giovedì 26 luglio 2018

Sei dove batte il cuore

Cari lettori, tra le uscite di questo mese, vi voglio presentare il romanzo di Simona Giorgino, che dalla trama mi sembra una lettura perfetta per queste vacanze!

Colgo l'occasione inoltre per segnalarvi che domani sul blog potrete leggere un'intervista proprio dedicata a Simona, nella quale avremo l'occasione di conoscerla meglio e di scoprire qualche curiosità sul suo romanzo e, più in generale, sulla sua attività di scrittrice:


TRAMA (da amazon)

Tessa ha trent’anni, è originaria di Lecce, ma vive a Milano, dove lavora come traduttrice e mediatrice culturale in una struttura d’accoglienza, il Paradise Corner. In un giorno di pioggia incontra Brando: è un momento perfetto, romantico, come la scena di un film. Tessa non riesce a smettere di pensarci, ma non ha idea di come contattare quel ragazzo, scomparso senza lasciarle nemmeno un numero di telefono. Nel frattempo, al Paradise Corner arriva Leo: ha un passato pesante alle spalle che ha spinto la sua famiglia a non volerne più sapere di lui. Tessa prova a capirlo, a stargli vicina, si offre persino di accompagnarlo in Puglia perché possa confrontarsi con gli errori commessi. Tra loro a poco a poco si instaura un legame di profonda fiducia. Mentre la mente di Tessa continua a essere occupata dal pensiero costante di Brando, il destino le regala un altro incontro, con un ragazzo dolce e gentile. E Tessa sembra sentirsi finalmente felice. Ma non è sempre facile capire il proprio cuore, soprattutto quando sembra spingerci in direzioni diverse. E scegliere, allora, diventa un obbligo davvero complicato…

mercoledì 25 luglio 2018

Fiabe & Curiosità: Cappuccetto rosso

Cari lettori, ritorna oggi la mia rubrica mensile dedicata alle origini delle fiabe. Questo mese ho scelto di parlarvi della storia di "Cappuccetto rosso".



Quella di "Cappuccetto rosso" è una delle fiabe più conosciute e le sue origini risalgono all'epoca medievale, da un racconto popolare diffuso dai contadini francesi del X secolo e trascritto per la prima volta dal maestro Egbert di Liegi.

La versione scritta più famosa, però, risale a Perrault, il cui testo entrò a far parte della raccolta "I racconti di Mamma Oca" del 1697. In questa versione non esiste un lieto fine: il lupo, infatti, dopo aver sbranato la nonna della nostra protagonista, divora anche la stessa Cappuccetto. Secondo alcuni studiosi, lo scopo di questa favola e del suo mancato lieto fine sarebbe il voler ammonire le giovani fanciulle (impersonate da Cappuccetto) a non lasciarsi sedurre dagli sconosciuti (impersonati dal lupo), che potrebbero violentarle (il divoramento simbolereggerebbe questo). Il lupo travestito da nonna, invece, sarebbe un altro monito, ovvero quello di prestare attenzione non solo agli sconosciuti, ma anche ai nostri stessi familiari.

I primi a dare un lieto fine alla fiaba furono i fratelli Grimm, che nella prima metà del 1800 pubblicarono la loro celebre raccolta di fiabe rifacendosi ad alcuni racconti orali.

Nel 1875 Carlo Collodi pubblicò un adattamento italiano di alcune fiabe, a partire dal testo di Perrault. Riproponendo la favola di "Cappuccetto rosso", quindi, la presentò anch'egli senza il lieto fine. Anche Calvino proporrà una sua versione, dal titolo "La finta nonna".

Con il passare degli anni, la storia è stata oggetto di numerose interpretazioni: secondo alcuni la mantella rossa della protagonista rappresenterebbe il mantello che indossavano le prostitute francesi ai tempi di Perrault, e quindi l'intera storia conterrebbe anche il monito di non esercitare la prostituzione. Altri, vi hanno scorto elementi tipici del cannibalismo anche perchè, quando si diffuse oralmente la storia, l'Europa era flagellata dalla carestia. Su questa scia nacquero anche le favole di Hansel e Gretel e Pollicino.

Secondo uno studio del 2013, l'origine della fiaba non sarebbe europea, ma mediorientale, risalente al I secolo d.C., anche se in seguito lo studioso Teherani ha confutato questa teoria sostenendo che il cuore originario della fiaba sia l'Europa centrale.

Fonti:




martedì 24 luglio 2018

In lettura... #30

Cari lettori, con il post di oggi ecco qualche notizia sul romanzo che sto leggendo in questi giorni:

Qualche settimana fa ho comprato, grazie a una promozione della Newton Compton, un box di quattro libri a soli 10 euro, e questo romanzo fa proprio parte di quel gruppo! Avevo già apprezzato la Gable qualche anno fa, ma anche la storia che ho iniziato a leggere, e che credo mi terrà compagnia per tutta la settimana, si sta preannunciando davvero interessante e coinvolgente, oltre che una lettura perfetta per questo periodo così caldo! 
Trattasi di una saga famigliare, con al centro le figure femminili: al momento ho letto poco più di cinquanta pagina, ma sono davvero curiosa di proseguire con la lettura!




Appuntamento a settimana prossima con il nuovo post di questa rubrica!

lunedì 23 luglio 2018

La lanterna dell'amicizia- Link dei capitoli

Cari lettori, oggi vorrei riassumervi in un unico post tutti i link della mia breve storia per bambini, "La lanterna dell'amicizia", di cui ho terminato di pubblicare i capitoli la scorsa settimana. Questo, per rendere più agevole il recupero e la lettura dei vari capitoli: se vi va, lasciatemi pure una vostra opinione sulla storia nei commenti!



In questo primo capitolo viene presentata la piccola protagonista, Amina, e i suoi pensieri riguardo all'estate che l'aspetta.

Amina, dopo aver trascorso delle giornate molto noiose, finalmente capisce che il destino ha in serbo per lei una sorpresa molto particolare, nascosta dietro al cespuglio del giardino condominiale...

In questo capitolo Amina cercherà di rispondere alla domanda contenuta nel misterioso messaggio ritrovato.

Amina, dopo aver trovato il coraggio di rispondere a quello strano messaggio e di inviare la lettera, trascorre i giorni successivi in un crescendo di curiosità, fino al clamoroso colpo di scena...

Amina, dopo un episodio che la vedrà coinvolta con la madre, capisce l'importanza di ringraziare le persone che ci aiutano o ci fanno un regalo.

In questo capitolo  Amina riceverà una nuova, graditissima, sorpresa dalla persona misteriosa con la quale ha iniziato una corrispondenza...

Nonostante Amina sia sempre più contenta per l'amicizia con quella persona misteriosa, c'è qualcosa che la preoccupa. I suoi genitori, infatti, stanno vivendo un momento molto difficile dal punto di vista economico e forse dovranno lasciare la loro casa... chissà se la sua nuova amica potrebbe aiutarli?

In esso i genitori di Amina tentano di convincere il loro argigno padrone di casa a essere più clemente, anche se inutilmente, ma non sanno che la loro bambina ha un inaspettato asso nella manica ancora tutto da giocare...

In questo capitolo, Amina sarà costretta a rivelare ai suoi genitori l'origine di tutto quel denaro, che credono che la bambina abbia illegalmente sottratto a qualcuno. 

In questo capitolo, finalmente Amina riuscirà a capire chi è quella persona buona e generosa che l'ha aiutata...

La nostra piccola protagonista, finalmente, potrà abbracciare la sua nuova amica.

In questa ultima parte scopriremo come è proseguita la vita di Amina dopo quell'estate così speciale.

domenica 22 luglio 2018

La leggenda del ragazzo che credeva nel mare

Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata a "La leggenda del ragazzo che credeva nel mare" di Salvatore Basile, edito da Garzanti.

Protagonista è  Marco, ragazzo diciottenne orfano, che cerca di sbarcare il lunario facendo le pulizie in un centro sportivo.

Osservando i nuotatori che si allenano, la sua attenzione ricade su una ragazza, Virginia, e sul trampolino della piscina, dal quale si diverte a tuffarsi quando si trova da solo. Un giorno, però, verrà notato proprio da Virginia che, stregata dalla sua bravura, lo inviterà a fare una gita al mare. 

E sarà proprio durante quella gita che il ragazzo, in un atto di ribellione verso quello che scoprirà essere il fidanzato di Virginia, si cimenterà in un tuffo spericolato da una scogliera, che gli procurerà una brutta paralisi, seppur temporanea. 

Virginia, in colpa per quanto successo, gli affiderà la sua fisioterapista, Lara, che cercherà in tutti i modi di aiutare quel ragazzo che sembra aver perso la fiducia verso l'unico elemento per il quale sembrava averne, il mare.

Durante la terapia, però, Lara noterà sulla spalla del ragazzo una strana voglia, a forma di stella marina, e questo le provocherà un vero e proprio shock: la donna, infatti, si renderà conto che quel ragazzo senza famiglia altri non è che il neonato che tanti anni prima aveva fatto nascere e che poi, per volere del padre, era stato dato in adozione, dopo una tragedia che aveva sconvolto la vita di quella famiglia, ma anche della stessa Lara...

Devastata da questa scoperta, Lara deciderà che l'unico modo per continuare ad aiutare il ragazzo sarà quello di portarlo nel paesino in cui è cresciuta, e nel quale non torna da diciotto anni, quello stesso paesino in cui vive ancora il padre di Marco... chissà che i due non possano costruire un rapporto anche senza sapere l'uno dell'altro...

Dopo "Lo strano viaggio di un oggetto smarrito", l'autore ci ha regalato una storia altrettanto affascinante ed emozionante, narrata davvero in modo magistrale. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e il linguaggio è armonioso e quasi poetico. Al momento posso affermare che questo è uno dei romanzi più belli letti quest'anno, e consiglio la sua lettura a coloro che cercano una storia che parla di emozioni con un tocco delicato e coinvolgente.
 
 
DELLO STESSO AUTORE:
 

sabato 21 luglio 2018

L'ultimo caffè della sera

Cari lettori, il post di oggi è dedicato alla recensione de "L'ultimo caffè della sera" di Diego Galdino, edito da Sperling & Kupfer. Trattasi del seguito del primo romanzo dell'autore, "Il primo caffè del mattino", che avevo avuto modo di leggere e apprezzare qualche anno fa. 

La storia prende avvio qualche tempo dopo gli eventi del libro precedente, e per questo sarà inevitabile fare qualche spoiler: per chi volesse leggere il primo libro senza guastarsi la sorpresa, consiglio di non proseguire con la lettura di questa recensione.

Tornando al romanzo, i primi elementi che colpiscono il lettore all'inizio della storia, sono i numerosi cambiamenti avvenuti intorno al nostro barista: molte persone fondamentali della sua vita non ci sono più, o perchè hanno cambiato città o perchè sono andati incontro alla morte, come nel caso del suo caro amico Dario, una sorta di figura paterna per il nostro protagonista; ma ce ne sono altre che o sono ritornate (come nel caso della sorella, ora cassiera del bar) o sono giunte a Roma, diventando subito clienti abituali del bar Tiberi.

Anche Genevieve, la ragazza che aveva rubato il cuore di Massimo, non c'è più, e per il nostro protagonista è dura superare la sua perdita, tanto che si trova a vivere un periodo davvero difficile. Ma si sa, il destino è sempre inaspettato, e un giorno giunge nel bar una giovane ragazza curiosa di assaggiare, assieme a una sua amica, il suo delizioso caffè alla nutella. Una ragazza molto allegra, solare, espansiva, assai diversa dalla misteriosa e timida Genevieve; una ragazza che, forse, potrebbe rappresentare per Massimo (inguaribile romantico) la sua nuova chiave d'accesso alla felicità...

Ma non è finita qui, perchè quando tutto sembrerà perfetto, ecco ricomparire Genevieve, e sarà proprio in quel momento che Massimo dovrà una volta per tutte fare chiarezza nel suo cuore... 

La storia è narrata con uno stile semplice, scorrevole, ma dal lessico studiato, ricco di frasi molto dolci e romantiche, in perfetto stile aforistico. Il personaggio di Massimo è molto diverso dai classici "bad boys" molto in voga nei romanzi, e questo per me è un valore aggiunto al libro che, seppur appartenente a un genere "commerciale", mostra lo stesso degli spunti di originalità. 

Come nel precedente romanzo, la città di Roma, dove si svolgono le vicende, assume nella storia un ruolo di primo piano, come se fosse un vero e proprio personaggio e, a tal proposito, vorrei segnalare la bellezza della copertina, la cui quarta rappresenta uno squarcio molto bello della nostra capitale. 

Una storia in cui i sentimenti sono i veri protagonisti della storia, un romanzo che consiglio alle anime più romantiche.

venerdì 20 luglio 2018

Tag: Le mie estati del passato

Cari lettori, il post di oggi è dedicato a un tag per il quale sono stata nominata da tre blogger, che ringrazio per la nomina: 




Queste sono le regole del tag:

1. Elencare tutto ciò che è stato un simbolo delle nostre estati da bambini, in base ai microargomenti forniti;

2. Avvisare chi vi ha nominato dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un messaggio sul suo blog;

3. Taggare altri cinque bloggers, avvisandoli.

Ma iniziamo subito con...

  • Gioco in cortile
Per tutta la mia infanzia l'estate è sempre stata sinonimo di "giochi in cortile". Con i miei cugini, trascorrevo i pomeriggi e qualche sera andando in bicicletta, giocando a palla, con la corda, a "campana", a "un, due, tre stella!", oppure divertendoci con i giochi in scatola (Monopoli, Gioco dell'oca, Tombola, Labirinto Magico, Uno, Memory...) o scambiandoci fumetti.

  • Gioco in spiaggia
Trascorrendo un paio di settimane al mare, come tutti i bambini, giocavo con secchiello, paletta e formine varie, oppure scavavo buche. Qualche volta giocavo a carte o a Uno con mia mamma.

  • Fumetto
Sicuramente "Topolino", che amo anche oggi, anche se non lo compro più da anni. Dove andavo in vacanza, in un'edicola, vendevano molte copie del passato, e mi piaceva stare lì a sceglierle e leggere storie con personaggi che andavano di moda all'epoca. Inoltre, nel mese di luglio, con 3/4 numeri nuovi, si potevano costruire dei gadget: ricordo in particolare una ricetrasmittente alla quale tenevo particolarmente, anche se non è che funzionasse molto ;-)

  • Cibo
Sicuramente il gelato, artigianale e non, anche se preferisco il primo. Andando in vacanza in Romagna, poi, non posso non citare la piadina (nella quale, per gusto personale, non può mai mancare il prosciutto crudo). Un altro piatto che mi ricorda l'estate (non solo quella del passato, ma anche quelle presenti) è un buon piatto di riso freddo! Infine, se penso all'estate in generale, mi viene da pensare anche a bella fetta d'anguria, che in passato offrivano in alcune feste estive del mio paese.

  • Canzone
Magari non brilleranno per particolare qualità, ma estate è di solito sinonimo di "tormentoni estivi", che risultano difficili da dimenticare, anche se sono passati tanti anni. Ricordo in particolare la "Macarena" e "Aserejè", dei quali avevo imparato anche il balletto.

  • Libro 
Non andando a scuola, l'estate era la stagione in cui leggevo più libri. Ricordo i pomeriggi in cui andavo in biblioteca con la bicicletta e ne uscivo con un bel bottino! Quando frequentavo le elementari adoravo i libri del "Battello a vapore", poi mi sono affezionata ai gialli e ai rosa della Mondadori Junior. In mezzo a questi leggevo anche quelli de "Le ragazzine" e de "Il Club delle babysitter".

  • Film
Non guardavo molti film in estate: mi piaceva però guardare i cartoni animati del pomeriggio su Italia Uno quando facevo merenda mentre, qualche volta, recuperavo qualche fiction che mi ero persa in autunno, come "Elisa di Rivombrosa" (però qui andavo già alle medie)

  • Luogo
I luoghi che associo all'estate sono principalmente casa mia, il cortile e la casa che prendevamo in affitto in un paese della Romagna per trascorrere le vacanze.

  • Videogame
Non sono mai stata amante dei videogame, anche se mi piacevano i cdrom con i giochi di Barbie Detective. In estate però non li facevo mai... preferivo uscire!

  • Giocattolo
Giochi da tavolo e da cortile con i miei cugini e la Barbie quando ero da sola o invitavo a casa mia qualche amica di scuola. Il resto del tempo preferivo leggere.

  • Televisione
Ricordo con piacere il Festivalbar e il dilemma: compilation rossa o blu? che mi regalavano i miei genitori quando avevo finito la scuola (media). Ricordo anche una delle ultime edizioni di "Giochi senza frontiere", oltre a qualche partita di calcio della nazionale durante i mondiali/europei.

  • Life
Considero l'estate un momento in cui, dopo un anno di impegni doverosi, si è liberi di dedicare il nostro tempo a ciò che ci piace di più e di fare nuove esperienze. In particolare, ricordo con piacere la mia prima gita a Roma.

  • Foto di un'estate del passato
E qui passo, perchè non amo diffondere sul web foto personali.


Questi sono i cinque blog che taggo...





Un libro nel cassetto

...ma se qualcun altro volesse rispondere alle domande lo faccia pure con piacere e segnalandomi il link nei commenti!

A prossimo tag :-)