venerdì 3 febbraio 2017

Risultati Giveaway 2017

Cari lettori, eccoci arrivati al giorno dell'estrazione del giveaway organizzato per festeggiare il compleanno del mio blog! Colgo l'occasione per ringraziare gli autori che hanno gentilmente messo in palio le copie dei loro romanzi e i numerosi partecipanti :-) 

I vincitori sono:

Angela, che si aggiudica i romanzi del gruppo 3

Maria Lucia, che vince i romanzi del gruppo 2

Marianna Di Lorenzo, che avrà in regalo i romanzi del gruppo 1 


Complimenti a tutte e tre!!! 
Ora verrete informate della vincita e messe in contatto con gli autori dei libri che avete vinto!



giovedì 2 febbraio 2017

La figlia del mercante di seta

Cari lettori, tra le nuove uscite di questa settimana vi lascio la trama del romanzo che più mi ha incuriosita, scritto dalla stessa autrice di cui ieri ho fatto la recensione a un'altra sua storia:

TRAMA (da amazon)

1952, Indocina francese. Dalla morte della madre, Nicole, diciottenne franco-vietnamita, è vissuta all’ombra della bella sorella maggiore, Sylvie. Quando Sylvie prende le redini degli affari di famiglia, che ruotano intorno al commercio della seta, a Nicole non resta che accontentarsi della gestione di un vecchio negozio, nel quartiere vietnamita di Hanoi. La zona, tuttavia, pullula di militanti ribelli pronti a tutto per porre fine alla dominazione francese, persino a tradire i loro cari. In questo clima sempre più teso Nicole scopre la corruzione su cui si regge il sistema coloniale e si rende conto con sgomento che anche la sua famiglia è coinvolta… Nel frattempo, la ragazza conosce Trân, un ribelle vietnamita, e, nonostante sia innamorata di Mark, un affascinante imprenditore americano che incarna alla perfezione l’uomo dei suoi sogni, le sembra finalmente di intravedere una via di fuga da una vita che non ha scelto e da una cultura a cui non sente di appartenere. In un Paese dilaniato dai contrasti, è difficile per Nicole fare la scelta giusta, capire di chi fidarsi… La figlia del mercante di seta è un romanzo affascinante sulla rivalità tra sorelle, sull’amore che sfida la sorte, sui segreti da tenere nascosti, a cui fa da sfondo un Vietnam incantevole nell’età del colonialismo.

mercoledì 1 febbraio 2017

Il profumo delle foglie di tè

Ciao a tutti, cominciamo il mese di febbraio con la recensione della mia ultima lettura, un romanzo molto particolare, avvincente, dalla trama e dal contesto molto particolare: sto parlando de "Il profumo delle foglie di tè" di Dinah Jefferies, edito da Newton Compton.

Come vi ho già anticipato, oltre alla storia, mi ha colpito molto l'ambientazione: la vicenda infatti si svolge prevalentemente sull'isola di Ceylon, nella prima metà del Novecento. L'autrice è risultata essere molto brava nella descrizione dei luoghi, tanto che al lettore pare proprio di trovarseli di fronte agli occhi. 

Protagonista è Gwen, una ragazza inglese che, una volta sposata con Laurence (un uomo vedovo più grande di lei), decide di andare a vivere con lui sull'isola, in quanto proprietario di alcune piantagioni di tè. La sua nuova vita però non sarà semplice: nonostante la bellezza del posto e dell'immensa casa coloniale in cui vive, Gwen avverte un cambiamento nel marito, diventato all'improvviso più freddo e distante nei suoi confronti. La donna inoltre scopre una piccola tomba nelle loro proprietà e, una serie di indizi, sembrano ricondurre a un segreto che riguarda la precedente moglie di Laurence. Inoltre, Gwen dovrà fare i conti con la cognata Verity, una donna morbosamente attaccata al fratello, che vive grazie alla sua rendita e che non sembra averla accolta con simpatia; oltre che con Christina, una donna in affari con suo marito che sembra fargli la corte.

Tra timori, gelosie e turbamenti, la nostra protagonista sembrerà ritrovare la serenità una volta scoperto di essere rimasta incinta, no di un bambino, ma di ben due gemelli però, una volta giunto il momento del parto, Gwen farà una scoperta talmente sconvolgente che sarà costretta ad abbandonare uno di loro, portandosi poi per anni e anni il senso di colpa e la paura di questo suo segreto, conosciuto solo dalla sua più fidata domestica. 

Sullo sfondo di questa storia si snodano poi le vicende della popolazione dell'isola, una colonia britannica che a un certo punto verrà colpita dalle sollevazioni della popolazione locale, sfruttata e ritenuta inferiore a causa del colore della loro pelle. Centrale risulta essere quindi la tematica del razzismo. Altro evento storico che coinvolgerà l'intreccio sarà il crollo della borsa di New York del '29, che provocherà un brusco abbassamento delle finanze di Laurence, a causa di investimenti sbagliati.

Il romanzo è quindi molto variegato: in certi punti viene approfondito il tema principale, ovvero la storia del rapporto di Gwen e di Laurence, personaggio che, nel corso della storia, subirà diverse connotazioni e solo alla fine verrà svelata la sua vera natura; in altri passi si mettono invece maggiormente in risalto le descrizioni dell'isola e la vita all'interno della piantagione. Questa complessità e prolissità potrebbe apparire in un primo momento "pesante" per il lettore ma, personalmente, ho trovato il tutto ben amalgamato: le descrizioni sono veramente scritte bene e i misteri che circondano le vicende dei due protagonisti avvincenti e non banali, anzi, credo che questo sia uno dei romanzi più originali letti in questo periodo. Alcune parti le ho trovate un po' tristi, ma d'altronde questo non è solo  un romanzo rosa, perciò hanno conferito alla storia un realismo maggiore. Unica pecca qualche refuso editoriale sparso qua e là, per il resto una storia veramente bella, adatta a chi vuole leggere un romanzo a metà strada tra lo psicologico, il rosa, il giallo e lo storico.

martedì 31 gennaio 2017

Cattive compagnie

Cari lettori, oggi è martedì... giornata di consigli letterari! Questa volta vi voglio segnalare un romanzo giallo/thriller, ricco di misteri e di colpi di scena dalla prima all'ultima pagina e con una trama originalissima!


TRAMA (da amazon)

Londra. Quella che Kate tiene stasera fra le mani sembra una banale foto delle vacanze, l'ennesimo ritratto degli amici che l'hanno invitata a cena. Ma sullo sfondo, dietro le colonne ricoperte di gelsomino del ristorante... proprio lui, Charlie. Kate non ha dubbi, quello è suo marito. Gli stessi capelli neri, gli occhi azzurri, il modo di tenere il bicchiere in mano. Eppure questo non è assolutamente possibile. Perché Charlie è morto durante una vacanza in Sicilia, esattamente un anno fa. Kate è sconvolta, ma nessuno le crede, nemmeno Luke, il migliore amico di Charlie. Tutti continuano a ripeterle che deve togliersi dalla testa questa ossessione per il marito scomparso e rifarsi una vita. Per loro l'uomo della foto è un perfetto sconosciuto. Ma Kate è sicura, anche se ormai gli amici la credono pazza: quell'uomo è Charlie. E se c'è anche solo una tenue speranza che lui possa essere ancora vivo, lei deve ritrovarlo. Ecco perché si butta a capofitto in un'indagine privata contro tutto e tutti. Un'indagine che la porta a Miami e poi in Sicilia. Giorno dopo giorno, indizio dopo indizio, le discrepanze nella scomparsa del marito diventano sempre più numerose e molto, troppo sospette. Forse Charlie è stato ucciso? E il suo matrimonio era davvero perfetto come lei lo ricorda? Ma soprattutto, Kate può fidarsi davvero degli amici di Charlie, quelli che le sono stati vicini durante tutto questo tempo?

lunedì 30 gennaio 2017

Filastrocca sui giorni della merla

Buon inizio di settimana, cari lettori: esattamente un anno fa scrivevo un post sui giorni della merla, raccontando alcune leggende e fornendovi degli spunti di lettura (http://langolodiariel.blogspot.it/2016/01/i-giorni-della-merla.html); quest'anno invece vorrei farvi leggere questa filastrocca a tema molto carina, che ho trovato sul sito http://maestramary.altervista.org/giorni-merla-poesie.htm:



I giorni della merla
Scende lenta la neve bianca,
ovunque si posa soffice e stanca.
Il lume acceso nella cucina,
la mamma narra alla piccina:
“Erano i giorni più freddi, lo sai,
quei di gennaio gli ultimi ormai,
ognuno cercava un caldo rifugio
in ogni tana, in ogni pertugio.
Bianca la merla presso un camino
con l’ali scaldava il nuovo pulcino.
Babbo cercava un pezzo di pane
per chi piangeva:-Ho freddo, ho fame!
Tre lunghi giorni di volo nel gelo,
tre lunghe notti di neve dal cielo!
Poi babbo tornò a quel caldo camino
per imbeccare il dolce pulcino.
Ooooh, tu non lo diresti mai,
ma la sorpresa fu grande assai:
il fumo caldo del caminetto,
quasi giocando o per dispetto,
come il pittore fa coi pennelli
neri avea fatto i candidi uccelli.”

P.s. Immagine tratta da www.3bmeteo.com

venerdì 27 gennaio 2017

Due fratelli agli antipodi: Albert ed Hermann Goring

Ciao a tutti, oggi, per celebrare il giorno della memoria, ho deciso di dedicare il post culturale del venerdì con una curiosità a tema, che riguarda i fratelli Goring.

Hermann era il vice di Hitler, fondatore della gestapo e fautore dello stermino nazista; il fratello Albert, invece, era il suo opposto, sia dal punto di vista fisico (era bruno e scuro di carnagione) sia per quanto riguardavale sue convinzioni etico-politiche.

Albert infatti, viene oggi considerato un secondo Oskar Shindler, in quanto si adoperò moltissimo per contrastare lo sterminio e gli abomini dei nazisti: direttore della Skoda automobilistica, evitò più volte di finire in carcere grazie alla fama del fratello e ad alcuni interventi di quest'ultimo che, nonostante tutto, cercava di tirarlo fuori dai "guai", dato che provava un prfondo affetto per il fratello. 

Secondo alcuni studi, condotti da uno storico australiano, in Cecoslovacchia Albert salvò numerosissimi ebrei, con la scusa di essere il fratello di Hermann e affermando di volerli portare a lavorare nella sua ditta. Poi, invece, li liberò. Altri episodi che lo riguardano dicono che un giorno aiutò degli ebrei a pulire un marciapiede e una donna anziana dall'umiliazione di portare al collo un cartello infamante; si adoperò anche a salvare dalla deportazione l'impresario cinematografo Pilzer, il compositore Lehar e l'ex cancelliere Schuschnigg. In più cercò di mettere in atto un'organizzazione per salvare più deportati possibile, attraverso soprattutto l'uso di documenti falsi. 

Dopo la guerra fu lo stesso arrestato e, durante il processo di Norimberga il fratello Hermann tentò di scagionarlo, portando delle prove, ma Albert fu comunque trattenuto in prigione fino al 1947. 

In seguito il suo cognome, che lo collegava agli abomini del fratello, lo portò all'isolamento e tutte le sue buone azioni vennero dimenticate, tutto questo a causa del suo cognome e della sua parentela. Albet Goring trascorse i suoi ultimi anni a Monaco di Baviera, dove morì nel 1966, città nella quale non riuscì più a trovare un lavoro, nonostante la sua professione di ingegnere, vivendo così in miseria. 

Ho deciso di ricordarlo oggi perchè la sua figura è poco conosciuta, e penso che sia giusto che il suo operato possa diventare più noto. Oggi mi sembrava la giornata adatta per farlo.  

Siti da cui ho tratto le informazioni:





giovedì 26 gennaio 2017

I luoghi della memoria ebraica di Milano

Cari lettori, proseguendo il filo conduttore dei post di questa settimana, dedicati alla giornata della memoria, oggi, tra le uscite più recenti, vi voglio segnalare questo saggio, legato al tema della Shoah e alla città di Milano. Nella sua ricerca l'autrice, Francesca Costantini, analizza dieci luoghi emblematici, da quelli più noti come il cimitero ebraico e il binario 21 della stazione Centrale, a quelli meno conosciuti, come un centro di accoglienze e una mensa ebraica:


TRAMA (dal sito della Mimesis edizioni)

Molti luoghi di Milano raccontano la storia della persecuzione antiebraica in Italia, che ha avuto origine e si è sviluppata diversi anni prima che il nostro paese venisse invaso dalle armate tedesche. Alcuni di questi luoghi furono teatro di una vera e propria resistenza contro la violenza discriminatoria delle leggi del 1938, definite dal governo fascista di Mussolini leggi “per la difesa della razza”, che violavano la dignità di uomini, donne e bambini, privandoli dei diritti più elementari. Nella scuola ebraica, nella mensa dei bambini, nell’ambulatorio medico, dietro a dei portoni, dove oggi non c’è nemmeno una targa per ricordare, si sono vissuti atti di coraggio ed eroismo, meno eclatanti di altri, ma di straordinaria umanità. E quando, dopo l’8 settembre del 1943, ebbe inizio anche in Italia lo sterminio nazista e il ministro degli interni della Repubblica Sociale Italiana emanò l’ordine di arresto per tutti gli ebrei residenti nel nostro paese, il carcere di San Vittore e i sotterranei della Stazione Centrale di Milano furono tra i luoghi dove si manifestò con maggiore intensità la tragedia della Shoah italiana. In quei sotterranei è stato creato il Memoriale della Shoah di Milano.

P.s. per ulteriori informazioni vi segnalo l'articolo del "Corriere della Sera" di domenica 22 gennaio.