venerdì 16 dicembre 2016

Quando essere alla moda poteva rivelarsi letale

Cari lettori, oggi per la mia rubrica culturale mi piacerebbe parlarvi di un articolo che ho letto qualche giorno fa su "Focus Storia" di ottobre 2016, dal titolo "Fashion victim". Una frase che va presa alla lettera, infatti l'autore ci propone alcuni esempi di moda che, nei tempi passati, potevano essere talmente pericolosi da rivelarsi letali:

1) Cappelli: nell'Ottocento erano fatti con il pelo dei conigli che, attraverso un processo di lavorazione, veniva trasformato in feltro e ammorbidito. Per fare ciò si adoperava  una soluzione di nitrato di mercurio, che conferiva alla stoffa un colore sull'arancione. Il mercurio, però, era una sostanza tossica, che poteva addirittura portare alla pazzia, sia per chi l'indossava sia per il produttore, da qui probabilmente nasce la figura del "Cappellaio matto" di Alice;




2) Tutù delle ballerine: le celebri ballerine ritratte soprattutto dal pittore Degas, erano solite indossare tutù facilmente infiammabili, che potevano prendere fuoco quando accidentalmente entravano in contatto con le fiammelle delle lampade a gas dei teatri. Una storica ha calcolato che tra il 1797 e il 1877 persero la vita per questo motivo 10 mila ballerine;



3) Crinoline: erano delle strutture che servivano a dare ampiezza ai vestiti, ma che rendevano i movimenti talmente difficili che, anche in questo caso, era facile toccare involontariamente camini e candele. Nell'articolo si nominano come "celebri" vittime l'arciduchessa Matilde d'Austria, che aveva cercato di nascondere dietro la sua gonna un sigaro per non essere scoperta dal padre, e due sorellastre di Oscar Wilde, che morirono a 22 e 24 anni per essersi avvicinate troppo a un caminetto durante una festa da ballo;




4) Sciarpe troppo lunghe: questo capo di vestiario fu fatale per Isadora Duncan, considerata la fondatrice della danza moderna. Nel 1927, dopo una cena, salì su un'auto decapotabile con la sua lunga sciarpa che, disgraziatamente, si impigliò ai raggi di una ruota.



5) Uniformi militari: a volte, esse fecero più vittime delle guerre stesse. Durante le campagne napoleoniche, per esempio, si diffuse un parassita che provocò tifo e febbre. A Vilnius, in Lituania, furono trovati morti 3mila militari napoleonici per questo motivo, da ricondurre soprattutto alla scarsa igiene;

6) Mantelli e bordi dei vestiti: essendo molto lunghi, essi potevano entrare in contatto con escrementi e sporcizia e in questo modo si diffuse il vaiolo. Per ragioni di igiene furono poi accorciati.

Approfondendo l'argomento sul web, ho poi trovato che certe calze per uomini provocavano infiammazioni ai piedi; i trucchi delle donne danneggiavano i nervi dei polsi; i pettini se troppo caldi potevano esplodere.
Insomma, forse ogni tanto si rimpiangono i vestiti "pomposi" di una volta, la loro eleganza e raffinatezza, a discapito della moda odierna, ma forse è meglio continuare a vestirci con i nostri jeans e maglioni! 

Fonti:

- Focus Storia Ottobre 2016

Immagine del cappellaio matto tratta da Carrolpedia, quella del quadro di Degas da Storia dell'Arte.eu, quella della crinolina da abbigliamento.cercamoda.it e quella di Isadora Duncan da Biography.com

14 commenti:

  1. che curioso scoprire certi dettagli che mai avrei pensato...tipo ai tutu infiammabili...ero ferma a pensare che l unica scomodita nell abbigliamento da ballerina fossero le scarpe che fan sanguinare le unghie..c'è sempre da imparare da te..
    brava davvero e grz del post.
    buon we
    daniela

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io non immaginavo queste cose, al massimo sapevo della scarsa igiene!
      Grazie a te per leggere sempre i miei post, buon we :-)

      Elimina
  2. Ciao Ariel!
    Che post interessante!! Non avrei mai pensato a cose così pericolose! La quantità di ballerine morte a causa di tutù infimmabili è davvero terribile!!
    Per non parlare delle gonne lunghe che venivano a contatto con gli escrementi! Che schifo!!
    Sono felice di vivere in questo tempo! :)

    RispondiElimina
  3. Ciao Ariel!!! Interessantissimo questo post!!! Non conoscevo la storia dei cappelli!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Serena, anch'io ho imparato cose nuove e non avevo mai collegato il cappellaio matto a una "reale" forma di pazzia!

      Elimina
  4. Ciao Ariel! Queste notizie sono terrificanti... certo le mode di un tempo avevano molto da ridire. So per esempio che anche le parrucche usate nel '700 erano veri e propri "nidi" per i pidocchi e che per le dame era impossibile andare alla toilette con i vestiti ampi che avevano, per cui immaginati, la soluzione a volte era drastica... 😶
    Fortunatamente è proprio grazie all'igiene se molte malattie sono scomparse ☺

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, Valentina, all'epoca l'igiene era veramente scarsa e le conseguenti malattie abbondavano...

      Elimina
  5. Un post interessantissimo davvero Ariel, passare dal tuo blog è sempre piacevole <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Ely, mi fa piacere che ti piacciano i miei post :-)

      Elimina
  6. Che bell'articolo! Amo la storia e queste chicche sono davvero interessanti! :)
    Ciao Ariel!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, anche a me piace molto la storia e soprattutto le curiosità più strane ;-) Grazie per i complimenti!

      Elimina
  7. Molto interessante questa rubrica e molto curiose queste informazioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Beth, mi fa picere che ti piaccia :-)

      Elimina