domenica 2 aprile 2017

Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato)

Buona domenica, cari lettori: oggi per voi la recensione dell'ultimo romanzo di Virginia Bramati, "Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato)" edito da Giunti.

Protagonista della storia è Agnese, una ragazza diciannovenne che, da un giorno all'altro, si ritrova a dover subire la perdita della madre e il repentino trasferimento da Milano a Terzi, un paesino sull'Adda dove ai ritmi frenetici della città si sostituisce il lento trascorrere delle stagioni, con i suoi fiori, i suoi profumi e i suoi colori.

Agnese è sempre stata una ragazza nota per la sua impazienza, per il voler tutto subito, senza aspettare, e trova difficoltoso adattarsi alla sua nuova vita, ma anche alla mentalità del piccolo paese, tanto, per esempio, da far scaturire una vivace protesta contro il divieto di far accedere le donne all'esclusivo circolo di tennis. Ma sarà proprio a Terzi che la nostra protagonista conoscerà Adelchi, un ragazzo molto intelligente e sensibile, con il quale affronterà i lunghi viaggi per andare a scuola e la preparazione all'esame di maturità. E, in seguito, per una serie di eventi e coincidenze, anche un medico molto affascinante, di qualche anno più grande, Marco Aleardi, che susciterà in lei sentimenti contrastanti.

Ho apprezzato molto la figura di Agnese, così diversa dalla maggior parte delle protagoniste diciannovenni di altri romanzi, che ho trovato spesso sciocche, immature e superficiali: questa protagonista è invece l'opposto, ha un carattere forte e indipendente ed è estremamente matura per la sua età. Non per questo è priva di difetti, anzi, sarà proprio la sua impulsività a metterla, alla fine del romanzo, in guai molto seri, tanto da farle rischiare la vita. Agnese, infatti, cercherà di far luce sul mistero che aleggia sulla morte del padre di Adelchi, andando incontro a imprevisti molto pericolosi. 

L'inserimento di elementi tipici del giallo conferiscono maggior pregio al romanzo, così come l'alternanza dei piani temporali aumenta il "pathos" nella lettura. Molto apprezzate anche le descrizioni della natura di Terzi nelle varie stagioni, che coinvolgono il lettore al punto di fargli sembrare di essere lì, in quel piccolo paese caratatterizzato da luci e ombre. Una lettura adatta per passare dei momenti lieti, senza per questo rinunciare a una storia di qualità.

6 commenti:

  1. L'ho inserito in wishlist! Davvero molto interessante 😊 Ho letto alcune recensioni riguardo i romanzi di questa autrice, questo mi intriga, e forse il mio approccio inizierà proprio da questo 😊

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gresi, i romanzi di quest'autrice mi piacciono molto, quindi te lo consiglio e aspetto di conoscere la tua opinione :-)

      Elimina
  2. Credo proprio che lo leggerò, li sto leggendo tutti i libri di questa autrice ;)

    RispondiElimina
  3. Grazie di cuore Ariel!
    E non solo per questa bellissima recensione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te, Virginia, è stato un piacere conoscerti di persona!

      Elimina