giovedì 9 marzo 2017

Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato)

Cari lettori, tra le nuove uscite, oggi vi voglio segnalare il nuovo libro di Virginia Bramati, che sono molto curiosa di leggere:

TRAMA (da amazon)

Il nuovo romanzo di Virginia Bramati, che racconta di Agnese, l'adorabile protagonista a cui improvvisamente muore la madre, e che si ritrova a fare i conti con i ritmi lenti della campagna, sullo sfondo di una Brianza sorprendente e rigogliosa, non lontano dal magico borgo di Verate che le sue lettrici hanno imparato ad amare. Agnese è una ragazza esuberante, autonoma, insofferente verso tutto ciò che frena la sua corsa, ma improvvisamente, la vita prende una piega terribilmente dolorosa e si ritrova scaraventata dal centro di una metropoli che non dorme mai, in una grande casa lungo un fiume, immersa nei ritmi immutabili della campagna. Una grande casa in campagna. Una madre morta troppo presto. Un giovane medico dagli occhi buoni e misteriosi. E un'estate in cui tutto sta per cambiare. Pagina dopo pagina, scopriamo insieme ad Agnese la saggezza nascosta nei gesti semplici della cura dei fiori: perché la felicità è più vicina di quanto pensiamo, se solo sappiamo rallentare e guardarla negli occhi.

mercoledì 8 marzo 2017

Festa della donna e grandi figure femminili

Ciao a tutti, buona festa delle donne a tutte le mie lettrici! Questa è una festa un po' particolare, che a volte assume una connotazione leggera, quasi frivola, mentre in certi casi diventa una giornata per riflettere su temi molto scottanti e, ahimè, molto attuali, come la violenza sulle donne e i femminicidi.





Per conoscere qualche dettaglio storico sull'origine di questa ricorrenza vi consiglio di dare un'occhiata al post che scrissi l'anno scorso: http://langolodiariel.blogspot.it/2016/03/8-marzo-festa-della-donna.html; oggi invece mi piacerebbe parlarvi di tre figure femminili non molto conosciute, vissute in epoche diverse, che, con la loro spiccata intelligenza e personalità, hanno dato un contributo fondamentale al contesto in cui sono vissute:


La prima che ho scelto di presentarvi è Hatshepsut, che governò l'Egitto tra il 1479 e il 1457 a.C., dopo la morte del suo sposo. La donna apparteneva a una discendenza di donne che contribuirono in modo significativo alla gestione del potere in Egitto. Sposò il figlio che il padre ebbe da una concubina e, dopo la sua morte, governò come un vero e proprio faraone, utilizzando anche il gonnellino e la barba posticcia tipica dei faraoni uomini. Cercò di legittimare il proprio potere facendo tramandare la leggenda secondo cui era figlia del dio Amon e quindi era investita anche di un potere che le derivava dagli dei. Durante il suo governo, durato 14 anni, si occupò di erigere il primo tempio rupestre dell'architettura egizia, oltre al viale che univa il tempio di Luxor a quello di Karnak. Inoltre fu un periodo tranquillo e pacifico, dopo quasi due secoli di caos e disgregazioni. Gravitano molte leggende intorno alla sua morte, anche se è probabile che morì per cause naturali.


Un'altra donna degna di nota è Trotula de Ruggiero, vissuta tra l'XI e il XII secolo. Fu la prima e più famosa donna della scuola medico salernitana e diede un forte apporto in ambito ginecologico, infatti fu autrice di numerose opere, tra le quali figura il primo trattato di ginecologia. Era figlia di un nobile medico e per questo non le fu difficile l'accesso alla scuola. Nelle sue opere predilige un'attenzione particolare verso la prevenzione e la ricerca dell'armonia del corpo, che si rifaceva alla medicina greca, che risaliva ad Ippocrate. Nelle sue opere la donna dà grande spazio a rimedi naturali e ampio consenso al trattamento con i salassi. Nel tempo la sua figura divenne leggendaria, in quanto prima donna talmente importante in campo medico da diventare un riferimento per gli studiosi di medicina anche dopo la sua morte.

Particolarmente attenta alla cultura fu anche Olympe de Gouges, vissuta in Francia tra il 1748 e il 1793. Assidua frequentatrice dei salotti letterari dell'epoca, fu una scrittrice e drammaturga, che affrontò lo scottante tema dell'eguaglianza tra gli uomini e l'inaccettabilità della schiavitù. Visse gli eventi che portarono alla rivoluzione francese e si scagliò contro la "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e dei cittadini" perchè escludeva le donne dal diritto di voto. Per questo scrisse una "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina", dedicandolo proprio a Maria Antonietta, da lei additata come una delle tante vittime dell'universo maschile. Giudicò negativa la scelta di condanna a morte di Luigi XVI e anche per questo suscitò l'indignazione dei giacobini che, con l'accusa di aver diffuso un manifesto in cui la donna chiedeva la libertà ai parigini di scegliere la forma di governo che preferivano, decisero di dichiararla colpevole di sedizione e di condannarla a morte, diciotto giorni prima dell'esecuzione di Maria Antonietta.

Questi sono solo tre esempi di donne particolarmente "illustri" che, sebbene non siano molto conosciute, ritengo sia importante ricordare in un giorno come questo. Si potrebbero citare molti altri esempi di donne importanti, se volete approfondire l'argomento vi segnalo questo bellissimo saggio di Stefania Bonura, dal quale ho tratto le informazioni che vi ho presentato:

TRAMA (da amazon)

Dietro ogni grande storia c'è una grande donna.
Regine, pittrici, stiliste, scienziate, poetesse, politiche, cantanti, sportive: un viaggio nell'altra metà della storia.
Chi ha scritto la grande storia non ha lasciato molto spazio ai personaggi femminili. E quando l’ha fatto, quando ne ha salvata qualcuna dall’anonimato, l’ha comunque condannata a un ruolo, o al rogo.
La verità è che molte donne hanno partecipato non solo a costruire la storia, ma in certi casi ne hanno addirittura mutato le sorti. E lo hanno fatto in molti modi, nel bene o nel male, con una corona o un seggio, con un gesto o un discorso, con un libro o un’opera d’arte, una composizione, una rappresentazione, uno scatto, un’immagine, un’invenzione, con un viaggio o una scoperta, con il sacrificio di una vita o della vita, con un “sì” o con un “no”. Riusciamo a immaginare un mondo senza Saffo, Ipazia, Olympe De Gouges, Marie Curie, Coco Chanel, Madre Teresa di Calcutta, Maria Callas, Audrey Hepburn? Riusciamo a concepire la Spagna senza Isabella di Castiglia, l’Inghilterra senza Elisabetta I Tudor o l’Argentina senza Evita Perón? A prescindere dalle rappresentazioni che ne sono state fatte, col passare del tempo i loro profili si sono arricchiti di colori, sfumature, punti di vista, e in certi casi da un polveroso armadio è spuntata fuori una lettera, un diario che ne ha cambiato le sorti storiche. Molte di queste donne godono oggi di grande celebrità postuma, ma alcune di loro poterono persino gustarsi la fama ai loro tempi; fatto è che molte rappresentanti del gentil sesso hanno segnato con la loro vita la vita di tutti noi.

Immagini tratte da Wikipedia, tranne quella di Trotula, ricavata dal sito www.letteraturalfemminile.it

martedì 7 marzo 2017

L'amica geniale

Cari lettori, oggi vi voglio consigliare il primo libro di una delle mie quadrilogie preferite, "L'amica geniale" di Elena Ferrante:

TRAMA (da amazon)

Care lettrici, cari lettori, provate a leggere questo libro e vorrete che non finisca mai.
Elena Ferrante, con il suo nuovo romanzo, torna a sorprenderci, a spiazzarci, regalandoci una narrazione-fiume cui ci si affida come quando si fa un viaggio con un tale piacevole agio, con un tale intenso coinvolgimento, che la meta più è lontana e meglio è. L’autrice abbandona la piccola, densa storia privata e si dedica a un vasto progetto di scrittura che racconta un’amicizia femminile, quella tra Lila Cerullo ed Elena Greco, dall’infanzia a Napoli negli anni Cinquanta del secolo scorso fino a oggi.
L’amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità.
L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame.
E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati...
Non vogliamo dirvi altro per non guastare il piacere della lettura.
Dicevamo che L’amica geniale appartiene a quel genere di libro che si vorrebbe non finisse mai. E infatti non finisce. O, per dire meglio, porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto. La storia si dipana nei volumi successivi, per raccontarci la giovinezza, la maturità, la vecchiaia incipiente delle due amiche.
Godiamoci dunque anche questo altro tratto, che è costitutivo del vero lettore: il piacere assaporato e poi dilazionato, l’attesa del seguito, la speranza, tra le tante amarezze di oggi, di un po’ di dolce nel prossimo futuro.
Buona lettura,
Gli editori

lunedì 6 marzo 2017

Volevo solo andare a letto presto

Cari lettori, cominciamo la settimana con la recensione di un romanzo molto divertente, leggero, adatto per rilassarsi e farsi qualche bella risata: sto parlando di "Volevo solo andare a letto presto" di Chiara Moscardelli, edito da Giunti.

Protagonista è Agata, una ragazza cresciuta da una madre hippy anticonformista, senza padre, e con la casa sempre piena di persone (soprattutto uomini nudi) che si divertivano a fare il bagno in piscina. Per una sorta di reazione a questo stile di vita Agata è diventata una persona ipocondriaca, maniaca del controllo, che detesta i cambiamenti e le emozioni. A trentacinque anni lavora per una casa d'aste e il suo scopo nella vita è quello di riuscire a tenere sotto controllo ogni aspetto della sua vita.

A sconvolgere i suoi piani ci penserà un certo Fabrizio Calcaterra, un uomo dall'oscuro passato che Agata incontrerà nella casa di un suo cliente, il signor Papadopoulos. Quest'ultimo è un uomo losco e senza scrupoli, il quale nasconde dei segreti, e che per questo, nello stesso momento in cui Agata si recherà a trovarlo per lavoro, sarà costretto a fuggire. Peccato che chi lo sta inseguendo sia convinto che la ragazza sappia qualcosa e perciò per Agata, trovatasi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, sarà l'inizio di una serie di avventure che le faranno provare sensazioni nuove, emozioni che vanno dalla paura, al coraggio, alla determinazione, ma anche all'amore verso Fabrizio, anche lui alla ricerca del signor Papadopoulos per avere informazioni sul padre scomparso anni prima.

Ma le abitudini sono dure a morire e sia Agata sia Fabrizio si renderanno presto conto di essere troppo diversi per poter intraprendere una relazione: cosa fare allora? Lanciarsi in un nuovo rischio o cercare di dimenticare quello che è successo? Ma davvero Agata, dopo tutte le avventure passate, potrà tornare a essere quella di un tempo? 

Il romanzo è scritto con un stile molto scorrevole e dialogato, che lo rende ottimo come lettura leggera e rilassante. L'autrice si avvale di un tono molto ironico, proponendo delle scene a volte al limite dell'inverosimile, ma comunque divertenti e piene di umorismo. Nonostante questo però i temi trattati sono tutt'altro che frivoli e la protagnista cattura sin da subito la simpatia del lettore proprio per il suo essere "imperfetta". Consigliato a chi abbia voglia di una lettura non troppo impegnativa e che metta di buonumore.
 
 
DELLA STESSA AUTRICE:
 

venerdì 3 marzo 2017

Petropolis, la "città ideale" del Brasile

Cari lettori, oggi, per la mia rubrica culturale, vi parlerò di Petropolis, una città del Brasile che venne costruita dopo l'indipendenza dal Portogallo dall'allora imperatore Pietro I, un luogo che doveva rappresentare una sorta di "città ideale".



Nel 1831 la sua costruzione venne interrotta, ma poi ripresa con il figlio, Pietro II, che nel 1843 ridette vita al cantiere, aggiungendo al palazzo, detto della Concordia, anche una cattedrale dedicata a S. Pietro (foto in basso) e altri palazzi di pubblica utilità. Il modello a cui faceva riferimento era la Versailles di Luigi XIV, il nome invece gli fu proposto dal maggiordomo imperiale Paulo Barbosa, in riferimento a a Sanpietroburgo. 

L'architetto che si occupò della sua realizzazione fu Koeler, che costruì la città gravitante attorno al palazzo imperiale, che doveva rappresentare il centro del potere.Inoltre diede molta importanza al verde pubblico, atteggiamento progressista per quei tempi. 

Al progetto del palazzo imperiale collaborarono anche gli italiani Cristoforo Bonini e Niccolò Facchinetti, che lo progettarono in stile neoclassico, ma arrivarono collaboratori da gran parte dell'Europa. Venne costruito anche un palazzo a imitazione del "Crystal Palace" di Londra (in foto).

Nel tempo venne abitata da molti tedeschi che, negli anni trenta del Novecento, simpatizzarono con il nazismo, e furono poi repressi dal governo di Getulio.

Dopo la guerra divenne meta di molte stelle del cinema, grazie anche alla costruzione di un hotel-casinò. Con la proclamazione di Brasilia come capitale perse importanza, ma ancora oggi è meta di villeggiatura ed è considerata una delle città del Brasile con il più alto indice di sviluppo umano.

Fonte: Focus Storia (ottobre 2016)
Foto tratte da wikipedia

giovedì 2 marzo 2017

Essenzialmente donna

Cari lettori, oggi vi voglio segnalare la nuova opera della scrittrice emergente Silvia Devitofrancesco, "Essenzialmente donna", una raccolta di racconti al femminile che uscirà in formato digitale il 6 marzo, a soli 0,99 centesimi e gratis per chi possiede l'abbonamente kindle unlimited:


TRAMA (da amazon)

"Essere donna è essere una delle creature più poliedriche del Creato".
Sette racconti che spaziano dal Romance all'indagine psicologica, dalla problematica familiare al genere storico, dal ricordo adolescenziale al Chick lit.
Sette personaggi femminili raccontano le loro storie ed esprimono il loro modo di essere donna.
Completa il testo una piccola guida ironica per essere donne vincenti nel XXI secolo.






BIOGRAFIA AUTRICE: Silvia Devitofrancesco è nata a Bari nel 1990. È laureata in Lettere (curriculum “Editoria e Giornalismo”) e ama scrivere e leggere sin da piccola. Dopo aver pubblicato racconti in antologie, approda al romanzo con "Lo specchio del tempo" col quale vincerà il premio letterario "Autore Possibile 2016".
Nel 2016 pubblica l'opera umoristica "Ultimo accesso alle..." e la commedia romantica "Un secondo, primo Natale"
Gestisce il blog letterario www.ragazzainrosso.wordpress.com
 


Una raccolta proprio adatta a questo periodo, dato che si avvicina la festa della donna, e dagli spunti molto interessanti, non credete?

mercoledì 1 marzo 2017

La voce nascosta delle pietre

Cari lettori, oggi vi recensirò l'ultimo romanzo di Chiara Parenti, "La voce nascosta delle pietre" edito da Garzanti.

E' la prima volta che leggo un romanzo di questa scrittrice e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla storia, che ho trovato molto intensa, emozionante e curiosa, per quanto riguarda il tema delle pietre e delle loro proprietà, sulle quali conoscevo poco e niente.

Il romanzo è diviso in due parti: nella prima si alternano presente e passato e, a poco a poco, conosciamo meglio la protagonista, Luna, una ragazza molto sensibile che nasconde un grande dolore, legato a una delusione d'amore. Delusione che l'ha portata ad assumere un atteggiamento passivo nei confronti della vita e cinico di fronte a una delle sue più grandi passioni, lo studio delle varie pietre e delle loro proprietà, influssi e benefici, interesse trasmessole fin da piccola dal nonno, vero e proprio "deus ex machina" di tutto il romanzo. Luna ora non crede più alle pietre e sta per sposare Giulio, un ragazzo che per lei rappresenta un rifugio, un porto sicuro dai dolori della vita e, soprattutto, un distacco totale da Leonardo, un ragazzo che tredici anni prima le ha spezzato il cuore sparendo poi per sempre.

Un giorno però il ragazzo, incosapevolmente, si riaffaccerà nella vita di Luna, nello stesso momento in cui il suo amato nonno Pietro deciderà di portarla a fare un viaggio in Thailandia, tenendo così fede a una promessa di tanti anni prima. Luna non vorrebbe accettare, ma purtroppo la vita del nonno ha i giorni contati e la nostra protagonista capirà che è giunto il momento di lasciarsi andare ma, il giorno della partenza, scoprirà che il nonno ha in serbo per lei una sorpresa...

Nella seconda parte vengono descritte le tappe del viaggio e il ritorno a casa. Dopo il viaggio Luna non sarà più la stessa: oltre a scoprire alcune sfaccettature sconosciute della vita del nonno, la ragazza capirà che dovrà mettere ordine nella sua vita e nei suoi sentimenti, trovare il coraggio di perdonare e ricominciare a essere la persona che era prima. Ma raggiungere lo scopo non sarà facile e, prima di cercare di raggiungere la felicità, saranno molte le scelte e le vicende dolorose che si troverà ad affrontare.

Ho apprezzato molto la lettura di questa storia, non banale, densa di emozioni e dallo stile scorrevole e avvincente. Ho apprezzato le curiosità sulle varie pietre e la scelta di intitolare ogni capitolo con il nome di una pietra che avesse qualche affinità con il testo. Ben delineato il personaggio del nonno, dalla profonda sensibilità e dall'amore spiccato verso la nipote, nella quale rivede se stesso e che si adopererà fino all'ultimo per garantirle il lieto fine che lui non ha mai avuto la possibilità di assaporare pienamente. Una lettura piacevole, capace di far provare al lettore diverse emozioni, una storia sulla capacità di saper ricominciare e di dar retta ai sentimenti del nostro cuore.