mercoledì 21 dicembre 2016

Storia del presepe

Ciao a tutti, come già anticipatovi, oggi dedicherò un post alle curiosità legate alla figura del presepe, la cui parola deriva dal latino e significa "mangiatoia". Esso infatti è la rappresentazione della nascita di Gesù Cristo così come ci è stato raccontato nei Vangeli di S. Matteo e S. Luca.

Gli evangelisti, però, non nominarono il bue e l'asinello, che invece vennero citati da Origene, che interpretò le profezie di Isaia e Abacuc. I due animali erano molto venerati in Oriente e, probabilmente, avevano un significato simbolico. La prima descrizione dettagliata del luogo in cui nacque Gesù fu invece fornita da S. Girolamo, che nominò Betlemme, la grotta e la mangiatoia.

L'uso di rappresentare la scena della nascita di Cristo era diffusa fin dalle origini, specialmente nelle catacombe, nelle quali vennero dipinti numerosi affreschi. Quando il cristianesimo divenne una religione a tutti gli effetti, i dipinti relativi alla natività si diffusero moltissimo, soprattutto nelle chiese. 

La data del primo presepe vivente fu il 1223: esso venne organizzato da S. Francesco d'Assisi, che l'anno prima aveva assitito alla celebrazione del Natale a Betlemme. Però, dato che all'epoca le sacre rappresentazioni non potevano tenersi in chiesa, Papa Onorio III non accettò la richiesta e la riproposizione avvenne in un paesino umbro, Greccio. 

La prima realizzazione documentata di un presepe inanimato risale invece al 1283, a opera dello scultore Arnolfo di Cambio, che realizzò otto statuine per conto di Papa Niccolò IV (Madonna, Bambinello, S. Giuseppe, bue, asinello e i Re Magi) e che ora si trovano nella Basilica di S. Maria Maggiore a Roma, tranne quella della Madonna e del Bambino che sono state ricostruite. 

Nel Cinquecento si diffusero altre statuine, come quelle dei pastori, degli artigiani, dei falegnami, dei fornai, dei pescatori, degli animali, della Stella cometa. Il vero diffusore di ciò fu S. Gaetano Thiene, che decise di inserire scene di vita quotidiana all'interno del presepe, senza preoccuparsi di eventuali anacronismi. Per questo egli viene considerato il vero inventore del presepe moderno, dal quale prende spunto ancora oggi il classico presepe napoletano. Dopo il Concilio di Trento (conclusosi nel 1563) il presepe fu considerato un ottimo modo per diffondere la dottrina cattolica e per questo le sue produzioni aumentarono enormemente. 

Dal Seicento al Settecento il presepe cominciò a entrare nelle case dei privati, e veniva considerato un motivo di pregio: fu in questo periodo che le statuine da molto grandi divennero più piccole. Con l'avvento della corrente illuminista il presepe perse popolarità, ma la riacquistò nell'Ottocento, durando fino ai giorni nostri, nei quali è tradizione allestirlo nel ponte dell'Immacolata, come l'albero di Natale, con la mangiatoia vuota, per poi inserire la statua del Bambinello la sera o la mattina di Natale e i Re Magi il sei gennaio.

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, segnalo alcune letture a tema:


TRAMA (da amazon)

Rappresentazione tra le più significative della religione cristiana, il presepe è il risultato di una lunga stratificazione di forme e contenuti, eterogenei per provenienza religiosa e culturale, i cui principali e irrinunciabili elementi costitutivi sono profondamente influenzati da scritture apocrife, esegetiche e leggendarie, più che dalla stringata narrazione evangelica. Dietro le statuine che animano la scena della Natività residuano dispute teologiche, tradizioni, interpretazioni, significati, assimilati nel patrimonio mitico e religioso cui fa riferimento il presepe ecclesiastico e, in misura maggiore, quello popolare. Personaggi, animali, miti e simboli, nati sotto la spinta di specifiche esigenze dottrinali, che nel corso dei secoli acquisiscono una loro sacralità e che conferiscono al presepe la poeticità, il fascino e la magia che giustificano, in parte, la sua indistinta diffusione tra credenti e laici.




TRAMA (da amazon)

Il passaggio da un anno all'altro è scandito da tradizioni che appartengono a mai estinti "riti di rinnovamento". Il compimento solstiziale dei cicli, l'attenuarsi della luce, l'ibernazione della vegetazione costituiscono lo sfondo ancestrale su cui si dispiegano moderni festeggiamenti della luce (i falò di S. Silvestro), attuali celebrazioni della vita vegetativa (l'albero di Natale), diffusi riti di prosperità (l'opulento cenone della Vigilia). Appartiene a questo complesso di riti anche la rappresentazione della natività di Cristo, che è tema archetipico comune alla storia di Mithra, Aion, Buddha e altri. Tratti singolari accomunano queste nascite: la grotta buia, la madre vergine, la stella in cielo, la presenza di animali... In tutte riecheggia il contrasto fra luce e tenebre, l'opposizione fra luogo sotterraneo e regno celeste, la lotta fra il vecchio re e il nuovo nato ed è facile ravvisarvi una descrizione allegorica del ciclo stagionale che si rinnova e della luce che rinasce. Ma la vera nascita che viene narrata è la nascita della coscienza. L'eccezionale venuta al mondo di un figlio di luce parla della straordinaria nascita di un lume di consapevolezza nell'esperienza umana. Così, il presepe rappresenta plasticamente l'alba della coscienza e mette in scena gli stati aurorali di un processo che porta l'individuo a strutturarsi in maniera consapevole. Coreografie, scenari, animali, personaggi, figure del presepe partecipano a un fitto intreccio di leggende e di rimandi simbolici...


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La rappresentazione della nascita di Gesù è un fenomeno popolare tra i più complessi e belli che esistano. In esso si sommano aspetti storici, tradizioni e credenze locali che si mescolano al mistero della Natività, formando un inscindibile insieme di sacro e profano, di umano e divino, di trascendente e terreno. Il presepe possiede qualcosa di magico che induce allo stupore e alla meraviglia, oltre a rinnovare un antichissimo atto di fede, giungendo al cuore di ognuno con un forte messaggio dì pace e di amore. Dalle prime raffigurazioni ai giorni nostri, dai presepi artistici ai presepi viventi, questo libro è un curioso viaggio alla scoperta della storia di una delle tradizioni popolari più diffuse e amate.

Link dei siti da cui ho tratto le informazioni:



Immagine del presepe ricavata da shop.bartolucci.com

16 commenti:

  1. Che bello, davvero interessante :) Il Presepe è una di quelle tradizioni natalizie che mi piacciono di più

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    1. Ciao Viola, anche a me piace molto, sia nel prepararlo sia poi nell'ammirarlo durante il periodo natalizio!

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  2. Ciao Ariel!
    Adoro questi post pieni di informazioni interessanti. Questo in particolare parla di una delle tradizioni che più amo! ^_^

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    1. Anch'io l'ho sempre adorato: da piccola, poi, mi divertivo a creare storia con le statuine del presepe ;-)

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  3. Ciao Ariel, non conoscevo la storia del presepe. A casa mia lo facciamo tutti gli anni, è una bella tradizione :)

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    1. Ciao Maria, pure io lo faccio tutti gli anni e, scrivendo il post, ho imparato qualcosa in più ;-)

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  4. Bravissima Ariel, come sempre ci racconti cose interessanti! :)
    Noi abbiamo un presepe di quelli già fatti, composto dalle tre figure principali, e sono tutte grassottelle. Troppo carino. ;)

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    1. Ciao Monica, che carino! Anche i presepi semplici emanano molto fascino!

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  5. Ciao! Come ben sai sono affezionata alla tradizione del presepe... quindi grazie per questo approfondimento!

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    1. Grazie a te Silvia, anche a me piace molto questa tradizione!

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  6. sapevo che il primo era merito di san francesco ma non conoscevo bene il resto...brava ariel come sempre...
    ti auguro fin da ora mille auguri per un natale meraviglioso attendendo ancora tanti post spettacolari da leggere qui da te...

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    1. Ciao Daniela, in effetti anch'io, prima di informarmi per scrivere il post, sapevo molto poco! Tantissimi auguri anche a te e grazie per l'apprezzamento dei miei post (tra l'altro, anche i tuoi mi piacciono molto ;-))

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  7. wow un post super interessantissimo Ariel, complimenti! *____*

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    1. Ciao Ely, grazie, sei sempre gentilissima! :-)

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  8. Che bello questo post. Aspettavo di leggerlo da quando hai pubblicato quello sull'albero.
    Interessante e bellissimo. Brava per l'idea.
    Tantissimi auguri di buone feste!

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    1. Grazie, Susy, tanti auguri anche a te :-)

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