Cari lettori, la recensione di oggi è dedicata al romanzo "Tutto il bello che ci aspetta", scritto da Lorenza Gentile ed edito da Feltrinelli.
Nonostante con il personale si sia creata una bella intesa, il ristorante stenta a decollare, le entrate sono al minimo e le recensioni a tre stelle non lo criticano ma nemmeno lo consigliano. Ma sarà quando il proprietario del locale aumenterà l'affitto e, a causa dell'età, perderà i finanziamenti, che Selene si sentirà così sopraffatta da decidere di lasciare di punto in bianco Milano per tornare nei luoghi della sua infanzia, in Puglia.
La nostra protagonista, infatti, è cresciuta in un ashram indiano tra i trulli assieme ai genitori e alla sorella minore Diana, circondata dagli amici Maya, Paolo e Saverio. Poi, dopo la separazione dai genitori, la loro frequentazione si è fatta sporadica fino a interrompersi del tutto.
Tornando in quei luoghi, Selene riabbraccerà l'amata tata Flora e proverà a riallacciare i rapporti con i suoi vecchi amici, oltre alle nuove conoscenze che avrà il piacere di fare. Con il trascorrere dei giorni, si renderà conto che tante cose sono cambiate, che i ricordi del passato non coincidono con il presente, tutto è andato avanti, ma sarà grazie a quella trasferta che la giovane proverà a ritrovare l'equilibrio perduto al fine di riprendere in mano la propria vita...
Chi segue il mio blog sa che ho già letto un paio di romanzi di questa scrittrice, trovando entrambi molto delicati e piacevoli. Anche questa storia non ha fatto eccezione, anzi,l'ho gradita ancora di più.
La storia di Selene, una giovane donna che fatica a trovare il proprio posto nel mondo, è molto attuale e non è complicato per chi legge identificarsi nei suoi dubbi e nel suo smarrimento. Il tema è trattato con estrema delicatezza, sensibilità e una leggerezza che rende questa lettura adatta a momenti di svago. Lo stile è semplice, curato e scorrevole.
Bellissime le riflessioni sul senso dell'esistenza, lo scorrere del tempo e il rapporto tra passato, presente e futuro. Se la copia che ho letto non fosse stata della biblioteca, avrei di certo sottolineato le frasi più significative (dentro, però, ho trovato un post it, segno che a qualcuno non ha saputo resistere).
Insomma, una lettura che vi consiglio vivamente, in quanto capace di affrontare tematiche che riguardano ognuno di noi attraverso una storia piacevole, ambientata in un posto suggestivo, e capace di mostrarci anche una cultura radicata nel nostro territorio, della quale avevo sempre ignorato l'esistenza. E sapete quanto apprezzi le letture che mi fanno scoprire qualcosa di nuovo...
DELLA STESSA AUTRICE

Ciao. Ho sorriso quando ci hai spifferato che non potevi sottolineare le parti più significative perché preso in prestito. È un punto dolente che accomuna un po' tutti, addirittura alcune persone mi hanno riferito che preferiscono acquistare il libro che andare in biblioteca perché non possono sottolineare e scrivere qualcosa. Credo che sia il punto più discusso tra tutti gli utenti delle biblioteche: il non poter sottolineare.
RispondiEliminaE' vero Innassia, anche io ho sentito di persone che acquistano i libri proprio per poterne disporne a proprio piacimento. Dal punto di vista economico e dello spazio in casa, però, le biblioteche rappresentano una soluzione perfetta, soprattutto per chi ama leggere con regolarità ;-)
EliminaAriel anch io che noleggio diversi libri in biblioteca non posdo sottolineare però mi faccio la copia delle pagine che più ho amato o le fotografo col cell!!!
RispondiEliminaBuona lettura.
Ps sto leggendo il libro la cartoleriatsubaki chissà se la finirò
Ciao Daniela, anch'io qualche volta fotografo le pagine, è comunque una valida alternativa... grazie e buona lettura anche a te :-)
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