mercoledì 3 giugno 2026

La mia prediletta

Cari lettori, oggi vi parlerò del romanzo di Romy Hausmann, "La mia prediletta", edito da Giunti.

La vicenda prende il via quando una donna viene investita e perde coscienza. Accanto a lei, illesa, la figlia, una bambina dalla pelle bianchissima e i capelli biondi. Una volta in ospedale, parlando con un'infermiera, la piccola le dirà di chiamarsi Hannah e la madre Lena. A suo dire sono fuggite dopo che la mamma ha ucciso suo padre, lasciando l'altro figlio a pulire le macchie di sangue sul tappeto.

A queste scioccanti rivelazioni, piano piano, se ne aggiungeranno altre, che dipingeranno un quadro inquietante. Il personale medico prima e la polizia poi comprenderanno che il marito di Lena obbligava la moglie e i bambini a vivere segregati in una capanna nel bosco, con le finestre sprangate e un impianto di ricircolo di aria per non morire soffocati. Da lì l'insolito pallore della bambina, che in realtà ha tredici anni, nonostante sembri molto più piccola.

Ma sarà l'intuizione di un poliziotto che aggiungerà un dettaglio ancora più sconvolgente a quella storia. Egli infatti collegherà il nome Lena alla figlia di un'amico, scomparsa da anni. Che sia stata rapita e tenuta rinchiusa per anni da un folle dal quale ha poi avuto due figli?

La realtà, però, è ancora più complessa di quello che si potrebbe immaginare e, pagina dopo pagina, attraverso i punti di vista di Hannah, del padre di Lena e di Jasmine (figura chiave del romanzo del quale però preferisco non dire nulla), la verità inizierà a venire a galla, restituendo una storia di violenza e soprusi e dando una risposta a tutti gli interrogativi.

Qual è la vera identità di quell'uomo? Cosa è successo a Lena? Perchè Hannah racconta di numerose gite all'aria aperta fatte con la madre se non potevano uscire? Dove si trova l'altro bambino?

Ho scoperto l'esistenza di questo romanzo sui social e sono subito rimasta incuriosita sia dalla trama, che trovo molto particolare, sia dai numerosi pareri positivi.

Leggerlo mi ha confermato come la trama sia davvero originale, e solo al termine del libro ogni mia domanda ha trovato una risposta esaustiva, faticando quindi a intuire le mosse della scrittrice, la quale è stata  molto abile anche a delineare i tre punti di vista. Hannah, il padre di Lena e Jasmine sono infatti tre persone molto diverse per età, mentalità ed esperienze e ciò emerge chiaramente dai loro pensieri, parole e azioni. 

Unica pecca, a mio parere però molto rilevante, è lo stile attraverso il quale è stato scritto il libro. Purtroppo la storia non è narrata con un ritmo vivace e incalzante, come mi aspettavo in un romanzo di questo genere. Se nelle prime cento pagine sono rimasta molto incuriosita dalla trama, e nell'ultimo centinaio non riuscivo a staccarmi per i numerosi colpi di scena che ribaltavano di volta in volta la situazione, in quelle centrali lo svolgimento è lento e statico e spesso ciò mi ha annoiato, facendomi venire la tentazione di andare a sbirciare qualche pagina avanti. Ed è proprio per questo motivo che il libro, pur essendosi rivelato una buona lettura, non mi ha soddisfatto come speravo.

Questo però non mi ha tolto la curiosità di leggere altro di questa autrice (e anche di vedere la serie Netflix tratta da questo libro) e, sebbene con la riserva di cui vi ho parlato, lo consiglio a chi abbia voglia di leggere un thriller ricco di misteri e dai risvolti sconvolgenti, in cui tutto non è come sembra.

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