Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Nella casa dei segreti", scritto da Freida McFadden ed edito da Newton Compton.
Sola e amareggiata, Millie decide di lasciarsi quella relazione alle spalle e di iniziarne un'altra con un giovane di buona famiglia, con il quale però non si decide ad andare a convivere, preferendo abitare nel suo misero monolocale nel Bronx.
Per pagarsi l'affitto e gli studi, dopo aver perso il suo lavoro di baby sitter, accetterà di diventare la domestica di Douglas Garrik, un informatico divenuto ricco grazie alla sua abilità con la tecnologia. L'uomo vive con la moglie, che a suo dire non si sente bene e trascorre tutte le sue giornate chiusa in una camera.
Millie, però, memore delle esperienze passate, si mostrerà subito scettica nei confronti del suo nuovo datore di lavoro e, non appena possibile, farà di tutto per comprendere il motivo della segregazione della donna. E nel momento in cui riuscirà a vederla, avrà la conferma che, seppur senza il prezioso aiuto di Enzo, dovrà fare qualcosa per aiutarla. Darle una mano, però, non sarà affatto semplice e, a complicare ulteriormente le sue giornate, si aggiungeranno un viscido vicino di casa e la costante sensazione di essere seguita...
Dopo aver letto e apprezzato "Una di famiglia", ero molto curiosa di proseguire con la lettura dei romanzi di questa autrice, perciò non ho aspettato tanto tempo per procurarmi in biblioteca il suo secondo romanzo.
Quello che all'inizio appare come una sorta di replica della storia del primo libro, circa a metà, subisce una svolta radicale, immergendo con grande sorpresa il lettore in una vicenda completamente diversa da quella che si aspettava, una storia caratterizzata da un ottimo intreccio e da scioccanti colpi di scena, che prima fanno credere una cosa al lettore e poi alla fine, persino nell'epilogo, ribaltano la situazione presentando scene completamente opposte rispetto a quelle che si era persuasi a credere. E penso sia proprio questo, l'elemento di forza delle storie di questa autrice, della quale voglio recuperare tutta la produzione.
I capitoli brevi e lo stile asciutto e incalzante (che personalmente non amo particolarmente ma che nelle sue trame trovo azzeccato) contribuiscono a creare una tensione crescente, unita a una curiosità che avvinghia chi legge dalla prima all'ultima pagina.
Un libro, quindi, che promuovo a pieni voti, e che consiglio a tutti gli amanti dei thriller psicologici a sfondo domestico in cui tutto non è come appare.
DELLA STESSA AUTRICE

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