venerdì 22 dicembre 2017

Natale & Letteratura

Cari lettori, al Natale manca davvero poco e anche il post di oggi sarà a tema. Dopo avervi parlato degli aiutanti di Babbo Natale; della prima del teatro La Scala; di alcuni alberi di Natale; delle tradizioni legate a S. Lucia; di alcuni presepi italiani; di ebook a tema; della canzone Jingle Bells e del solstizio d'inverno, oggi l'argomento si fa più letterario e, per la mia rubrica culturale, ho deciso di parlarvi di alcune opere sul Natale, tre in prosa e tre in versi.

La prima che vi voglio presentare è la novella "I figli di Babbo Natale", che fa parte dell'opera "Marcovaldo" di Italo Calvino. In essa l'omonimo protagonista si reca con il figlio, per conto della sua ditta (solo perchè a Natale bisogna essere buoni, non certo per spirito caritatevole) di casa in casa, travestito da Babbo Natale, per consegnare i regali ai bambini. In una casa molto lussuosa, il figlio di Marcovaldo conosce un bambino viziato, che ha tutto quello che vuole ma non è felice. Intuito il suo stato d'animo, il bimbo del nostro protagonista lo considera come un semplice povero e gli dona un martello, un tirasassi e dei fiammiferi, con i quali il bimbo ricco comincia a distruggere tutto il lusso che l'ha portato a essere un bambino isolato e chiuso in una sorta di "gabbia dorata". Nella novella è quindi presente una netta distinzione tra il mondo ipocrita degli adulti, che può essere causa di rovina dell'infanzia, e quello semplice e genuino dei bambini, a cui basta poco per essere felici. 

Di natura biografica è l'opera di Leonardo Sciascia "Le parrocchie di Regalpetra", una serie di racconti pubblicata nel 1956. In uno di essi, l'autore parla dei temi dei suoi alunni riguardanti la giornata di Natale, in cui affiora la loro condizione di miseria e povertà, in un mondo dove anche i piccoli alunni, oltre a studiare, dovevano lavorare per aiutare la loro famiglia. Uno in particolare lo colpisce:

"Nel giorno di Natale ho giocato alle carte e ho vinto quattrocento lire e con questo denaro prima di tutto compravo i quaderni e la penna e con quelli che restano sono andato al cinema e ho pagato il biglietto a mio padre per non spendere i suoi denari e lui lì dentro mi ha comprato sei caramelle e gazosa".


Del Natale come "festa dell'innocenza" parla Corrado Alvaro in un passo della sua opera più famosa, "Gente in Aspromonte". In esso l'autore racconta anche della diffusione, grazie al Natale, di una nuova speranza, che si concretizza con la costruzione del presepe:

Nei paesi s'è lavorato tutta una settimana per il Presepe.
Nel fondo si stendono rami di aranci carichi di frutta.
Si lanciano ponti coperti di muschio da un punto all'altro, si cos!ruiscono montagne e strade ripide, steccati per le mandre e laghetti.
Il Presepe ha l'aspetto di un paesaggio calabrese. Dalle valli sbucano fiumi, le montagne sono ripide e selvagge.
Su tutto pende il bel giallo dell'arancio come un frutto favoloso.
Il figurinaio che ha fatto i pastori sa che i ragazzi si fermeranno a guardare una per una le figurine.
Perciò, meno che i soldati di Erode; tutti i pastori somigliano a persone conosciute. Sembra un paese vero.



Abbandoniamo la prosa e passiamo alla poesia, con i versi di Eugenio Montale che, nella poesia "Caffè a Rapallo" contenuta nella raccolta "Ossi di seppia" del 1925, si sofferma sulle nuove Sirene, donne raffinate e truccate, che stridono con il vero significato del Natale. Nella seconda parte della poesia, Montale con un repentino cambio di scena, ci parla della musica innocente dei fanciulli, che con la loro semplice gioia e spontaneità non sono ancora stati colti dal male di vivere che sopraggiunge in età adulta e incarnano il sentimento per eccellenza del Natale.





Con brevi e semplici versi, Gabriele D'Annunzio descrive un perfetto quadretto natalizio, dominato dalla luce della stella cometa e da tutti i personaggi che si animano attorno alla capanna dove è nato Gesù:

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s'ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.





Semplice e colloquiale è, da ultimo, la poesia del poeta crepuscolare Marino Moretti, che descrive un paesaggio innevato, la gioia dei bambini e delle mamme e il lento e progressivo camminare del personaggio di Natale per eccellenza, Babbo Natale:

A tutti il vecchio dalla barba bianca
porta qualcosa, qualche bella cosa.
e cammina e cammina senza posa
e cammina e cammina e non si stanca.

E, dopo avere tanto camminato
nel giorno bianco e nella notte azzurra,
conta le dodici ore che sussurra
la mezzanotte e dice al mondo: È nato!





Le opere e i passi riguardanti il Natale sono veramente molti: ci sarebbero altre citazioni da fare, non solo nella letteratura italiana, ma anche in quella fuori dai nostri confini (basti pensare ai celebrerrimi "Piccole Donne" e "Un canto di Natale") perciò, se avete voglia di ricordare qualche altra opera a cui, per esigenze di spazio e di lunghezza, non ho citato, sentitevi liberi di farlo nei commenti.

Nel frattempo, vi saluto e vi dò appuntamento a domani, con l'ultimo post di questa lunga serie di pubblicazioni natalizie, che sarà dedicato alle usanze nel mondo durante il giorno di Natale...vi aspetto!

Fonti:



10 commenti:

  1. Carrellata proprio ad hoc, da cui prendere spunto se ci si vuole avvolgere nell'atmosfera natalizia in toto! Sono quelle letture'tranquille', da caminetto :-)

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    1. Eh sì, Angela, sono delle letture perfette per questo periodo!

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  2. Grazie per questi suggerimenti e buon Natale a te e a tutti coloro che ti sono cari.
    sinforosa

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    1. Grazie a te, Sinforosa, e buone feste :-)

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  3. Ciao Ariel! Mi hai riportata indietro nel tempo...da bambina mi sono innamorata dei libri e della lettura proprio con Marcovaldo, la mia maestra delle Elementari ce lo leggeva sempre in classe! E quella è una delle mie novelle preferite! :*

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    1. Anche a me piace molto "Marcolvaldo", anche se l'ho letto per la prima volta per un esame universitario ;-)

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  4. Grazie per i consigli. Non ho letto nessuno di questi volumi , ma voglio assolutamente recuperare. Intanto ti auguro un buonissimo Natale!

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    1. Grazie Beth, tanti auguri di buon Natale anche a te :-)

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  5. scelta perfettamente in clima...
    ti auguro un buon post natale cara ariel

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