misteriosamente gli Stati Uniti, nei quali aveva vissuto per dieci anni, per tornare nel paesino irlandese nel quale aveva passato l'infanzia. Lì conoscerà una bambina misteriora, Aurora, che si scoprirà essere legata alla generazione di Anna. Aurora è una bambina molto sfortunata: ha da poco perso la mamma, e il padre è sempre fuori per affari. Inoltre, la bambina soffre di sonnambulismo e dice di riuscire a comunicare con la mamma morta.

Grania si affezionerà moltissimo alla bambina, ma anche al  padre di questa, per il quale inizierà a provare un forte sentimento. La donna però ha lasciato in America il suo fidanzato, che non accetta la fine della loro storia e che farà di tutto per riconquistarla, anche se una persona cercherà di mettergli i bastoni fra le ruote...

D'altra parte, la madre di Grania non è per contenta dell'affetto che la figlia prova per Aurora, dati i trascorsi della sua generazione. Sembra infatti che una sorta di maledizione continui a legare la discendenza di Aurora con quella di Grania, provocando solo dolore alla generazione di quest'ultima, così come era successo in precedenza per sua madre, sua nonna e la sua bisnonna Mary. Ma il destino è imprevedibile e le gioie così come i dolori possono sconvolgere all'improvviso le vite di tutti...

Ho amato molto questo romanzo: fin a questo momento non avevo mai letto nulla della Riley, e sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa storia, il cui tema centrale è l'amore declinato in tutte le sue forme. Non mancano però momenti molto tristi che, sa da una parte danno un tocco a volte un po' troppo malinconico alla storia, dall'altra rendono la lettura non scontata e tendente al classico "lieto fine", dandole perciò un tocco molto realistico. Lo stile è semplice ma molto preciso nel delineare le varie psicologie dei personaggi, oltre che essere vivido nelle descrizioni. La storia, nonostante conti quasi cinquecento pagine, si legge con facilità, sia per il modo in cui è scritta sia per la trama, rendendo il libro una lettura adatta a tutti, in particolar modo agli amanti delle storie familiari.

giovedì 24 maggio 2018

La leggenda del ragazzo che credeva nel mare

Cari lettori, tra le nuove uscite, questa settimana non potevo non segnalarvi il nuovo romanzo di Salvatore Basile, che ho apprezzato tantissimo in "Lo strano viaggio di un oggetto smarrito": anche questo nuovo romanzo sembra promettere davvero bene, che ne dite?

TRAMA (da amazon)

Quando si tuffa Marco si sente libero. Solo allora riesce a dimenticare gli anni trascorsi tra una famiglia affidataria e l’altra. Solo allora riesce a non pensare ai suoi genitori di cui non sa nulla, non fosse che per quella voglia a forma di stella marina che forse ha ereditato da loro.
Ma ora Marco ha paura del mare. Dopo un tuffo da una scogliera si è ferito a una spalla e vede il suo sogno svanire. Perché ora non riesce più a fidarsi di quella distesa azzurra. Perché anche il mare lo ha tradito, come hanno sempre fatto tutti nella sua vita. Eppure c’è qualcuno pronto a dimostrargli che la rabbia e la rassegnazione non sono sentimenti giusti per un ragazzo. È Lara, la sua fisioterapista, che si affeziona a lui come nessuno ha mai fatto. Lara è la prima che lo ascolta senza giudicarlo. Per questo Marco accetta di andare con lei nel paesino dove è nata per guarire grazie al calore della sabbia e alla luce del sole. Un piccolo paesino sdraiato sulla costa dove si vive ancora seguendo il ritmo dettato dalla pesca per le vie che profumano di salsedine. Quello che Marco non sa è il vero motivo per cui Lara lo ha portato proprio lì. Perché ci sono segreti che non possono più essere nascosti. Perché per non temere più il mare deve scoprire chi è veramente. Solo allora potrà sporgersi da uno scoglio senza tremare, perché forse a tremare sarà solo il suo cuore, pronto davvero a volare.
Salvatore Basile con il suo romanzo d’esordio, Lo strano viaggio di un oggetto smarrito, ha emozionato migliaia di lettori che, a due anni dall’uscita, fanno ancora di tutto per incontrarlo durante le presentazioni in libreria. Ora le loro richieste sono esaudite, finalmente ecco una nuova imperdibile storia. Un ragazzo senza radici in cerca di sé stesso. Il fascino del mare e i mille segreti che nasconde. La forza di un passato che vuole uscire dal silenzio per regalare speranza e voglia di rischiare ancora.

mercoledì 23 maggio 2018

Fiabe & Curiosità: Hansel e Gretel

Cari lettori, oggi ritorna il mio post a cadenza mensile tutto dedicato alle origini e alle curiosità delle fiabe più famose. Questo mese ho deciso di parlarvi della storia dei due fratellini "Hansel e Gretel", resa celebre dai fratelli Grimm.




Penso che la maggior parte di voi conosca la storia, seppur a grandi linee, e soprattutto la presenza nella trama della strega cattiva, che vive in una foresta nella sua casetta di marzapane. Quello che probabilmente è sconosciuto ai più è che, a seguito di un'approfondita ricerca condotta dall'archeologo Osseg (della quale parla in un libro lo studioso Alberto Mari), si è scoperto che il personaggio della strega si rifà a una persona realmente vissuta in Germania, una giovane donna molto bella (Katherina Shraderin, nata nel 1618) che, nel 1647, venne accusata di stregoneria, in quanto ritenuta colpevole di confezionare dolci stregati. La donna, di fronte alle accuse e alle torture, non confessò nulla, ma venne comunque prosciolta. 

Katherina, comunque, fece lo stesso una brutta fine: come narrano anche i fratelli Grimm, morì strangolata a carbonizzata nel suo stesso forno, e gli assassini furono proprio Hansel e Gretel, che nella realtà erano due fratelli tra i 35 e i 40 anni. La ragione dell'omicidio è da ricondurre al rifiuto di Katherina alle avances di Hansel che, tra l'altro, era stato colui che aveva accusato la donna di stregoneria. Hansel, pasticcere ducale, era interessato alla donna perchè voleva rubarne la ricetta della sua focaccia speziata (pan pepato di Norimberga) ed era talmente insistente che Katharina si era dovuta nascondere in un bosco proprio per sfuggirgli. Si pensa che, mentre s'inoltravano nel bosco, Hansel e Gretel avessero lasciato delle tracce nel bosco per non perdersi, così come racconta anche la fiaba. 

Durante le sue ricerche, Osseg riuscì a trovare la vecchia casa di Katherina e, addirittura, il suo scheletro dentro uno dei suoi quattro forni! Dopo questa scoperta, se mi dovesse ricapitare di rileggere la fiaba, lo farò di certo con occhi diversi, e voi?

Fonti:



martedì 22 maggio 2018

In lettura... #21

Cari lettori, eccoci giunti al consueto appuntamento del martedì, quello in cui vi racconto quello che sto leggendo:

Tornare a leggere le avventure della ghostwriter Vani è sempre un gran piacere! In questo quarto libro il lettore troverà una Vani un po' diversa dal solito, una Vani molto più felice (anche se al momento non vi voglio svelare il perchè), ma non per questo meno coinvolta in problematiche avventure, complici il suo ex Riccardo e la sua "amata" sorella Lara. Non mancheranno nemmeno capitoli dedicati al lavoro della nostra protagonista, questa volta alle prese con un thriller pieno di sesso, azione e mirabolanti imprese. Il romanzo è davvero piacevole da leggere, complice anche lo stile dell'autrice, che considero una delle migliori scrittrice italiane del momento. 


E voi cosa state leggendo? Uno o più libri? Vi stanno piacendo? Se vi va raccontatemelo nei commenti!

lunedì 21 maggio 2018

La lanterna dell'amicizia- In attesa di una risposta

Cari lettori, come ogni lunedì, ecco un nuovo capitolo della mia breve storia per bambini, intitolata "La lanterna dell'amicizia"; il capitolo che vi propongo oggi è il quarto e s'intitola "In attesa di una risposta". Amina, infatti, dopo aver trovato il coraggio di rispondere a quello strano messaggio e di inviare la lettera, trascorre i giorni successivi in un crescendo di curiosità, fino al clamoroso colpo di scena:



Per Amina non fu difficile procedere alla spedizione, una volta trovata la risposta a quella domanda. Grazie alla sua maestra sapeva come compilare una busta, indicando il mittente e il destinatario, e applicare il francobollo, che le era stato allegato. Al suo interno inserì un solo biglietto bianco, con la scritta “Vorrei una bambola”. Poi, quando i suoi genitori uscirono di casa per andare ognuno nei rispettivi luoghi di lavoro, nel quarto d’ora di tempo che precedeva l’arrivo di Martina, Amina ne approfittò per uscire di casa e per raggiungere di corsa una delle poche cassette delle lettere che ancora era sopravvissuta negli anni. Per fortuna si trovava in fondo alla sua via, così fece tutto molto in fretta e nessuno si accorse di nulla. 


 I giorni seguenti assunsero una sfumatura diversa per la bambina: anche se le ore si rincorrevano uguali, anche se si annoiava tutto il giorno, anche se Martina continuava a non considerarla, anche se i suoi genitori erano sempre più stanchi e la sera andavano quasi sempre a dormire molto presto, ora Amina aveva un segreto da conservare tra sé e sé, e una speranza, quella di poter ricevere un regalo e di poter mantenere ancora un contatto con il suo misterioso interlocutore.


 A volte si soffermava a fantasticare su quella persona: chi poteva mai essere? Magari una bambina? O una persona che, come lei, veniva da lontano e si sentiva sola, nonostante vivesse in una grande città come Milano? Ma per Amina il quesito più importante era: avrebbe esaudito il suo desiderio? Le avrebbe veramente regalato una bambola? 


 Intanto erano già passati dieci giorni e non era successo niente. L’indirizzo a cui aveva spedito la lettera era di Milano, non sapeva ricondurre la via a una zona precisa della città, ma comunque non sarebbe dovuto passare tutto quel tempo. O forse sì? Perché mai non aveva domandato alla sua maestra quanto tempo ci impiegava una lettera ad arrivare a destinazione?


 Ormai conosceva l’ora in cui il postino compiva il quotidiano viaggio nella sua via e, tutti i giorni, correva al balcone per vedere se inseriva qualcosa nella cassetta delle lettere della sua famiglia. Dopo circa dieci giorni di appostamenti, quando ormai aveva perso ogni speranza, una mattina, vide dalla finestra il postino inserire una busta voluminosa nella cassetta delle lettere, e così il suo cuore cominciò a batterle per l’eccitazione. Certo, da quella distanza non poteva capire se il pacco era stato inserito proprio nella parte riservata alla sua famiglia, ma ormai un vago senso di ottimismo si era impadronito di lei.

 Così, dato che era da poco passato mezzogiorno e Martina stava cucinando il loro pranzo, guardando la televisione e parlando al telefono con un’amica nello stesso momento, Amina riuscì di nascosto a sgattaiolare fuori di casa e a raggiungere la zona delle cassette delle lettere. Quando si accorse che il grosso pacchetto era stato inserito proprio nello spazio riservato alla sua famiglia, e a chiare lettere era indicato il suo nome sul dorso, per poco non lanciò un urlo di gioia. Lo prese subito, se lo infilò sotto la maglietta, come per proteggerlo da occhi indiscreti, e salì le scale più velocemente possibile, mentre la curiosità la stava divorando come non mai. 


 Una volta rientrata in casa riuscì a nascondere il pacco sotto il cuscino del suo letto e, come se nulla fosse successo, mangiò con Martina cercando di trattenere tutta la sua curiosità. Nel pomeriggio, non appena la babysitter si incantò a guardare la televisione, Amina andò in camera e aprì il misterioso pacchetto, ricoperto da una carta ruvida e marroncina, che conteneva niente popò di meno che… ma una bellissima bambola, talmente carina che la bambina rimase senza fiato. Magari quella persona era una sorta di fata, perché era proprio quella era proprio la bambola che aveva da sempre desiderato, almeno fin da quando aveva messo piede in Italia: un corpicino non troppo alto, con i capelli lunghi biondi, gli occhi azzurri, il fisico un po’ magro ma ben delineato e con un delizioso vestitino a fiori tutto colorato. Ed era anche un gioco nuovo, dato che si trovava in una scatola. 

 Amina non aveva mai posseduto un giocattolo appena comprato, nemmeno in Libia, dove tutti i suoi giochi le erano stati passati dalla cugina. Questo le portò ancora più gioia e da quel momento in poi non si staccò più dalla sua nuova amica. Quando Martina le chiese da dove venisse quel gioco nuovo Amina le rispose che glielo avevano regalato i suoi genitori e quando la madre le formulò la stessa domanda le spiegò che la bambola le era stata regalata da Martina. Era la prima volta che mentiva ai suoi genitori, ma non voleva rischiare che gliela facessero spedire indietro e, soprattutto, spezzassero la magia di quella strana avventura in cui si era trovata casualmente coinvolta.