mercoledì 27 aprile 2016

Aprile: Il barone rampante

Cari lettori, oggi per la mia rubrica mensile vi parlerò de "Il barone rampante" di Italo Calvino. 
Questo romanzo fa parte della trilogia "I nostri antenati", che comprende anche "Il visconte dimezzato" e "Il cavaliere inesistente".

In realtà avevo già letto questa storia molti anni fa, quando ero bambina, ma dato che me la ricordavo vagamente ho deciso di rileggerla, dato anche il mio interesse crescente per le opere di questo scrittore.

La storia è ambientata in un paesino immaginario della Liguria, Ombrosa, alla fine del Settecento, e protagonista è Cosimo Piovasco di Rondò, che un giorno, dopo essersi rifiutato di mangiare delle lumache, decide di salire su un albero e di non scendere mai più.

Ovviamente questo gesto scuote tutta la sua famiglia: dal padre, un nobile dalla mentalità conservatrice, alla madre che, figlia di un generale di guerra, non può fare a meno di seguire con un cannocchiale tutti gli spostamenti del figlio da un albero all'altro. Completano il quadro familiare la sorella Battista, alla quale inizialmente era stato imposto un futuro da suora; il fratello minore Biagio, narratore della vicenda; il Cavalier Avvocato Enea Silvio, zio di Cosimo e l'abate Flauchelafleur, il precettore. 

Ma Cosimo è irremovibile e, giorno dopo giorno, imparerà a vivere sugli alberi senza farsi mancare nulla e, in compagnia del bassotto Ottimo Massimo, vivrà una serie di avventure, come quella che lo vedrà coinvolto con il brigante Gian dei Brughi oppure quella con i pirati, che avrà un tragico epilogo.

Il nostro protagonista vivrà anche avventure di stampo amoroso a partire con la vicina di casa Violante, per approdare sugli alberi spagnoli in compagnia Ursula, che si rifiuterà di seguire quando lei gli chiederà di scendere dai rami e di toccare il suolo. 

Nel frattempo la fama di Cosimo si diffonderà di paese in paese e colui che prima veniva guardato con sospetto perchè "diverso" alla fine si conquisterà una fama di tutto rispetto, che culminerà con il fatidico incontro con Napoleone. Ma anche durante la sua vecchiaia, Cosimo verrà sostenuto dalla popolazione, fino a quando...

Ovviamente niente spoiler, per questa storia che ha il sapore di una fiaba ma anche molto di più. Sono numerosi infatti i significati che si possono cogliere ben dissimulati nel testo come, per esempio, il concetto di anticonformismo e dell'accettazione del diverso, ma anche la capacità di mantenersi, con il tempo, coerenti con se stessi. 

Credo, inoltre, che il distacco di Cosimo possa essere letto non solo in chiave "materiale", ma anche "mentale": la fine del Settecento è infatti un momento chiave, che segna il passaggio verso l'epoca e il pensiero moderno. Cosimo mostra molto interesse verso i libri e la cultura illuminista, mentre invece la sua famiglia è ancora ancorata verso la mentalità tipica dell'ancien regime, quindi la scelta del nostro protagonista può essere concepita anche come un modo per allontanarsi da mentalità verso le quali non si riconosce.
Non è detto però che il "moderno" sia del tutto positivo, e a questo proposito emblematico sarà il suo incontro con Napoleone.  

Insomma, un romanzo che sembra una semplice storia per bambini, ma che racchiude in sè molti significati e credo che il bello di questa lettura stia anche nel cercare tutti i messaggi nascosti dall'autore. Lo stile semplice, scorrevole e la sottile ironia sono altri ingredienti che conferiscono alla storia elementi in più per poter essere maggiormente apprezzata, provare per credere ;-)

Al prossimo mese e al prossimo classico! 

P.s. L'edizione della foto, che è quella che ho letto, è correddata anche da bellissime illustrazioni!

10 commenti:

  1. Bella recensione! Di Calvino mi sembra di ricordare di aver letto solo (secoli fa)"Il cavaliere inesistente" che, per inciso, ho adorato. Voglio assolutamente leggere a breve "Il barone rampante", "Fiabe italiane" e " LE Città invisibili".

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    1. Grazie, Alisya! Anch'io vorrei leggere "Le città invisibili" (all'uni avevo studiato alcuni passi, ma mi piacerebbe leggere l'opera integralmente) e mi incuriosisce anche "Se una notte d'inverno un viaggiatore"...

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  2. L'ho letto anch'io a inizio mese. Mi é piaciuto, ma non come pensavo. Se l'avessi letto quando ero una ragazzina, però, penso mi sarebbe piaciuto molto di più ;)

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    1. Io invece l'ho apprezzato di più ora, perchè da piccola non ero riuscita a cogliere i significati, soffermandomi solo sulla storia

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  3. Quando l'ho letto da ragazza, ormai parecchi anni fa, lo trovai straordinario e tuttora credo sia stata una delle mie letture "di base", quelle che formano carattere, idee e personalità. Insieme agli altri due volumi de "Gli antenati" ("Il cavaliere inesistente" e, soprattutto, "Il visconte dimezzato") credo sia una di quelle letture che chiunque si professi lettore non può non fare nella vita. Anzi, molteplici e in diversi momenti della sua vita, perché ogni volta si scopre un messaggionuovo: è questa la grande letteratura.

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    1. Verissimo Eva, se non ricordo male lo stesso Calvino aveva definito "classici" proprio quei romanzi che, ogni volta che vengono letti, offrono al lettore sempre nuovi spunti di riflessione!

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  4. io lessi "Il cavaliere inesistente", molto carino!! lo stile ironico, fiabesco, ma a modo suo profondo e riflessivo, di calvino mi piacque

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    1. Anch'io ho gradito molto questi aspetti di Calvino!

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  5. Ho adorato Calvino e questa sua trilogia. Però anche li ho letti un po' di tempo fa e mi li ricordo poco. Sarà bene andare a rileggerli mi sa! Ottima recensione e ottimo consiglio di lettura!!!^_^

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    1. Grazie Nik, anch'io avevo già letto questo romanzo moltissimi anni fa, ma sono contenta di averlo riletto perchè è veramente un capolavoro e immagino che anche gli altri due non siano da meno!

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