Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo di Antonio Albanese "La strada giovane", edito da Feltrinelli.
In quel posto, dove ogni giorno si trova davanti a soprusi e violenze, Nino stringerà una forte amicizia con il toscano Lorenzo, che lo persuaderà a fuggire. I due, ai quali si unirà una terza persona detta "Il Piemontese", sfrutteranno la preparazione dei festeggiamenti di Capodanno per mettere in pratica il piano di fuga progettato da Lorenzo.
E ciò sarà solo il primo atto di un percorso che porterà il nostro protagonista ad attraversare tutta l'Italia per poter finalmente tornare a casa. Nei suoi pensieri l'amata famiglia, il negozio di panetteria dei genitori, gli amici e, soprattutto, Maria Assunta, la ragazza che ha sposato poco prima di partire per la guerra.
Saranno i ricordi del passato e l'attesa di un futuro migliore a mantenere viva la speranza di Nino, messa a dura prova dalle difficoltà del presente. Il ragazzo, infatti, nel suo cammino troverà diverse insidie, che più di una volta lo porteranno a dubitare della possibilità di sopravvivere.
Stremato dalla durezza della guerra e della prigionia, senza considerare la fame costante che non lo abbandona mai, il giovane verrà messo in pericolo anche per i suoi occhi chiari e i capelli biondi, che lo rendono troppo simile a un tedesco in mezzo a un popolo che non sa più distinguere gli alleati dai nemici.
Per scoprire se Nino riuscirà a sopravvivere e a ricongiungersi con i suoi cari, vi invito a leggere questo breve romanzo, che ho trovato molto interessante e in grado di coinvolgermi pienamente in una vicenda che affonda le proprie radici in un capitolo buio della nostra Storia.
Conoscevo l'autore per la sua fama di comico e non sapevo fosse anche uno scrittore. Ho scoperto l'esistenza del libro su alcuni blog che seguo e sono davvero contenta di essermi cimentata anch'io con la lettura di questo romanzo. Penso che le storie basate su fatti realmente accaduti abbiano una marcia in più e anche questa lettura non fa eccezione.
I capitoli brevi e lo stile scorrevole conferiscono un ritmo concitato alla narrazione, e la scelta di alternare il presente con i ricordi del passato permette di delineare al meglio la figura di Nino, facendo anche comprendere come siano i valori dell'amore, dell'affetto e l'attaccamento al suo mondo a dargli la spinta per andare sempre avanti.
Purtroppo in alcuni passaggi la sottile demarcazione tra i due piani temporali appare poco delineata, creando così una leggera confusione che costringe il lettore e rileggere alcuni passaggi ma, nonostante questo, è un libro che consiglio vivamente di leggere.
Sono consapevole che su questo periodo storico la letteratura sia sterminata, ma penso che sia importante non smettere mai di incrementarla con testimonianze che ci permettono di tenere a mente un concetto fondamentale, che non dovrebbe mai essere dimenticato: l'importanza della pace, che deve sempre prevalere sugli orrori e la disumanità della guerra.

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