giovedì 19 febbraio 2026

Il buio oltre la siepe

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata a un classico della letteratura americana, "Il buio oltre la siepe", scritto da Harper Lee ed edito da Feltrinelli.

La storia è ambientata a Maycomb, un paesino immaginario dell'Alabama, durante i primi anni Trenta del Novecento e la voce narrante delle varie vicende è di Scout, una bambina che frequenta le scuole elementari dal temperamento sveglio e ribelle, che ama giocare all'aperto con il fratello maggiore Jem. I due vivono assieme al padre Atticus, di professione avvocato, e la domestica Calpurnia. La madre invece è morta quando erano piccoli.

Nella prima parte del romanzo il lettore si troverà immerso nelle vicende quotidiane dei due bambini, alle prese con la scuola, i compagni, i giochi estivi in compagnia dell'amico Dill e i rapporti con i loro vicini di casa. In particolare, Scout e Jem sono incuriositi dalle dicerie che riguardano Boo Radley, un uomo che, dopo una giovinezza complicata, vive rinchiuso in casa. I due escogiteranno diverse strategie per spingerlo a uscire, anche se inutilmente.

La curiosità nei confronti di quell'uomo, giudicato "diverso" dalla società, farà da collegamento al filo conduttore della seconda parte del libro, quella più corposa, che metterà di fronte il lettore ai pregiudizi delle persone verso chi è giudicato non conforme alla società dominante. 

Il padre dei bambini, infatti, si troverà a difendere Tom Robinson, un appartenente alla comunità afroamericana accusato di un tentativo di stupro nei confronti di una ragazza bianca. Sebbene Atticus riesca a dimostrare con argomentazioni incontrovertibili l'innocenza dell'uomo, la pelle nera di quest'ultimo e i pregiudizi di uno Stato che porta con sè i retaggi di un radicato razzismo renderanno il processo un vero e proprio evento che coinvolgerà l'intera comunità, incapace di concepire l'innocenza di Tom.

Lo stesso Atticus diverrà oggetto di scandalo, in quanto definito "negrofilo", e anche a scuola i suoi figli saranno oggetto di scherno. E non solo...

Era da tantissimo tempo che desideravo leggere questo romanzo, addirittura dal 2016, anno di apertura del blog. Dato anche il proposito di recuperare alcuni romanzi della mia wish list, ho deciso finalmente di immergermi tra le sue pagine e mai scelta è stata più azzeccata. 

Il contesto dell'America durante gli anni della Grande Depressione è sempre in grado di catturare la mia attenzione e i temi trattati sono capaci di parlare ai lettori di ogni luogo e tempo. La scelta di narrarli attraverso il punto di vista di una bambina conferisce loro originalità e permette ancora di più di comprendere l'insensatezza della cosiddetta "paura del diverso", che investe non solo la figura di Tom Robinson e della comunità a cui appartiene, ma anche la stessa Scout (lontana dal prototipo di "brava bambina" e più vicina al ruolo di "maschiaccio"), il vicino Boo Radley e la domestica Calpurnia (anch'ella donna di colore).

A tal proposito, Atticus è una figura moderna, ma purtroppo inserita in un contesto che ancora non comprende il suo pensiero e che per questo lo relega a un ruolo di "antieroe". Consapevole dell'insensatezza del razzismo farà di tutto per scagionare Tom definendo quell'incarico  "la causa della vita". Accetterà inoltre la figlia per quello che è, evitando di imporle di diventare una "brava signorina", nonostante le insistenze della sorella e delle signore del vicinato. Inoltre concepirà Calpurnia non solo come una semplice dipendente, ma anche una sorta di madre per i due figli. Per questi motivi penso che il personaggio di Atticus sia il più sfaccettato e interessante dell'intera opera ed è stato molto appassionante comprendere le sue azioni e i suoi pensieri attraverso le parole della figlia Scout. 

Anche lo stile semplice e scorrevole è in grado di catturare l'attenzione di chi legge,  ma sono soprattutto gli spunti di riflessione che è in grado di suscitare attraverso le tematiche affrontate, legate al concetto di uguaglianza in rapporto all'unicità presente in ognuno di noi, a rendere questo libro un classico che, a mio parere, ogni lettore dovrebbe leggere almeno una volta nella vita.

lunedì 9 febbraio 2026

La strada giovane

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo di Antonio Albanese "La strada giovane", edito da Feltrinelli.

La storia è basata su fatti realmente accaduti e ha per protagonista Nino, un giovane siciliano che dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 viene catturato dai tedeschi e mandato in un campo di prigionia in Austria.

In quel posto, dove ogni giorno si trova davanti a soprusi e violenze, Nino stringerà una forte amicizia con il toscano Lorenzo, che lo persuaderà a fuggire. I due, ai quali si unirà una terza persona detta "Il Piemontese", sfrutteranno la preparazione dei festeggiamenti di Capodanno per mettere in pratica il piano di fuga progettato da Lorenzo. 

E ciò sarà solo il primo atto di un percorso che porterà il nostro protagonista ad attraversare tutta l'Italia per poter finalmente tornare a casa. Nei suoi pensieri l'amata famiglia, il negozio di panetteria dei genitori, gli amici e, soprattutto, Maria Assunta, la ragazza che ha sposato poco prima di partire per la guerra. 

Saranno i ricordi del passato e l'attesa di un futuro migliore a mantenere viva la speranza di Nino, messa a dura prova dalle difficoltà del presente. Il ragazzo, infatti, nel suo cammino troverà diverse insidie, che più di una volta lo porteranno a dubitare della possibilità di sopravvivere. 

Stremato dalla durezza della guerra e della prigionia, senza considerare la fame costante che non lo abbandona mai, il giovane verrà messo in pericolo anche per i suoi occhi chiari e i capelli biondi, che lo rendono troppo simile a un tedesco in mezzo a un popolo che non sa più distinguere gli alleati dai nemici. 

Per scoprire se Nino riuscirà a sopravvivere e a ricongiungersi con i suoi cari, vi invito a leggere questo breve romanzo, che ho trovato molto interessante e in grado di coinvolgermi pienamente in una vicenda che affonda le proprie radici in un capitolo buio della nostra Storia. 

Conoscevo l'autore per la sua fama di comico e non sapevo fosse anche uno scrittore. Ho scoperto l'esistenza del libro su alcuni blog che seguo e sono davvero contenta di essermi cimentata anch'io con la lettura di questo romanzo. Penso che le storie basate su fatti realmente accaduti abbiano una marcia in più e anche questa lettura non fa eccezione.

I capitoli brevi e lo stile scorrevole conferiscono un ritmo concitato alla narrazione, e la scelta di alternare il presente con i ricordi del passato permette di delineare al meglio la figura di Nino, facendo anche comprendere come siano i valori dell'amore, dell'affetto e l'attaccamento al suo mondo a dargli la spinta per andare sempre avanti. 

Purtroppo in alcuni passaggi la sottile demarcazione tra i due piani temporali appare poco delineata, creando così una leggera confusione che costringe il lettore e rileggere alcuni passaggi ma, nonostante questo, è un libro che consiglio vivamente di leggere.

Sono consapevole che su questo periodo storico la letteratura sia sterminata, ma penso che sia importante non smettere mai di incrementarla con testimonianze che ci permettono di tenere a mente un concetto fondamentale, che non dovrebbe mai essere dimenticato: l'importanza della pace, che deve sempre prevalere sugli orrori e la disumanità della guerra.

lunedì 2 febbraio 2026

Teddy

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo "Teddy", scritto da Jason Rekulak ed edito da Giunti.

Protagonista di questo paranormal thriller è Mallory, una giovane segnata da un tragico evento che l'ha portata a diventare tossicodipendente. 

Dopo un lungo periodo di riabilitazione, però, sembra in procinto di riprendere in mano la propria vita, così una delle persone che collabora con il centro di recupero le propone un colloquio come baby sitter presso una famiglia amica di alcuni conoscenti, i Maxwell.

Nonostante i propri trascorsi, Mallory sarà assunta. Inizierà quindi a lavorare nella bellissima casa di quella famiglia così cordiale, la quale le offrirà anche un'abitazione, una piccola dépandance situata in giardino. Il bambino a cui deve fare da baby sitter, Teddy, è molto dolce e nonostante la timidezza riesce a legarsi alla ragazza. 

Sembrerebbe che nulla possa turbare la tranquillità delle sue giornate, ma la nostra protagonista non tarderà ad accorgersi di alcune stranezze che riguardano il bambino. Egli, infatti, parla sempre di un'amica immaginaria, Anya, e più volte lo sente fare dei veri e propri discorsi quando sale nella sua camera per fare il riposino. Ma sarà quando i suoi amati disegni, da semplici e infantili, si faranno sempre più complessi e artistici, che la nostra protagonista inizierà a sospettare la presenza di forze soprannaturali che si impossessano di lui. 

Ben presto Mallory verrà a sapere che la piccola abitazione in cui soggiorna era abitata da una ragazza scomparsa misteriosamente e per questo si convincerà che quella vicenda irrisolta abbia un legame con gli strani disegni di Teddy. Immagini che parrebbero raccontare una storia, ma che i genitori si rifiutano di considerare, scioccati dalle insinuazioni della ragazza, che guardano con sospetto a causa dei suoi trascorsi con la droga.

Aiutata da un nuovo amico e da una vicina di casa specializzata in sedute spiritiche, Mallory verrà risucchiata in una vicenda dagli oscuri risvolti. Una storia che la coinvolgerà a tal punto da farle rischiare di precipitare ancora una volta nell'abisso da cui era uscita...

Era da un po' che volevo leggere questo romanzo. Nonostante non sia una vera e propria amante degli elementi paranormali, la trama mi aveva subito incuriosita, senza contare i numerosi pareri positivi letti in rete.

E ora posso finalmente confermare che la vicenda narrata mi ha coinvolta davvero tanto e che fino alla fine non avevo idea di come potesse terminare. Il colpo di scena che dà una svolta decisiva alla trama è davvero geniale e mi ha colta di sorpresa. Anche i disegni intercalati tra le pagine sono un espediente originale. Non sono accessori, ma veri e proprio elementi portanti, integrati perfettamente all'intreccio del romanzo.

Lo stile è semplice, ma curato e scorrevole, capace di avvinghiare il lettore in un crescendo di curiosità e tensione. Non mancano nemmeno spunti di riflessione, incentrati sull'amore e le relazioni familiari, ma su questo preferisco mantenermi vaga per evitare spoiler. 

Un romanzo, quindi, che racchiude in sè diversi elementi che lo rendono una lettura piacevole, sorprendente e riflessiva e che per questo vi consiglio vivamente di leggere.