Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Buio", scritto da Vera Buck ed edito da Giunti.
Tilda è una quarantenne italo tedesca che, dopo un evento che le ha sconvolto la vita, decide di abbandonare la Germania, nazione dove ha sempre vissuto, per rifugiarsi in Sardegna, nella regione della Barbagia, posto nel quale ha deciso di acquistare al prezzo simbolico di un euro una vecchia casa da ristrutturare in un paesino abbandonato.
Lì verrà a sapere che nel paese in cui ha scelto di iniziare una nuova vita, Bottigalli, nel 1982 c'è stata una strage, che ha portato all'uccisione di tutti i suoi abitanti, riuniti per festeggiare un matrimonio, e che proprio in quella abitazione sono stati trovati i cadaveri.
Nessuno è mai riuscito a fare chiarezza sulla vicenda e l'unico sopravvissuto è anziano, malato, vive da solo con la badante, ed è per nulla intenzionato a svelare i retroscena del massacro. L'unica cosa che sostiene è di essersi salvato grazie a una forchetta puntata contro un ipotetico aggressore.
Tilda, a cui preme solamente isolarsi dal mondo e vivere in forma privata il suo dolore, non si lascerà turbare da quanto appreso. Almeno fino a quando le campane della chiesa non cominceranno a suonare e la giovane inizierà a trovare alcuni indizi inquietanti nella sua nuova casa. Senza contare il vento che pervade il villaggio disabitato, che sembra sussurrargli nelle orecchie il suono straziante di un pianto...
Quando alla porta di Tilda si presenterà a sorpresa suo fratello Nino, un giovane con un pessimo senso degli affari e l'ambizione di diventare ricco grazie a YouTube, la ragazza riscoprirà il piacere della compagnia e il turbamento si affievolirà, ma ciò sarà solo una breve parentesi, che verrà bruscamente chiusa quando il giovane scomparirà senza lasciare traccia.
Che quella terra, famosa negli anni Ottanta per i continui rapimenti a scopo di estorsione, non sia affatto cambiata? E perchè proprio Nino?
Attarverso il punto di vista di Franca, la cui vicenda si dipana proprio pochi mesi prima della famosa strage del 1982, il lettore potrà comprendere meglio il contesto di quella regione così ricca di segreti e omertà.
La giovane è un'abitante di Bottigalli che una sera inizierà a sospettare che i ragazzi di cui è amica nascondono un segreto.
Di carattere indomito, con un profondo senso di lealtà e giustizia, la ragazza si batterà per far luce sulla questione, ponendosi anche contro la sua stessa famiglia, una volta compreso cosa si nasconde dietro al quieto vivere degli abitanti del paese di cui fa parte, sebbene sradicare certe mentalità sia pressocchè impossibile.
Attraverso la sua lotta, le vicende subiranno risvolti inaspettati, fino ad arrivare al giorno del massacro...
Nella trama del romanzo trova spazio anche la storia di Enzo, un giornalista la cui storia viene narrata nel presente. L'uomo da anni cerca di comprendere cosa sia realmente accaduto a Bottigalli nel 1982, sebbene l'unico sopravvissuto si rifiuta di parlare e non perde occasione per schernirlo in ogni occasione di incontro.
Diviso tra una situazione familiare problematica (la madre è alcolista, malata di Alzheimer, e non perde occasione per fuggire dalla casa di riposo in cui è ricoverata) e il desiderio di placare la sua fame di notizie, sarà proprio nel momento in cui deciderà di cambiare vita, magari anche abbandonando la regione in cui è sempre vissuto, che un fatto del tutto inaspettato lo porterà di nuovo in pista.
Attraverso le vicende che legano questi tre personaggi, il lettore viene coinvolto in una storia dai tratti affascinanti, misteriosi e drammatici. Rifacendosi a vicende realmente accadute in una terra aspra, sia per quello di cui si è macchiata sia per la sua conformazione territoriale che nella narrazione è descritta in modo particolarmente vivido, la scrittrice lega insieme passato e presente, offrendoci una trama molto coinvolgente e ricca di colpi di scena.
Lo stile è sia scorrevole sia molto curato, capace di rendere in modo vivido la descrizione dei luoghi e le sensazioni dei vari personaggi. Non è un giallo con picchi di tensione, ma l'inquetudine scorre sottile in tutte le sue pagine, tratteggiando via via un quadro sempre più drammatico e sconvolgente.
L'unico aspetto che non mi ha convinta del tutto è il fatto che a un certo punto uno dei personaggi, reso in prima persona, mente a sè stesso allo stesso modo che avevo visto fare nel thriller di Freida McFadden "Non mentire". Personalmente non amo questo espediente quando viene utilizzata la prima persona (per la terza invece lo apprezzo), però devo ammettere che il libro mi è piaciuto così tanto da soprassedere, anche perchè la scelta non è stata così preponderante come nell'altro romanzo.
Per il resto, la storia è davvero affascinante e la trama, ricca di eventi, rende davvero difficile staccarsi dalle sue pagine. Per questo, consiglio vivamente la lettura di questo libro a tutti gli amanti del genere giallo e thriller, ringraziando nello stesso tempo tutte le pagine a tema che seguo sui social che, attraverso le loro parole entusiaste, mi hanno permesso di conoscere una storia che, se non fosse stato per la loro divulgazione, non avrei mai scoperto.

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