Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Grande meraviglia", scritto da Viola Ardone ed edito da Einaudi.
La prima è una ragazza nata e cresciuta in un manicomio nei primi anni Ottanta. Sua madre, italo tedesca, è stata richiusa nella struttura quando era incinta di lei e la giovane non ha mai conosciuto un ambiente diverso da quello. Per lei, tutto il mondo è racchiuso in quelle stanze e in quei corridoi.
Tuttavia, tramite i giochi della mamma, Elba si trova a vivere un'infanzia complessa ma serena, almeno fino a quando non viene strappata dalla donna per frequentare una scuola religiosa. Quando riuscirà a ritornare in manicomio, le verrà detto che la madre è morta. Elba, però, è convinta che non sia così e cercherà in ogni modo di scoprire la verità.
In quella realtà che ha imparato a catalogare a modo suo, Elba si troverà a trascorrere la propria quotidianità circondata dal personale medico, infermieristico e dagli altri pazienti, a ciascuno dei quali ha associato un soprannome e un ruolo all'interno del suo mondo così ristretto. Ruolo che fatica ad associare a un nuovo medico, Fausto Meraviglia, un giovane dai baffi rossicci che, come il suo insegnante Basaglia, sostiene la necessità di chiudere quelle strutture e di dare la possibilità a tutti i ricoverati di essere curati con metodi diversi dall'elettroshock per poter essere poi reinseriti nella società.
Attraverso gli eventi narrati a partire dal 2019, il lettore potrà conoscere meglio il personaggio di Fausto, un uomo che ritroviamo anziano, ma anche cinico e disilluso. Dopo una vita in cui ha messo in primo piano il proprio lavoro, a scapito del matrimonio e dei due figli, il medico ripercorre gli eventi che lo hanno legato a Elba a partire dal loro incontro in manicomio, passando al terribile momento vissuto dalla ragazza una volta scoperta la verità sulla madre, volgendo infine al periodo in cui la giovane, per la quale prova un profondo affetto filiale, accettò di essere ospitata nella sua casa, entrando in questo modo nelle dinamiche della sua famiglia, fino alla brusca rottura.
Pagina dopo pagina, si potrà quindi comprendere la complessa natura del legame tra Elba e Fausto, facendo luce nello stesso tempo al motivo che ha portato i due a un profondo mutamento del loro rapporto.
Dopo aver letto e apprezzato tantissimo i primi due romanzi dell'autrice, ero molto curiosa di cimentarmi con un altro suo romanzo. Ho apprezzato molto il modo attraverso il quale la scrittrice ha saputo ricreare l'atmosfera di un ambiente particolare come quello del manicomio: attraverso una narrazione delicata, ma nello stesso tempo cruda ed estremamente realistica, ha saputo ricreare e trasmettere a chi legge la vivida sensazione di trovarsi tra quelle mura, circondati da donne che venivano rinchiuse solo perchè considerate "scomode" da mariti, padri, fratelli. L'atmosfera creata mi ha ricordato una serie tv andata in onda qualche mese fa su Rai Uno, "Le libere donne", della quale vi consiglio la visione, la quale presenta la stessa ambientazione e affronta tematiche simili.
Ho amato sia il personaggio di Elba sia quello di Fausto, i quali sono tratteggiati in modo molto realistico attraverso le loro imperfezioni e debolezze. Di entrambi emerge la loro umanità, come l'attaccamento di Elba a quel mondo che ha imparato a farsi suo, e l'ambizione unita all'entusiasmo giovanile del medico che però, con il passare degli anni, si affievolirà, lasciando il posto a un cinismo che mi ha ricordato un altro personaggio letterario, ovvero il protagonista de "La tentazione di essere felici" di Lorenzo Marone.
Le parti narrate dal punto di vista di Elba sono un po' più dinamiche, mentre quelle focalizzate su Fausto di stampo maggiormente riflessivo e, a mio parere, a tratti un po' lente.
A parte questo piccolo dettaglio, ho amato profondamente anche questo romanzo, che vi consiglio soprattutto se avete letto e amato gli altri libri di questa autrice, ma anche se non lo avete fatto e cercate una storia capace di coinvolgervi in una vicenda emozionante e ricca di spunti di riflessione sul ruolo della donna, della nostra societa, dell'ambizione e sul valore dell'empatia e delle relazioni umane.
DELLA STESSA AUTRICE

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