mercoledì 6 dicembre 2017

Babbo Natale e i suoi aiutanti

Cari lettori, oggi inizia la serie dei miei post incentrati sul Natale. Dato che in data odierna si festeggia San Nicola, da cui deriva "Babbo Natale", questa volta vi parlerò di tutti i personaggi che circondano la sua figura, primi fra tutte le celebri renne che trainano la slitta.

Secondo la tradizione, a loro è affidato il compito di trainare la slitta con i regali per i bambini. Esse, come lo stesso Babbo Natale, sono originarie della Lapponia e, secondo la mitologia nordica, presentano tratti mistici ed eroici. Le renne comparvero per la prima volta al fianco di Babbo Natale nella poesia A visit from St. Nicholas di Clement C. Moore, datata 1823. Nell'opera vengono indicati anche i nomi propri delle otto renne: Dasher (la renna coraggiosa); Dancer (la renna ballerina); Prancer (la renna timida); Vixen & Dixen (le prime due renne scelte da Babbo Natale); Comet (la renna più veloce); Cupid (la renna in grado di far innamorare grandi e piccini) e Donner (la renna cantante). In seguito, al gruppo si aggiunse un'altra renna, creata dalla catena commerciale Montgomery Wart, di nome Rudolph, e caratterizzata da un grande naso rosso. Sempre secondo la leggenda, le renne di Babbo Natale sono tutte femmine, perchè quelle di sesso maschile in inverno perdono le corna.

Nelle aree europee di lingua tedesca, secondo alcune leggende, San Nicola (o Babbo Natale) è solito essere accompagnato da creature brutte e mostruose, con le corna e dal mantello di pelliccia. Sono i cosiddetti "Krampus", ovvero esseri demoniaci che compaiono nelle sfilate in costume le quali vengono organizzate in quei luoghi, ma anche in Italia, nella zona del Trentino e del Friuli. Il loro compito è quello di tormentare i bambini cattivi. La loro presenza ha un'origine molto antica: un tempo, le divinità pagane riunivano in sè qualità sia buone sia cattive. Quando esse furono sostituite dai Santi, gli aspetti negativi non sarebbero stati in linea con il loro status di santità. Così, si decise di affiancar loro altri personaggi, di natura demoniaca, che assumessero in sè quelle caratteristiche che erano state tolte ai Santi. Da qui la nascita dei "Krampus".

In Islanda, invece, non esiste un solo Babbo Natale... ma ben tredici! In origine erano dei folletti, figli di due orchi molto cattivi e, secondo la tradizione pagana, assumerebbero in sè caratteristiche ambivalenti. Infatti, secondo la tradizione, si divertono a fare scherzi e dispetti ma, a partire dal 12 dicembre, uno al giorno, scendono dai monti in cui abitano e vanno a visitare le case dei bambini islandesi, riempiendo le loro scarpe di doni e dolciumi se sono stati bravi e di patate se si sono comportati male. In origine la loro connotazione era più negativa ed erano rappresentati come contadini, con il tempo divennero più buoni, assumendo le tipiche caratteristiche di Babbo Natale (vestito rosso, stivali neri e barba bianca).

Nei Paesi Bassi e in Belgio, tipico accompagnatore di Babbo Natale è Pietro il Nero, che ha il compito di aiutarlo a portare i regali. Secondo la leggenda è nato in Spagna e ha le fattezze di uno schiavo nero. Per questo, attorno alla sua figura, sono sorte delle polemiche che hanno visto in lui una rappresentazione troppo razzista. In seguito, si è giustificato il colore nero della sua pelle come lo sporco della fuliggine dei camini che è solito attraversare per distribuire i regali. C'è comunque da ricordare che il suo personaggio si diffuse durante l'espansione coloniale olandese e quindi era simbolo della mentalità dell'epoca.

Con questo si conclude il nostro approfondimento sugli aiutanti di Babbo Natale. Se vi interessa sapere qualcosa in più sulla sua figura vi lascio il link del post che scrissi l'anno scorso proprio in questa giornata http://langolodiariel.blogspot.it/2016/12/6-dicembre-la-leggenda-di-san-nicola-e.html mentre, se volte approndire in modo più dettagliato l'argomento, vi consiglio la lettura di questo saggio:

TRAMA (da amazon)

Dietro la barba bianca e il berretto rosso di Babbo Natale, si nasconde una lunga serie di personaggi (dei, eroi, sciamani) che dalla notte dei tempi svolgono la funzione di "distribuire" e "retribuire" e sono animati da una irreprimibile scintilla di vita. Perché è proprio la vita che attende di rinascere ciò che rappresenta, nel momento del solstizio d'inverno, questa figura simpatica e familiare.






 
Vi aspetto domani per il secondo post natalizio, dedicato alla prima del teatro La Scala.

Fonti:






Prima immagine tratta da filastrocche.it 



12 commenti:

  1. A me piace tantissimo il Natale. Eppure non ho ancora letto nulla lo riguardi, e il libro che hai citato sembra carinissimo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se vuoi saperne di più te lo consiglio: è molto dettagliato e contiene molte curiosità interessanti :-)

      Elimina
  2. Sempre belli e interessanti i tuoi post, Ariel! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Piera, sei sempre molto carina :-)

      Elimina
  3. Ciao!! Che belli questi post prenatalizi! Conoscevo la tradizione dei Krampus, ma non quella islandese e quella dell'aiutante di colore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Silvia, in effetti non li conoscevo nemmeno io, li ho scoperti scrivendo il post ;-)

      Elimina
  4. Ammetto di non conoscere tutte le tradizioni e quindi questo post è ricco di informazioni interessanti.
    Complimenti per l'idea Ariel

    RispondiElimina
  5. sempre piacevoli i tuoi post cara ariel
    buona domenica

    RispondiElimina