lunedì 20 giugno 2022

Attenti all'intrusa!

Cari lettori, iniziamo la settimana con la recensione del romanzo di Sophie Kinsella, "Attenti all'intrusa!", edito da Mondadori.

Protagonista della storia è Effie, una ragazza ventiseienne che, da un giorno all'altro, vede il suo mondo familiare andare in pezzi, precisamente quando il padre annuncia a lei, alla sorella Bean e al fratello Gus la separazione dalla loro matrigna Mimi, che ha cresciuto lei e i suoi fratelli dopo la prematura scomparsa della madre.

Per Effie è un vero e proprio colpo al cuore, dato che non aveva mai notato problemi tra loro due ed è molto affezionata sia al padre sia alla matrigna. Ma il suo sconforto subisce una crescita esponenziale quando il padre si fidanza con Krista, una donna molto più giovane, che ama i gioielli e pubblicare foto di coppia su Instagram con #sessoasessantanni e #vivailviagra. Ma soprattutto, pare voglia tenere a tutti i costi il padre lontano dai suoi figli, tanto che Effie, dopo una pesante litigata con il padre, perde ogni contatto con lui.

La situazione precipita ulteriormente quando il padre e Krista decidono di vendere la casa in cui Effie e i suoi fratelli sono cresciuti: Greenoaks è una villa molto particolare, con i suoi mattoni a vista, la torre, le immense soffitte e il grande giardino completo di casa sull'albero e montagnetta panoramica. Non è un'abitazione esteticamente bella ma, soprattutto per Effie, rappresenta il cuore della sua infanzia e dei suoi ricordi più belli, e sapere che presto dovrà dirle addio per sempre non fa che accrescere la sua sofferenza.

Per questo, una volta trovato un compratore, quando il padre e Krista organizzeranno un festa d'addio nella casa invitando parenti e amici, Effie si rifiuterà di partecipare, e non solo per il "particolare" invito ricevuto dalla fidanzata del padre. Al contrario, Bean e Gus decideranno di prendervi parte e, apparentemente, sembreranno aver accettato la vendita.

Peccato che, proprio la stessa sera della festa, Effie si ricorderà che nella casa sono rimaste le sue vecchie matrioske, cinque bamboline russe che hanno caratterizzato la sua infanzia. Così, determinata a recuperarle ma non volendo farsi vedere, deciderà d'intrufolarsi di nascosto alla festa. E questo sarà solo l'inizio di un weekend che sconvolgerà per sempre la sua vita e quella della sua famiglia.

Nascosta tra i roseti, nell'armadio, sotto il tavolo e in qualunque posto le capiterà a tiro, Effie osserverà la sua famiglia da una prospettiva inusuale, accorgendosi per la prima volta del vero volto dei suoi cari e ponendosi per questo diverse domande: perchè Bean piange di nascosto? E per quale motivo Gus fa strane telefonate? Inoltre, alla festa sarà invitato anche il suo ex, Joe, un medico di successo e famosa star della tv, con il quale ha molto in sospeso...

Dalle mie parole potete quindi comprendere come il romanzo susciti molti interrogativi, e per questo si fa leggere con velocità e gusto. Ciò che più amo di Sophie Kinsella è la capacità di narrare storie quotidiane con leggerezza, umorismo ma suscitando, nello stesso tempo, vari spunti di riflessione. In questo ultimo romanzo ho trovato queste ultime più preponderanti sull'aspetto prettamente umoristico (anche se non mancano delle scene spassose, come quando Effie spia Krista da sotto il tavolo o vaga per le soffitte per spiare i suoi familiari), tanto che ho trovato il romanzo più simile a quei libri che l'autrice ha pubblicato con il suo vero nome.  

Nonostante ciò, ho comunque apprezzato molto la storia, anche perchè in più punti ho rinvenuto delle affinità con Effie e, sebbene abbia vissuto esperienze di cambiamento diverse dalle sue, mi sono ritrovata molto nel suo personaggio, sia negli aspetti positivi sia in quelli negativi. Ho gradito molto anche il suo percorso di crescita compiuto nei confronti di un aspetto della vita, quello crescita e della maturazione personale, verso il quale penso che ognuno di noi possa rispecchiarsi. 

Più deboli, a parer mio, le ragioni che stanno alla base della precedente rottura tra lei e il suo ex: francamente le ho trovate un po' inverosimili, tenuto conto del forte legame che i due avevano istaurato sin da ragazzini. Inoltre, avrei preferito una maggior sfaccettatura del personaggio di Krista: verso la fine del romanzo vengono chiarite alcune ragioni che stanno alla base di alcuni suoi comportamenti, ma poi la questione viene abbandonata.

A parte questi due aspetti, la storia è davvero molto appassionante, e la consiglio non solo agli amanti dei romanzi dell'autrice, ma anche a chi abbia voglia di accostarsi a una storia semplice e leggera che però non manca di far pensare e riflettere su questioni che ci accomunano, indagando nello stesso tempo nel complesso mondo delle relazioni familiari.


DELLA STESSA AUTRICE:

I love shopping a Las Vegas

La mia vita non proprio perfetta 

Sorprendimi!

Ho il tuo numero (Rilettura) 

La famiglia prima di tutto!

Sai tenere un segreto? (Rilettura) 

La regina della casa (Rilettura)

I love shopping a Natale 

La ragazza fantasma (Rilettura) 

Amo la mia vita

lunedì 13 giugno 2022

L'angelo di Marchmont Hall

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "L'angelo di Marchmont Hall", scritto da Lucinda Riley ed edito da Giunti.

La storia copre un arco temporale compreso tra il secondo dopoguerra e la metà degli anni Ottanta e racconta la storia di tre donne: Greta, la figlia Francesca detta Cheska e la nipote Ava.

La vicenda si apre il 24 dicembre 1985, quando Greta, che da anni dopo un incidente ha perso la memoria, si ritrova a festeggiare il Natale nella tenuta inglese di Marchmont Hall, che è stata ristrutturata dopo un brutto incendio. Passeggiando tre le radure del suo immenso parco, la donna s'imbatterà per caso nella tomba di un bambino, e da lì comincerà a ricordare le tappe fondamentali della sua vita, le quali saranno poi colmate dal suo grande amico David.

Attraverso lunghi flashback, una tecnica narrativa particolarmente amata dalla Riley, il lettore verrà catapultato nella Londra del secondo dopoguerra e a quando una Greta ventenne faceva la ballerina in un locale osè. La ragazza s'innamorerà di un ufficiale americano ma questi, scoperta la sua vera professione, se ne tornerà al suo paese senza nemmeno sapere che è rimasta incinta.

Greta così si ritroverà a essere una ragazza madre e a dover lasciare il suo lavoro. Il suo collega David, però, da sempre innamorato di lei, le offrirà riparo a Marchmont Hall, la tenuta di cui è erede e nella quale vive la madre e lo zio. E da quel momento la sua vita non sarà più la stessa...

Attraverso la storia di Greta, il lettore potrà conoscere bene anche la vita della figlia Francesca, una dolce e buona bambina che, per un caso fortuito, si ritroverà a diventare un astro nascente del cinema. Per questo, la sua infanzia sarà molto diversa rispetto a quella degli altri bambini, e questo si ripercuoterà pesantemente sulla sua esistenza, già gravata dallo spettro di una malattia mentale, la quale verrà anche sconvolta da una relazione sbagliata che intreccerà durante l'adolescenza. Relazione che le lascerà in dono la figlia Ava.

Ava, che si potrà conoscere nella seconda parte del romanzo, è invece completamente diversa dalla madre: alle luci della ribalta preferisce la tranquillità di Marchmont Hall e la compagnia di David e di sua madre Laura Jane, che l'ha di fatto cresciuta. Ma su di lei aleggeranno le ombre del passato e dei traumi della madre, e per questo si troverà a vivere delle situazioni davvero poco piacevoli. Riuscirà a trovare la propria serenità e, magari, anche l'amore?

Chi mi conosce e segue il mio blog sa che sono un'amante delle storie di Lucinda Riley e che tra i miei generi preferiti compaiono le saghe familiari. Per questi motivi, non dev'essere complicato comprendere il mio apprezzamento per questo romanzo. 

Ciò che più ho apprezzato in questa storia è stata la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli di Greta e Francesca. Entrambe, infatti, sono donne con luci e ombre, che suscitano sentimenti contrastanti nel lettore, il quale si trova a volte a impatizzare con loro e a volte a discostarsene. Personalmente penso che non sia semplice tratteggiare personaggi di questo tipo, perchè generalmente in una storia i personaggi hanno un ruolo più definito, e non risulta complicato suddividerli in "buoni" o in "cattivi". Per quanto riguarda Greta e Francesca, invece, non è impossibile incasellarle in una categoria ben precisa e ciò, a mio parere rende, la storia più originale e avvincente. 

Al contrario, Ava, David e Laura Jane risultano protagonisti maggiormente canonici, ma li ho comunque apprezzati, la prima per la capacità di sapersi costruire una vita sana, il secondo per i suoi profondi sentimenti per Greta, e la terza per la sua energia e forza d'animo.

Un romanzo, quindi, che, grazie anche allo stile semplice e scorrevole dell'autrice, cattura il lettore in una storia che affonda le sue radici nelle contraddizioni della vita e dell'animo umano, coinvolgendo dalla prima all'ultima pagina. Consigliato soprattutto alle amanti dei romanzi di Lucinda Riley, ma anche a chi abbia voglia di leggere una storia che metta in risalto la forza e le debolezza dell'animo umano. 

 

DELLA STESSA AUTRICE:

Il segreto della bambina sulla scogliera 

Le sette sorelle. La storia di Maia 

Ally nella tempesta 

La ragazza nell'ombra 

La ragazza delle perle 

La ragazza della luna 

La ragazza del sole 

La sorella perduta 

La lettera d'amore 

Il segreto di Helena 

lunedì 6 giugno 2022

Una stella senza luce

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al terzo volume della serie di Anita di Alice Basso, "Una stella senza luce", edito da Garzanti.

In questo nuovo capitolo, ritroveremo Anita alle prese con un nuovo mistero, sempre con la complicità di Sebastiano, suo datore di lavoro e socio della rivista "Saturnalia", specializzata nella pubblicazione di romanzi gialli. 

In un giorno di settembre, la loro quotidianità sarà scombussolata dall'arrivo di un celebre regista, Leo Luminari che, tornato a Torino dopo molti anni trascorsi a lavorare per l'industria cinematografica di Roma, vorrebbe realizzare un film basandosi proprio su uno dei racconti che Anita e Sebastiano hanno iniziato a scrivere da qualche mese in incognito, per denunciare ciò che il regime fascista vorrebbe tenere nascosto alle persone. 

In un primo momento Anita non riuscirà a trattenere il suo entusiasmo dato che, come tutte le sue coetanee, adora lo svavillante mondo del cinema, legge tutte le riviste a tema e sospira di fronte ai vestiti delle dive del grande schermo. Ma, quando Sebastiano le instillerà dei sospetti riguardo alle reale intenzioni di Luminari, alludendo alla censura sempre più pressante di quegli anni, anche l'animo della nostra protagonista si farà più cauto. Luminari si troverà quindi di fronte a un rifiuto, anche se proprio Sebastiano, su forte pressione di Anita, offrirà la propria disponibilità nello scrivere una nuova sceneggiatura per il film, ovviamente perfettamente in linea con i canoni fascisti. 

Quello che però sembrerebbe l'inizio di un sogno verrà bruscamente interrotto dall'inaspettata morte del famoso regista, il quale verrà trovato trafitto da una spada. Nella concitazione del momento, la  fedele assistente Maria Diletta consegnerà ad Anita e Sebastiano un elenco, che contiene i nomi di tre vecchi amici che la vittima aveva rivisto da poco tempo: potrebbe, tra uno di questi, nascondersi il nome dell'assassino?

Ovviamente i due giovani non si lasceranno scappare l'occasione per indagare e così avranno modo di conoscere meglio la reale personalità di Luminari, un uomo appassionato del suo lavoro e fin troppo idealista su di un mondo che, solo all'apparenza, mostra mille luci e nessun'ombra.

Oltre all'indagine, Anita vivrà la sua quotidianità circondata dalle sue amiche più care, Clara e la sua ex insegnante Candida, alle quali inizierà a confidarsi a proposito della sua attività segreta con Sebastiano, ma la nostra protagonista sarà anche impegnata e evitare il più possibile Corrado, il fidanzato che dovrebbe sposare tra pochi mesi. Peccato che la giovane sia letteralmente spaventata dall'evento, tanto da farlo tramutare in un incubo che inizierà a tormentare le sue notti!

Sebastiano, invece, dopo il colpo di scena che aveva chiuso il secondo libro della serie, dovrà iniziare a convivere con il padre, per il quale ogni giorno finge di essere una persona diversa da quella che è, e tutto ciò non sarà affatto semplice... 

Se nel primo volume della serie l'autrice aveva affrontato il tema degli eroi di guerra e nel secondo le condizioni delle donne delle case chiuse, in questo nuovo libro centrale risulta essere il mondo del cinema. In questo romanzo, forse anche maggiormente rispetto ai libri precedenti, si nota l'intenso studio che ruota attorno alla trama, che rende i dettagli di contesto davvero precisi e minuziosi, facendo immergere così il lettore in un mondo molto lontano sia per epoca sia per mentalità, ma senza per questo farlo sentire estraneo, anzi, incuriosendolo sempre di più e permettendogli non solo di passare ore liete in compagnia di una serie davvero piacevole e, come sempre, ben scritta, ma anche di apprendere curiosità davvero interessanti legate a quel mondo.

Insomma, come sempre quest'autrice si rivela una garanzia e già sono curiosa di scoprire come proseguiranno le avventura di Anita e Sebastiano!


DELLA STESSA AUTRICE:

L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome

Scrivere è un mestiere pericoloso 

Non ditelo allo scrittore

La scrittrice del mistero 

La ghostwriter di Babbo Natale (novella)

Un caso speciale per la ghostwriter 

Il morso della vipera

Il grido della rosa

martedì 24 maggio 2022

La donna degli alberi

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "La donna degli alberi", scritto da Lorenzo Marone ed edito da Feltrinelli.

Contrariamente ai precedenti romanzi dell'autore, che ci aveva abituato con le sue ambientazioni marine, questa storia è ambientata in un paesino di montagna, nel quale la protagonista sceglie di vivere per un anno, nella casa che era stata dei suoi genitori.

Non sappiamo molto di questa donna, nemmeno il nome. L'autore la presenta ai suoi lettori come una persona tormentata che, stufa di vivere in un mondo frenetico e privo di valori, decide di tornare in quel posto per ritrovare sè stessa. Lì riassaporerà la bellezza di una vita semplice e in armonia con i ritmi della natura.

Nonostante la solitudine, la nostra protagonista entrerà in relazione sia con gli animali del posto, come una volpe e un gufo, sia con gli abitanti del paese. Tra questi spiccheranno la "Guaritrice", una donna che cura le ferite del corpo e dell'anima; la "Rossa", proprietaria di una locanda; la "Benefattrice", una persona dal cuore buono ma, soprattutto, lo "Straniero", un uomo che, da poco trasferitosi in quel posto, vorrebbe migliorare il contesto in cui vive, trapiantando alberi nel versante montano spoglio e riaprendo un vecchio rifugio abbandonato. 

Ma vivere a contatto con la natura comporta anche rischi e pericoli, e non si dovrà attendere molto affinchè questi si palesino di fronte agli occhi di tutti gli abitanti, e le conseguenze saranno devastanti per tutti...

L'aspetto che più mi ha colpito di questo romanzo è stato la sua particolarità, sia dal punto di vista stilistico sia a livello di trama. Nel primo caso, ciò che più ho apprezzato è stato il linguaggio lirico, quasi poetico, attraverso il quale lo scrittore ci fa conoscere il contesto in cui la donna si trova a vivere e, attraverso il susseguirsi del ritmo lento delle stagioni, si potranno immaginare i vari cambiamenti dell'ambiente montano, le luci e le ombre dei ritmi naturali, oltre ovviamente ai sentimenti e alle emozioni della protagonista, che si armonizzano con l'ambiente in cui vive.

Dal punto di vista narrativo, il ritmo è molto lento, non sono presenti discorsi diretti, e l'assenza di un'approfondita caratterizzazione dei protagonisti conferisce alla storia una patina allegorica. Credo che questa scelta sia da ricondursi alla volontà di riproporre anche a livello di intreccio il ritmo lento della natura, e per questo anch'io ho scelto di leggere questo libro con calma, un capitolo al giorno, proprio per poter entrare pienamente nell'atmosfera del romanzo. Apprezzatissimo il finale "circolare", che già avevo ritrovato in altre opere di questo autore.

Una storia, quindi, unica nel suo genere, che consiglio a chi abbia voglia di cimentarsi con una lettura intimista e riflessiva, priva di particolari eventi o colpi di scena, ma non per questo meno interessante.


DELLO STESSO AUTORE:

Magari domani resto 

Un ragazzo normale 

La tentazione di essere felici 

Tutto sarà perfetto 

La tristezza ha il sonno leggero

mercoledì 18 maggio 2022

Il gatto che riportava il sorriso

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo di Rachel Wells, "Il gatto che riportava il sorriso", edito da Garzanti. 

Trattasi del settimo libro della serie con protagonista il dolcissimo gatto Alfie, i suoi amici felini (tra cui il "figlioletto" George e la "fidanzata" Palla di Neve) e gli abitanti della londinese Edgar Road.

In questo nuovo capitolo della serie, ambientato nelle settimane precedenti al Natale, Alfie e le sue famiglie saranno alle prese con uno spettacolo natalizio, organizzato per raccogliere fondi da destinare a un ricovero di senzatetto. 

I principali organizzatori dell'iniziativa saranno Aleksy e la sua ragazza Connie, affiancata dall'iperorganizzata Claire (moglie di Jonathan e madre di Toby e Summer). Ma anche le famiglie di Polly, Franceska, Sylvie e addirittura i coniugi Godwin, con i quali i rapporti sono sempre stati un po' altalenanti, si presteranno a dare il loro contributo.

Tra la ricerca di un location adatta, provini agli aspiranti attori, allestimento delle scene e prove infinite, i nostri protagonisti avranno davvero un gran daffare, senza contare che a un certo punto un personaggio misterioso inizierà a sabotare il loro spettacolo, rovinando il palco e gli oggetti scenografici: chi si nasconde dietro quegli atti e perchè è interessato a rovinare un evento organizzato per beneficienza?

A un certo punto i sospetti si concentreranno su Tommy, il fratello di Aleksy (figlio di Franceska e Tomasz): il giovane, infatti, è in piena crisi adolescenziale ed è stato addirittura sospeso da scuola. Alfie e i suoi amici gatti, però, non sono per nulla convinti della sua colpevolezza, e tutti insieme (compreso anche il gatto dei Godwin, Salmone) decideranno d'indagare per incastrare la persona che, più di tutte le altre, ha destato i loro sospetti... ce la faranno anche questa volta a riportare la serenità tra le loro famiglie?

Se nel romanzo precedente la tematica portante della storia era la solitudine degli anziani, anche in questo nuovo libro viene affrontato un argomento di portata sociale: quello dei senzatetto, e sempre con la stessa delicatezza con cui l'autrice è solita approfondire tematiche importanti all'interno della sua serie, che collocherei a metà strada tra un romanzo di narrativa generale e una favola moderna. 

Sono ormai otto anni che leggo questa saga e ogni volta è sempre un piacere ritornare a Edgar Road e ritrovare tutti i suoi abitanti, umani e felini. Pur apprezzando maggiormente la struttura corale dei primi tre volumi, tutte le storie di Alfie sono in grado di trasmettermi pace e serenità, grazie ai buoni sentimenti che vi sono descritti, e finchè l'autrice continuerà questa serie non mi perderò nemmeno un'avventura di questo dolcissimo gatto: poi, dopo il bellissimo e sorprendente finale di questo libro, sono già curiosa di scoprire cosa succederà nel prossimo episodio!


DELLA STESSA AUTRICE:

Il gatto che aggiustava i cuori

Il gatto che insegnava a essere felici 

Il gatto che regalava il buonumore

Il gatto che donava allegria 

Il gatto che aiutava a trovare nuovi amici

Il gatto che amava la gentilezza 

martedì 10 maggio 2022

Stephanie ammazza 7

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Stephanie ammazza 7", scritto da Janet Evanovich ed edito da Salani.

Trattasi del settimo volume incentrato sulle rocambolesche avventure della cacciatrice di taglie Stephanie Plum. In questo nuovo episodio, la nostra strampalata eroina verrà incaricata dal cugino Vinnie di recuperare Eddie DeChooch, un anziano abitante del Borgo che non si è presentato all'udienza in tribunale dopo essere stato accusato di commerciare sigarette di contrabbando. 

Quella che sembrerebbe una cattura particolarmente semplice, data l'età e le condizioni fisiche di Eddie, si trasformerà in un caso davvero complesso dato che, poco tempo dopo, viene ritrovato un cadavere nella proprietà di Eddie e uno degli eccentrici amici di Stephanie scomparirà misteriosamente. E tutto lascia pensare che ci sia una corrispondenza tra i due casi... ma per quale motivo?

Ben presto la nostra protagonista si renderà conto che Eddie è incalzato dai criminali per cui lavorava affinchè riconsegni loro qualcosa di particolarmente prezioso, ma cosa? E per quale motivo il suo amico scomparso sembrerebbe coinvolto in questa faccenda?

Tra inseguimenti, rapimenti e sparatorie, anche in questo libro Stephanie avrà ben poco tempo per annoiarsi, senza contare che dovrà anche vedersela con la proposta di matrimonio di Joe Morelli e la solita, irresistibile, attrazione per il collega Ranger, misterioso italo cubano che più volte l'aiuterà con il caso, allettato da ciò che gli ha promesso Stephanie...

In questo episodio, inoltre, farà la sua comparsa in pianta stabile anche la perfetta sorella della nostra protagonista che, per la prima volta, mostrerà profonde crepe nella sua esistenza, il tutto però sempre condito dal solito umorismo che caratterizza la narrazione.

Sono ormai molti anni che leggo questa serie, che in America è già arrivata al ventottesimo volume ma, dato che in Italia sono stati tradotti solo i primi otto libri, sto procedendo a rilento perchè mi piace assaporarla lentamente, data la sua capacità di strapparmi sempre un sacco di risate. 

Le avventure di Stephanie, infatti, sono al limite del verosimile ma molto divertenti e, grazie soprattutto alla presenza di alcuni personaggi fissi come l'aiutante Lula e nonna Mazur, i siparietti comico/umoristici non mancano mai di intrattenere allegramente il lettore. Lo stile molto dialogato e la tipologia degli eventi che vengono narrati rendono la lettura sempre molto veloce e scorrevole e, con la speranza che prima o poi vengano tradotti anche gli altri libri, già mi preparo mio malgrado a salutare Stephanie e tutta la sua banda con la lettura dell'ottavo e ultimo libro tradotto in italiano che, sono sicura, mi intratterrà piacevolmente come i precedenti. 

 

DELLA STESSA AUTRICE:

Bastardo numero uno 

Due di troppo 

Tre e sei morto 

Non dire quattro 

Batti il cinque 

Sei nei guai 

giovedì 28 aprile 2022

Persuasione

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata a uno dei classici di Jane Austen, "Persuasione", che ho letto in edizione Garzanti.

Protagonista della storia è Anne Elliot: figlia del baronetto Walter Elliot, orfana di madre, vive assieme al padre e alla sorella maggiore Elizabeth. La giovane ha anche un'altra sorella, Mary, sposata con Charles Musgrove. 

Otto anni prima, Anne era stata persuasa a rifiutare la proposta di matrimonio del capitano Wentworth, in quanto il giovane non possedeva un patrimonio abbastanza cospicuo. Il padre ed Elizabeth, infatti, tengono in grande considerazione il livello sociale ed economico delle persone, ma era stata soprattutto Lady Russell, amica della madre, a convincere la nostra protagonista a rifiutare le nozze, nonostante l'amore reciproco tra i due ragazzi. Da quel momento Anne non si è più sposata, e familiari e conoscenti sono convinti che rimarrà zitella.

Un giorno il padre si troverà costretto ad affittare la loro abitazione, a causa di alcune spese troppo avventate, e trasferirsi a Bath: i nuovi inquilini, l'ammiraglio Croft e sua moglie, riporteranno nel contesto sociale di Anne proprio il capitano Wentworth, in quanto fratello di Mrs. Croft. Ora il giovane ha fatto carriera e possiede un cospicuo patrimonio. 

Quest'ultimo parrà serbare ancora del rancore verso Anne, che a suo dire all'epoca non aveva mostrato la giusta determinazione per opporsi alle decisioni dei suoi familiari, e per questo non la prenderà in grande considerazione, iniziando a corteggiare le sorelle di Charles Musgrove, Henrietta e (soprattutto) Louise, una ragazza dal carattere allegro ed esuberante. Un giorno, però, durante una gita a Lyme, accadrà un fatto inaspettato, attraverso il quale sarà la sola Anne a mostrare la giusta prontezza d'animo, gestando al meglio la situazione creatasi, e ciò farà cambiare progressivamente opinione al capitano...

Ma quello che sembrerà un finale già scritto, sarà offuscato dalla presenza di Mr. Elliot, un cugino della famiglia di Anne, dal passato misterioso che, prima ancora di averla riconosciuta, mostrerà uno spiccato interesse (ricambiato?) proprio per la nostra protagonista. A lui, inoltre, si aggiungerà anche un altro gentiluomo, conosciuto attraverso amici comuni che, con il suo amore per la cultura e la poesia, susciterà non poco interesse verso Anne. Insomme, la tranquillità della vita della giovane sarà messa a repentaglio da numerosi incontri ed eventi che, progressivamente, la faranno maturare, rendendola consapevole di ciò che desidera per sè stessa e imparando anche ad ascoltare con sincerità i propri sentimenti.

Il mio primo approccio con i romanzi di Jane Austen risale a moltissimi anni fa, quando a soli dieci anni lessi e apprezzai "Orgoglio e pregiudizio" durante un periodo trascorso a casa da scuola per colpa di una brutta influenza. In questi ultimi anni ho deciso di approfondire la mia conoscenza sulla produzione letteraria di questa scrittrice così, piano piano, sto recuperando i suoi romanzi. L'anno scorso ho riletto Emma, al quale mi ero già approcciata durante gli anni del liceo, questa volta invece ho deciso di leggere per la prima volta a questo romanzo. 

Ciò che più mi ha colpito da questa lettura è stato che, pur essendo una storia scritta e ambientata nei primi anni del 1800, è molto moderna, soprattutto perchè affronta tematiche che ancora che oggi sono molto attuali e sentite, come il binomio amore/ragione; il valore dato al denaro e alla ricchezza; la determinazione di seguire i propri sentimenti senza farci influenzare nemmeno da chi, nonostante tutto, ci vuole bene; le seconde possibilità. 

Il tutto, ovviamente, è condito con la solita ironia con la quale l'autrice dipinge l'ipocrisia e le contraddizioni della società nella quale è vissuta, che non sono di fatto molto diverse dalle nostre. Ancora una volta, quindi, la Austen ci ha regalato una storia capace di suscitare interesse anche dopo secoli, affidandoci messaggi quanto mai attuali che, di certo, non mancheranno di suscitare spunti di riflessione. 


DELLA STESSA AUTRICE:

Emma