martedì 13 dicembre 2016

Un regalo per sempre

Cari lettori, dopo i post speciali a tema natalizio della settimana scorsa, ritorna la mia consueta rubrica di consigli, oggi dedicata a un romanzo di Melissa Hill, una tra le mie scrittrici preferite! Questonon è il più famoso tra i suoi romanzi, ma penso sia lo stesso molto carino:


 TRAMA (da amazon)

Jess è una brillante professionista, vive a Dublino in una bella casa, ha un marito che ama e che la ama. Ma la voglia di maternità la tormenta, tanto da diventare un’ossessione. Nina ha scoperto che il suo fidanzato ha una doppia vita, una con lei e una con una moglie e dei figli. Ruth invece è una star del piccolo schermo e, dopo una notte di follia con un affascinante collega attore, scopre di essere incinta. Le strade delle tre donne si incrociano a Lakeview, una pacifica cittadina immersa nel verde, il luogo ideale dove iniziare a costruirsi una famiglia e crescere dei figli. Ma Lakeview nasconde un segreto: chi ha abbandonato tanti anni prima un neonato davanti alla porta della caffetteria di Ella? Dalla penna di un’autrice che conosce bene il cuore femminile, la storia moderna e romantica di tre donne disposte a seguire la voce dei sentimenti, anche quando farlo potrebbe significare perdere tutto.

lunedì 12 dicembre 2016

Natale con Mr. Trouble

Buon inizio di settimana, cari lettori, sull'onda dell'atmosfera natalizia oggi vorrei segnalarvi il romanzo breve di Aura Conte, "Natale con Mr. Trouble", che trovo molto adatto per allietare queste giornate di festa:


TRAMA 

Alex e Nick si conoscono a scuola, poiché entrambi finiti dal preside per essere stati dei piccoli ribelli. Lei ha soltanto nove anni e lui dieci. Con il passare del tempo, Nick diviene la prima cotta adolescenziale di Alex, però lui appare sempre poco interessato a lei.
Crescendo, Nick diventa popolare tra le ragazze del liceo e con la conclusione di quest’ultimo, la cotta di Alex è costretta a finire. Infatti, per diversi anni, i due ragazzi perdono qualsiasi contatto tranne che per un breve e confuso litigio.
Un giorno, tuttavia, i destini di entrambi si ricongiungono per quella che appare una semplice coincidenza natalizia…
In realtà, però, Nick non ha mai dimenticato Alex.

Il romanzo è disponibile, a soli 0,99 centesimi, su:


 

venerdì 9 dicembre 2016

Quando il tema della tecnologia viene affrontato in un libro: "Tecnobarocco" di Mario Tozzi

Cari lettori, dopo qualche settimana di pausa per impegni personali, torna la mia rubrica culturale del venerdì, oggi dedicata a un argomento di natura scientifica molto attuale, che è stato affrontato in un libro che è una via di mezzo tra un saggio e una denuncia: trattasi dell'eccessivo sviluppo di una tecnologia inutile e dannosa per l'uomo. Il libro s'intitola "Tecnobarocco" ed è stato scritto da Mario Tozzi.

Ho scelto di parlarvene perchè qualche settimana fa ho assistito alla presentazione di questo saggio e ho trovato le sue riflessioni molto moderne e interessanti per cercare di capire come al giorno d'oggi la tecnologia, che dovrebbe essere sinonimo di progresso, possa in realtà, qualche volta, recar danno alle persone. Inoltre ho pensato che diversamente dal solito mi sarebbe piaciuto affrontare nel mio blog anche un argomento di natura tecnico-scientifica.

Il titolo dell'opera di Tozzi vuole sottolineare come la tecnologia stia diventando talmente sofisticata da essere paragonata all'esagerazione tipica del periodo barocco. Nelle prime pagine l'autore ci fa un esempio che ci può far sorridere, ma che nasconde in sè il fulcro di tutto il suo pensiero: forse non lo sapevate, ma in Giappone i wc sono ipertecnologici, tanto che si può scegliere in che senso far ruotare l'acqua di scarico, il colore, il profumo, pure la musica in sottofondo, ma che può incepparsi in caso di mancanza di elettricità: non è quindi meglio il classico water? Perchè impegnare le risorse umane e l'intelligenza in campi così inutili?

L'autore poi, nella sua presentazione, ha indicato altri esempi, che si possono trovare descritti nel libro, come la diffusione di internet, che ha creato una diffusione di notizie che non hanno un controllo o una fonte autorevole, diversamente dalle "arcaiche" enciclopedie cartacee; i cellulari e gli altri elettrodomestici, che non sono più costruiti per durare nel tempo, ma che presentano marchingegni sempre più sofisticati che, oltre a creare uno spreco di risorse ambientali, impoveriscono l'uomo dal punto di vista economico, e facendolo diventare una sorta di pedina delle leggi di mercato e dell'economia.

Un passo del libro che mi ha colpito particolamente è stato quando lo scrittore ha affrontato il tema della ludopatia, mettendo a confronto i vecchi giochi da bar di una volta (tipo il calciobalilla) con le odierne slotmachine: se fisicamente con il primo gioco a un certo punto ci si stancava e quindi era impossibile continuare per ore e ore, con il secondo l'uomo non deve fare nulla, se non che pigiare dei tasti, e questo non lo stanca e lo rende più attaccato alla macchina, che piano piano gli mangia tutti i suoi risparmi. 

Il messaggio che traspare dal libro è quindi quello di cercare una nuova tecnologia, basata sul rispetto dell'uomo e dell'ambiente che lo circonda, senza esasperare quella che già funziona per renderla "barocca", perchè in questo caso da utile rischia di diventare dannosa.

Personalmente ho trovato questa lettura e la presentazione dell'autore molto interessante e con temi molto legati alla nostra vita, che possono generare numerosi spunti di riflessione, non trovate?  Quanto pensate possa essere utile la tecnologia che ci circonda? E com'è il vostro rapporto con essa? Mi piacerebbe che nei commenti scriveste il vostro parere!

Per quanto riguarda la mia opinione, mi trovo d'accordo con molte delle sue opinioni, soprattutto per quanto riguarda l'uso spasmodico del cellulare e dei social network, che invece di unire stanno riducendo sempre di più le relazioni sociali; però devo anche spezzare una lancia in loro favore, perchè è grazie a essi che riesco a farmi conoscere come autrice e a entrare in contatto con altri scrittori e lettori. Per non parlare della possibilità di aprire un blog, che mi ha permesso di condividere le mie passioni con persone che se no non avrei mai conosciuto. Però, nello stesso tempo, concordo pienamente sul fatto che oggi come oggi siamo sempre più in balia delle leggi di mercato e su questo, a mio parere, le persone dovrebbero essere più attente e farsi meno manipolare dalle "mode" del momento, oltre a possedere un maggior senso critico nel distiguere l'utile dal superfluo.

giovedì 8 dicembre 2016

Storia dell'albero di Natale


Cari lettori, oggi, festa dell'Immacolata, è tradizione dedicarsi all'allestimento dell'albero di Natale. In questi ultimi anni ho notato come molti anticipino i tempi, ma a me piace riservare questa giornata a questo rito prenatalizio. Perciò ho pensato potesse essere carino dedicare un post alla storia del tanto celebre albero di Natale, per scoprire qualche aneddoto e curiosità interessante! 

La simbologia dell'albero era già molto diffusa in epoca precristiana e simboleggiava la vita: secondo un rito pagano prima del nuovo anno era tradizione portare in casa il rametto di un albero come simbolo beneaugurante; anche i Celti e i Druidi usavano decorare gli alberi; ma la prima volta che venne esposto in piazza fu nel 1441, a Tallin, in Estonia. In quell'epoca, attorno all'albero, erano soliti ballare insieme uomini e donne single che cercavano l'anima gemella. L'usanza si diffuse poi in Germania, in Lettonia (che detiene il primato del primo albero decorato della Storia moderna) e nell'Alsazia, tra il 1500 e il 1600. 

Con il tempo, cominciò a essere l'abete, la tipologia di albero utilizzata, in quanto sempreverde e legato a una leggenda, secondo la quale era stato proprio Gesù a donargli la caratteristica di non perdere mai le foglie, per avergli fatto da rifugio in un momento importante. L'abete è conosciuto nei paesi di origine nordica con il nome di "Tannenbaum".

Nel 1840 in Francia  la principessa Elena, durante le nozze con il duca d'Orleans, addobbò un albero di Natale alle Tuileries a Parigi.

Tra i cattolici l'usanza dell'albero si diffuse solo nel '900, in quanto prima ritenuta una tradizione che si era consolidata solo tra i protestanti, ma anche tra quest'ultimi il rito non era molto famoso, ma lo divenne grazie al letterato Goethe, che ne diffuse l'uso soprattutto a Weimar, grazie a una descrizione  inserita ne "I dolori del giovane Werther". L'uso dell'albero fu poi ripreso dai sostenitori tedeschi del romanticismo, assidui amanti delle tradizioni popolari. Sempre in questo periodo nacque la celebre canzone "O Tannenbaum O Tannenbaum".


In senso cristiano, l'albero con le sue luci rappresenta l'amore che Gesù porta all'umanità e, secondo una leggenda, venne diffuso da S. Bonifacio. Nella storia della cristianità, antecedenti dei classici alberi di Natale, nel Medioevo, erano i cosiddetti "alberi del Paradiso", che venivano decorati con mele (simbolo del peccato originale) e ostie (simbolo del corpo di Cristo che si era sacrificato per l'umanità). Con il tempo le decorazioni vennero sostuite con candele, noci, biscotti... fino ad arrivare alla fisionomia attuale.

Siti da cui ho tratto le informazioni:




Foto tratta da un sito per screensaver e video da youtube.

Se volete aprofondire l'argomento, ecco un lbro che potrebbe fare per voi:



P.s. Nei prossimi giorni sarà dedicato un post anche alla storia del presepe!

mercoledì 7 dicembre 2016

Attrattive culturali di Milano

Cari lettori, oggi, per S. Ambrogio (patrono di Milano) mi piacerebbe dedicare un post a questa città, alla quale abito vicino (ma nella quale sono nata!) e che ho avuto modo di conoscere e apprezzare soprattutto durante i miei anni universitari.

In questo periodo a Milano è tradizione l'allestimento degli "Obej Obej", un mercatino natalizio le cui bancarelle si snodano lungo il Castello Sforzesco e il parco Sempione, ma celebre è anche la famosa "Fiera dell'artigianato" di Rho Fiera, località poco distante, che vale la pena di essere visita, se potete in un giorno non festivo per evitare la folla eccessiva. 
Quest'anno poi, proprio oggi pomeriggio, verrà acceso l'albero di Natale in piazza Duomo, ma anche quello di Swarosky in Galleria Vittorio Emanuele è molto bello da vedere! 


In questi giorni, inoltre, a Palazzo Marino, sede del comune, è solito iniziare il periodo dell'esposizione gratuita di un'opera d'arte: negli anni scorsi una delle sale ha ospitato opere di artisti come Caravaggio, Canova, Raffaello, Rubens, quest'anno invece sarà la volta di Piero della Francesca e della sua "Madonna della Misericordia". Insomma, non vedo l'ora di fare un giro nella metropoli milanese, per cominciare a respirare un po' di atmosfera natalizia! Peccato che in provincia, la giornata di oggi non sia considerata festiva!

Comunque, proprio per celebrare la città di Milano, mi piacerebbe elencarvi brevemente dieci attrazioni meno conosciute di questa città, che vi consiglio di visitare se avrete l'occasione di visitarla e se, come me, amate l'arte e la cultura:

1) Basilica di S. Ambrogio: è un esempio di chiesa del periodo romanico, situata vicino alla fermata omonima della metro verde, che conserva le spoglie dei Santi Ambrogio, Gervasio e Protasio. Di particolare pregio l'altare d'oro, del periodo carolingio, sotto al quale riposano le spoglie dei Santi. Una curiosità: nella piazza esterna è presente una colonna che ha due fori che, secondo la leggenda, furono generati dalle corna del diavolo, che si incastrarono su di essa durante una lotta con S. Ambrogio. Per questo motivo si parla di "colonna del diavolo" e la tradizione tramanda che i buchi abbiano l'odore di zolfo e attraverso di essi sia possibile udire i suoni dell'inferno;  (http://www.basilicasantambrogio.it/)

2) Museo Poldi Pezzoli: situato in zona Montenapoleone, è una casa museo, sede anche di mostre temporanee, che ospita le raccolte e le collezioni degli antichi proprietari, come dipinti, sculture, armi, orologi, porcellane, oreficerie, tappeti, arazzi. Se lo visitate al lunedì, con lo stesso biglietto, potrete vedere anche il museo del teatro La Scala, spazio scenico compreso, e usufruire di una riduzione su una mostra a scelta a Palazzo Reale (zona Duomo); (http://www.museopoldipezzoli.it/)

3) Casa degli Atellani: situata in corso Magenta (fermata Cadorna della metro rossa), vicino al Cenacolo vinciano, è una casa museo con una peculiarità ben precisa: nel giardino tanti anni fa Leonardo da Vinci coltivava un vigneto e, grazie ad alcuni studi, da qualche tempo è stato possibile risalire al dna della vite e poterla così ricoltivare. Sia la casa sia il giardino sono molto belli e vi consiglio di visitarli durante il periodo primaverile;  (http://www.vignadileonardo.com/)

4) Sempre in corso Magenta, ma un po' più spostato è presente il Museo Archeologico, ospitato nel Monastero di San Maurizio, che è il prosieguo del museo preistorico ed egizio presenti nel castello Sforzesco. In esso si possono trovare le sezioni medievale, etrusca e greca. Le collezioni sono numerose e di particolare pregio, e affascinante anche il luogo, che si snoda tra percorsi interni, esterni e torrette. Da non lasciarsi sfuggire la chiesa di S. Maurizio ubicata a fianco: un piccolo gioiello, poco conosciuto, con degli affreschi talmente belli di Luini, da essere conosciuta anche con l'appellativo di "cappella sistina di Milano"; (http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/luoghicultura/musei_spazi_espositivi/museo_archeologico)

5) Museo del risorgimento: ho scoperto questo museo nel 2011, durante le celebrazioni dell'unità d'Italia. E' situato in zona Montenapoleone e, attraverso un percorso cronologico, racconta ai suoi visitatori la storia risorgimentale attraverso varie testimonianze, come stampe, dipinti, sculture, armi, e il celebre tricolore. Un altro luogo di cultura a mio parere di gran pregio ma poco conosciuto; (http://www.museodelrisorgimento.mi.it/)

6)  Gam Manzoni: non è un museo, ma una galleria d'arte dove vengono organizzate mostre molto interessanti, dedicate soprattutto al periodo di fine ottocento/inizio novecento. In passato ho visto mostre dedicate a Giovanni Boldini e alla Belle Epoque, anche con opere di artisti italiani. Pure questo posto è situato in zone Montenapoleone (zona metro gialla);(http://www.gammanzoni.com/)

7) Sempre nelle vicinanze è presente Palazzo Morando, sede del museo della Moda e del Costume: un altro bel posto dove passare un pomeriggio "culturale". Nel museo trovano spazio anche mostre temporanee: quest'estate, per esempio, ho apprezzato molto quella dedicata alla vita quotidiana dei milanesi attraverso i dipinti di vari artisti; (http://www.gammanzoni.com/)

8) Tra Montenapoleone e la zona del Duomo da qualche anno ha aperto la Galleria d'Italia di Piazza Scala, a opera di Fondazione Cariplo e Intesa San Paolo, che conserva opere artistiche appartenenti al periodo dell'Ottocento e del Novecento. Ho avuto il piacere di visitarla dopo pochi mesi dall'apertura, circa quattro anni fa, ma so che con il tempo si è ampliata e al momento ospita anche una mostra temporanea sul Canaletto; (http://www.gallerieditalia.com/it/)

9) Grande museo dell'opera del Duomo: da qualche anno situato nella sede di Palazzo Reale, ho avuto l'occasione di visitare questa mostra permanente l'anno scorso e mi è piaciuta davvero tanto. Nel percorso sono presenti modelli architettonici del Duomo, sculture, vetrate, oggetti preziosi, tutti legati al più famoso simbolo di Milano; (http://museo.duomomilano.it/it/)

10) Galleria d'arte moderna: ubicata in zona Palestro, in una via trasversale di Corso Buenos Aires (fermata della metro rossa) è un altro posto consigliatissimo sia per gli amanti dell'arte (ci sono opere anche di Van Gogh!) sia per quelli della natura, dato che la villa che ospita le collezioni si trova all'interno di un bellissimo parco, con un laghetto, una cascatella, degli animali, e con percorsi che permettono una visuale più rialzata. Per gli amanti dell'arte contemporanea a fianco è presente il Pac (Padiglione di Arte Contemporanea), che ospita mostre temporanee di arte più "alternativa". Pur amando un tipo di arte più "tradizionale" ricordo di aver visto una mostra di video art molto carina durante gli anni universitari. (http://www.gam-milano.com/it/home/)

Per chi volesse scopre ancora qualcosa in più su Milano ricordo alcuni miei vecchi post, uno dedicato alla Casa del Manzoni (http://langolodiariel.blogspot.it/2016/09/un-museo-poco-conosciuto-di-milano-il.html) e l'altro al Museo Bagatti Valsecchi (http://langolodiariel.blogspot.it/2016/09/un-museo-poco-conosciuto-di-milano-il.html). 

La bibliografia su Milano, sulle sue curiosità e sui luoghi più segreti è vastissima: io mi limiterò a segnalarvi questo libro, edito da Newton Compton, che si trova nella mia libreria e che ritengo ben scritto e strutturato, adatto non solo agli amanti dell'arte, ma anche della storia, della natura e dei misteri:

TRAMA (da amazon)

A spasso tra passato e presente
Alla scoperta della città tra segreti, misteri e luoghi spariti Sono molti i luoghi che a Milano si sono persi per sempre, o quasi, o sono rimasti impressi solo nelle foto d’epoca o in qualche vecchia stampa. La Milano dei Navigli che tanto piaceva a Stendhal non c’è più, come pure la Milano Liberty dei sontuosi cortili e del Kursaal Diana. Quella delle vecchie osterie, delle bocciofile di periferia, delle balere e delle case operaie.
La Milano del Mac Mahon, resa indimenticabile da Giovanni Testori, o quella dell’Ortica cantata da Enzo Jannacci. La Milano dove c’era l’erba ai tempi del “ragazzo della via Gluck”, o quella del Cerutti Gino al bar del Giambellino immortalata da Giorgio Gaber. Ma lasciandosi guidare dalle storie e dalle leggende, soffermandosi davanti a uno scorcio inaspettato o a un tesoro artistico dimenticato, è ancora possibile ritrovare antiche suggestioni di un tempo perduto e compiere un viaggio nel tempo alla scoperta dell’anima più autentica e segreta della città. Per riscoprire il fascino della vecchia Milano
Tesori e labirinti sotto il sagrato del Duomo
Il tunnel di Ludovico il Moro
I Navigli: tracce di un fascinoso passato
La Belle Époque dei Bagni Cobianchi
Dal Bagno di Diana al Kursaal
La farmacia ottocentesca di Carlo Erba
“Quelli della gomma”: gli operai della Pirelli
L’antica Fabbrica del Vapore
Motta, Alemagna e l’epopea del panettone
Le carceri della Malastalla
La Compagnia del Fil de Fer
Il “Covo” di Mussolini e la “Villa Triste”
La Centrale elettrica di via Santa Radegonda
...e tanti altri argomenti

Da ultimo, vorrei concludere questo lunghissimo post (spero di non avervi annoiato troppo!) segnalandovi una pagina facebook dedicata a Milano veramente molto bella e che merita almeno una visita, questo è il link:  https://www.facebook.com/milanosegretaofficial/?fref=ts

Se qualche milanese o qualcuno che conosce la città vuole segnalare qualche altro luogo di pregio lo faccia pure nei commenti, grazie :-)

P.s. La prima immagine è tratta dalle guide di Superva, la seconda da Wikipedia.

martedì 6 dicembre 2016

6 dicembre: la leggenda di San Nicola e Babbo Natale

Cari lettori, oggi vi voglio raccontare qualche curiosità legata al Santo che si celebra in questa giornata, Nicola di Bari.

Dal punto di vista storico, Nicola era di origine greca (nacque nel 280 d.C.) e divenne vescovo di Mira, una città dell'odierna Turchia. Secondo una leggenda, nella cripta della Basilica di San Nicola di Bari sono conservate alcune sue reliquie. Egli fu un difensore della religione cristiana e per questo subì delle persecuzioni, fino a quando, nel 313, l'imperatore Costantino dichiarò la libertà del culto. Probabilmente morì il 6 dicembre, giorno che fu poi per questo a lui dedicato.

Verso il 1200 la sua figura venne associata a quello di protettore dei bambini perchè su attorno alla sua persona si diffusero due leggende: la prima narra che Nicola salvò tre sorelle dalla prostituzione fornendo al padre alcuni sacchi d'oro calandosi dal camino; la seconda invece che resuscitò tre bambini che erano stati uccisi e fatti a pezzi da un oste che voleva servirli come carne ai suoi clienti. Questo ci è raccontato nel libro di Gerry Bowler, "Santa Claus, a biography": https://www.amazon.com/Santa-Claus-Biography-Gerry-Bowler/dp/0771016689/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1387477960&sr=1-1&keywords=santa+claus+a+biography


 

Con il passare degli anni il Santo assunse poi i connotati estetici di alcune divinità pagane, come la barba bianca e la capacità di saper "viaggiare" nel cielo. Con l'avvento della riforma protestante, però, il culto dei santi venne abolito in gran parte dell'Europa del Nord, zona nella quale la sua figura si era diffusa. Così diventò Gesù Bambino colui che portava i regali, aiutato dai Krampus, divinità simili a folletti, di derivazione pagana, che avevao il compito di punire i bambini cattivi.

La figura di San Nicola, il cui nome venne abbraviato in "Claus", venne ripresa nell'Ottocento in America (terra nella quale questa festa era stata importata dai coloni europei, soprattutto olandesi) quando si cominciò ad associare al Natale l'idea di "festa della famiglia" e in un testo anonimo dell'epoca compare il Santo raffigurato come una figura pagana che vaga sulla slitta trainata da una renna, che poi diverranno otto in una poesia di Clement Clarke Moore. Nel 1939 fu aggiunta la nona, quella dal naso più rosso, che guida per questo tutte le altre renne che inizialmente la snobbavano.

Le fattezze estetiche attuali di Babbo Natale furono disegnate da Thomas Nast, che ne fece un ritratto con scopo di parodia e concependo la slitta come la caricatura della classica station wagon americana; mentre il colore rosso delle vesti divennero tali grazie alla diffusione della pubblicità della Coca-Cola nel  1939, ma il colore della veste non fu inventata dai pubblicitari della celebre bevanda, ma solo diffusa, in quanto questo già stato definito dal tipografo Louis Prang nel 1885.

In questo modo la tradizione dell'uomo barbuto e panciuto che porta i doni tornò in Europa, dove si diffuse con il nome di "Babbo Natale"; "Père Noel"; "Father Christamas"; grazie soprattutto allo sbarco dei soldati americani durante la seconda guerra mondiale. Le grandi dimensioni di Babbo Natale simboleggiavano inoltre la generosità dell'America nei confronti dell'Europa distrutta dalla guerra; valore che trasmette ancora oggi anche se in senso più generale e collegandosi alla magia del Natale tanto amato dai bambini. 

Siti da cui ho tratto le informazioni:



Immagine del libro tratta da amazon, mentre quella di Babbo Natale da Religiocando

giovedì 1 dicembre 2016

Il diavolo vince a Wimbledon

Cari lettori, per la mia rubrica dedicata alle nuove uscite, oggi vi voglio segnalare l'ultimo romanzo di Lauren Weisberger, autrice del celeberrimo "Il diavolo veste Prada", un chick lit dalla trama frizzante e divertente ma con i suoi spunti di riflessione. Ecco la trama:


TRAMA (da amazon)

Gonnellino bianco, scarpe da ginnastica e racchetta: questa è la divisa di Charlotte Silver più o meno da quando le hanno tolto il pannolino. E infatti adesso Charlie, poco più che ventenne, è già una delle promesse del tennis mondiale. Ma quando, durante una partita a Wimbledon, costretta a indossare un paio di scarpe che non sono le sue, si rompe il tendine d'Achille, improvvisamente i suoi sogni sembrano andare in fumo. Ed è allora che nella sua vita compare Todd Feltner: il coach dei coach, l'uomo che alleva campioni come fossero polli e che non ha mai sbagliato un colpo. Certo, è insopportabilmente arrogante, crudele e sadico, e sottopone i suoi atleti a sacrifici pazzeschi. Ma Charlie sa che farsi allenare da lui vuol dire tornare a vincere. E così, per lei non c'è altra scelta che stringere un patto col diavolo. Peccato che il diavolo abbia una filosofia: non si vince restando buoni. Dunque addio alla vecchia Charlie, e largo alla nuova: nuovo look, nuova immagine, nuove frequentazioni. Nuovi flirt - ovviamente pilotati da Todd. Ma sarà disposta Charlie a rinunciare a se stessa per rincorrere il suo sogno? Soprattutto quando comincia a innamorarsi di qualcuno che Todd non approverebbe mai.