martedì 13 dicembre 2022

La stanze delle mele

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo di Matteo Righetto, "La stanze delle mele", edito da Feltrinelli.

La storia è ambientata in montagna e precisamente a Daghè, una frazione di Livinallongo, in provincia di Belluno, dove si parla il ladino. Ci troviamo tra l'estate e l'autunno del 1954.

In una di quelle case vive Giacomo Nef, con i due fratelli maggiori. Il padre non è più tornato dalla campagna di Russia, mentre la madre è morta di tifo. Per questo i tre bambini vivono con il nonno paterno, un uomo austero e violento, e la nonna, totalmente sottomessa agli umori del marito.

Il nonno non è per nulla amichevole con Giacomo, perchè pensa che la nuora lo abbia concepito da una relazione extraconiugale e per questo non perde occasione per punirlo, rinchiudendolo poi nella "stanza delle mele", una sorta di magazzino della frutta, un posto dove il nostro protagonista cerca di trascorrere il tempo dedicandosi di nascosto alla sua attività preferita: intagliare il legno.

Un giorno, il nonno ordinerà a Giacomo di recuperare una roncola, prima che scoppi un temporale, e sarà proprio durante quella ricerca che il ragazzino scorgerà tra gli alberi la figura di un uomo impiccato.

Quella scoperta sconvolgerà non poco il nostro protagonista, ma quell'imprevisto sarà il primo di una  sequenza di avvenimenti che si succederanno in quei giorni e che cambieranno per sempre la vita di Giacomo, portandolo alla convinzione che proprio la visione di quell'uomo impiccato abbia innescato quei repentini cambiamenti.

Mi sono approcciata alla lettura di questo romanzo con grande interesse, perchè ho trovato la trama davvero intrigante. Alla fine, però, devo ammettere di non essere riuscita a sentirmi così coinvolta dalla lettura, come avevo pensato in un primo tempo: l'autore è molto bravo a descrivere l'ambiente e la vita di montagna ma, in base ai miei gusti, le numerose parti descrittive hanno soffocato un po' la trama, rendendo il ritmo della narrazione eccessivamente lento. 

La seconda parte, in cui viene narrata la vita adulta di Giacomo e viene svelato il mistero dell'uomo impiccato, l'ho trovata invece più dinamica, merito anche degli sbalzi temporali tra un capitolo e l'altro, e ciò mi ha permesso di recuperare parte del coinvolgimento perduto. 

A parte ciò, trovo che l'autore sia stato abilissimo nel ricreare con le parole l'ambiente montano, facendolo immaginare in ogni dettaglio anche a chi, come me, preferisce l'ambiente marittimo. Ho gradito anche il modo con cui è riuscito a far emergere la mentalità degli abitanti di Livinallongo, con la loro radicata religiosità intrisa di bigottismo e infarcita di credenze pagane e popolari. 

Inoltre, ho apprezzato molto il personaggio di Tina, ma anche lo stesso Giacomo, del quale però avrei preferito un futuro un po' diverso, ma non aggiungo altro per evitare di rovinare la sorpresa ai futuri lettori del romanzo. 

Nel complesso, quindi, nonostante il libro non mi abbia pienamente coinvolta a causa del ritmo narrativo a mio giudizio troppo lento, ritengo che il libro sia una buona lettura, soprattutto dal punto di vista stilistico, e per questo mi sento di consigliarlo, in particolar modo agli amanti della montagna.

6 commenti:

  1. Effettivamente capita, e neanche tanto di rado, che le sequenze descrittive siano troppe e che questo vada a rendere la lettura meno fluida; anche la mia ultima lettura è ambientata in montagna ma le descrizioni sono essenziali, nessun eccesso ;-)
    Imperfezioni a parte, mi pare che comunque il libro meriti.
    Ciao Ariel!

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    1. Ciao Angela, purtroppo le descrizioni a mio parere devono essere ben dosate, se no si rischia di appesantire troppo la narrazione... la storia è comunque interessante e penso potrebbe piacerti ;-)

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  2. Ciao Ariel non conoscevo il libro grazie della tua recensione sempre curata!
    Approfitto per augurare a te un sereno natale

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    1. Grazie, Daniela, un sereno Natale anche a te e alla tua famiglia :-)

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  3. Purtroppo quando la descrizioni sono troppe si rischia di cadere nel noioso. È capitato anche a me con alcuni libri: trama interessante ma difficile sa seguire perché costantemente interrotta dalle descrizioni. Nel complesso però sembra molto interessante, ci farò un pensierino ❤️

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    1. Concordo con le tue parole, anche se penso che sia una storia che valga comunque la pena di essere letta...

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