venerdì 30 settembre 2016

Le parole inventate da Gabriele D'Annunzio

Cari lettori, oggi per la mia rubrica culturale ho scelto come argomento una curiosità legata al famoso scrittore Gabriele D'Annunzio. Egli infatti fu anche un inventore di parole, tra cui:

- scudetto: il cui simbolo si ispira a un tringolino tricolore che fu indossato nel corso di una partita di calcio svoltasi durante l'occupazione di Fiume;

- tramezzino:
          
D'annunzio pronunciò per la prima volta questa parola in un bar di Torino, indicando così un sandwich farcito con burro e acciughe. Inventò questa parola per trovare un corrispettivo in italiano: "tramezzino" deriva infatti da "tramezzo", che significa "in mezzo a due o più elementi";




- velivolo: termine scelto perchè ritenuto dal poeta leggero, fluido e rapido, adatto alle caratteristiche del mezzo di trasporto;

- Ornella: questo nome femminile fu usato per la prima volta da D'Annunzio nella tragedia "La figlia di Jorio", anche se delle ricerche approfondite hanno portato al ritrovamento in alcuni registri di una persona chiamata con questo nome già agli inizi del Novecento;

- Rinascente: il celebre grande negozio di Milano, un tempo nominato magazzini Bocconi, dal cognome dei suoi fondatori,  fu ribattezzato in questo modo dopo la sua riapertura seguita a un incendio scatenatosi nel 1917 e che stava quindi a indicare la sua "rinascita";


- Vigili del fuoco: termine che venne coniato da D'Annunzio in opposizione a "pompieri", parola  derivante dal francese "pompiers". Il nuovo termine si ispirava direttamente al latino "vigiles", indicando coloro che operavano nell'antica Roma;



- Fusoliera: è la parte dell'aereo che contiene passeggeri, carico ed equipaggio. Fu usata dallo scrittore per la prima volta nel 1910 nel romanzo "Forse che sì forse che no";


- Saiwa: il celebre marchio di biscotti, originario di Genova,  fu anch'esso coniato da D'Annunzio nel 1922 ed è l'acronimo di Società Accomandita Industria Wafer e Affini, dato che inizialmente l'azienda era specializzata nella produzione di wafer;







- Milite ignoto: non si ha la certezza che l'intellettuale coniò veramente questa espressione, ma ebbe un ruolo decisivo nella scelta del militare non identificato che è divenuto simbolo delle atrocità e della perdita delle vite umane durante la prima guerra mondiale.

Inoltre fu sempre D'Annunzio che convertì il termine "automobile" da maschile a femminile (per la sua grazia, snellezza e vivacità, ma non per l'obbedienza, qualità a suo parere sconosciuta alle donne) e il fiume Piave da femminile a maschile, dopo la virile battaglia. Suggerì inoltre a una celebre scrittrice di romanzi rosa lo pseudonimo "Liala" e coniò il termine "parrozzo" per indicare un celebre dolce abruzzese.

Fonti:



Siti da dove sono state tratte le immagini:

giovedì 29 settembre 2016

L'imperfetta

Cari lettori, oggi vi voglio segnalare questa nuova uscita, della quale ho già letto recensioni molto positive: ecco un altro romanzo che si aggiunge alla mia lista infinita di letture ;-) 

TRAMA (da amazon)

Notte e giorno dicevo nella testa le parole dei libri di mio padre. Le avevo tutte nella memoria, nessuno può rubare i pensieri senza peso, sottrarli nel sonno a chi li tiene stretti. Per Catena la notte è sempre stata un rifugio speciale. Un rifugio tra le braccia di suo padre, per disegnare insieme le costellazioni incastonate nel cielo, imparare i nomi delle stelle più lontane e delle erbe curative, leggere libri colmi di storie fantastiche. Ma da quando suo padre non c’è più, Catena ha imparato che la notte può anche fare paura e può nascondere ombre oscure. L’ombra delle mani della madre che la obbligano al duro lavoro nei campi e le impediscono di leggere, quella degli occhi gelidi e inquieti dello zio che la inseguono negli angoli più remoti della casa. Le sue sorelle sembrano non vederla più, ormai è la figlia imperfetta e il ricordo del calore dell’amore di suo padre non basta a riscaldare il gelo nelle ossa. Catena ha solo quindici anni quando decide che non vuole più avere paura. E l’ultima notte nella sua vecchia casa si colora del rosso della vendetta. Poi, la fuga nel bosco, dove cerca riparo con la sola compagnia dei suoi amati libri. È grazie a loro e agli insegnamenti del padre che Catena riesce a sopravvivere nella foresta. Ma nel suo rifugio, fatto di un cielo di foglie e di rami intrecciati, la ragazza non è ancora al sicuro. La stanno cercando e per salvarsi Catena deve ridisegnare la sua vita, la vita di una bambina che è dovuta crescere troppo in fretta, ma che può ancora amare di un amore forse imperfetto, ma forte come il vento. Con questo romanzo potente, finalista al prestigioso premio Calvino, Carmela Scotti ci guida al cuore di una storia antica e insieme attualissima, illuminata da un’intensa e affilata voce femminile. La storia di una ragazza coraggiosa e troppo sola. Della sua voglia di vivere contro tutto e tutti. Di una stella che continua a brillare anche in un cielo coperto di nuvole.

mercoledì 28 settembre 2016

Book Tag di Facebook

Cari lettori, oggi voglio proporre sul mio blog un tag che girava qualche settimana fa su facebook e al quale avevo partecipato. Ho deciso di condividerlo qui grazie alla nomina di Ella di https://librielibrai.blogspot.it/

Il tag riguardava l'elenco di dieci romanzi "che ti sono rimasti dentro" scritti di getto, senza pensarci troppo. Questa è la mia lista:

1- Orgoglio e pregiudizio
2- Dieci piccoli indiani
3- La Divina Commedia
4- Il bambino con il pigiama a righe
5- 1984
6- La bambina numero otto
7- Jane Eyre
8- Se questo è un uomo
9- I malavoglia
10- Il giro del mondo in 80 giorni

Se volete condividere la vostra lista fatelo pure nei commenti, oppure lasciatemi il link e ci andrò a curiosare ;-)

martedì 27 settembre 2016

Le bambine che cercavano conchiglie

Cari lettori, oggi per la mia rubrica di consigli vi voglio suggerire un romanzo poco conosciuto che ho letto qualche anno fa e che mi ha colpita per la sua intensità e per il mistero legato agli avvenimenti trattati, oltre che per le dinamiche familiari affrontate:


TRAMA (da amazon)

Il mare in tempesta si infrange sulle coste frastagliate coste del Dorset. In alto, su una scogliera impervia, si erge una casa colonica con le mura imbiancate che brillano come un faro sotto la luce del sole.
Clifftops. 
Il posto che una volta Dora chiamava casa. 
Da dietro le ampie finestre le sembra ancora di sentire risuonare le risa di sua sorella Cassie, il rumore delle loro corse di bambine gioiose. Adesso la natura ha ripreso il sopravvento e l’edera avvolge le antiche mura della magione dei Tide, in un viluppo di silenzio, polvere e segreti. Dora è fuggita da tutto questo, schiacciata dal peso della colpa. Una colpa inafferrabile come il vento, ma che si è insinuata nelle fibre del suo essere in profondità. E non le fa dimenticare quella lunga e calda giornata d’estate di tanti anni prima. I giochi alla ricerca di conchiglie, i nascondigli tra le rocce e quella piccola, fatale distrazione che ha distrutto un’intera famiglia. Da allora Cassie non le vuole più parlare e le due sorelle si sono allontanate irrimediabilmente. La sabbia e il vento non sono riusciti a disperdere il dolore, che è rimasto sepolto, come un cuore pulsante. Ma oggi Dora non può più fuggire, il soffio di una nuova vita respira dentro di lei e per amore del suo bambino deve ritrovare i pezzi perduti della sua vita. Perché dietro il massiccio portone di legno di quercia di Clifftops ci sono due occhi pieni di accuse e segreti ad attenderla, gli occhi di una donna che dovrebbe amarla, ma che da sedici anni sembrano covare solo risentimento. Gli occhi di sua madre. Dora deve trovare il coraggio di affrontarli una volta per tutte, prima che il segreto che le ha spezzate le travolga definitivamente come un’onda troppo impetuosa. 
Venduto in venti paesi, adorato dalla critica e premiato dai librai, Le bambine che cercavano conchiglie è un esordio che è difficile dimenticare. La storia di due sorelle e di una colpa inafferrabile come il vento. La storia di una madre e di un amore che niente potrà spezzare. La storia di tre donne fragili, che solo la forza del perdono potrà riunire.

lunedì 26 settembre 2016

Tempesta di neve e profumo di mandorle

Cari lettori, buon inizio di settimana a tutti! Oggi vi parlerò della raccolta di racconti di Camilla Lackberg, "Tempesta di neve e profumo di mandorle", edita da Marsilio.

Ho letto parecchie recensioni poco entusiaste su questo piccola raccolta, che è stata più volte definita una trovata commerciale. Che lo sia stata o meno, comunque, a me i suoi racconti sono piaciuti: dal visionario "Sognando Elizabeth", passando per quello incentrato sulla violenza domestica, "Il caffè delle vedove", approdando in quelli più introspettivi, come "Una morte elegante" e "Una giornata infernale" e arrivando infine all'ultimo, quello più lungo e che dà il titolo all'intera raccolta. 

In esso protagonista è uno dei personaggi minori della serie della Lackberg, Martin Molin, collega e amico del protagonista Patrick, che si trova isolato nella pensione sull'isola di Valo assieme a una delle sue numerose fiamme e a tutti i parenti di lei. La morte del ricchissimo nonno Ruben, avvenuta tramite l'ingerimento di cianuro (individuato dal caratteristico profumo di mandorla) il quale vorrebbe diseredare i parenti, farà scoppiare conflitti, rancori e problemi mai risolti, che coinvolgeranno i due figli maschi, le loro mogli, i figli e i cugini. L'ennesimo decesso di uno di loro complicherà ulteriormente la situazione, mentre la tempesta che infuria sempre di più li costringe a stare tutti insieme e isolati.

Questi racconti non seguono la scansione temporale della celebre serie della Lackberg, perciò possono essere letti anche come primo approccio a quest'autrice. Chi però ha già letto i suoi romanzi, potrà notare delle similitudini tra i vari racconti e i suoi romanzi: per esempio, nella prima storia ho trovato spunti tratti da "Il guardiano del faro", così come nel secondo; i complessi rapporti tra madre e figlia del terzo potrebbero richiamare quelli de "Lo scalpellino", mentre in "Una giornata infernale" ho trovato alcune tematiche trattate ne "la Sirena". Infine, nell'ultimo racconto ho riconosciuto spunti che mi hanno fatto ricordare sia "Il predicatore" sia "Il segreto degli angeli", a partire dalla sua ambientazione. Il senso di isolamento mi ha invece fatto rimembrare "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie.

Una raccolta di racconti dallo stile accattivante e scorrevole, che si legge in fretta e che consiglio a tutti gli amanti dei gialli!

sabato 24 settembre 2016

La gemella silenziosa

Buon sabato a tutti, oggi vi parlerò dell'ultimo romanzo che ho letto, "La gemella silenziosa", scritto da S. K. Tremayne ed edito da Garzanti.

La storia appartiene al genere thriller, velato da alcuni elementi paranormali che in genere non mi entusiasmano molto, ma che in questo romanzo non mi hanno disturbato in quanto non eccessivamente enfatizzati. 

Protagonista della vicenda è Sarah, una donna sposata e madre di due gemelle pressocchè identiche: Kirstie e Lydia, dette "le gemelle di ghiaccio" per via della loro conformazione fisica (capelli lunghi e biondi e occhi azzurrissimi). Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, caratterialmente sono molto diverse: se la prima infatti è più estroversa e solare, la seconda è maggiormente taciturna e solitaria e per questo molto simile a Sarah, che non nasconde una predilezione per lei, mentre il marito risulta essere più in sintonia con Kirstie.

Un giorno la loro tranquilla esistenza verrà spezzata da un tragico incidente: Lydia infatti muore cadendo dal balcone della casa dei nonni, Sarah per questo cade in depressione e suo marito (con il quale aveva in precedenza superato una crisi matrimoniale) si dà all'alcool.

Per cercare un nuovo inizio la famiglia decide di traferirsi sull'isola di Skye, situata nel mar della Scozia, dove il marito Angus ha ereditato una vecchia casa: lo scopo è appunto quello di superare il passato poter ricominciare una nuova vita. Ma proprio nel periodo antecendente alla partenza Sarah comincia a notare un profondo cambiamento in Kirstie, la gemella sopravvissuta: essa infatti inizia sempre di più ad assomigliare a Lydia e a un certo punto dichiara di essere proprio la sorella. 

Proprio per questo Sarah non capisce più nulla: e se invece di Lydia fosse morta Kirstie? Come fare a capire quale figlia è sopravvissuta dato che erano identiche e il corpo di quella morta è stato cremato?

E mentre i dubbi si fanno sempre più insistenti, inizia la loro nuova vita sull'isola, nella quale la figlia verrà isolata dai bambini della nuova scuola a causa dei suoi comportamenti sempre più strani: la bimba infatti continua a ripetere di vedere il fantasma della sorella, ma anche il marito nasconde alla famiglia un enorme segreto, segeto che affonda le sue radici su quello che è accaduto nel giorno della morte della figlia:solo facendo chiarezza su quello che è successo si potrà far luce alla verità.

Un romanzo psicologico molto originale, con colpi di scena e un finale inaspettato: molto ben delineate anche le descrizioni dell'ambiente, che danno l'impressione al lettore di trovarsi assieme ai protagonisti, in un posto inquietante che riflette in un certo senso i loro stati d'animo. Lettura consigliata!

venerdì 23 settembre 2016

Un'opera poco conosciuta di Boccaccio: Le isole Canarie

Cari lettori, oggi per la mia rubrica culturale ho deciso di scrivere un post illustrandovi un'opera di Giovanni Boccaccio sconosciuta ai più: mi sto riferendo a uno scritto in latino interamente dedicato alle isole Canarie.






Questo testo è la trascrizione in latino del resoconto di viaggio compiuto da Nicoloso da Recco, un navigatore genovese che nel 1341 compì un viaggio nelle Canarie, patrocinato da Alfonso IV di Portogallo. 


Al ritorno dalla spedizione, durata all'incirca 5 giorni, Boccaccio ci racconta che Nicoloso da Recco portò con sè alcuni indigeni e un po' di oggetti artigianali come, per esempio, bastoni usati per colorare delle stoffe.

Nell'opera inoltre l'autore ci informa che gli abitanti dell'isola (i Guanci) erano persone dalla pelle chiara, con i capelli lunghi e biondi e dalla struttura fisica molto valorosa. Non usavano abiti, a parte alcuni capi in pelle, ed amavano particolarmente cantare e danzare. Sulle isole erano presenti numerose foreste e animali come capre, pecore e cinghiali. Abbondavano anche i fichi e i datteri.

Gli indigeni si dedicavano al commercio, all'allevamento e all'agricoltura, soprattutto di cereali, ed erano soliti costruire case in pietra molto curate che dipingevano di bianco.

La lingua degli indigeni cambiava da isola e isola e così i loro usi e costumi. 

Lo stile dell'opera boccaccesca (oggi conservata a Firenze) è molto essenziale, priva di orpelli decorativi, sullo stile delle narrazioni mercantili che venivano scritte all'epoca.  

Spero che questa curiosità vi sia piaciuta e vi do appuntamento al prossimo post di "Letteratura & cultura": buon fine settimana!


Immagine tratta da www.ilgirasoleviaggi.it

giovedì 22 settembre 2016

La distanza tra me e te

Cari lettori, oggi vi voglio segnalare tra le nuove uscite l'ultimo romanzo di Lucrezia Scali, una giovane scrittrice di cui quest'anno ho apprezzato il suo primo romanzo "Te lo dico sottovoce" e proprio per questo, appena potrò, mi dedicherò alla lettura di questa sua seconda storia. Se qualcuno lo ha già letto e vuole darmi il suo parere, come sempre, lo faccia pure nei commenti :-)


TRAMA (da amazon)

Isabel abita a Roma: poco socievole, precisa, abitudinaria, programma la sua vita nel dettaglio. Non sopporta le sorprese, non le piace cambiare i suoi piani all’ultimo momento e considera l’imprevisto un vero nemico. Andreas vive in un piccolo bilocale a Torino, dove gestisce l’officina del padre. Ama la compagnia degli altri, il rischio e l’avventura. Due mondi incompatibili, uniti solo da una comune passione: i cani. Entrambi ne hanno uno, a cui sono legatissimi. Ed è proprio quando li accompagnano a una gara, che Isabel e Andreas s’incontrano. O per meglio dire, si scontrano, perché l’impatto non è dei migliori. Quasi per gioco, i due prendono a scriversi su Facebook. Brevi messaggi conditi da ironia e frecciatine. Sarebbe tutto perfetto, se Isabel non fosse sposata e Andreas fidanzato...

mercoledì 21 settembre 2016

L'autunno in poesia

Cari lettori, oggi è il 21 settembre, primo giorno d'autunno (anche se altri indicano il 23, ma io ho deciso di essere "tradizionalista"), una stagione che porta con sè la fine dell'estate ma che racchiude anche l'inizio di un nuovo periodo, una stagione che può piacere e non piacere, che può regalarci ancora giornate estive ma anche i primi freddi. Insomma, un periodo dalle mille sfaccettature. Personalmente non amo molto questa stagione perchè adoro l'estate e il caldo, ma in questi ultimi anni qui al Nord questo periodo ci ha riservato delle belle giornate, quindi voglio essere fiduciosa, anche se oggi, in verità, ha piovuto...

Per ricordare questa giornata ho deciso di riportarvi tre poesie a tema, evitando quelle più famose per proporre qualcosa di diverso: la prima è di Alessandro Manzoni, ed è stata tratta dal sito http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/poesieautunno2/poesieautunno2.htm e s'intitola "Mattino d'autunno":

Il cielo era tutto sereno:
di mano in mano che il sole s’alzava
dietro il monte si vedeva la sua luce...
Un venticello d’autunno,
staccando dai rami
le foglie appassite del gelso,
le portava a cadere qualche passo
distante dall’albero.


La seconda è del poeta rondista Vincenzo Cardarelli, e in essa l'autore paragona l'avvicendarsi delle stagioni alla vita dell'uomo, cogliendo l'occasione per elogiare la giovinezza (tratta dal sito http://www.isoladellapoesia.com/poesie_famose/115-poesia-sull-autunno-di-cardarelli.php.)


Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora che passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.



La terza e ultima è invece una composizione del celebre poeta romano Trilussa (tratta dal sito http://spazioinwind.libero.it/maestrasabry/risorse/autunno.htm) e s'intitola "Foglie gialle":

 
Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle
come farfalle
spensierate?
Venite da lontano o da vicino
da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?

Se conoscete qualche altra poesia a tema e avete voglia di citarla fatelo pure nei commenti :-)

martedì 20 settembre 2016

Una ragazza da sposare

Cari lettori, oggi per la mia rubrica di consigli letterari vi voglio segnalare un romanzo giovanile di Sophie Kinsella, uno di quelli scritti con il suo vero nome, Madeleine Wickham, e che s'intitola "Una ragazza da sposare": una storia molto divertente che vi terrà incollati alle pagine dall'inizio alla fine :-)


TRAMA (da amazon)

A diciotto anni, Milly è una ragazza allegra e spensierata che ha tanta voglia di divertirsi e nessuna fretta di diventare adulta. Così quando Allan, un suo conoscente gay, durante una vacanza studio a Cambridge le chiede di sposarlo per permettergli di rimanere in Inghilterra con Rupert, il ragazzo di cui è innamorato, lei accetta senza esitazioni.
Come se fosse un gioco - ma è tutto vero -, Milly si veste da sposa, pronuncia le promesse di matrimonio e posa con Allan per le foto di rito. Ora, per la legge, è la signora Kepinski.
Dieci anni dopo quell'episodio ormai lontano e dimenticato, Milly è una ragazza molto diversa. Si è fidanzata con Simon, che la adora, e i due hanno deciso di sposarsi con una cerimonia da sogno, voluta soprattutto dall'insopportabile madre di lei. Il futuro genero è davvero un ottimo partito, bisogna approfittarne!
Milly è felice e lascia fare. E poi nessuno sa del suo precedente matrimonio, quindi è come se non fosse mai accaduto, no? Peccato che, a soli quattro giorni dal fatidico "sì", il passato ritorni con prepotenza rischiando di rovinare la sua bella favola. Come fare con Simon? E, soprattutto, come tenere a bada sua madre?
Ma la futura sposa non è certo l'unica in famiglia ad avere un segreto...
Con la leggerezza e lo sguardo divertito e acuto che la contraddistinguono da sempre, Madeleine Wickham va dritto al cuore dei rapporti affettivi, dando vita al ritratto pungente di un mondo in cui le apparenze rischiano di prendere il sopravvento su ciò che conta realmente nella vita. Tra rivelazioni inattese, amare scoperte e riconciliazioni insperate, i protagonisti di questa deliziosa commedia si rendono conto della forza dei sentimenti e di quanto sia importante essere davvero se stessi.

lunedì 19 settembre 2016

Settembre: L'uomo e il cane di Carlo Cassola

Buon inizio di settimana a tutti, oggi ritorna la mia rubrica mensile dedicata a un classico della letteratura italiana o straniera. Per questo mese ho deciso di proporvi un libro poco conosciuto scritto da Carlo Cassola, il celebre autore de "La ragazza di Bube".

Questa è una storia molto breve e assai semplice, anche dal punto di vista stilistico, tanto che l'edizione che ho letto fa parte di una collana dedicata alle letture scolastiche (diversa da quella che vedete nella foto). Ma non bisogna farsi ingannare, perchè è proprio in trame come queste che si possono ritrovare spunti di riflessione molto impegnativi.

Il romanzo è ambientato in Toscana (probabilmente nelle zone di Volterra) al tempo del regime fascista. Protagonista è un cane, Jack, che da domestico si ritrova randagio all'improvviso: la nuova vita non è facile, anche perchè nessun altra persona o famiglia mostra la minima intenzione di volerlo adottare, e più volte viene scacciato.

Poco per volta Jack accetta la sua condizione di randagio e addirittura stringe amicizia con un gatto, accomunato dalla sua stessa triste sorte.

A un certo punto però avviene la svolta: Jack attira l'attenzione di un uomo, Danilo, che purtroppo per il nostro protagonista non si rivelerà una scelta azzeccata.  

Spero di non avervi spoilerato troppo, ma non ho potuto raccontarvi di meno perchè vorrei ora mettere in luce quello su cui vuole farci riflettere questa triste storia: innanzitutto l'autore con la figura del cane vuole mettere in rilievo la condizione generale dell'uomo, costantemente in bilico tra dipendenza e libertà, e questo credo che sia una tematica veramente molto attuale. 

Jack è un cane domestico, ama la dipendenza dal padrone, poi assapora la libertà ma alla fine non tradisce la sua natura e si affianca di  nuovo a un padrone, ma questo per lui sarà la peggiore delle scelte. 

Quante volte anche l'uomo vorrebbe essere libero ma poi sceglie di adeguarsi alla massa? Per Cassola ciò è un chiaro riferimento all'ideologia del totalitarismo fascista, che prima attira volontariamente gli uomini e poi li rende schiavi, ma penso che questa riflessione possa essere sempre importante, anche al di là del tempo e del contesto storico. 

E poi, ecco un'altra riflessione: essere liberi non è semplice e questa condizione bisogna saperla utilizzare al meglio, cosa che per esempio non fa il nostro protagonista. Per questo il concetto di dipendenza e libertà è molto più complesso di quanto si possa pensare e questo breve romanzo prova ad affrontare, anche se senza proporre una vera e propria soluzione, questa difficile tematica.

Lettura consigliata a chi vuole leggere un classico meno famoso ma non per questo di valore minore.

Al prossimo libro! :-)

P.s. Copertina presa dal sito www.sololibri.net

sabato 17 settembre 2016

Book Tag

Buon sabato a tutti, oggi vi propongo un book tag trovato sul blog di Jess "La ragazza col kindle" http://laragazzacolkindle.blogspot.it/2016/09/book-tag.html, che vi consiglio di visitare. Il Tag è stato ideato dal blog Acupofteandgoodbook.

Queste sono le domande:

1. E-book o cartaceo?
Preferisco leggere il cartaceo, anche perchè ho solo il kindle per pc, che però utilizzo per leggere i romanzi self

2. Brossura o rilegati?
Mi è indifferente
 
3. Shopping online o in libreria?
Libreria, così posso anche dare un'occhiata in giro. L'acquisto online lo faccio solo o perchè non trovo in libreria quello che cerco o per eventuali sconti

4. Trilogie o serie?
Se il romanzo è appassionante mi piace che diventi una serie, più che altro per ritrovare i personaggi, basti però che non diventi un modo per "allungare il brodo" fatto solo per ragioni puramente commerciali. Quindi, ben vengano le serie, ma solo se hanno una loro ragion d'essere

5. Eroi o cattivi?
Eroi, i cattivi non mi piacciono nè nella realtà nè nella fantasia

6. Un libro che vorresti leggessero tutti?
Al momento mi viene in mente "Storia di una ladra di libri", perchè non solo parla di un tragico fatto storico realmente accaduto ma anche perchè affronta il tema della lettura e del potere delle parole

7. L'ultimo libro letto? 
Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flag

8. L'ultimo libro acquistato?
Acquisto pochissimi libri, sia per ragioni di spazio sia per motivi economici, quindi non ricordo il mio ultimissimo acquisto... forse un volumetto di critica letteraria trovato in un negozio dell'usato... la maggior parte dei libri che leggo provengono dalla biblioteca

9. La cosa più strana usata come segnalibro?

Degli scontrini, oppure delle etichette di abiti ;-)

10. Libri usati si o no?
Sì, soprattutto testi universitari prima di laurerarmi!

11. I nomi dei primi tre libri che ti vengono in mente? 
La gemella silenziosa, la compagna di scuola, tutta colpa della neve

12. Un libro che ti ha fatto piangere e ridere allo stesso tempo?
Io sto con Marta di Giorgio Ponte

13. Mondo reale o fantastico?
Reale, fantasy e fantascienza non fanno per  me

14. Un film o un telefilm che hai preferito al libro?
Forse "Cime tempestose", ma quando ho iniziato a leggerlo ero molto piccola: infatti lo voglio rileggere!
 
15. Giudichi un libro dalla copertina?  
Sì, ma non mi fermo alla copertina, leggo anche la trama e se mi piace mi faccio un pensierino!

Bene, per questo tag taggo tutti e quando lo avrete fatto verrò a leggere le vostre risposte! Buon pomeriggio :-)

venerdì 16 settembre 2016

Elisa Trapani: "la Liala della Sicilia"

Qualche settimana fa, sul "Corriere della Sera" (precisamente quello datato 21 agosto 2016), ho letto un articolo di Alessia Rastelli molto interessante, dedicato a una scrittrice poco conosciuta ma con una carriera letteraria di tutto rispetto, alla quale vorrei dedicare il post culturale di questa settimana.

Sto parlando di Elisa Trapani (1906-1989), originaria di Marsala e alla quale sarà presto dedicata una via nella sua città natale. Elisa non passò tutta la sua vita nel Sud Italia, ma nel 1925 si trasferì con la famiglia prima a Trento, poi a Livorno e infine a Milano, dove passerà il resto della vita.

La sua produzione letteraria fu veramente ingente: Elisa infatti pubblicò ben 77 romanzi con Rizzoli, Mursia, Mondadori, Fabbri e in più compose quasi 2000 scritti, che comprendono novelle, fiabe e favole che furono pubblicate su riviste sia per adulti sia per ragazzi (come, per esempio, "Grand Hotel", "Novella", "Annabella", "Intimità" e il "Corriere dei Piccoli"). A questo si aggiunge la scrittura il suo diario, iniziato fin da quando era ragazzina e la direzione, per un certo tempo, de "L'eco della Sicilia".

Il genere dei suoi romanzi era il rosa: a questo proposito curioso il titolo del suo primo libro, "Denaro batte amore 3 a 0", del 1936, che ha il chiaro intento di essere provocatorio e non adeguato alle ragioni commerciali dell'epoca. L'ultimo fu scritto pochissimi anni prima della sua morte, segno della sua forte vocazione per la scrittura. I suoi scritti per ragazzi sono delineati da un sottile umorismo e da un intento pedagogico che non risulta troppo pedante.

Nel 2006 la figlia Anna De Simone, ex insegnante di lettere e critica letteraria, ha pubblicato un libro dal titolo "Caro Michele. Fiabe e racconti della tua bisnonna", strutturato come una lunga lettera indirizzata al nipote, nel quale viene raccontata la vita di Elisa Trapani con lo scopo di far conoscere a Michele la figura di questa particolare bisnonna. Ed è stata proprio in quest'occasione che la sua figura è stata meglio conosciuta, dato che con il tempo era stata dimenticata. La scrittura è un dono di famiglia: anche il figlio di Elisa, infatti, è un affermato scrittore.

Penso che la figura di questa persona sia molto interessante e degna di nota sia come donna, dato che dovette faticare per poter ottenere un'istruzione adeguata, sia come scrittrice, e proprio per questo mi ha fatto piacere leggere quest'articolo e avere la possibilità di conoscerla. Ora, con il mio post, mi piacerebbe che anche voi possiate saperne qualcosa di più e magari leggere anche qualcuno dei suoi romanzi. 

mentre l'immagine è stata tratta da www.corriere.it

giovedì 15 settembre 2016

Come sposare un milionario

Cari lettori, oggi per la mia nuova rubrica riguardante le novità vi vorrei segnalare un romanzo che mi ispira moltissimo (e non solo per il titolo ;-)). Trattasi infatti di una rivisitazione in chiave moderna di uno dei miei classici  preferiti, "Orgoglio e pregiudizio"...

TRAMA (da amazon)

Il matrimonio è sopravvalutato. Almeno è così che la pensa il Signor Bennet, padre di cinque splendide figlie - tutte ostinatamente nubili - e marito di lungo corso di una donna ingombrante. Ma quando Chip Bingley, scapolo tra i più ambiti, fa ritorno a Cincinnati, niente e nessuno può contenere la frenesia che come una febbre si impossessa della Signora Bennet. L’eccitabile e invadente matriarca, infatti, è pronta a tutto pur di vedere sistemate almeno le maggiori tra le sue ragazze: la dolce Jane, maestra di yoga ormai vicina ai quaranta e tormentata dal desiderio di un figlio, e l’inquieta Lizzie, giornalista residente a New York e single part-time. Poco importa che problemi ben più pressanti minaccino la serenità della famiglia… Sull’orlo della
rovina economica, incalzate da mille imprevisti e complicazioni, riusciranno le sorelle Bennet a sopravvivere a quel ciclone chiamato amore?
Con implacabile leggerezza, Sittenfeld ci racconta chi siamo in questa storia romantica e irriverente, modernissima e senza tempo, scintillante di intelligenza e di ironia.

mercoledì 14 settembre 2016

Stranger Things Book Tag

Ciao a tutti, oggi giornata e post dedicato al tag per il quale sono stata nominata da Alisya del blog "Un libro nel cassetto" (qui le sue risposte https://unlibronelcassetto.blogspot.it/2016/09/strangerthings-booktag.html?showComment=1473785645212#c3990859142751673550).
Ma bando alle ciance e cominciamo subito ;-)

EPIC INTRO: Un libro che ti ha catturato fin dalla prima pagina


Ho letto questo romanzo al mare, e fin dall'inizio mi ha catturato per diversi fattori: la stranezza e l'originalità della protagonista, la sua dote, il suo lavoro e lo stile sarcastico dell'autrice. Per questo, non vedo l'ora di leggere il secondo.


DUNGEONS AND DRAGON: Un mondo fantastico che ti piacerebbe visitare


A chi non piacerebbe farsi un bel giretto (da vivi, s'intende) tra l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso?


SQUAD GOALS: Il tuo gruppo di amici preferiti

Saranno un gruppo strampalato, ma a me la comitiva protagonista di "I love shopping a Las Vegas" ha divertito un sacco!


ABC'S & CHRISTMAS LIGHTS: Un personaggio mentalmente istabile

Sarà forse banale, ma al momento mi viene in mente Otello


THE UPSIDE DOWN: un libro completamente differente rispetto alle tue aspettative


Pensavo fosse un thriller che più classico non si può: investigazioni, pathos, tensione, repentini cambi di scena, azioni veloci, invece la storia ruota soprattutto intorno alla psicologia dei personaggi: non che sia brutto, ma pensavo fosse diverso!

MAD SCIENTISTS: un distopico con il governo peggiore

Perdonami Alisya, ma qui ti copio: 1984 è impossibile da non nominare...

DEMORGORDON: una creatura che non vorresti mai vedere uscire dal muro di casa tua

Di certo Frankestein non mi renderebbe del tutto tranquilla!

CLIFFANGER ENDING: un libro con un finale mozzafiato


E qui mi viene in mente l'ultimo romanzo letto di Camilla Lackberg, "Il segreto degli angeli"

Bene, e ora passiamo con le nomine:

Angela di Chicchi di Pensieri
Nik de Gli alberi da libri
Jasmine di Stoffe d'inchiostro
Silvia di La nostra passione non muore mai ma cambia colore
Susy de I miei magici mondi 
Lucia de La mia caotica libreria

Comunque, se qualcun altro vuole o si è già cimentato nel tag, aggiunga pure il suo link nei commenti e passerò di sicuro a dare un'occhiata!

martedì 13 settembre 2016

All'improvviso New York

Cari lettori, oggi vi voglio consigliare un altro bellissimo romanzo scritto da Melissa Hill, dal titolo "All'improvviso New York", ecco la trama:

TRAMA (da amazon)

Darcy Archer lavora in una piccola libreria indipendente di Manhattan. È una sognatrice: non è disposta ad accontentarsi e a trentatré anni aspetta l'arrivo del Vero Amore, quello che abita nei suoi adorati romanzi. Un giorno di dicembre, sfrecciando in bicicletta per le strade innevate della città, travolge un uomo che le sbuca davanti all'improvviso. Quando Aidan Harris viene portato via dai paramedici, sul marciapiede rimangono il suo cane e un pacco misterioso. In preda ai sensi di colpa, Darcy fa di tutto per ricongiungere il cane, un adorabile husky di nome Bailey, al suo padrone e quando scopre che nell'incidente Aidan ha perso la memoria, le cose si complicano. Inizia così l'indagine di Darcy che, decisa ad aiutarlo a ritrovare la sua identità, si lascia trascinare da Bailey attraverso una New York natalizia, vibrante di luci e colori, fino a un lussuoso appartamento nell'Upper West Side. Qui raccoglie indizi preziosi sulla vita dello sconosciuto, che sembra fatta di viaggi esotici, sport estremi e bellissime donne, e trova la stanza dei suoi sogni: una biblioteca privata colma di preziosissime prime edizioni. Mettendo insieme le tessere del puzzle, la sua vivida immaginazione costruisce un ritratto di Aidan incredibilmente somigliante al suo uomo ideale. Ma le sue fantasie corrispondono alla realtà? E cosa succede quando la realtà è ben diversa da quanto sembra?

sabato 10 settembre 2016

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

Cari lettori, oggi dedicherò questo post alla recensione del romanzo "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop", scritto da Fannie Flag ed edito da Bompiani.

Ho scoperto dell'esistenza di questo romanzo proprio girovagando nella blogosfera e, incuriosita dalla trama e dalle opinioni più che positive delle varie blogger, ho deciso di leggerlo. 

La storia è molto particolare e sviluppata su diversi piani temporali: filone principale è quello ambientato negli anni 80 del novecento e che vede protagonista Evelyn (donna di mezz'età in crisi esistenziale) e l'anziana Virginia Threadgoode, conosciuta da Evelyn nella casa di riposo nella quale risiede la suocera.

Le due donne stringono una forte amicizia e Virginia, visita dopo visita, racconta a Evelyn il suo passato, vissuto nella cittadina di Whistle Stop, nell'Alabama, a partire dagli anni 20. Vera anima della città era il famoso caffè, gestito dalla cognata omosessuale Idgie e dalla sua compagna Ruth, che in passato era stata sposata con un uomo violento, dal quale aveva avuto un figlio, soprannominato Stump a causa della mancanza di un braccio, perso a causa di un incidente. Le due donne e tutti gli abitanti del paese si trovano a vivere in un contesto storico molto difficile, a causa della grande Depressione: a tal proposito verrà investito da una sorta di alone di santità un famoso benefattore che ruberà dai treni i prodotti destinati allo Stato per donarli ai poveri. Ma questo è anche il periodo delle dimiscriminazioni razziali, contro le quali si batteranno le due donne, in un contesto ancora troppo retrogado e denso di pregiudizi.

Inoltre, altri problemi si profilano all'orizzonte, dato che quando il marito di Ruth scomparirà misteriosamente Idgie finirà nei guai, giungendo anche in tribunale: riuscirà a dimostrare la propria innocenza? E si riuscirà a far luce su quello che è veramente accaduto a quell'uomo violento e senza scrupoli?

Per scoprirlo vi invito alla lettura di questo romanzo, che ho trovato molto originale, ricco di tematiche importanti (come l'omosessualità, il razzismo, la Storia che s'intreccia con le vicende private di piccole comunità), ma anche colmo di delicatezza e di un sottile umorismo. Unica pecca, se proprio vogliamo chiamarla così, è il continuo sbalzo temporale, che all'inizio mi ha creato un po' di confusione, ma poi, una volta abituata, non mi ha più dato fastidio.

Azzeccatissima anche l'idea di creare un parallelismo tra le donne del passato e quella del presente la quale, prendendo spunto dalla loro forza d'animo, riuscirà a chiarire se stessa e a ricominciare a prendere in mano la propria vita.

Una lettura veramente deliziosa, che consiglio veramente di non lasciarsi sfuggire :-)

venerdì 9 settembre 2016

Un museo poco conosciuto di Milano: il Bagatti Valsecchi

Cari lettori, da oggi ritorna (dopo la pausa estiva) la mia rubrica culturale, che uscirà sempre di venerdì, anche se non regolarmente. 

Oggi ho deciso di dedicare il mio approfondimento culturale a un museo che ho visitato pochi giorni fa e che mi ha particolarmente colpita: trattasi del museo Bagatti Valsecchi, situato nel quadrilatero della moda, in una via trasversale a via Montanapoleone (Via Gesù, 5).

La struttura è un palazzo di fine Ottocento, che all'epoca venne abitato dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. La particolarità di questo edificio non è solo la sua grandezza e magnificenza, ma anche la possibilità di poter vedere gli arredi nella loro posizione originaria e le numerose collezioni dei due fratelli che, seppur  laureati in legge, dedicarono la loro vita all'arte, all'architettura, al collezionismo e alla loro passione per il rinascimento.

Il percorso della visita si snoda attraverso il primo piano del palazzo e comprende inizialmente la visita all'appartamento di Fausto e poi quello di Giuseppe. In quello del primo fratello si possono ammirare la sala dell'affresco; la sala Bevilacqua (nella quale troneggia un particolarissimo dipinto creato con velluto, tessuti e pietre preziose); la biblioteca; la camera da letto con il suo lugubre orologio a forma di teschio) e il bagno, nel quale fa mostra di sè una particolarissima vasca con doccia, un moderno lavandino e un ancora più all'avanguardia sistema di riscaldamento.

Nell'appartamento di Giuseppe è invece presente la sala della stufa Valtellinese, la camera Rossa (nella quale riposava con moglie e figli e che potete vedere in foto) e la camera Verde, dedicata solo a se stesso.


Le parti in comune tra i due fratelli erano invece la galleria della Cupola con i suoi pregevoli vasi in ceramica; il grandissimo salone dove ricevevano gli ospiti (in foto); la sala da pranzo (in foto) e lo studio. Completa la visita anche la sala dedicata all'esposizione delle armi di cui i due fratelli erano collezionisti.




Molto divertente la sezione moderna costruita appositamente per i visitatori, composta da una serie di cassetti con all'interno oggetti di uso comune della famiglia, come ventagli, rosari, scritti, biglietti, menù di ricevimenti, oltre ai numerosi pannelli contenenti foto dei due fratelli e dei loro discendenti, che abitarono nella casa fino al 1974. 

Completa ed esaustiva l'audioguida, che mi ha permesso di comprendere meglio la visita e interessantissime le numerose collezioni presenti nei vari saloni, che comprendono dipinti, vasi, ceramiche, strumenti musicali, oggetti di arte applicata, mappamondi, posate...

Se avete occasione di passare per Milano e avete voglia di fare un tuffo nel passato, vi consiglio di farci una visita, perchè ne vale veramente la pena!


P.s. Le foto sono state tratte dal sito ufficiale del museo a eccezione della prima, presa da tripadvisor.