martedì 12 aprile 2016

La ragazza con l'orecchino di perla

Ciao a tutti, oggi vi voglio consigliare un romanzo che probabilmente conoscerete già perchè molto famoso, ma ho deciso lo stesso di inserirlo nella mia rubrica in quanto mi è molto piaciuto: trattasi de "La ragazza con l'orecchino di perla" scritto da Tracy Chevalier.


TRAMA (da amazon)

Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell'artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso... Griet e Johannes Vermeer, divideranno complicità e sentimenti, tensione e inganni.

lunedì 11 aprile 2016

Cara cognata, ti odio!

Buon lunedì a tutti, con il post di oggi vorrei riprendere la rubrica dedicata alle recensioni di ebook, che ultimamente ho un po' tralasciato: grazie alla mia attività di scrittrice self, infatti, ho avuto modo di notare molti romanzi pubblicati in digitale, che hanno attirato la mia attenzione. Così, a poco a poco, sto cominciando a leggerli e a recensirli.

Oggi tocca al romanzo di Corinne Savarese: l'ho scelto perchè sono stata attratta sia dalla copertina sia dall'argomento trattato, sempre molto attuale, ovvero quello delle (cattive) relazioni tra parenti. Avendo poi notato che il tutto era stato raccontato con ironia ho pensato "questa storia fa proprio per me". E infatti la lettura non mi ha per niente delusa! 

Protagonista è Daphe Borgia, titolare di un'agenzia pubblicitaria che, all'inizio della storia, si è appena aggiudicata la campagna pubblicitaria dello stilista Andrea De Michelis il quale, sin da subito, comincia a corteggiarla. Anche Daphe prova dei sentimenti per lui e tutto lascia presagire un rapido lieto fine. Ma ecco entrare in scena Annabella, una delle due sorelle di Andrea: all'inizio viene presentata come una donna sfortunata, e quasi tende a catturare la compassione del lettore. Infatti viene descritta come una donna dall'aspetto poco gradevole, sfortunata in amore, che ha sacrificato quasi tutta la propria vita a crescere il fratello a causa di genitori pressochè inesistenti, l'unica dei tre figli a non aver ancora trovato la propria strada professionale. In certi passaggi è lei ad apparire come una vittima e Daphe come una donna aristocratica un po' snob nei suoi confronti.

Ma, con il prosieguo della vicenda, il vero carattere di Annabella sarà svelato, così come il suo morboso attaccamento per il fratello e un inutile senso d'inferiorità per la cognata, che porteranno a mettere in serio pericolo l'incolumità di Daphe, precipitata improvvisamente in un incubo. 
Salute, carriera, amore... sono questi gli aspetti della vita della nostra protagonista che la tremenda cognata dalla finta faccia d'angelo vorrà distruggere. Con qualunque mezzo.

Ma come reagirà Andrea, conteso tra le due donne più importanti della sua vita? E Daphe riuscirà a portare avanti la sua relazione con l'uomo di cui è fortemente innamorata? La perfidia di Annabella subirà un arresto o la porterà a provare del senso di colpa?

Per scoprirlo vi invito a leggere questo romanzo, che ho trovato molto ironico e divertente. Le disavventure che capitano a Daphe a volte possono sembrare un po' esagerate, ma credo che l'autrice abbia fatto bene a descriverle così, perchè credo che in un romanzo ironico l'esagerazione sia un aspetto da non sottovalutare per costruire dei siparietti molto divertenti. Le due donne sono descritte molto bene dal punto di vista psicologico, soprattutto la perfida Annabella. Andrea l'ho trovato un po' più "moscio" ma non per questo meno realistico.

Dal punto di vista tecnico nulla da dire: la storia è scorrevole e ben strutturata. Ciò che più mi ha colpito in positivo è stata la perizia tecnica con cui la scrittrice ha descritto gli abiti dei protagonisti: sarà che le descrizioni sono il mio "tallone d'Achille" ma le ho trovate veramente degne di nota e hanno subito destato la mia attenzione. 

Se anche voi avete letto questo ebook fatemi sapere le vostre impressioni!

Ah, dimenticavo una cosa, ovvero la frase che potrebbe condensare l'intera storia:  "Se potete, cercatevi un fidanzato che sia figlio unico" ;-)

sabato 9 aprile 2016

Tag: 25 fatti libreschi su di me

Ciao a tutti, oggi dedicherò questo post all'iniziativa "25 fatti libreschi su di me": grazie ad Alisya del blog "Un libro nel cassetto" per avermi nominato (questo è il link delle sue risposte http://unlibronelcassetto.blogspot.it/2016/04/tag-25-fatti-libreschi-su-di-me.html). 

Ma cominciamo subito con il lungo elenco :-)

1. Il primo "oggetto con le pagine" che ho avuto il piacere di sfogliare nella mia vita, quando ancora non sapevo leggere, è stato un numero della rivista "Grandhotel" di mia nonna paterna.

2. Una volta appresa la capacità di leggere, sono passata alle storie. Ricordo che la mia fiaba preferita si intitolava "Un occhietto, due occhietti, tre occhietti" e che era una sorta di rivisitazione di Cenerentola (due occhietti era tiranneggiata dalle due sorelle fino a quando il principe azzurro non veniva a salvarla).

3. Sempre durante la mia infanzia adoravo leggere i libri del "Battello a vapore"; sono cresciuta con tutti i colori della serie: bianca, azzurra, arancio e rossa. In particolare avevo una predilezione spiccata per la serie di Valentina di Angelo Petrosino.

4.  Quando sono diventata più grande, invece, mi sono appassionata alle stravaganti storie della serie "Le ragazzine": mi divertivano così tanto che, in prima media, mi sono pure comprata il loro diario scolastico. La mia scrittrice preferita era Rosie Rushton e la mia serie preferita quella di "Mamma, non fare scenate".

5. Abbandonate le adolescenti in crisi sono approdata alla serie Junior Mondadori. E' da qui che ho capito quanto mi piacessero i gialli. Ricordo di aver letto un sacco di volte quelli di Christopher Pike (e io sono sempre stata una persona che raramente rilegge un libro due volte). Uno di questi, "La morte arriva per posta", fu uno dei regali di Natale più graditi che mi fecero miei genitori.

6. Ho sempre adorato (e ancora oggi ho una predilezione)per i libri della biblioteca: più sono vissuti più mi piacciono perchè ho come la sensazione che raccontino due storie, quella scritta e quella dei loro viaggi da un lettore all'altro e da una casa ad un'altra. L'unica cosa che non sopporto è l'odore dolciastro dei profumi usati dalle preccedenti lettrici (cosa che accade soprattutto quando prendo in prestito romanzi rosa).

7. Sempre parlando di libri della biblioteca, mi ricordo che una volta ho quasi consumato una gomma per cancellare tutte le parolacce che qualcuno aveva scritto a matita sulle pagine di un libro (spezzo una lancia a favore dell'originalità dell'autore, però: non c'era una parolaccia uguale all'altra!).

8- Da appassionata lettrice non posso non amare le librerie, che rappresentano il mio ideale di paradiso, il mio locus amoenus. Ogni volta che entro in una di queste, se c'è, oltre che passare di libro in libro, mi diverto a leggere le ottimistiche previsioni del libro rosso delle risposte.

9. Dato che amo l'arte, ogni volta che vado a visitare una mostra compro almeno un segnalibro o una cartolina, che poi uso per le mie letture (ma, dato che sono disordinata, se non ne trovo nessuno a portata di mano, uso anche foglietti e scontrini).

10. Quando mi capita di sentire che molta gente non prende in mano un libro da anni, mi chiedo: "Ma come fanno?". Sinceramente, non so se riuscirei a fare altrattanto.

11. Sono poco tecnologica, perciò amo leggere i libri in formato cartaceo. Ultimamente, però, mi sono data anche alla lettura digitale e non mi sento di criticare questo formato: se non fosse esistito nessuno avrebbe letto (e potrebbe leggere) le mie storie.

12. Oltre ai romanzi, adoro leggere le storie della rivista "Intimità": non ho ancora capito bene se sono vere al cento per cento o sono frutto di rielaborazioni, ma mi piacciono e su questo non ci piove. Ogni tanto io e mia nonna materna ci scambiamo alcuni numeri. 

13. Se avessi la possibilità di parlare con uno scrittore morto sceglierei senza dubbio Dante: gli direi che è un genio, che dopo tutti questi anni nessuno è riscito a scrivere un'opera migliore della sua "Commedia" e se è vero che l'ha scritta in una notte. Gli direi poi che a dieci anni mi ero arrabbiata con lui perchè avevo provato a leggere le prime pagine dell'Inferno e non ci avevo capito niente.

14. La lettura scolastica che ho apprezzato più di tutte è stata "La coscienza di Zeno", mentre ho fatto una fatica immensa a portare a termine "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", pur essendo il Foscolo uno dei miei scrittori preferiti.

15. Durante gli anni del liceo trovavo i "Promessi Sposi" molto noiosi. Le ore in cui la Prof li leggeva erano una tortura e a volte mi distraevo elaborando trame per i miei romanzi. Da lì capii che i momenti di noia potevano essere sfruttati per creare delle storie. All'università ho invece rivalutato quest'opera.

16. Dato che sono super freddolosa, quando è inverno (ma a volte anche oltre) amo leggere in cucina, in piedi, con il lato B attaccato al calorifero. Non leggo mai a letto perchè, invece di addormentarmi, finirei per rimanere attaccata al libro tutta la notte.

17. Ogni volta che finisco di leggere un romanzo, prima di portarlo in biblioteca o riporlo nella mia libreria, mi rileggo la trama.

18. Sono una fan sfegata della trasmissione "Per un pugno di libri" (a proposito: stasera fanno la finale). Ammiro la cultura del Prof Dorfles, anche se penso che storcerebbe il naso se leggesse i miei romanzi ;-)

19. Ho letto per la prima volta "Orgoglio e pregiudizio" quando andavo alle elementari e ho subito capito che il mio fidanzato e marito ideale doveva essere come Mr Darcy. Questo probabilmente mi condurrà allo zitellaggio perenne.

20. Non mi piace leggere in treno, perchè ci sono troppi fattori che mi distraggono. Al massimo sfoglio qualche rivista di cronaca e spettacolo che distribuiscono gratis nelle stazioni.

21. Grazie al mio blog sto leggendo molti romanzi classici.

22. Uno dei miei generi preferiti tra i libri commerciali è il romanzo rosa chick lit, che ho scoperto grazie alla serie "I love shopping" di Sophie Kinsella. Non è tanto la trama o la caratterizzazione della protagonista che mi hanno colpito quanto l'aver appreso che l'ironia non è utile e divertente solo nella vita, ma anche nei romanzi.

23. Non ho mai letto la serie delle "Cinquanta sfumature": non per bigottismo o un eccessivo senso del pudore, ma perchè in passato mi è capitato di leggere romanzi a metà tra il rosa e l'erotico che mi hanno fatto sbadigliare più di una volta. Ma se dovessi soffrire d'insonnia ci farei un pensierino.

24. Non sono troppo interessata nemmeno al genere fantasy e fantascienza. Ma ho promesso che entro l'anno leggerò il primo libro di Harry Potter per capire come mai piace a tutti.

25. Da quando ho aperto il blog e ho cominciato a leggere e interagire con altre persone appassionate di libri ho aumentato esponenzialmente la mia lista di letture, rendendomi conto che avrei bisogno di almeno dieci vite per potere leggere tutto.

Bene, sono arrivata alla fine dei 25 punti, spero vi siano piaciuti :-)

Ora procedo con i quattro blog: se avete voglia di cimentarvi, nomino:

- Silvia di http://lanostrapassionenonmuore.blogspot.it/

- Eva di http://evapalumbo.blogspot.it/

- Nik di http://alberidalibro.blogspot.it/p/su.html

- Monica di http://ilmondodimb.blogspot.it/

venerdì 8 aprile 2016

Casa dell'Ariosto a Ferrara

Cari lettori, oggi vorrei riprendere la rubrica del venerdì che avevo iniziato qualche settimana fa e poi abbandonato per far posto al post sulla Pasqua e a quello sul pesce d'aprile.

Dopo aver scritto della casa del Manzoni e di quella di D'Annunzio, per la serie "non c'è due senza tre", dedicherò questo post alla casa di Ludovico Ariosto a Ferrara.

Come forse già sapete, l'Ariosto passò gran parte della sua vita al servizio della casata degli Estensi, i quali gli offrivano vitto e alloggio, in cambio di servizi e opere celebrative. Il rapporto con questa signoria fu sempre difficile per il letterato e, se a un certo punto il letterato si rifiutò di seguire il Cardinale Ippolito d'Este in Ungheria, dall'altra non potè rifiutare di diventare governatore della Garfagnana, all'epoca una delle zone a più alto tasso di delinquenza.

Quando Ariosto, finalmente, concluse il suo incarico, aveva sufficienti risorse per comprarsi un'abitazione e poter raggiungere così la tanto agognata indipendenza. Così, nel 1526, a 52 anni, acquistò la casa nella contrada di Mirasole a Ferrara, che ho avuto modo di visitare qualche anno fa. 


E' una casa molto semplice, in linea con la personalità dell'autore e con il suo stile di vita (apparentemente tranquillo e privo di eventi significativi, al contrario delle sue trame elaborate e ricche di fantasia e avventure). Da notare la seguente scritta in latino posta sulla facciata: Parva, sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida, parta meo sed tamen aere domus che vuol dire La casa è piccola ma adatta a me, pulita, non gravata da canoni e acquistata  solo con il  mio denaro, un chiaro manifesto delle intenzioni dell'autore. E fu proprio in questa abitazione che l'Ariosto scrisse la terza e ultima edizione dell'Orlando Furioso, quella del 1532.

Oggi la casa si mostra al pubblico semplice come allora: al suo interno sono presenti pochi oggetti, ma significativi, come la sedia dello scrittore, alcune medaglie, un busto, ritratti, oltre all'edizione dell'Orlando Furioso risalente al 1881 e illustrata da Gustave Durè. 
Completa la visita l'accogliente e intimo giardino posto sul retro dell'abitazione, un chiaro emblema dell'ideale di pace e serenità perseguito dal poeta. 

Se siete della zona o se vi dovesse capitare di trovarvi da quelle parti, questa è una visita che vi consiglio: all'epoca (circa 5-6 anni fa) con un solo biglietto si potevano visitare oltre alla casa, anche altri momumenti(palazzo Schifanoia, Palazzina di Marfisa...). 

Ferrara è una città che, a mio parere, non viene messa molto in rilievo dal punto di vista turistico, però offre molte visite interessanti (anche il castello degli Estensi è molto bello da visitare, e pure il museo della resistenza). Unica raccomandazione: fate attenzione a non essere investiti dalle numerose biciclette che circolano da ogni parte;-)

P.s. La foto è tratta da Wikipedia

giovedì 7 aprile 2016

La ragazza di Bube

Buon pomeriggio, oggi vi voglio consigliare un classico della letteratura italiana scritto da Carlo Cassola, una storia d'amore e di guerra con una protagonista  autentica e ben costruita, sullo sfondo dei paesaggi della Toscana...


TRAMA (da amazon)

Mara è una giovane di Monteguidi, piccolo paese della Val d'Elsa, che all'indomani della Liberazione conosce il partigiano Bube, eroe della Resistenza, e se ne innamora. Questi, tornato alla vita civile imbottito di precetti di violenza e vendetta, ha commesso un delitto e, dopo un periodo alla macchia, viene catturato e condannato a quattordici anni di carcere. Mara, maturata proprio grazie alla forza del sentimento per Bube e divenuta ormai donna, decide di aspettare l'amato con animo fedele e ostinato. Con questo romanzo - pubblicato nel 1960 e seguito nel 1963 da una celebre versione cinematografica interpretata da Claudia Cardinale - Cassola si aggiudica il premio Strega e raggiunge il successo anche internazionale. "La ragazza di Bube" segna una profonda cesura nella narrativa italiana del dopoguerra: benché ispirato a una vicenda realmente accaduta, il romanzo si arricchisce di elementi psicologici e lirici superando le istanze neorealiste, tanto per il linguaggio quanto per il rifiuto dei dogmatismi ideologici. "Il romanzo" sostiene infatti Cassola "viene prima di ogni interpretazione della realtà, è la ricerca continua della verità degli uomini."

mercoledì 6 aprile 2016

Quando all'alba saremo vicini

Cari lettori, oggi voglio dedicare questo post alla recensione del romanzo "Quando all'alba saremo vicini" di Kristin Harmel, edito da Garzanti.

Quando avevo letto la trama di questa storia, che parlava di una donna il cui marito era scomparso, avevo creduto di trovarmi di fronte a una specie di giallo o, per lo meno, a un romanzo in cui erano presenti molti misteri. Invece poi, quando ho iniziato a leggere i primi capitoli, ho capito che per "scomparso" non significava "sparito nel nulla", bensì "morto" e perciò ho capito di aver frainteso sia la storia sia il genere. Nonostante questo ho proseguito con la lettura e devo ammettere che, nonostante la venatura di malinconia (mai troppo enfatizzata, però), la storia mi è piaciuta davvero molto. L'ho trovata molto intensa, emozionante e ricca di speranza verso il futuro.

Come già vi ho anticipato, la protagonista, Kate, si ritrova vedova molto giovane e, dopo dodici anni, quando ormai il suo secondo matrimonio con il fidanzato Dan è alle porte, si rende conto di non aver ancora superato il proprio doloroso passato. In quei giorni, in più, comincia a fare dei sogni che le mostrano la vita che avrebbe fatto se il marito Patrick non fosse morto e in essi fa la conoscenza della figlia che i due avrebbero dovuto avere, Hannah, una ragazza tredicenne ipoacusica.

Pur essendo consapevole della natura fantastica di quei sogni (che però sconvolgono Kate per il lor alto tasso di realismo) la protagonista, di professione musicoterapista infantile, decide di iscriversi a un corso di lingua dei segni per poter comunicare con la bambina dei suoi sogni. Lì fa la conoscenza del maestro Andrew, che le propone di intraprendere un'attività di volontariato con alcuni bambini, tra cui l'adolescente ribelle Allie. 

Grazie a questa nuova attività e ai sogni che si faranno sempre più frequenti, Kate capirà che per superare i traumi del passato dovrà innanzitutto imparare a essere felice nel presente e, grazie all'aiuto di Andrew, comprenderà anche che essi possono cambiare profondamente chi li subisce, facendo emergere nuove sensibilità e potenzialità. Infine, alla fine della storia, si svelerà quello che Patrick avrebbe voluto rivelare a Kate se quel giorno non fosse morto.

Vi consiglio questa lettura, perchè racchiude in se molti messaggi positivi e, anche se a volte può apparire irreale (soprattutto nella parte riguardante i sogni), penso che a volte sia bello poter entrare in una storia, accoglierla per quello che è, anche nelle parti meno razionali, per lasciarsi condurre verso la destinazione e il messaggio che vuole lasciarci.

martedì 5 aprile 2016

La verità sul caso Henry Quebert

Un saluto a tutti: oggi, per la mia rubrica di consigli, voglio indicarvi un romanzo giallo che ho sempre lodato nei commenti dei blog letterari che seguo, ma mai nel mio. Così ho deciso di rimediare, perchè questo è un romanzo che, nonostante la mole, conquista e avvinghia il lettore dalla prima all'ultima pagina. Originale e con molti colpi di scena, lo consiglio vivamente!


Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo. La verità sul caso Harry Quebert è un fiume in piena, travolge il lettore e lo calamita dalla prima all’ultima pagina. è il giallo salutato come l’evento editoriale degli ultimi anni: geniale, divertente, appassionante, capace di stregare prima la Francia, poi il mondo intero.